Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da QUByte Interactive
-Versione Testata: Xbox Series X

-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Steam

QUByte Interactive riporta alla luce una gemma arcade degli anni ’90 con un lavoro di restauro sopraffino: Benvenuti alla recensione di Breakers Collection!

Ora vi daremo una serie di input, dopodiché starà a voi cercare di decidere/capire quanto possa essere difficile per un gioco ritagliarsi una sua fetta di mercato al giorno d’oggi. Iniziamo: Il gioco in questione è uscito ben 26 anni fa. Tale gioco faceva parte del genere dei Fighting Games (di nicchia oggi come allora). Sempre il gioco in questione non ha mai lasciato le coste del Sol Levante, e per finire non ha mai ricevuto pubblicazioni successive se non quelle originali per arcade e per il leggendario NeoGeo CD (una console meravigliosa, ma che non ha mai avuto un grande successo, specialmente a causa del prezzo esorbitante). Abbastanza arduo, che dite?

Ebbene, gli amici di QUByte Interactive si sono messi d’impegno e sono riusciti a portare, nel 2023, quel titolo così azzardato sulle nostre console moderne, corredato tra l’altro di tutte le più importanti evoluzione tecniche disponibili oggigiorno, ed in più infiocchettando il pacchetto con numerose modalità extra. Andiamo a vedere nel dettaglio la ricetta di questo successo.

C’è oggettivamente un motivo se i due titoli facenti parte della serie di Breakers (da cui il “Collection” del titolo) sono stati meticolosamente scelti, riesumati e restaurati. Dovessimo puntare il dito su un singolo elemento che ne ha decretato lo status di cult-classic-underground, quell’elemento sarebbe senza ombra di dubbio il suo essere così avant-garde, implementando diverse meccaniche che sarebbero poi diventate pilastri del genere negli anni a venire. Nello specifico? Andate a controllare se i competitor dell’epoca potevano vantare mosse come prese aeree, super attacchi, dash, hop-back e soprattutto la possibilità di cancellare gli attacchi: forse giusto altri titoli disponibili sulla console SNK come KOF ’97. Ad ogni modo, i due Breakers avevano tutte queste meraviglie, coadiuvate da uno splendido motore di combattimento, in grado di fare esprimere ai giocatori la loro creatività.

Graficamente i due titoli (forse 1.5, ma lo vedremo in seguito) sono eccellenti, con spritework grandi e audaci, superbe animazioni come da prassi per il Neo Geo (330 Mega!) e sfondi luminosi e colorati che viaggiano attraverso l’Egitto, l’Italia, il Brasile, gli Stati Uniti e molti altri luoghi prima di raggiungere la Cina e il boss finale, Huang Bai- Hu. Cogliamo la palla al balzo per spendere due parole sul roster. Innanzitutto una premessa: contrariamente ad altri titoli, qui la selezione di personaggi disponibili non fa gridare al miracolo, ma va detto che sono tutti estremamente distinti in quanto al moveset disponibile. Avremo Sho, lo studente di arti marziali che svolge un po’ il ruolo del Ryu della situazione, Tia, una prosperosa combattente di Muay-Thai, la selvaggia Rila, il mastodontico Condor (fondamentalmente il grappler del roster), Pielle, una sorta di spadaccino Italo-Francese, Sheik Maherl dalle Terre D’Oriente, Dao Long (il rivale di Sho), Alsion III dall’Egitto, con i suoi arti allungabili e il non selezionabile ma già citato boss finale: Huang Bai-Hu.

In Breakers Revenge, troveremo invece un personaggio nuovo di zecca nel ninja Saizo Tobikageno, e avremo la possibilità di selezionare il boss Huang Bai-Hu, portando il roster complessivo a un roboante… dieci. Parlando poi di Breakers Revenge, in tutta onestà non ci sentiamo di definirlo un sequel fatto e finito. Verrebbe da paragonarlo più che altro ad un aggiornamento, un po’ come ci ha abituato Capcom con i suoi vari Super Street Fighter 2, Hyper Street Fighter 2, Street Fighter 2 Turbo, e via discorrendo. Anche perché abbiamo fatto onestamente fatica a capire alcune scelte: capiamo benissimo il voler ridimensionare i danni, bilanciare il roster e regolare l’IA del computer, ma perché ricolorare e modificare alcuni sfondi in alcuni casi rimuovendo inspiegabilmente oggetti? Misteri di fine anni ’90.

QUByte ha svolto in tutti i casi un lavoro esemplare aggiornando questa gemma con tutta una serie di modifiche atte a renderlo il più moderno possibile. La modifica più importante sarà da ricercarsi nell’implementazione del mai troppo lodato Rollback Netcode, che ci ha permesso di disputare incontri online decisamente fluidi, seguita a ruota dal sempreverde Crossplay, in grado di garantire un bacino di utenza multiplayer decisamente più espanso se paragonato a quello canonico “per piattaforma singola”. C’è poi il discorso dell’ “infiocchettamento” di cui accennavamo a inizio recensione. Breakers Collection include infatti extra come filtri dello schermo, sfondi, gallerie d’arte, modalità di allenamento, elenchi di mosse completi, classifiche e opzioni per regolare velocità e livelli di difficoltà sono tutti presenti e corretti. QUByte Interactive ha anche aggiunto una nuovissima e piuttosto eccellente modalità Team Battle, trasformando gli attacchi in un match-up in stile King of Fighters. Qui, sceglierete la dimensione della vostra squadra per giocare in modalità arcade o versus con un gruppo di combattenti. Quando uno viene eliminato, si passerà al successivo, con il vincitore di ciascuno che guadagnerà un po’ di salute bonus. È un’aggiunta semplice ma efficace che funziona in modo eccellente grazie al variegato e interessante catalogo di mosse del cast.

Tirando le somme, Breakers Collection è un titolo restaurato ad opera d’arte, con il bonus di essere, già in partenza, un fighting game decisamente ben fatto e tecnico. Se a tutto questo si aggiungono le modalità extra e la modernizzazione del comparto online, ecco che da semplice titolo dedicato agli amanti dei fighting games più accaniti, Breakers diventa un titolo pressoché imperdibile per chiunque nutra anche solo un vago interesse verso il genere. Brava QUByte!

POWER RATING:
8.6/10
“Divertente, tecnico, e in grado di lasciare spazio alla creatività dei giocatori, Breakers é dotato di uno dei motori di combattimento più versatili che ci sia capitato di testare: il lavoro di QUByte nel riportare alla luce questa gemma è assolutamente esemplare.”

PRO:
+Tecnicamente all’altezza delle migliori produzioni per NeoGeo
+10 personaggi, tutti interessanti
+Un sacco di meccaniche ottimamente implementate
+ROLLBACK NETCODE!!!
+Crossplay
+Galleria degli extra

CONTRO:
-Qualche personaggio in più non avrebbe guastato
-La IA ha il sempre terribile vizio di leggere un po’ troppe delle vostre mosse
-Classificare Revenge come “sequel” è una affermazione un po’ stiracchiata

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "#Review: #BreakersCollection – Il ritorno di una gemma dimenticata"

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