Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Red Art Games
-Versione Testata: Nintendo Switch
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch
-Sviluppatore: SquareSoft (originale), Square-Enix
-Publisher: Red Art Games

Dopo aver recensito la versione PlayStation, torniamo su Romancing Saga per la sua incarnazione portatile!

Rivedere un titolo a pochi mesi di distanza dalla sua uscita su altre piattaforme potrebbe sembrare un esercizio di stile, ma quando si parla di una produzione firmata da Akitoshi Kawazu, le regole del gioco cambiano sensibilmente. Romancing SaGa -Minstrel Song- Remastered International non è solo il recupero di un classico dell’epoca PlayStation 2, a sua volta remake del capostipite della serie per Super Famicom, ma rappresenta una filosofia di design che oggi, nell’era della portatilità spinta, trova un senso rinnovato. Se la versione per le console casalinghe di Sony ci aveva permesso di apprezzare la pulizia grafica sui grandi schermi, la versione per Nintendo Switch sposta l’accento sulla comodità, un fattore non trascurabile per un gioco che richiede decine di ore di dedizione, sperimentazione e, inevitabilmente, fallimenti necessari alla comprensione delle sue dinamiche interne.

Una struttura narrativa frammentata e affascinante

La premessa di questa avventura non si poggia su un unico binario, ma si ramifica attraverso le storie di otto protagonisti diversi, ognuno con le proprie motivazioni e il proprio punto di partenza nel vasto mondo di Mardias. Scegliere un personaggio piuttosto che un altro non significa solo cambiare il volto dell’eroe che muoveremo a schermo, ma mutare radicalmente la prospettiva sulla storia e l’ordine con cui affronteremo gli eventi. È qui che emerge la genialità del sistema a scenario libero, un marchio di fabbrica che permette al giocatore di vagare per il mondo quasi senza vincoli, accettando missioni, esplorando dungeon e incontrando comprimari in un ordine che raramente si ripete tra una partita e l’altra. Questa libertà assoluta, che evita accuratamente di spiegare troppo al giocatore, crea un senso di avventura autentica, dove ogni scoperta è frutto dell’intuito o di un incontro fortuito piuttosto che di un indicatore sulla mappa.

Il fascino estetico tra tradizione e modernità

L’impatto visivo su Nintendo Switch, specialmente sullo schermo OLED, è sorprendentemente appagante. Lo stile artistico originale, caratterizzato da personaggi con proporzioni deformate che ricordano quasi dei burattini viventi, si sposa magnificamente con la risoluzione della console portatile. I colori sono vibranti e la direzione artistica, che mescola elementi pittorici a scenari fantasy classici, riesce a mascherare i limiti tecnici di un motore grafico che sente il peso degli anni. Muovere i personaggi tra le città di Mardias o all’interno di caverne infestate da mostri restituisce una sensazione di compattezza visiva che, a tratti, risulta superiore alla visione su un monitor da quaranta pollici, dove le texture più datate potevano apparire sgranate. La pulizia operata in questa versione remastered è evidente nelle interfacce, ora molto più leggibili e moderne, un dettaglio fondamentale quando si deve navigare tra i numerosi menu di gestione del party e delle abilità.

La complessità meccanica del combattimento

Entrare nel cuore del sistema di combattimento di questo titolo significa accettare di imparare una lingua nuova. Non ci troviamo di fronte al classico sistema a turni dove basta aumentare di livello per superare gli ostacoli. Qui, l’evoluzione dei personaggi avviene attraverso l’uso diretto delle abilità: più si utilizza un’arma o un incantesimo, più è probabile che il personaggio sblocchi nuove tecniche attraverso il sistema della scintilla, ovvero quell’illuminazione improvvisa che avviene nel bel mezzo di uno scontro. Questa dinamica trasforma ogni battaglia, anche la più semplice contro nemici comuni, in un’occasione di crescita e scoperta. Tuttavia, il gioco introduce il concetto di grado dell’evento, una variabile invisibile che aumenta con il numero di combattimenti affrontati e che regola la difficoltà del mondo e la disponibilità delle missioni. Questo significa che combattere troppo senza una strategia precisa può portare il mondo a evolversi più velocemente delle capacità dei nostri eroi, creando situazioni di stallo che richiedono un’attenta pianificazione delle proprie mosse.

