Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Plaion/Prime Matter
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X, PlayStation 4, PlayStation 5, PC
I maestri di Nightdive Studios riportano sui nostri schermi uno dei più grandiosi giochi di tutti i tempi con questo System Shock REMAKE!
Il 1994 fu senza dubbio qualcosa di speciale. Chi sta scrivendo questo articolo, dall’alto della sua sconfinata joie de vivre da undicenne, passava le sue giornate giocando con il suo SEGA Megadrive, guardava in televisione Willy il Principe di Bel Air, giocava a basket con ai piedi un paio di Nike Air Max 2 CB 94 (le stesse scarpe di Charles Barkley, per i non iniziati), e Michael Jordan si ritirava – temporaneamente, per fortuna! – dalla NBA dopo aver vinto la prima “Tripla” di anelli. Era un periodo decisamente tumultuoso. Fu anche il periodo, però, che vide nascere pietre miliari del mondo videoludico, come The King of Fighters ’94, Virtua Fighter, Doom II, Super Metroid, Donkey Kong Country, Final Fantasy VI, TEKKEN, Killer Instinct, Earthworm Jim e, ultimo ma non per importanza, l’originale System Shock, a posteriori considerato come uno dei più grandiosi FPS immersivi di tutti i tempi.

Oggi, ben trent’anni dopo quel clamoroso esordio, Nightidive Studios, i geni del remastering e del remaking, ci regalano quella che, senza se e senza ma, é la miglior versione di tutti i tempi di quel capolavoro: benvenuti alla recensione di System Shock REMAKE!
Probabilmente vi starete chiedendo: “Perché System Shock é così riverito? Qual’è il motivo dietro tutto al trambusto, ogni volta che viene nominato?” L’originale è considerato uno dei giochi più importanti del genere dei simulatori immersivi, ovvero giochi che danno al giocatore la libertà di utilizzare una serie di abilità e armi in molti modi e di interagire con il mondo con una libertà di azione pressoché assoluta (si pensi ai vari Deus Ex, a Prey, ai Dishonored o ai BioShock). Combinate tutto questo con una fantastica estetica cyberpunk, un sacco di filmati, registri audio e altre cose che potrete leggere dai membri dell’equipaggio morti, e potete già iniziare a capire come questo gioco del 1994 abbia gettato le basi per molti, moltissimi giochi a cui probabilmente avete giocato, ed amato, nel corso degli anni.

Il remake ha mantenuto un’estetica decisamente retrò che aggiunge molto carattere, e visivamente tutto é davvero, davvero bello, con una miscela perfetta di una sorta di aspetto grafico lo-fi, ma con abbastanza dettagli e piacevoli effetti di luce da farlo sembrare moderno. Nightdive ha fatto una magia: sebbene i modelli dei personaggi e gli ambienti sembrino “normali”, ovvero in Full-HD/4K da lontano, in realtà saranno pixelati da vicino e questo aspetto, combinato con gran parte del mondo immerso in luci e ombre al neon, regala al gioco una estetica decisamente speciale che onora l’originale e allo stesso tempo lo fa sembrare nuovo di zecca. Ad esempio, tutte le cose che troverete sparse in giro per la stazione sono chiaramente riconoscibili e distinguibili l’una dall’altra, ma allo stesso tempo tutto ha questo semplice stile retrò. È un mondo davvero ben fatto.

Nominalmente uno sparatutto, System Shock é più incentrato sull’esplorazione del labirinto che è la stazione spaziale “Citadel” di proprietà della società TriOptimum che qualsiasi combattimento che si svolgerà al suo interno. Il vostro hacker e il suo impianto neurale di livello militare sono responsabili della situazione disastrosa in atto, avendo disabilitato i limiti etici dell’AI SHODAN. Quindi, naturalmente, SHODAN ha fatto a pezzi tutti e li ha ricuciti insieme come orribili cyborg, ha creato il suo ceppo di un virus mutageno in grado di porre fine all’umanità con tanto di strani mutanti, e ora vuole esportare la sua divinità sulla Terra vera e propria. Adoriamo SHODAN per questo, perché è deliziosamente snervante. Le intelligenze artificiali malvagie possono spesso essere descritte come super-geni freddi e calcolatori: SHODAN non è questo. SHODAN è completamente, palesemente fuori di testa, affetta dall’illusione di essere un dio e deliziosamente ossessionata sia da se stessa che dai suoi piani folli e terribili.

