Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Bandai Namco
-Versione Testata: Nintendo Switch 2
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
-Sviluppatore: Square Enix
-Publisher: Square Enix
Sei anni dopo l’esordio su PlayStation, il remake di uno dei JRPG migliori degli ultimi anni approda finalmente su Switch e XBOX. La nostra recensione!
Ci sono momenti nella storia del videogioco che rimangono impressi nella memoria collettiva non per la potenza del processore che li genera, ma per la forza del messaggio che veicolano. Nel 2020, quando il mondo sembrava essersi fermato, Final Fantasy VII Remake arrivò nelle nostre case come un uragano di emozioni, capace di riaccendere una scintilla che molti credevano sopita sotto le ceneri del tempo. Per noi di PowerWave83 non ci furono dubbi: quel titolo rappresentava l’essenza stessa dell’eccellenza, un’opera capace di dialogare con il passato pur guardando con coraggio verso un futuro incerto. Vedere oggi quella stessa meraviglia risplendere sullo schermo di Nintendo Switch 2 non è solo un esercizio di portabilità, ma la conferma che la bellezza, quando è autentica, non conosce confini di piattaforma. Cloud Strife e la sua lotta contro la Shinra non sono più solo confinati al salotto di casa, ma diventano un compagno di viaggio che possiamo portare con noi, mantenendo intatto quel fascino magnetico che sei anni fa ci spinse a incoronarlo come il nostro gioco dell’anno.

Midgar, la metropoli d’acciaio che funge da palcoscenico per questa prima parte dell’epopea, non è mai stata così viva e pulsante. In questa versione per la nuova ammiraglia Nintendo, la città appare come un diorama oscuro e affascinante, dove le luci al neon dei bassifondi contrastano con la fredda imponenza della piastra che sovrasta le vite degli ultimi. Passeggiare per le strade del Settore 7, osservare i dettagli dei mercati improvvisati e sentire il peso del cielo di metallo sopra la testa è un’esperienza che tocca i sensi. Il lavoro svolto per adattare questa visione artistica alla nuova console è ammirevole non tanto per i numeri che muove, quanto per la capacità di preservare l’atmosfera originale. Ogni ombra, ogni riflesso sulle pozzanghere di fango e ogni raggio di luce che filtra dalle fessure dei reattori contribuisce a creare un senso di luogo che è raro trovare in altre produzioni. Midgar non è solo uno sfondo, è un personaggio a tutti gli effetti, una creatura viva che respira fumo e si nutre di mako, e su Switch 2 questa creatura appare vibrante tanto quanto nel 2020.
Il cuore pulsante dell’opera rimane però il suo cast di personaggi, figure che abbiamo imparato ad amare decenni fa e che qui trovano una profondità e un’umanità sorprendenti. Cloud Strife non è più solo l’ex Soldier dai capelli biondi e lo sguardo di ghiaccio; è un uomo tormentato, i cui silenzi dicono molto più di mille dialoghi. La sua evoluzione, il modo in cui il suo guscio di indifferenza inizia a creparsi sotto la spinta dei suoi compagni, è raccontata con una sensibilità artistica sopraffina. Accanto a lui, Tifa ed Aerith rappresentano due facce della stessa speranza: la forza tranquilla di chi combatte per la propria casa e la luce mistica di chi vede oltre il velo della realtà. Vedere le loro espressioni, i piccoli gesti delle mani e i giochi di sguardi sullo schermo della nuova console Nintendo è un piacere costante, un promemoria di quanto la cura nel character design possa elevare un gioco a forma d’arte superiore.

