Di Pierre Coppi e Monica Giloni

-Codice Review fornito da PQube
-Testato su Xbox Series X

Il publisher PQube, insieme agli sviluppatori Dual Effect e Abstract Digital Works lavorano in concerto per portare sulle nostre console un survival horror alla vecchia maniera. Riusciranno nell’impresa? Scopritelo nella nostra review di Tormented Souls!

Se diciamo survival horror classici, siamo sicuri che i primi tre titoli che vi verranno in mente saranno Resident Evil, Silent Hill, e Alone in the Dark. Giustamente tra l’altro. E siamo anche sicuri che questi tre capisaldi siano stati i giochi che hanno ispirato Dual Effect, il duo di fratelli cileni che hanno sviluppato questo Tormented Souls.

Tormented Souls (TS, da ora) quindi fa parte di quel genere di giochi ormai sparito dai radar, specialmente nelle pubblicazioni Tripla-A, il survival horror: enfasi sull’esplorazione, enigmi, munizioni scarse, questa la ricetta che ha portato alla luce quello che per molti é tutt’ora uno dei generi più interessanti mai concepiti. Interessante notare poi come i tre padri fondatori, quei tre titoli menzionati poco sopra, si siano fondamentalmente allontanati dal concetto che li ha resi celebri: Resident Evil ha più volte approcciato il modus-operandi del blockbuster hollywoodiano scontentando i fan (recentemente é tornata in carreggiata, potete leggere le recensioni qui su www.powerwave83.com), Alone in the Dark si può considerare morto e sepolto, mentre Silent Hill, dopo alcuni episodi poco ispirati e la tristemente famosa epopea con protagonisti P.T., Kojima e Guillermo del Toro, pare sospeso in coma farmacologico. Triste come cosa, se pensate che dalla metà degli anni ’90 in poi si creò una sorta di boom per il genere: nacquero simil-cloni come Galerians, Overblood, Clock Tower e più avanti negli anni Extermination, il bel Cold Fear (che abbiamo recensito nella sezione retro) o ancora Haunting Ground (Capcom), potremmo andare avanti per pagine e pagine. La morale di tutto questo? Ora, per giocare a qualcosa di simile a quei gloriosi titoli, bisogna volgere lo sguardo verso il mercato indie. Ed ecco entrare in scena PQube, Dual Effect, e questo Tormented Souls.

La trama di TS sarà, come da tradizione/regola non scritta, una sorta di tributo ai film di serie B: La storia inizia con la nostra protagonista, tale Caroline Walker, mentre riceve una lettera. Niente di strano fino a questo punto, non fosse che la lettera contiene al suo interno la foto di due gemelline unitamente ad un messaggio piuttosto inquietante. Incuriosita e parimenti preoccupata, la nostra giovane eroina si precipita sull’isola di Blackwood alla volta del Wildberger Hospital, una terrificante magione gotica trasformata in ospedale. Le cose volgono al peggio quasi immediatamente, infatti, pochi minuti dopo il suo ingresso, Caroline viene colpita alla nuca e perde conoscenza. Diverse ore dopo, una volta rinvenuta, Caroline si risveglia nuda in una vasca, collegata a uno strano macchinario con un tubo infilato nella trachea e senza più l’occhio destro, apparentemente rimosso durante il suo periodo di black-out. Per quale motivo? E soprattutto, da chi? Saranno queste le domande, insieme alla ricerca delle gemelline scomparse, che daranno inizio all’avventura vera e propria.

TS, come abbiamo già ripetuto alla morte dall’inizio di questa recensione, è un survival horror nel senso più canonico del termine, dalle telecamere fisse agli enigmi. Una parte fondamentale di questa esperienza però, sarà da ricercarsi nella location usata per la stessa, ovvero il Wildberger Hospital, un pilastro tale da renderlo effettivamente un personaggio a sé stante. Questa costruzione gigantesca infatti, nata originariamente come magione privata e solo successivamente modificata in istituto sanitario, renderà anch’ella omaggio a capisaldi del genere come la leggendaria Spencer Mansion di Resident Evil (1996) o il Morton Manor di Alone in the Dark – The New Nightmare (2001). Cantine, studi, cucine, diversi tipi di laboratorio, esplorare la spaventosa magione sarà una esperienza decisamente interessante, vista anche l’incredibile cura per il dettaglio riposta nella creazione della stessa. Interessante, dicevamo, anche perché l’implementazione del concetto ospedaliero implicherà tutta una serie di variabili che andranno decisamente a braccetto con il tema horror alla base del gioco. Sovente capiterà di incappare in orribili e grottesche mutilazioni, assieme a inquietanti note che potrete leggere su diari, terminali, libri e via dicendo. Per quanto ci riguarda, la location del gioco, punto cruciale di ogni buon survival horror che si rispetti, é uno dei punti forti di Tormented Souls. Promosso!