La portatilità come valore aggiunto per la progressione

Il vero punto di forza della versione per Nintendo Switch risiede nella natura stessa del gioco. Romancing SaGa -Minstrel Song- è un titolo che vive di piccoli progressi, di sessioni dedicate alla gestione delle classi e di momenti di esplorazione che possono durare pochi minuti o diverse ore. Poter sospendere la console in qualsiasi momento grazie alla modalità riposo e riprendere l’avventura mentre si è in viaggio o durante una pausa è un vantaggio inestimabile. La struttura non lineare si presta perfettamente a una fruizione frammentata, dove si può decidere di completare una singola missione secondaria o semplicemente dedicarsi al potenziamento delle abilità dei propri compagni senza dover necessariamente dedicare un intero pomeriggio alla console fissa. La comodità di avereMardias sempre a portata di mano mitiga quella sensazione di oppressione che a volte può derivare dai sistemi di gioco più ostici della serie, rendendo l’intera esperienza più digeribile e meno frustrante.

Le novità della versione International e i miglioramenti tecnici

Questa edizione International non si limita a portare il gioco su nuovi schermi, ma introduce una serie di miglioramenti che rendono l’esperienza molto più accessibile rispetto all’originale. La possibilità di velocizzare le animazioni in battaglia e gli spostamenti sulla mappa è una manna dal cielo per chiunque voglia esplorare più volte il gioco con protagonisti diversi, riducendo drasticamente i tempi morti. Inoltre, sono stati aggiunti nuovi personaggi reclutabili, classi inedite e boss estremamente impegnativi che mettono alla prova anche i veterani più scafati. Dal punto di vista tecnico, la versione Switch si comporta egregiamente, mantenendo una stabilità invidiabile sia in modalità portatile che collegata al televisore. I tempi di caricamento sono rapidi e non si avvertono cali di fluidità significativi, a testimonianza di un lavoro di ottimizzazione svolto con grande cura per rispettare l’hardware della console Nintendo.

Una gestione delle risorse punitiva ma appagante

Un altro elemento che definisce l’esperienza è la gestione della resistenza delle armi e dei punti vita dei personaggi. Ogni attacco consuma una risorsa specifica dell’arma utilizzata e, se non si presta attenzione, ci si può ritrovare nel profondo di un dungeon con l’equipaggiamento inutilizzabile. Allo stesso modo, i punti vita non si rigenerano automaticamente dopo ogni scontro e la morte in battaglia riduce permanentemente la salute massima del personaggio fino a quando non si riposa in una locanda. Questi vincoli obbligano il giocatore a una pianificazione costante e a una gestione oculata dell’inventario, trasformando ogni spedizione in un gioco di incastri e previsioni. Su Switch, questa componente gestionale risulta meno pesante grazie alla facilità con cui si può consultare il gioco in brevi sessioni, permettendo di riflettere sulle prossime mosse anche nei ritagli di tempo, senza la pressione di dover concludere una lunga sessione casalinga.

L’importanza del suono e del ritmo

La colonna sonora composta da Kenji Ito rimane uno dei pilastri dell’intera produzione. I brani che accompagnano le battaglie sono carichi di energia e riescono a infondere la giusta carica anche dopo decine di ore di gioco. La figura del menestrello, che dà il titolo a questa versione, funge da narratore e guida all’interno delle taverne, offrendo consigli e frammenti di storia che aiutano a orientarsi nel caos calcolato della narrazione libera. Ascoltare queste melodie attraverso gli altoparlanti della console o con un buon paio di cuffie aggiunge un ulteriore strato di immersione, rendendo il viaggio attraverso Mardias un’esperienza sensoriale completa. Il ritmo del gioco è scandito proprio da queste ballate, che sottolineano i momenti epici e quelli di riflessione, creando un’identità sonora inconfondibile che è diventata un marchio di fabbrica per l’intera serie SaGa.

