Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da 2K
-Versione Testata: PlayStation 5
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, PC
Da sempre il miglior simulatore di basket, quest’anno NBA 2K celebra uno dei più grandi campioni della storia dello sport: Il Black Mamba, Kobe Bryant!
Forse lo sapete, forse no, ma nel dubbio ve lo diciamo lo stesso: Chi sta scrivendo questa review (Pierre, per la cronaca. NdR) è un fan sfegatato del basket e della NBA sin dai gloriosi anni ’90, idealmente il più grandioso periodo cestistico di tutti i tempi. Impossibile raggruppare tutte le leggende che sono apparse durante quegli anni: Michael Jordan, Scottie Pippen, Dennis Rodman, Charles Barkley, Gary Payton, Shawn Kemp, Clyde Drexler, David Robinson, Karl Malone, Shaquille O’Neal, “Penny” Hardaway, Reggie Miller, Hakeem Olajuwon, Alonzo Mourning, Patrick Ewing, Dikembe Mutombo, Grant Hill… seriamente, potremmo andare avanti per pagine e pagine, così come parlarne per ore ed ore, e di come questa passione per il basket si sia poi tramutata in una sorta di collezionismo ossessivo/compulsivo per il mondo delle sneakers di quella specifica era, ma sarebbe veramente troppo.

Quello che in realtà è estremamente curioso è come, in ottica prettamente videoludica, non sia andata allo stesso modo. Per il nostro redattore, il “basket da divano” è fondamentalmente spaccato in tre ere: Quella a 16 bit, dove regnava incontrastato NBA Live ’96 per Sega Megadrive, quella arcade con sua maestà NBA Jam e quella di 2K, prima su Dreamcast e poi sulla prima Xbox, dove NBA 2K3 fu l’ultimo titolo effettivamente giocato (e il mitico Allen Iverson era l’atleta di copertina). A voler essere sinceri ci sarebbe anche la parentesi NBA Street (EA, Xbox, Ps2, NGC), uno dei giochi più sottovalutati e divertenti di tutti i tempi, ma ne parleremo un’altra volta.

Per la legge dei grandi numeri, dopo l’apertura di PW83.com, era impossibile non incappare nuovamente in quel gigante di vendite e numeri di NBA 2K. Un po’ perché è oggettivamente la migliore rappresentazione del gioco del basket di tutti i tempi, un po’ perchè a livello di competizione… beh, é rimasto solo lui: monopolio totale da ormai quattro anni. Ora ci avviamo a recensire questo nuovo episodio di NBA 2K, e sarà doppiamente importante. Importantissimo, anzi. Vuoi perché da una parte simboleggia il nostro “ritorno” sui parquet digitali, vuoi perché l’edizione di quest’anno è dedicata ad uno dei più importanti giocatori che abbiano mai calpestato il legno dei campi da gioco: Kobe Bryant, il “Black Mamba”. Se l’edizione dello scorso anno di NBA 2K era dedicata a Michael Jordan (2023, con il leggendario 23 che da sempre campeggia sulla maglia di MJ), era doveroso dedicare l’edizione 2024 a Kobe.

Questa review sarà con buona probabilità diversa dalle altre che leggerete online, perché non abbiamo la minima intenzione di perdere tempo sulla diatriba che da sempre viaggia a braccetto con la serie NBA 2K: le microtransazioni più o meno predatorie e l’importante esborso monetario in ottica “pay to win”. Diremo solamente che é vero, sono entrambe presenti e non ci sono piaciute nemmeno un po’, ma non aggiungeremo altro. Incideranno sul voto complessivo e ve le ritroverete nei punti negativi, e fine della discussione. Noi siamo qui per giocare a basket, e vogliamo farvi capire se comprare NBA 2K24 riuscirà a calmare il prurito alle mani dovuto allo stare in casa per troppo tempo senza poter fare due tiri.

