Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Kalypso Media
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
-Sviluppatore: Claymore Game Studios
-Publisher: Kalypso Media

Torna la mitica saga di Commandos, con un prequel che svela le origini del tristemente famoso team di soldati!

Non potete immaginare quante delle canoniche camicie abbiamo sudato durante la fase di testing di questo Commandos: Origins. Sicuramente più delle famose sette, poco ma sicuro. Perché? Perchè l’ultimo lavoro di Claymore Game Studios centra in pieno il bersaglio, danzando su quel sottilissimo bordo che delimita frustrazione, esaltazione, terrore e gioia: un piano ben riuscito vi farà spesso esultare, ma il minimo errore di pianificazione spesso si risolverà in esiti a dir poco disastrosi. Proprio quello che ci si aspetta da un gioco della serie Commandos!

La richiesta primaria e più fondamentale che il gioco farà ai giocatori sarà quella di avere pazienza. Senza, non combinerete assolutamente nulla, lasciatevelo dire. “Nella peggiore delle ipotesi, basterà aprire il fuoco“, vi sentiamo borbottare. Ebbene, sappiate che quello sarà letteralmente l’approccio peggiore possibile. Commandos, se ancora non l’avete capito, è una serie che da sempre incentiva lo stealth, quello bello, fatto bene e soddisfacente.

Per chi non ne fosse al corrente, Commandos è una classica serie di giochi stealth tattici in tempo reale ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, che risale alla fine degli anni ’90. Immaginate una squadra di commando d’élite, ma male assortiti e generalmente scontrosi, che strisciano a pancia in giù dietro le linee nemiche, guidati da un’infinità di input lungo la strada, e avrete il quadro generale della situazione. Questo Commandos: Origins è probabilmente la migliore versione del concept della serie. È un’esperienza familiare ma moderna per i veterani più esperti, ma anche intuitiva e accessibile per i nuovi giocatori pronti a mettersi alla prova con una curva di difficoltà in costante aumento.

Riducendo il tutto al minimo comun denominatore, come ogni grande gioco stealth, Origins è tanto un gioco di tattica quanto una serie di enigmi mortali da risolvere. In sostanza, si tratta di analizzare ogni incontro imminente, ispezionare il cono visivo di ogni soldato nemico e trovare un modo per eliminarli senza far piombare l’intero esercito tedesco sulla testa della vostra squadra. Preparatevi, perchè trascorrerete gran parte del tempo con Origins semplicemente fissando lo schermo, osservando le vostre prede come un predatore in agguato e studiando nuovi e sempre più rischiosi piani per risolvere questo o quell’altro problema.

Ognuno dei sei commando della vostra squadra ha un set di strumenti e abilità unici. Per la maggior parte, Origins seleziona autonomamente i personaggi disponibili per ogni missione, adattando l’azione alle loro abilità. Ci saranno solo due casi in cui tutti e sei i soldati si troveranno contemporaneamente sullo stesso campo di battaglia, il che è un peccato perché sono tra i momenti più gloriosi dell’intera campagna. E’ un bene che il gioco scelga quali commando utilizzare per ogni missione, perché evita che i giocatori cadano nella “comfort zone” del trovare il personaggio con l’abilità che preferiscono e, di conseguenza, rendere il tutto potenzialmente monotono.

Non sentiamo la mancanza della gestione dell’inventario dei giochi precedenti, anche se forse non avremmo rimosso la possibilità di raccogliere e usare le armi nemiche, in particolare per il Berretto Verde. Il punto è che Origins si concentra di più sulla furtività ponderata in ogni momento, e meno sullo sparare piombo da MP40 recuperati contro qualsiasi cosa abbia una svastica sopra. La sopramenzionata furtività ponderata, per fortuna, è potenziata dalla parte più interessante di Origins: la Modalità Comando. Riprendendo modalità simili presenti in giochi come Shadow Tactics: Aiko’s Choice, la Modalità Comando permette di congelare il tempo all’infinito e di mettere in coda azioni individuali per ognuno dei vostri commando. Usciti dalla modalità, e quindi in tempo reale, le eseguiranno simultaneamente. Riuscire a sincronizzare correttamente una serie di istruzioni in modalità Comando è estremamente appagante, sia che si tratti semplicemente di due commando che strisciano e pugnalano lateralmente una coppia di soldati distratti, sia che si tratti di un balletto più complicato ed elaborato con coreografie di arpioni, lame e proiettili.