Il sistema di combattimento, che avevamo già lodato come un perfetto equilibrio tra passato e presente, si conferma un balletto di acciaio e magia senza tempo. Non è una mera questione di pressione di tasti, ma una gestione del tempo e dello spazio che richiede intelligenza e riflessi. La barra ATB non è un limite, ma una risorsa tattica che trasforma ogni scontro in una piccola sfida intellettuale. Passare da Cloud che fende l’aria con la sua Buster Sword ad Aerith che evoca i poteri del pianeta è un’azione fluida, naturale, quasi poetica nella sua esecuzione. Su Switch 2, questa danza bellica mantiene tutta la sua spettacolarità, con effetti particellari che illuminano l’oscurità dei combattimenti senza mai appesantire la visione d’insieme. La sensazione di impatto di ogni colpo è fisica, tangibile, rendendo ogni vittoria un momento di autentica soddisfazione per il giocatore.
Un’interessante novità introdotta specificamente per questa versione è il sistema di Progressione Semplificata, una serie di opzioni pensate per chi desidera vivere l’avventura concentrandosi esclusivamente sulla forza del racconto o per chi, avendo già completato il titolo in passato, vuole attraversare Midgar con un ritmo più sostenuto. Attraverso il menù delle opzioni è infatti possibile attivare in ogni momento dei potenziamenti che rendono Cloud e i suoi compagni praticamente inarrestabili: dai punti salute e magia sempre al massimo, fino alla possibilità di infliggere il danno limite di 9999 a ogni colpo, senza dimenticare la disponibilità immediata del numero massimo di quasi ogni oggetto nell’inventario. È una scelta di design che rispetta il tempo del giocatore e la natura artistica dell’opera, permettendo di abbattere le barriere della sfida ludica per lasciare spazio alla pura godibilità cinematografica e narrativa. Questa libertà di personalizzazione, attivabile o disattivabile a piacimento, conferma la volontà di rendere questa epopea accessibile a ogni tipo di sensibilità, trasformando il viaggio in un’esperienza su misura che non forza mai la mano su chi desidera semplicemente godersi lo spettacolo.

L’inclusione dell’episodio INTERmission aggiunge un ulteriore tassello a questo mosaico artistico. Yuffie Kisaragi porta con sé una ventata di energia e leggerezza che bilancia i toni più cupi della trama principale, introducendo al contempo una dinamica di coppia con Sonon che esplora temi di lealtà e sacrificio in modo magistrale. La sua agilità, il modo in cui si muove nel mondo di gioco e la sua capacità di utilizzare il proprio enorme shuriken come strumento di interazione ambientale rendono questo capitolo un’aggiunta preziosa, capace di gettare ponti narrativi fondamentali per il futuro della saga. Anche qui, l’opera non si limita a aggiungere contenuti, ma approfondisce la nostra comprensione del mondo di Final Fantasy VII, mostrandoci i conflitti da una prospettiva diversa, più giovane e forse, proprio per questo, più dolorosa.
La narrazione stessa è un atto di sfida verso le convenzioni del remake. Square Enix non si è limitata a rifare il trucco a una vecchia gloria, ma ha scelto di riscrivere il mito, inserendo elementi che interrogano il giocatore sul concetto di destino e di libero arbitrio. I guardiani del destino, quelle figure eteree che appaiono nei momenti chiave, sono la rappresentazione plastica della lotta tra la memoria storica e la volontà di cambiare. Questa scelta coraggiosa eleva Final Fantasy VII Remake Intergrade al di sopra della semplice operazione commerciale, trasformandolo in una riflessione metalinguistica sul videogioco stesso e sul nostro rapporto con le storie che amiamo. Vivere tutto questo su una console Nintendo, la casa dove il genere dei giochi di ruolo giapponesi ha mosso i suoi primi passi più importanti, chiude un cerchio ideale che dona a questa pubblicazione un valore simbolico immenso. specialmente considerato che proprio Final Fantasy VII fu il primo gioco della serie a NON debuttare su una console Nintendo.

Nonostante l’eccellenza della produzione, è giusto sottolineare che l’opera mantiene alcune delle sue rigidità strutturali ereditate dalla visione originale del 2020. Alcune zone della città appaiono ancora oggi come dei corridoi un po’ troppo stretti per le ambizioni del titolo, e certe missioni secondarie non brillano per varietà, fungendo più da contorno che da vero arricchimento. Tuttavia, questi sono dettagli minori di fronte alla maestosità del comparto artistico globale. La colonna sonora, che fonde i temi indimenticabili di Nobuo Uematsu con arrangiamenti moderni e orchestrali, è un capolavoro nel capolavoro, capace di strappare lacrime di nostalgia e brividi di eccitazione con la stessa facilità. Sentire le note del tema principale o l’energia travolgente di un brano di battaglia mentre ci si trova in viaggio, grazie alla natura portatile della console, è un’esperienza che riconcilia con la bellezza del mezzo videoludico.
La versatilità della console Nintendo permette di vivere questa avventura in modi diversi, adattandosi al ritmo della nostra vita senza mai chiedere rinunce sul fronte dell’immersione. Che si scelga di godersi Midgar sul grande schermo della zona giorno o di perdersi tra le sue strade durante una pausa pomeridiana, il gioco risponde con una solidità impressionante. Non c’è quella sensazione di avere tra le mani una versione depotenziata o un compromesso accettabile; al contrario, si percepisce la volontà di offrire la visione originale nel modo più rispettoso possibile. Questo porting è un atto d’amore verso i fan Nintendo che hanno atteso per anni di poter accogliere Cloud nella loro libreria, e il risultato finale ripaga ogni istante di attesa con una qualità che ha del miracoloso.