Se uno dei punti cardine delle esperienze survival horror é l’ambientazione, l’altro sarà sicuramente quello legato al gameplay, a sua volta scisso in combattimenti ed enigmi. Iniziamo dal primo punto. Caroline, la nostra protagonista, non é decisamente l’eroina di un film d’azione: non é una poliziotta, non é un’agente speciale, e non avrà nemmeno particolari talenti naturali. Questo però non significa che controlleremo un pezzo di carne deambulante e incapace di difendersi, perché la nostra protagonista avrà presto accesso a diversi strumenti di difesa: un piede di porco (utile anche per gli enigmi), una spara-chiodi industriale e più avanti altro ancora (no-spoiler!). I combattimenti saranno caratterizzati dalla rigidità con cui abbiamo imparato a convivere da ormai quasi vent’anni, niente da dire in merito, un tasto per alzare l’arma e uno per sparare, come da copione. Caroline avrà però un’ulteriore freccia nel suo arsenale, e questa consisterà in un utile salto all’indietro attivabile con Grilletto SX + X (o Quadrato, su PS). Il combat-system funziona, senza dubbio, ma fondamentalmente perché ogni nemico si comporterà nello stesso identico modo: vi inseguirà e tenterà di colpirvi, con giusto qualche sporadica variazione sul tema (qualche sputo acido o proiettile di dubbia natura), e la mossa evasiva menzionata poco sopra, una volta capite le tempistiche di questi attacchi (ogni colpo nemico é ampiamente telegrafato) diventerà decisamente over-powered. Peccato, avremmo preferito un minimo di varietà in più.

Dove il gioco funziona decisamente meglio è invece nel comparto del gameplay dedicato agli enigmi. Sarà difficile da far credere ai nostri lettori più giovani, abituati come sono a dinamismi molto più effervescenti nei giochi moderni, ma ammettiamo di aver adorato il fatto di doverci fermare a ragionare su quale sarebbe stata la prossima mossa, dopo anni in cui la cosa più impegnativa che chiedevamo al nostro cervello era sulla falsariga di “dov’è l’indicatore per il prossimo obiettivo?“. Sono proprio godibili, questi enigmi, spesso suddivisi in diversi strati (non solo “trova la tal chiave per la tal porta”, quindi) ed ognuno tematicamente appropriato. Non pensiate però che il concetto di enigma sia solo legato all’aprire porte o recuperare oggetti però, perché sarà implementato anche nel gameplay vero e proprio: con il fatto che almeno inizialmente non potrete equipaggiare simultaneamente il vostro accendino (rimanere nel buio per più di pochi secondi vi ucciderà) e la vostra arma implicherà che alcune aree vi saranno precluse finché non avrete trovato una fonte di luce stabile. Dovrete far funzionare la materia grigia in TS, e non possiamo che lodare Dual Effect per questo.

BONUS – L’ANGOLO DI YUNEKO: “Da amante del genere survival horror non potevo farmi sfuggire l’occasione di testare questo nuovo titolo indie. Dopo diverse sessioni, mi sento di descrivere Tormented Souls come “Un ritorno al passato in salsa moderna”. Giocare un gioco simile, indipendente e sviluppato da sole due persone, e vederlo riuscire a entrare nel cuore degli appassionati facendo a spallate con i soliti ignoti mi ha riempito di gioia e nostalgia. L’ambientazione strizza l’occhio alla Mansion di RE, le tematiche a Silent Hill e Alone in the Dark. Sicuramente c’è da migliorare qualcosa, soprattutto nei combattimenti e nella consultazione della mappa, così come la recitazione. Il titolo per me vale la pena di essere giocato, specialmente se si considera che questo è il primo lavoro dei due fratelli Cileni. Aggiungete poi che è venduto ad un prezzo irrisorio e non avrete più scuse. Un peccato non giocarlo!”

