Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Chimera Entertainment
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, PC (Windows)
-Sviluppatore: Chimera Entertainment
-Publisher: Chimera Entertainment

Il bene e il male si scontrano in Songs of Silence, uno dei migliori strategici che ci sia capitato di giocare recentemente!

Songs of Silence è un gioco di strategia a turni che prevede “battaglie automatizzate, abilità speciali basate sulle carte e gestione degli eroi”. Non male come incipit, vero? Scommettiamo che già solamente sulla base della descrizione, una fetta dei nostri lettori avrà già pensato di chiudere questa pagina e passare oltre ma… aspettate! Lasciateci spiegare meglio, perchè l’ultima creazione di Chimera Entertainment è valevole di attenzione.

Songs of Silence è un gioco indie con grandi ambizioni. Combinare la gestione strategica del regno con la micro gestione delle battaglie e il processo decisionale tattico è un compito arduo. Per la maggior parte, Chimera Entertainment ha successo nella sua impresa. Come potreste anche aspettarvi però, è ostacolato da problemi tecnici quando gli eserciti si scontrano su larga scala. Inoltre, per quanto il termine “picco di difficoltà” normalmente si applichi al genere, qui è più uno scenario sulla falsariga di “difficoltà Everest”. Montate sul vostro fidato destriero, cavalcate verso la prima linea delle vostre truppe e preparatevi a sbraitare un discorso ispiratore, perchè Songs of Silence vi farà sentire davvero come un generale al comando di un esercito.

Addentriamoci subito nella disamina del titolo e rispondiamo alla domanda più lampante: Songs of Silence può essere giocato bene su console? Con nostra piacevole sorpresa, la risposta è un sonoro sì. La strategia a turni del mondo di gioco è facile da usare e i sistemi sono relativamente semplificati, rendendo facile entrare e uscire dagli insediamenti, reclutare battaglioni e spostare gruppi di unità tutte insieme.

In battaglia, tutto avviene tramite un sistema di intelligenza artificiale automatizzato, il che significa che dovrete solo preoccuparvi della composizione dell’unità, della formazione e dell’uso delle abilità (tramite le carte). Non fatevi ingannare, Songs of Silence non è assolutamente un deck builder. Le carte rappresentano semplicemente le abilità dell’eroe che avete scelto e sono legate ad un timer durante le battaglie. La maggior parte del vostro input durante un conflitto sarà la selezione di ogni abilità e la scelta di dove posizionarla, il che gioca ancora una volta a favore di un controller.

Lo schema di controllo sarà inizialmente un po’ bizzarro mentre prendete confidenza con l’uso dei due grilletti posteriori (abbiamo testato il gioco su Xbox) per selezionare le carte nel vivo del combattimento. Fortunatamente, il gioco entrerà automaticamente in slow motion per darvi il ​​tempo di preparare dove piazzare un’abilità. In alternativa, potrete mettere in pausa e far ripartire l’azione quando vorrete, dandovi un po’ del respiro di cui avrete disperatamente bisogno. Ovviamente, il tutto non funzionerà mai come mouse e tastiera, eppure, nonostante questo, Songs of Silence funziona in modo impressionante con un controller.

Vediamo ora il gioco vero e proprio. Songs of Silence è composto da tre modalità principali: campagna, schermaglia e multigiocatore. In tutte e tre dividerete il vostro tempo tra lo sviluppo del regno e poi il combattimento vero e proprio. Inizieremo con la prima. Indipendentemente dalla modalità che avrete scelto, dovrete catturare insediamenti, castelli e difendere la vostra capitale dall’invasione. Per farlo, potrete comandare una manciata di eroi e reclutare battaglioni nei loro rispettivi eserciti per supportarli. Conquistare i punti di riferimento sarà essenziale per ottenere l’accesso ad un flusso continuo di risorse, così da alimentare ulteriormente l’espansione e lo sviluppo dell’esercito. Le azioni di movimento e combattimento esauriranno ogni eroe, limitandoli a un paio di azioni per turno. Pertanto, la strategia darà l’idea di essere relativamente semplice: accumulate forze, attaccate quanti più insediamenti possibile, Ctrl+C/Ctrl+V finché tutti gli avversari non saranno sconfitti. Una volta che vi sarete erti in cima alla montagna di nemici caduti, potrete dichiarare la vittoria.