Il sistema delle materie, cuore pulsante della progressione, rimane uno degli strumenti di personalizzazione più intelligenti mai creati. Decidere quali sfere incastonare nelle proprie armi, creare collegamenti magici che permettono di assorbire l’elemento nemico o di contrattaccare automaticamente, è un esercizio di stile che premia la creatività del giocatore. Non esiste un modo unico per affrontare le sfide di Final Fantasy VII Remake Intergrade, ma mille sfumature che dipendono dalla nostra sensibilità tattica. Questa profondità, unita a una regia che non sfigurerebbe in una produzione hollywoodiana, rende ogni sessione di gioco un evento unico, un tassello di una storia più grande che non smette mai di stupire per la sua capacità di rinnovarsi.
In definitiva, Final Fantasy VII Remake Intergrade su Nintendo Switch 2 è la riconferma di un trionfo. È la dimostrazione che i grandi classici non invecchiano, ma evolvono, trovando nuove forme per comunicare con il pubblico. L’opera che ha vinto il nostro gioco dell’anno nel 2020 torna a reclamare il suo trono, offrendo un’esperienza che è insieme intima e colossale, nostalgica e rivoluzionaria. È un invito a riscoprire la magia di Midgar, a lottare per il pianeta e a perdersi negli occhi di personaggi che sentiamo ormai come vecchi amici. Square Enix ha consegnato una versione che non è solo un ottimo software, ma un ponte tra generazioni di giocatori, un regalo prezioso per chiunque creda che i videogiochi possano essere qualcosa di più di un semplice passatempo.

Cloud Strife ha riposto la sua Buster Sword nel fodero, pronto a ripartire per la prossima tappa di questo viaggio incredibile, e noi non possiamo che essere grati di poterlo accompagnare ancora una volta, ovunque la strada ci porti. Final Fantasy VII Remake Intergrade non è solo un gioco; è un pezzo di storia che continua a scriversi sotto i nostri occhi, ricordandoci perché amiamo così tanto questo medium. Se ancora non avete vissuto questa storia, o se volete portarla con voi nel vostro quotidiano, questa versione per la nuova console Nintendo è la scelta che il vostro cuore di giocatore merita.
POWER RATING:
9.5/10
“Final Fantasy VII Remake Intergrade su Nintendo Switch 2 è la celebrazione definitiva del nostro gioco dell’anno 2020. Un’opera d’arte che riesce a mantenere intatta tutta la sua potenza emotiva e visiva, offrendo un’esperienza portatile di una bellezza travolgente che non accetta compromessi artistici.”
PRO E CONTRO
PRO:
- Una direzione artistica sublime che prende vita magnificamente sulla nuova console Nintendo.
- Il sistema di combattimento rimane un capolavoro di equilibrio tra azione e strategia.
- Narrazione profonda e coraggiosa che approfondisce personaggi leggendari.
- Tempi di caricamento e reattività del software esemplari su ogni fronte.
- Include l’episodio Intermission con Yuffie, un’aggiunta di altissimo valore qualitativo.
- Colonna sonora di qualità superlativa.
CONTRO:
- Struttura di alcuni livelli che risente ancora dell’impostazione a corridoio dell’originale.
- Missioni secondarie non sempre all’altezza del respiro epico della trama principale.
- Assenza di contenuti inediti per chi ha già completato l’opera sulle altre piattaforme.
- Alcune texture ambientali meno curate rispetto ai modelli principali dei protagonisti.





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