Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da LKA/Wired Productions
-Versione Testata: PlayStation 5

-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, PC (Windows)

Dalla collaborazione tra Wired Productions e lo studio di sviluppo italiano LKA, arriva Martha is Dead, un terrificante horror psicologico

Che sia per una sorta di timido patriottismo, che sia per incentivare effettivamente quella che a conti fatti é ancora una realtà piuttosto “debole” nel campo dell’industria videoludica, seppur quanto non manchino gli esempi di una sorta di crescita della stessa, tendiamo a fare del nostro meglio per rappresentare i videogiochi prodotti in Italia. Ultimamente abbiamo potuto contare sui due capitoli della saga di Daymare (1998 e 1994) sviluppati da Invader Studios, o ancora le decine di titoli a sfondo motoristico sviluppati da Milestone, così come il bel Soulstice di Reply Game Studios: tutti indizi più o meno apparenti che fanno capire che qualcosa, sotto sotto, si sta muovendo. Cosa mancava però in tutto questo? Un horror, ma non qualcosa sulla falsariga di Daymare, visibilmente ispirato a Resident Evil, no, qualcosa di più intimo, più cerebrale, più psicologico. Ecco quindi che i ragazzi di LKA, lo studio di sviluppo già dietro al tormentato The Town of Light, ci propongono la loro visione del concetto con questo Martha is Dead.

Una cosa che le due produzioni di LKA condividono sarà legata alle tematiche trattate, e nella fattispecie, quella del terribile senso di disagio che faranno provare al giocatore. Laddove The Town of Light dipingeva un ritratto della sanità mentale e ne faceva addirittura uno dei suoi pilastri, ambientando il gioco nell’ Ospedale Psichiatrico di Volterra (Centro di Igiene Mentale? Sanatorio? Manicomio?) e facendoci vestire i panni di Renee, una ragazza affetta da sempre più frequenti e progressivamente devastanti problematiche, Martha is Dead, pur vertendo anch’esso su tematiche indiscutibilmente legate a problemi di natura psicologica, gioca le sue carte in maniera decisamente diversa. Martha is Dead racconta una tortuosa storia di horror psicologico incentrata sulla tragica morte di una giovane donna e sul conseguente tormento mentale ed emotivo sofferto dalla sorella gemella sopravvissuta, il tutto sullo sfondo di uno dei periodi più strazianti della storia umana: la Seconda Guerra Mondiale. Questo gioco dalle tinte malinconiche vi porterà in un viaggio attraverso una piccola ma meticolosa fetta di campagna italiana e in terribili, grotteschi e violentissimi incubi che, vi avvertiamo sin da ora, non saranno per gli schizzinosi. Dopo aver scoperto il corpo della gemella Martha annegato in un lago vicino alla casa di famiglia, Giulia (la nostra protagonista) assume inavvertitamente l’identità di sua sorella quando sua madre, travolta dallo shock e dal lutto, la scambia per la sorella sbagliata. Sapendo che Martha è sempre stata la figlia prediletta, Giulia prende LA decisione che cambierà la sua vita e decide di non chiarire la confusione, fingendo invece di essere Martha mentre indaga sulle circostanze sospette legate alla morte della sorella. È lo stress combinato di vivere una bugia e allo stesso tempo scoprire i dettagli inquietanti che circondano la morte della vera Martha che trascina Giulia negli abissi della follia, trasformandola in una narratrice sempre più inaffidabile e creando una dura prova avvincente mentre i suoi sogni genuinamente angoscianti diventano progressivamente sempre più indistinti dalla sua triste realtà.

In termini di gameplay, svelare il mistero che circonda la morte di Martha dipenderà in gran parte dal recarsi in punti specifici della tenuta di famiglia, scattare foto con una macchina fotografica vintage o recuperare rullini perduti e tornare in una camera oscura nel seminterrato per sviluppare ogni scatto. La fotocamera di Giulia, che potrà essere potenziata con obiettivi e flash aggiuntivi, non è solo una scusa per l’ennesima modalità foto nel gioco, ma offre anche l’opportunità di far entrare l’atmosfera minacciosa sotto la pelle in modi sottili, ad esempio con la pellicola a infrarossi che rivelerà messaggi nascosti, gemiti demoniaci e sussurri che filtrano dai boschi circostanti mentre la vostra visione periferica sarà ostruita dai confini dell’obiettivo della fotocamera. Manipolare l’impostazione dell’apertura della fotocamera e completare attentamente i passaggi per elaborare la pellicola saranno i passaggi che offriranno la massima libertà pratica in Martha is Dead, poiché quasi tutti gli altri obiettivi della storia saranno da ricercarsi nel rigoroso modus operandi del “vai qui e raccogli l’oggetto X o Y”. Un compito facoltativo che ci ha permesso di decifrare un messaggio telegrafico inviato tramite codice Morse è stata l’unica eccezione stimolante, e avremmo preferito che ci fossero altre sezioni di risoluzione di enigmi come questa lungo il percorso per farci sentire un po’ più coinvolti nell’investigazione. Tuttavia, anche se potrebbe non esserci stato un grande incentivo ad analizzare ogni centimetro del suo ambiente, abbiamo enormemente apprezzato il lavoro svolto per rafforzare ed enfatizzare l’ambientazione del 1944, come i giornali quotidiani e le trasmissioni radiofoniche ambientali che descrivono in dettaglio gli orrori che si stavano verificando in tutta Europa. E’ un viaggio cupo e malinconico, spiraleggiante verso una autodistruzione del personaggio che ci ha ricordato Neon Genesis Evangelion, con i suoi archi narrativi ed i suoi avvenimenti solo all’apparenza insostanziali ma che, goccia dopo goccia, vanno a riempire ed in ultima analisi fanno traboccare il bagaglio emotivo dei personaggi che lo popolano, portandoli definitivamente al tracollo psico/emotivo.