Grazie all’interfaccia piuttosto intuitiva e all’attenzione rivolta alla semplice espansione, sarà facile entrare in Songs of Silence. L’elemento strategico potrà addirittura creare dipendenza una volta che inizierete a conquistare porzioni di una data mappa, e assaltare una capitale nemica sarà sempre estremamente gratificante. Le meccaniche stealth sembrano oggettivamente un po’ deboli, specialmente nelle missioni della campagna che ne richiedono un uso prolungato, e quando l’IA nemica si sviluppa prima del previsto, sarà semplicemente in grado di spazzarvi via dalla mappa senza fatica, ma ne parleremo più avanti.

Attraversare la mappa e conquistare città o castelli vi porterà inevitabilmente alle battaglie. Come detto prima, lo scontro di spade di Songs of Silence è gestito in modo automatico. Le vostre unità si scontreranno contro quelle dei nemici grazie all’IA, e sarà vostro compito potenziare le vostre truppe mentre indebolite le unità dell’avversario tramite abilità ed altro ancora. Fin dall’inizio, abbiamo trovato l’IA incoerente. La carneficina di ogni incontro significa decine se non centinaia di truppe che si scontrano e rimbalzano l’una sull’altra, al punto da rendere difficile capire chi effettivamente sia in vantaggio tra le due fazioni coinvolte.

Quella confusione può causare un certo distacco dall’azione. È difficile pensare che la strategia utilizzata o l’uso delle abilità siano importanti se non si ha idea di (esempio) quanti spadaccini siano ancora vivi in mezzo a tutto quel caos. Tuttavia, significherà anche che selezionare tatticamente quali eroi e quali abilità portare in battaglia diventa automaticamente più importante. Pensiamo sia un buon compromesso tra il non poter dare un vero contributo al combattimento in sé, incentivando tuttavia l’impostazione per il successo.

Il problema alla base tutto, ad ogni modo, ed in particolare in alcune missioni avanzate della campagna, è che buona parte di tutto questo va semplicemente a farsi benedire. Fin troppo spesso, l’esercito con le unità più forti e più grandi decimerà un intero esercito, anche quando sembrerà illogico. L’IA ha anche la fastidiosa abitudine di usare tipi di unità che possono semplicemente scavallare le vostre unità da mischia e sradicare le vostre truppe a distanza. Potrete ovviamente fare lo stesso, ma stranamente questa strategia non funzionerà mai bene come quando verrà effettuata dalla IA nemica: ci ha ricordato i nostri fighting games, nello specifico i boss di SNK e la loro sospetta capacità di linkare tra loro mosse che normalmente non potrebbero. Nel complesso, quindi, abbiamo trovato l’elemento gestionale più allettante del combattimento, poiché sarà presente un controllo più diretto e più incentrato sulla effettiva capacità strategica.

Abbiamo trascorso la maggior parte del nostro tempo di gioco con Song of Silence nella campagna, dove le otto missioni vi metteranno contro un numero decisamente impressionante di scenari. Il nucleo della storia segue il concetto di corruzione, con un esercito di Crociati inarrestabile nella loro missione di imporre il Silenzio, una terribile maledizione. I Primogeniti e gli Starborn, in guerra da un’era, dovranno unire le loro forze e superare le loro differenze, o perdere i loro inni ed essere consumati dal Silenzio. Come tradizione di fondo, l’universo di Song of Silence è avvincente. Attraverso le due fazioni giocabili, gli eroi avranno discussioni coinvolgenti e si creerà una vera tensione. I livelli orientati alla furtività rallentano il ritmo a livelli a malapena tollerabili, ma quando vi potrete scatenare nel costruire un regno, sarà davvero bello. Inoltre, disseminate per le mappe saranno presenti missioni secondarie, fazioni di PNG che potrete reclutare per la vostra causa e molti incontri casuali. È una solida base per il gioco stesso e fornirà un po’ di contesto per quando lancerete assedi e scaglierete magie contro i nemici nelle altre modalità. Tuttavia, è arrivato il momento di affrontare i problemi che lasciano questo esercito un po’ in balia di sè stesso.

