Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Square Enix
-Versione Testata: PlayStation 5

-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
-Sviluppatore: Acquire / Square Enix
-Publisher: Square Enix

Il titolo che getta le fondamenta della splendida saga di Octopath Traveler è finalmente disponibile per le nostre console!

L’annuncio di Octopath Traveler 0 ha rappresentato una mossa tanto audace quanto necessaria da parte di Square Enix. Per anni, la narrativa fondamentale che fungeva da prequel all’intera saga di Orsterra è rimasta confinata all’interno di Champions of the Continent, un titolo mobile tecnicamente eccellente ma incatenato dalle logiche predatorie del mercato free-to-play. Con questa nuova release per console e PC, gli sviluppatori (in collaborazione con DokiDoki Groove Works) hanno compiuto un’opera di preservazione e riscatto: hanno preso quel cuore pulsante, lo hanno estirpato dal corpo del gacha e lo hanno trapiantato in un’infrastruttura da gioco di ruolo premium tradizionale. Il risultato è un titolo che non solo funge da perfetto punto d’ingresso per i neofiti, ma che si impone come un capitolo essenziale, finalmente libero di esprimere il suo potenziale narrativo e strategico senza chiedere la carta di credito del giocatore ad ogni svolta. Testato su PlayStation 5, Octopath Traveler 0 dimostra che la profondità non ha bisogno di microtransazioni per brillare.

L’Alba di Orsterra e il Prescelto Senza Nome

La prima, grande deviazione rispetto ai capitoli numerati della serie (Octopath Traveler I e Octopath Traveler II) risiede nel protagonista. Se la tradizione ci ha abituati a scegliere tra otto figure predefinite, ciascuna con il proprio background scolpito nella pietra, Octopath Traveler 0 ci chiede di creare il nostro eroe. Attraverso un editor semplice ma efficace, il giocatore plasma il “Prescelto dell’Anello”, decidendo aspetto, voce e persino il piatto preferito. Questa scelta, che potrebbe far storcere il naso ai puristi della narrazione corale, serve in realtà a uno scopo strutturale preciso: centralizzare l’esperienza. Non siamo più spettatori di otto vite disgiunte che si incrociano per caso, ma l’ago della bilancia in una guerra per l’anima stessa del continente.

La trama ci trasporta in una Orsterra più giovane e brutale, dominata da tre tiranni che incarnano le ossessioni umane: il Maestro della Ricchezza, il Maestro del Potere e il Maestro della Gloria. La narrazione è sorprendentemente cupa, toccando temi di schiavitù, corruzione politica e fanatismo con una maturità che a tratti supera quella dei successori. La struttura non è più libera nel senso dispersivo del termine; sebbene si possa scegliere quale dei tre filoni narrativi perseguire inizialmente, il gioco spinge verso una progressione più organica e intrecciata. Il nostro villaggio natale, Wishvale, distrutto nell’incipit, diventa il fulcro emotivo e ludico dell’avventura, trasformando la motivazione del viaggio da una semplice esplorazione a una missione di ricostruzione e vendetta.

Il Party da Otto: Caos Tattico Organizzato

Il sistema di combattimento è dove Octopath Traveler 0 mostra i muscoli, differenziandosi nettamente dai suoi fratelli maggiori. Laddove i capitoli principali si basano su un party attivo di quattro membri, qui scendiamo in campo con una formazione di otto eroi: quattro in prima linea e quattro nelle retrovie. Non si tratta di panchinari, ma di riserve attive. La pressione di un tasto permette di scambiare istantaneamente un personaggio con il suo compagno di fila, senza consumare il turno. Questa meccanica apre scenari tattici inediti. I personaggi nelle retrovie rigenerano salute e Punti Magia (SP) e, cosa fondamentale, accumulano Punti Boost (BP) passivamente.

Questa dinamica crea un flusso di battaglia incalzante, un balletto continuo tra attacco e recupero. Possiamo scatenare la furia di un Guerriero in prima linea, consumare tutte le sue risorse, e poi farlo ritrarre per far entrare un Erudito fresco e carico di BP, pronto a scatenare magie di livello massimo. Il sistema di Dominio e Rottura (Break) rimane il cuore pulsante dello scontro, ma con otto set di armi e abilità a disposizione, la manipolazione della turnazione nemica diventa un’arte complessa. I boss, consapevoli della nostra superiorità numerica, sono progettati con barre scudo massicce e contrattacchi devastanti che colpiscono intere file, costringendo il giocatore a pensare non solo a “cosa” usare, ma a “chi” esporre al pericolo.