Attenzione però. Tralasciando gli aspetti più marcatamente psicologici ed analitici, Martha is Dead non si limita solamente a dare ai giocatori materiale su cui ragionare in termini di psicoanalisi ed introspezione. Martha is Dead é anche un gioco grottescamente macabro, dal momento che molti dei capitoli della storia saranno punteggiati da macabri intermezzi che faranno sembrare la famigerata scena del taglio del dito di Heavy Rain… innocua. Alcuni di questi momenti saranno del tutto passivi, come imbattersi nel cadavere appena smembrato di una vittima di una mina nel bosco, mentre altri saranno più interattivi, costringendo il giocatore a ritagliare manualmente la pelle dal volto di un certo personaggio usando il bordo frastagliato di un pendente di una collana, ad esempio. Questi, che vogliate crederci o meno, saranno un paio di esempi relativamente blandi, e in effetti Martha is Dead presenta alcune azioni abbastanza angoscianti da far sì che le terribili Fatality viste in Mortal Kombat siano quasi giocose o buffe, nel loro essere brutalmente violente. In MK il concetto di Fatality é visto come un mettersi in mostra, mentre le mutilazioni, il body-horror e più in generale l’ultraviolenza che troveremo in Martha is Dead avrà ben altre implicazioni.

Gioco perfetto quindi? Ovviamente no, e anche Martha is Dead avrà la sua dose di difettucci. In primis, il costante girovagare per la mappa di gioco (pur addolcito dalla bellezza delle ambientazioni) potrebbe far storcere il naso ai giocatori meno pazienti, e non aiuta il fatto che il pulsante per correre sia poco meno che inutile. Non solo, ad un certo punto potrete usare una bicicletta per spostarvi e, incredibilmente, non solo sarete più veloci trotterellando a piedi, ma farete anche molta meno fatica nell’impostare la direzione. Anche una particolare sequenza di gioco, in cui correndo dovremo scegliere le giuste affermazioni per confermare una frase, non ci ha convinto granché, così come il teatro delle marionette che apparirà in una delle fasi finali dell’avventura, ma queste ultime vanno considerate più come “fastidi” che non difetti veri e propri.

Tirando le somme, è la natura ampiamente ambigua della narrazione di Martha is Dead che ha contribuito maggiormente nel farci sentire decisamente confusi dal suo risultato, nonostante fossimo costantemente incuriositi per la maggior parte del viaggio. Mentre lo stato mentale di Giulia continuava a peggiorare e venivano inflitte ulteriori ferite (sia letteralmente che emotive), diventava sempre meno chiaro cosa fosse un sogno e cosa fosse la realtà. Chi ha ucciso Marta? Cosa sta succedendo esattamente? C’è qualcosa di reale in tutto questo? Non riceveremo mai davvero una risposta definitiva a queste domande e, in tutta onestà, adoriamo quando un gioco riesce a regalarci spunto per rimuginare su quanto appena successo anche di fuori dei confini del medium, in questo caso il videogioco, stesso. Abbiamo amato Martha is Dead e se anche voi state cercando un gioco in grado di stupirvi, tenervi incollati allo schermo e soprattutto far funzionare la vostra materia grigia in maniera non convenzionale (quindi non mediante i classici puzzle in-game ma analizzando il gioco una volta terminato), avete trovato il gioco che fa per voi. Per darvi un metro di paragone prima di concludere, sapete quale altro gioco adottava un simile approccio? Silent Hill 2. E scusate se é poco.

POWER RATING:
8.5/10
“I ragazzi di LKA hanno realizzato un gioco decisamente valido con Martha is Dead. Spaventoso, grottesco, ma anche sufficientemente intimo ed in grado di dare ai giocatori materiale su cui rimuginare ben oltre la fine dell’avventura, é un horror che tutti dovrebbero giocare.”

PRO:
+Graficamente ottimo
+Una storia inquietante, che difficilmente dimenticherete
+Ottima caratterizzazione dei vari personaggi
+Decisamente non adatto ai giocatori più suggestionabili (alcuni giocatori lo adoreranno)

CONTRO:
-Decisamente non adatto ai giocatori più suggestionabili (alcuni giocatori lo detesteranno)
-Alcuni espedienti narrativi non ci hanno convinto

Lascia un commento

In voga