Togliamoci subito il pensiero e mettiamolo nero su bianco: Si, giocare NBA 2K24 è una gioia. Programmare ed eseguire con successo gli schemi di attacco e difesa, proteggere la palla, effettuare mosse “spezza-caviglia” in fase di dribbling e pennellare un tiro da tre sono tutte cose realizzate meravigliosamente ed in grado di dare una grande soddisfazione. Tutto questo è merito in parte di ProPlay. Cos’è, vi chiedete? ProPLAY é la nuova tecnologia di 2K che traduce i filmati NBA in animazioni di gameplay vero e proprio per offrire un’atmosfera ancora più autentica. Se prima c’era il motion-capture, ora c’è ProPLAY. Troverete quindi tutte le movenze e gli atteggiamenti dei campioni, dalle esultanze caratteristiche (LeBron che mima il mettersi una corona in testa, o il “Wiggle” di Stephen Curry) alle mosse vere e proprie in partita: è innegabilmente impressionante, e se socchiuderete leggermente gli occhi, complice anche l’ottimo motore grafico, vi sembrerà di essere davanti alla tv e di guardare una vera partita NBA.

La cosa che ci è piaciuta di più? Senza dubbio MyCareer, dove impersoneremo un personaggio creato da zero e dovremo farci strada nella NBA come promettente matricola fino a diventare il G.O.A.T. (Greatest Of All Time, il migliore di tutti i tempi). Qui è dove l’immersione ha raggiunto il picco massimo. Fondamentalmente, è come vivere il sogno di ogni amante del basket: giocare nella NBA nella propria squadra preferita, gestire una carriera, interagire con la stampa, gestire i contratti, essere sponsorizzati dal nostro brand preferito, andare a fare shopping (ecco tornare il problema ossessivo/compulsivo delle sneakers. NdR) nei vari negozi, partecipare a competizioni di street basket, allenarsi ed altro ancora. E’ una modalità enorme. Il fatto poi di iniziare come matricola ci ha colpito una volta arrivato il momento del nostro esordio. Sicuramente non vinceremo un anello, probabilmente non diventeremo MVP, ma non abbiamo il minimo dubbio sul fatto che verremo ricordati come i playmaker più bassi, con meno fiato e più negati con i tiri da tre che abbiano mai vestito la maglia dei Golden State Warriors. Sotto canestro però, non ce la cavavamo per niente male, va detto.

Chiaramente, non tutto ruoterà attorno a MyCareer. Ecco quindi i “Mamba Moments”, dove potremo rivivere e giocare alcuni dei momenti più importanti della carriera di Kobe, oppure ecco tornare le “Ere”, dove ci verrà data la possibilità di giocare utilizzando alcune delle squadre più iconiche di tutti i tempi: i Bulls di MJ, i Lakers di Magic Johnson, quelli di Kobe assieme a Shaq e quelli di Lebron, i Celtics di Larry Bird e tanto altro ancora. Non è finita: ecco anche “The W”, modalità dedicata al basket professionistico femminile. Abbiamo apprezzato tantissimo questa modalità di gioco, in grado di dare non solo una nuova prospettiva sul basket professionistico, ma addirittura promuovere un diverso modo di giocare, data la congenita differenza fisica maschile e femminile.

Tirando le somme, NBA 2K era, é ancora, e probabilmente sarà il punto di riferimento per i videogiochi di basket. Il livello qualitativo è eccelso, sia tecnicamente che in termini di gameplay, e nonostante sia eticamente l’esatto opposto di quello in cui crediamo (basta microtransazioni, basta pay to win! NdR), é stato in grado di farci vivere cose irrealizzabili: giocare nella NBA e rivivere le gesta del Mamba, una delle più grandi menti cestistiche che abbiano mai graziato lo sport.
POWER RATING:
8.7/10
“NBA 2K24 é un titolo immancabile nella ludoteca di ogni appassionato di Basket che si rispetti, un prodotto che continua ad affascinare per realizzazione tecnica e fedeltà al materiale d’origine.“
PRO:
+ Tecnicamente fantastico
+ Gameplay profondo e soddisfacente
+ ProPlay é impressionante
+ MyCareer vi farà vivere un sogno
+Tante modalità di gioco. Menzione d’onore per The W
+ Kobe Bryant!
CONTRO:
– Microtransazioni a non finire. Sarete obbligati a spendere crediti per qualunque cosa
– Pay to Win: impossibile altrimenti spiegarsi come al dayone ci fossero già giocatori online di Lv.99
– I Mamba Moment sono divertenti, ma dov’è la partita in cui Kobe segnò da solo 81 punti? Quella in cui giocò con un dito rotto? E la sua partita di addio alla NBA, dove segnò 60 punti?





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