Dovessimo usare un parallelismo, se il corpo di SHODAN è la gigantesca stazione spaziale della Cittadella, allora voi impersonate un orribile, piccolo, parassita che sta provando ad ucciderla dall’interno. Capire la portata dei suoi piani e poi sventarli sarà il vostro compito primario. System Shock è vecchia scuola nel modo più antico, con livelli che sono labirinti deliberatamente progettati di corridoi, stanze e cancelli chiusi interconnessi. È un design di base che regge oggi come trent’anni fa, offrendovi uno spazio che è difficile da navigare per sua natura e fornendo una sfida molto soddisfacente per imparare a orientarvi. Non c’è alcun tipo di guida su come progredire nella missione principale, nessun registro riguardate quello che dovrete fare dopo (anche se ora c’è un’impostazione di difficoltà opzionale per cambiarlo), quindi l’unico modo per fermare SHODAN sarà quello di esplorare con attenzione il mondo di gioco, ascoltare i registri audio, e capire quali piani aveva escogitato l’equipaggio ormai morto.
L’ambientazione e lo stile fantastici mentre esplorate Citadel sono alimentati da concetti cyberpunk spaziali assodati e di qualità, come cyberware, armi intelligenti e l’immancabile società malvagia divenuta talmente potente da sovrastare un governo. Tutti concetti che probabilmente avete già visto, ma che sono stati concepiti ed introdotti qui, in System Shock. La grafica e gli effetti rinnovati sono fantastici e abbiamo adorato le texture semi-pixellate e gli oggetti a blocchi al lavoro, probabilmente meglio esemplificati nei pannelli dell’interfaccia. Anche la nuova musica e i suoni costituiscono un accompagnamento eccezionale. Tutto questo funziona egregiamente, ed é anche un pretesto per ricordarvi che state ancora giocando a un gioco vecchio di 30 anni, ma che questa versione è stata progettata per consentirvi di vedere più facilmente cosa lo rendeva così speciale. Addirittura, potrete anche modificare il colore dell’interfaccia se il verde fosforo non fa per voi. Questo é l’alto livello di cura impiegato in questo remake.

Come potete facilmente sospettare, dovrete colpire, sparare, bruciare e far esplodere alcuni mostri terribili per fuggire dalla Cittadella. Anche se il cuore di System Shock è senza dubbio l’esplorazione, ci sarà comunque molto spazio per i combattimenti lungo il percorso, con alcuni nemici che richiederanno un puro scontro a fuoco per essere abbattuti mentre altri necessiteranno invece dello stesso tipo di assalti furtivi visti in giochi come Dishonored (visto? Sempre lì si torna, o meglio, si arriva). La forza bruta non sempre funziona, quindi spesso dovrete intrufolarvi subdolamente dietro gli angoli e attraverso i pozzi di manutenzione per abbattere nemici decisamente più resistenti e pericolosi di voi. Il combattimento è probabilmente il luogo in cui questo nuovo System Shock cambia maggiormente rispetto al gioco originale. In precedenza i nemici erano piuttosto lenti e poco intelligenti, e l’intero concetto di cosa fosse uno sparatutto immersivo in prima persona non era stato definito come lo è oggi. Ciò significava che molte delle armi più interessanti sulla carta erano difficili da usare nella pratica e che i nemici non erano molto bravi a reagire. Le armi ora sono fantastiche, però, e funzionano come avrebbero dovuto in primo luogo, come anche il magnum e il fucile d’assalto che entrano in gioco grazie a una sensibilità di design più moderna, e per la prima volta abbiamo avuto la sensazione che System Shock fosse un vero FPS . È l’ennesima conferma di quanto accurato e ponderato sia questo remake.