La Fine del Gacha: Un Reclutamento Meritocratico

L’aspetto più liberatorio di questa conversione è la totale rimozione delle meccaniche gacha. In Champions of the Continent, ottenere personaggi come il potente spadaccino Fiore o l’astuta ladra Viola era una questione di fortuna o di portafoglio. In Octopath Traveler 0, il reclutamento è integrato nel tessuto del mondo di gioco e nella progressione narrativa.

Gli oltre sessanta personaggi giocabili non piovono dal cielo tramite evocazioni casuali. Li incontriamo nelle città, li salviamo nelle side-quest o li invitiamo a Wishvale man mano che la nostra reputazione e le infrastrutture della città crescono. Alcuni richiedono di essere sconfitti in duello, altri chiedono oggetti specifici, altri ancora si uniscono solo dopo aver completato determinati archi narrativi. Questo cambiamento trasforma ogni nuovo arrivo in una ricompensa tangibile, non in un premio della lotteria. Inoltre, il sistema di “Limit Break” e le “Guidestones” (pietre guida), che nel mobile servivano per aumentare il livello massimo dei personaggi tramite duplicati, sono stati rielaborati in un sistema di crescita più tradizionale basato sull’esperienza e su oggetti rari ottenibili dai boss opzionali e dai forzieri. La sensazione di costruire un esercito personalizzato è appagante e priva di quella frustrazione latente tipica dei sistemi free-to-play.

Wishvale: Ricostruire la Speranza

Una novità assoluta per l’utenza console è la componente di gestione cittadina. Wishvale funge da hub centrale ed evolve visivamente e funzionalmente in base alle nostre decisioni e risorse. Non è un city-builder complesso, ma un sistema di progressione laterale che offre vantaggi concreti. Costruire una fucina migliore sblocca equipaggiamento superiore per l’acquisto; erigere una torre dei maghi migliora l’efficacia delle magie di tutto il roster; ripristinare la locanda permette di cucinare piatti che offrono buff a lunga durata.

Il reclutamento degli NPC gioca un ruolo chiave anche qui. Le Azioni Viaggio (Path Actions) come “Scrutinare”, “Assoldare” o “Contendere” non servono solo per ottenere oggetti, ma per convincere artigiani, mercanti e guerrieri a trasferirsi nella nostra città in espansione. Vedere Wishvale passare da un cumulo di macerie fumanti a una metropoli pulsante di vita, popolata dai personaggi che abbiamo incontrato nei nostri viaggi, offre un senso di “casa” che mancava nei titoli precedenti, dove il viaggio era un continuo peregrinare senza radici.

HD-2D: La Perfezione su Grande Schermo

Visivamente, il passaggio da schermi di pochi pollici al 4K nativo della PlayStation 5 è stato gestito con maestria. Il motore grafico Unreal Engine è stato spinto per sfruttare l’hardware moderno, con un sistema di illuminazione dinamica completamente rivisto. Le ombre proiettate dalle lanterne nelle grotte danzano realisticamente sulle pareti rocciose, e l’effetto dell’acqua e dei riflessi ha una profondità che la versione mobile poteva solo suggerire. Gli sprite in pixel art, pur mantenendo il loro fascino retrò, sono nitidi e ben definiti, senza quell’effetto di sfocatura che talvolta affligge i porting diretti.

L’interfaccia utente è stata ridisegnata da zero per il controller. I menu touch, grandi e ingombranti, hanno lasciato il posto a liste eleganti e navigabili rapidamente con la croce direzionale. La mappatura dei comandi in battaglia è intuitiva, con i tasti dorsali dedicati allo switch tra le file e al potenziamento Boost, rendendo l’esecuzione delle strategie complessa un processo di memoria muscolare fluido. I caricamenti sono istantanei; il fast travel tra le regioni o l’ingresso nelle case non interrompe mai il ritmo, un netto passo avanti rispetto ai micro-caricamenti che frammentavano l’esperienza originale.