Un sistema di classi e abilità profondo

La personalizzazione del party è un altro aspetto in cui il titolo brilla per profondità. Ogni personaggio può imparare un numero incredibile di abilità legate a diverse categorie di armi o scuole di magia. La scelta della classe iniziale e delle successive evoluzioni influenza non solo le statistiche, ma anche il costo in risorse delle tecniche utilizzate. Questo crea un sistema di progressione estremamente libero dove non esistono scelte giuste o sbagliate in assoluto, ma solo strategie più o meno efficaci per affrontare le sfide proposte. In questa versione remastered, la gestione delle abilità è stata snellita graficamente, permettendo di avere sempre sott’occhio i progressi del gruppo. La possibilità di sperimentare diverse combinazioni di personaggi, ognuno con il proprio stile unico, è il motivo principale che spinge a rigiocare l’avventura più volte, scoprendo ogni volta nuovi modi per superare ostacoli che in precedenza sembravano insormontabili.

La sfida dell’accessibilità e il pubblico moderno

Nonostante i numerosi miglioramenti qualitativi, Romancing SaGa -Minstrel Song- rimane un titolo che non fa nulla per piacere a tutti i costi. È un gioco che richiede pazienza, voglia di studiare meccaniche non sempre intuitive e la capacità di accettare che alcune missioni possano essere perse per sempre a causa di una scelta sbagliata o di un avanzamento troppo rapido del tempo di gioco. Tuttavia, è proprio in questa sua natura spigolosa che risiede il suo fascino eterno. Per il pubblico moderno, abituato a essere guidato per mano attraverso indicatori di missione e tutorial onnipresenti, l’approccio di Kawazu può risultare scioccante, ma una volta superata la barriera iniziale, si scopre un mondo di una ricchezza e di una libertà rare. La versione Switch, con la sua immediatezza e portatilità, abbassa leggermente questa barriera, rendendo più agevole l’apprendimento di queste regole così particolari e premiando la costanza del giocatore con una soddisfazione che pochi altri giochi di ruolo giapponesi sanno offrire.

Conclusione: un classico che non invecchia mai

In definitiva, Romancing SaGa -Minstrel Song- Remastered International su Nintendo Switch è la versione definitiva per chiunque voglia approcciarsi a questo capolavoro della non-linearità. Sebbene non introduca novità eclatanti rispetto alle versioni uscite pochi mesi fa su altre console, la possibilità di giocare in modalità portatile trasforma radicalmente la percezione della sua struttura frammentata, rendendo la progressione più fluida e naturale. È un titolo che celebra la libertà del giocatore e la scoperta personale, avvolto in un’estetica ispirata e supportato da un sistema di gioco che, pur nella sua complessità estrema, sa regalare momenti di pura euforia tattica. Mardias è un mondo che merita di essere esplorato, e averlo sempre a portata di mano è il modo migliore per perdersi tra le sue storie, le sue leggende e le sue infinite possibilità. Per i fan della serie è un acquisto obbligato, per tutti gli altri è l’occasione perfetta per scoprire cosa significhi davvero essere liberi in un mondo di gioco.


POWER RATING:
8.0/10
“Romancing SaGa -Minstrel Song- Remastered International su Nintendo Switch è il connubio perfetto tra un design classico e una fruizione moderna. La portatilità esalta la struttura non lineare del gioco, rendendo le sue meccaniche ostiche più digeribili e trasformando l’esplorazione di Mardias in un’avventura tascabile di immenso valore. Un titolo imprescindibile per chi cerca profondità, libertà e una sfida che non scende a compromessi.”

PRO

  • La struttura a scenario libero si adatta perfettamente alla natura portatile della console Nintendo.
  • Il sistema di combattimento e di evoluzione tramite la scintilla rimane uno dei più originali e appaganti del genere.
  • Miglioramenti qualitativi come l’aumento della velocità di gioco e nuove opzioni rendono l’esperienza più moderna.
  • Direzione artistica unica e colonna sonora monumentale di Kenji Ito che brilla anche su Switch.
  • L’aggiunta di nuovi personaggi e boss offre motivi concreti per tornare a esplorare il mondo di gioco.
  • La modalità riposo della console facilita enormemente la gestione dei ritmi di gioco spesso punitivi.

CONTRO

  • La complessità e l’ottusità di alcune meccaniche possono ancora risultare respingenti per i neofiti.
  • La gestione del tempo legata al numero di combattimenti richiede una pianificazione che non tutti potrebbero gradire.
  • Esteticamente, nonostante la pulizia, la natura di remake di un titolo PS2 è ancora evidente in alcuni asset.
  • La telecamera in certi ambienti chiusi può risultare ancora un po’ rigida e datata.

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