Per la maggior parte dei giocatori, il primo e più grande problema che probabilmente incontrerete sarà la performance sul piano tecnico. Una volta che una missione o una schermaglia raggiungerà un certo punto, di solito quando ci saranno più eserciti ed eroi cresciuti sino a ragguardevoli dimensioni, il frame rate semplicemente… collassa. Durante le nostre ultime sessioni di gioco, il gioco diventava quasi ingiocabile, talmente era marcato l’input-lag. E’ una situazione che onestamente non vedevamo dal lontano, lontanissimo 1997, quando con la nostra PlayStation giocavamo al sempre meraviglioso Command & Conquer: Red Alert utilizzando il raro PlayStation Mouse. C&CRA soffriva dello stesso problema: specialmente in modalità Skirmish, una volta che i due eserciti erano cresciuti troppo, il gioco semplicemente non riusciva più a gestire nulla, e semplicemente… si lasciava morire, bloccandosi o muovendo un frame ogni minuto (avete capito bene). Songs of Silence non tocca simili livelli di tragicità, ma il concetto è lo stesso. Proseguendo con le note negative, Songs of Silence presenta anche dei picchi di difficoltà assolutamente brutali e, cosa ancora più grave, li presenta di punto in bianco, senza nessuna campanella d’allarme. Questi potrebbero essere dei forti dissuasori per i giocatori non avvezzi al genere, oltre ad essere un difetto vero e proprio, che testimonia una curva di difficoltà non ottimizzata.

Tirando le somme, ci siamo comunque divertiti molto ad assediare i castelli, a scongiurare la corruzione e a sperimentare con le tre fazioni in questo universo unico. Spesso ci siamo sentiti più come un direttore d’orchestra che come uno dei musicisti in questo coro di strategia e battaglia, guidando ed indirizzando anziché gestendo attivamente il gameplay. Tuttavia, i direttori d’orchestra sono fondamentali per il flusso e la riuscita generale di ogni collettivo musicale, e questo si nota in Songs of Silence. La combinazione di modalità, la profondità delle fazioni, degli eroi e delle abilità, così come l’IA impegnativa, tutto collabora per offrire una esperienza meritevole. Lo stile artistico è audace su tutta la linea e abbiamo davvero apprezzato i design delle fazioni. Gli Eyeless (Senza-Occhi), ad esempio, sono paladini del bene, ma con un leggero retrogusto quasi-horror in grado di mettere a disagio, che mostra ed eleva il talento degli artisti concettuali impegnati col gioco. Impossibile negare che il gioco ha dei problemi, però. Tecnicamente vacilla sotto il peso di così tanta elaborazione e il modo in cui vi scaraventa a testa in giù da un dirupo in momenti casuali demotiverà più di qualche giocatore. Ma se volete un consiglio, stringete i denti e Songs of Silence vi ripagherà con un mondo ricco e un sacco di contenuti di cui non potrete fare a meno.

POWER RATING:
7.5/10
“Songs of Silence è uno strategico solido e intrigante, supportato da una trama affascinante e da un gameplay accessibile. Peccato per i problemi sul lato tecnico, ma se riuscirete a stringere i denti, avrete per le mani un titolo decisamente gratificante.“

PRO:
+ Combattimento in tempo reale avvincente
+ Fantastica modalità Skirmish con un sacco di opzioni di personalizzazione.
+ Si concentra molto sulla pianificazione strategica
+ Ottimo doppiaggio e storia

CONTRO:
– La modalità Campagna soffre di problemi di bilanciamento
– Bug occasionali e blocchi
– La progressione è troppo lenta all’inizio della Campagna, rendendo il gioco meno gratificante

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