La colonna sonora di Yasunori Nishiki, già eccezionale su mobile, qui esplode in tutta la sua gloria orchestrale. I temi di battaglia, in particolare quelli contro i “Maestri”, sono epici, tragici e pomposi, mixati con una qualità audio che avvolge la stanza. Il doppiaggio, presente sia in inglese che in giapponese, copre tutte le scene chiave della storia principale, aggiungendo gravitas ai momenti drammatici che la semplice lettura del testo non potrebbe veicolare.

Un Ritmo Diverso e una Longevità Infinita

Nonostante l’eccellente lavoro di adattamento, le origini mobile del progetto lasciano qualche traccia strutturale, in particolare nella divisione del mondo in zone e nodi piuttosto che in un unico continente interconnesso. Tuttavia, c’è un vantaggio enorme derivante da questa eredità: la mole di contenuti. Essendo il porting di un titolo che ha ricevuto anni di aggiornamenti costanti, espansioni narrative e nuovi capitoli su mobile, Octopath Traveler 0 arriva su console come un prodotto letteralmente gigantesco.

Non stiamo parlando di una longevità standard per il genere. La sola campagna principale, che unisce i tre archi narrativi iniziali con i successivi e massicci capitoli “Bestower” (che fungono da sequel diretti interni alla trama), è in grado di superare comodamente le 100 ore di gioco. E questo senza nemmeno contare le storie individuali dei sessanta viaggiatori, i boss segreti o la ricostruzione completa di Wishvale. È un pacchetto onnicomprensivo che offre un rapporto quantità-prezzo sbalorditivo, una “Complete Edition” che include fin dal lancio anni di sviluppo narrativo.

Certo, la quantità di combattimenti casuali può risultare a tratti eccessiva, un altro retaggio della necessità originale di allungare il tempo di gioco. Fortunatamente, la versione console include opzioni per accelerare la velocità di battaglia e, avanzando nel gioco, abilità per ridurre gli incontri, ma il “grinding” strutturale rimane parte del DNA del titolo, sebbene ora sia finalizzato alla sfida e non alla monetizzazione. Alcuni dungeon opzionali presentano picchi di difficoltà notevoli che richiederanno un’ottimizzazione maniacale del party e dell’equipaggiamento, ma con una mole di contenuti così vasta, c’è sempre qualcosa da fare per potenziarsi prima di riprovare.

Conclusioni: Il Capitolo Perduto Ritrovato

Octopath Traveler 0 è molto più di un semplice porting; è una dichiarazione d’intenti. Square Enix ha dimostrato che è possibile salvare un grande gioco dalle sabbie mobili del modello gacha e restituirlo alla sua forma più pura. Per chi ha amato i primi due capitoli, questo prequel offre un sistema di combattimento ancora più profondo e tattico, un mondo oscuro e affascinante da esplorare e la soddisfazione di costruire qualcosa di duraturo con Wishvale.

Non è solo un riempitivo in attesa di un eventuale terzo capitolo, ma un’esperienza che si regge sulle proprie gambe, offrendo una prospettiva unica e matura sull’universo di Orsterra. La libertà di creare il proprio protagonista e di gestire un piccolo esercito di eroi crea un legame personale con l’avventura che è raro trovare. Se avete sempre voluto amare Champions of the Continent ma siete stati respinti dalla sua natura free-to-play, questo è il gioco che stavate aspettando. È la versione definitiva, completa e rispettosa di un viaggio che meritava di essere vissuto senza barriere.


POWER RATING:
9.0/10
“Liberato dalle catene del free-to-play, Octopath Traveler 0 si rivela un JRPG maestoso. Con un sistema di combattimento profondo e una narrativa matura, questa è l’esperienza definitiva per vivere le origini di Orsterra.”

PRO:

  • Include anni di contenuti post-lancio, garantendo una campagna gigantesca da oltre 100 ore.
  • Il sistema di combattimento a 8 personaggi offre una profondità strategica superiore ai capitoli principali.
  • Rimozione totale del gacha: personaggi e potenziamenti si ottengono giocando ed esplorando.
  • Grafica HD-2D in 4K su console, con illuminazione e dettagli superbi.
  • La gestione di Wishvale aggiunge un senso di progressione e appartenenza unico alla serie.

CONTRO:

  • La struttura del mondo divisa in zone e nodi è meno immersiva dell’open world di OT2.
  • Alcuni picchi di difficoltà nei contenuti opzionali tradiscono l’origine pensata per il grinding a lungo termine.
  • L’esplorazione dei dungeon può risultare a tratti lineare e ripetitiva.

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