Tecnicamente il gioco ci é parso decisamente ben fatto, specialmente se si prende in considerazione la natura indipendente del titolo. Le ambientazioni del gioco sono sorprendentemente dettagliate e, a prima vista, è quasi difficile credere che non siano fondali pre-renderizzati. E il modo in cui la decrepita attrezzatura ospedaliera contrasta con la splendida architettura gotica della villa e con l’arredamento maestoso rende l’ambiente così inquietante da far supporre che lo stesso George Trevor (RE) abbia avuto a che fare con la sua costruzione. Ma, ovviamente, un gioco horror può considerarsi tale solo al netto dei mostri che lo popolano. Per fortuna, gli abitanti demoniaci di Tormented Souls sono terrificanti. Sono creature mutilate e fuse con attrezzature mediche come sedie a rotelle, , stampelle, bombole di ossigeno, bisturi e supporti per flebo. È body horror nella sua forma più pura, e lo abbiamo adorato.

Ma questo non vuol dire che TS sia perfetto. In primis la mappa di gioco é piuttosto difficile da leggere, punto critico per un gioco che fa di esplorazione e backtracking il suo forte. Un’altra cosa che danneggia l’immersione è la mancanza di sincronizzazione labiale durante i filmati. Nel 2021, è piuttosto stridente vedere le bocche dei personaggi perfettamente immobili durante le sequenze di dialogo. Lo sviluppatore ha cercato di renderlo meno evidente posizionando la telecamera dietro Caroline durante la maggior parte di queste scene ma, una volta notato, è piuttosto difficile da ignorare. Tra l’altro, é successo anche poco tempo fa con Aliens Fireteam Elite (QUI LA RECENSIONE). Continuando con le note negative, le cutscenes mostrano una certa rigidità nelle animazioni ma soprattutto nelle espressioni di Caroline e dei vari personaggi che incontrerete, ma data la natura indie del titolo, é normale che il budget sia stato impiegato in altre componenti del gioco. Dove però facciamo fatica a chiudere un occhio é Caroline: non tanto per il personaggio in sé o la sua personalità, quanto nel suo abbigliamento, più simile a quello di una idol giapponese. Capiamo l’incombenza di donare tratti caratteristici ad un personaggio principale, ma avremmo preferito altri metodi. Abbiamo trovato piuttosto disorientante tutto questo.

Tirando le somme, vale la pena giocare questo Tormented Souls? Si, senza dubbio, specialmente se siete giocatori appassionati di survival horror classici e siete cresciuti giocando ed apprezzando i titoli menzionati ad inizio recensione. TS é fondamentalmente un tributo ben fatto a tutti quei giochi, e non lo nasconde. Dalla possibilità di scegliere il tipo di movimento (se attuale o con i classici comandi tank), alle atmosfere respirabili durante l’avventura, dagli enigmi all’esplorazione lenta e metodica, passando addirittura per l’atroce doppiaggio, Tormented Souls sarà esattamente quello che state cercando. E se non avete mai giocato un vero survival horror, TS potrebbe essere il titolo giusto, in grado di incuriosirvi al punto di farvi recuperare le pietre miliari del genere. Ben fatto, Dual Effect!

POWER RATING:
8.0/10
“Tormented Souls é esattamente quello che si prefigge di essere e che i fan si aspettavano: un tributo, modernizzato, ai classici survival horror che hanno creato e definito il genere. Consigliato!”

PRO:
-Sistema di illuminazione dinamico
-Fantastiche ambientazioni
-Enigmi ben fatti e strutturati
-Omaggia perfettamente i grandi classici degli anni ’90

CONTRO:
-IA nemica
-Animazioni durante le scene di intermezzo
-Mappa difficile da leggere

Posted by:Powerwave83

3 risposte a "#TormentedSouls – #Xbox Series X|S, #XboxOne, #PS4, #PS5, #Switch, #Steam Review"

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