Chiaramente, come da tradizione per il genere, sarà un processo piuttosto lento da gestire bene, ma è davvero gratificante quando si trova la soluzione per affrontare quelli che inizialmente potrebbero sembrare troppi soldati posizionati meticolosamente. Forse il vostro primo bersaglio è impossibile da uccidere silenziosamente perché è sempre in vista di uno dei suoi compagni, e forse proprio quello stesso compagno di squadra è sempre in vista di un terzo, e così via. Ma è divertente scoprire chi dovrebbe essere il primo domino a cadere. Alcuni nemici lasceranno le loro postazioni per indagare su strani suoni, come il fischietto del Geniere o la radio del Berretto Verde, o per ispezionare i pacchetti di sigarette accesi dell’Autista. Alcuni si gireranno solo temporaneamente a controllare una distrazione, dandovi momenti preziosi per sfuggirgli. Sperimentare quali percorsi e strumenti funzionino meglio sarà un compito sempre piacevole. Le opportunità ci sono sempre, starà solo a voi scoprirle e il fatto che non siano annunciate o segnalate in alcun modo fa sì che ogni vittoria dia l’impressione di aver superato gli sviluppatori in astuzia.

In gran parte, questo è dovuto al fatto che questi livelli sono tutti diorami estremamente dettagliati, estesi e densi, e ognuno di essi dà la sensazione di giocare a una partita ad alto rischio di soldatini giocattolo, su quel tipo di mappe in miniatura che si potrebbero vedere nascoste dietro una teca in un museo della guerra. Le missioni si svolgono tra l’altro per tutta l’Europa e il Nord Africa, quindi la varietà di livelli disponibili è straordinaria: dalla Scandinavia innevata ai campi lussureggianti e umidi, fino ai deserti roventi. Gli enormi ambienti sono inoltre renderizzati interamente in tre dimensioni ed è possibile entrare negli edifici senza soluzione di continuità.

Ora, veniamo purtroppo alle note negative. In primis, la localizzazione italiana è… atroce. O meglio, le frasi sono tradotte in maniera corretta (abbiamo giocato il gioco con audio Inglese), il problema è che spesso mancheranno totalmente, soppiantate da una frase del tipo “IT Text Missing” (testo IT mancante). Passando oltre, scorrere troppo velocemente a volte provoca un po’ di momentanea instabilità nel frame rate, e c’è un po’ di goffaggine occasionale quando ci si sposta in strutture particolarmente complesse a più piani, dove il gioco ha la tendenza occasionale di “inghiottire” le vostre unità tra un piano e l’altro. Ci sono stati anche casi occasionali in cui i nostri comandi venivano mal interpretati e i nostri uomini si dirigevano verso aree non previste e direttamente nel campo visivo dei nemici, a causa di un’apparente discrepanza tra i piani visualizzati e il piano su cui Origins pensava che stessimo cliccando. Il gioco ha oggettivamente diversi bug e glitch, ma nulla di eccessivamente preoccupante. Spesso alcuni si risolveranno da soli, mentre per altri basterà caricare il quick-save più recente. A tal proposito, ricordate: Il quick-save è il vostro migliore amico! Non solo per i problemi menzionati qui sopra, ma anche e soprattutto per gustarvi il gioco nella sua forma migliore, ovvero sperimentando tattiche ed approcci.

Tirando le somme, Commandos: Origins raggiunge un ottimo equilibrio tra i classici giochi di strategia stealth e le idee più moderne e semplificate, creando un enorme potenziale per trovare soluzioni creative alle varie missioni disponibili. Eliminare elementi come la gestione dell’inventario potrebbe non piacere a tutti, ma questo ha focalizzato l’attenzione sulla furtività pura e semplice, ed è qui che Origins brilla. Intrufolarsi nelle sue enormi mappe, ognuna delle quali pullula di centinaia di nemici, richiede ore e ore di paziente pianificazione e attenta selezione. Proverete una soddisfazione enorme nell’eseguire un attacco coordinato perfetto e sparire subito dopo, con i nazisti rimasti all’oscuro. E’ vero, la localizzazione italiana è disastrosa e il gioco soffre di fin troppi bug, ma la combo quick-save/quick-load vi permetterà di superare quasi ogni problema. Ci sono voluti 22 anni per vedere un nuovo capitolo della serie dalla pubblicazione di Commandos 3 (esclusi i recenti remake), ma ne è sicuramente valsa la pena.

POWER RATING:
8.5/10
“Era da tanto che non giocavamo un Commandos, ma sono bastati un tutorial e pochi minuti della prima missione per farci innamorare nuovamente. Origins è un titolo spettacolare, minato però da alcuni bug di troppo (fortunatamente non critici).“


PRO:
+ Tecnicamente solido
+ Gameplay splendido
+ Un nuovo Commandos dopo 22 anni!
+ Livelli semplicemente meravigliosi

CONTRO:
– Fin troppi bug e glitch
– La IA della CPU alle volte non brillerà per intelligenza
– Localizzazione italiana atroce

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