E i nemici? Tutto liscio come l’olio anche qui: i cyborg, i mutanti e i robot che servono SHODAN hanno ricevuto miglioramenti in ogni comparto. I goffi movimenti del passato sono ormai lontani a favore di nemici dotati di un’intelligenza artificiale adeguata che sanno come manovrare fuori dalla vostra linea di fuoco, sanno nascondersi dietro gli ostacoli e precipitarsi verso di voi in gruppo. I cyborg orribilmente messi insieme sono quelli che hanno beneficiato maggiormente dell’ aggiornamento visivo, passando da nemici dall’ aspetto di Frankenstein cinematografici un po’ sciocchi agli incubi chirurgici lobotomizzati di questo remake. Abbiamo davvero apprezzato il design unico del modo in cui ciascuno di questi nemici combatte e si comporta. I robot da lavoro trasformati in macchine assassine si precipiteranno verso di voi, così come i mutanti senza cervello, ma la maggior parte dei cyborg cercherà di spararvi e adotterà basilari tattiche di guerriglia urbana. I nemici più pesantemente corazzati si muoveranno implacabilmente verso di voi sparando continuamente prima di farvi a pezzi in corpo a corpo. I boss che una volta erano semplicemente incontri noiosi, come i feroci Cortex Reavers, piattaforme di armi militarizzate alimentate da un riluttante ospite umano fuso al loro interno, sono ora combattimenti carichi di tensione che richiederanno sia di raccogliere l’equipaggiamento giusto per vincere, sia di una strategia appropriata e probabilmente non senza prima morire diverse volte.

Veniamo ora a quelli che possono essere considerati come i difetti di questo remake. Il modo in cui vi muoverete all’interno della stazione non è invecchiato particolarmente bene. I movimenti del vostro hacker a volte possono sembrare goffi e lenti, incapaci di eseguire alcune azioni che sono diventate fondamentali nei giochi moderni, come il poter scivolare giù dalle scale. Su questo possiamo soprassedere, ma non c’è più bisogno di essere costretti a saltare da accovacciati per salire in cima agli oggetti: è un tipo di movimento legato ad un particolare periodo videoludico che è meglio lasciare al passato. Passando alle pochissime cose che davvero non ci sono piaciute: il cyberspazio. In certi punti di System Shock troverete terminali che vi permetteranno di entrare nel mainframe del cyberspazio della stazione, dove la realtà una sorta di sparatutto a 360° con una grafica in wireframe. Funzionano un po’ come Descent e Forsaken, per quei tre lettori che ancora se li ricordano. Discutibilmente, ma forse a suo merito, il remake è molto fedele a queste sezioni lasciandole intatte, ma ciò non cambia il fatto che spesso vi annoieranno alla morte.

Tirando le somme, con questo System Shock REMAKE i maestri di Nightdive Studios hanno preso una pietra miliare della storia videoludica e l’hanno lucidata, perfezionata e aggiornata sino a farla diventare un acquisto essenziale. Dal comparto grafico, così bello e particolare, alle modifiche alla IA dei nemici, System Shock REMAKE non può mancare nella collezione di ogni videogiocatore che si rispetti.
POWER RATING:
9.3/10
“Nightdive colpisce ancora. System Shock REMAKE é un gioco importantissimo in termini di storia videoludica, e il lavoro del talentuoso team di Vancouver lo ha rimesso al posto che gli compete: sul gradino più alto del podio dedicato agli FPS immersivi.”
PRO:
+ Graficamente particolare ed ugualmente spettacolare
+ Coerente con il materiale originale
+ Enormi miglioramenti sul piano della IA nemica rispetto all’originale
+ Gameplay migliorato: ora ogni arma ha la sua raison d’être
+ SHODAN si conferma come uno degli arci-nemici più iconici della storia videoludica
CONTRO:
– Le sezioni legate al cyberspazio continuano ad essere terribili
– Alcuni movimenti “old-school” andavano aggiornati





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