Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Little Bat Games
-Versione Testata: PlayStation 5
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC
-Sviluppatore: Little Bat Games
-Publisher: Little Bat Games
Signori e signore, sedetevi comodi sul lettino: ecco a voi i vampiri come mai li avete mai visti!
Esplorare i confini della mente immortale non è un compito per tutti, specialmente quando questa esplorazione avviene attraverso le lenti precise e rigorose della psicologia contemporanea. Vampire Therapist si presenta sul mercato console non come un semplice passatempo, ma come una proposta culturale audace che sfida le convenzioni del genere. In un panorama dove spesso il vampiro è ridotto a una figura d’azione o a un interesse amoroso tormentato, Little Bat Games decide di puntare i riflettori su ciò che accade dopo secoli di solitudine, violenza e isolamento sociale. Il risultato è una visual novel che profuma di carta stampata e di riflessioni profonde, un’opera che ci invita a posare il controller per un istante e a chiederci quanto delle distorsioni cognitive dei non morti appartenga, in realtà, anche a noi. È un titolo che sceglie la via del dialogo e della consapevolezza, offrendo un’esperienza che, pur mancando di una vera componente di sfida punitiva, sa come arricchire il bagaglio emotivo del giocatore.

Sam e Andromachos: un ponte tra epoche e traumi
Al centro di questa vicenda troviamo Sam, un personaggio che incarna perfettamente il contrasto tra l’antico e il moderno. Con il suo cappello da cowboy e quel modo di fare asciutto tipico di chi ha vissuto sulla propria pelle la durezza della frontiera americana, Sam è un vampiro che non riesce a trovare pace. Il suo senso di colpa per le azioni compiute nel passato lo divora, spingendolo a cercare una forma di redenzione che non passi attraverso il sangue, ma attraverso la comprensione. Il suo incontro con Andromachos, un antico vampiro che ha vissuto l’epoca d’oro della civiltà greca, segna l’inizio di un percorso terapeutico che è prima di tutto un percorso di formazione. Andromachos non è solo un mentore, ma una figura che ha visto il mondo cambiare infinite volte, arrivando alla conclusione che l’unico modo per sopravvivere all’eternità sia mantenere una mente sana.
Il loro rapporto è costruito su dialoghi eccellenti, dove la scrittura brilla per intelligenza e ritmo. Non c’è spazio per la banalità; ogni scambio di battute serve a definire meglio il carattere di Sam e a mostrare come la sua visione pragmatica del mondo debba scontrarsi con la complessità delle tecniche psicologiche che è chiamato a imparare. Il villaggio di Mannheim, con le sue atmosfere notturne e sospese, fa da cornice perfetta a questo tirocinio dell’anima. La narrazione procede con la sicurezza di un romanzo ben scritto, conducendo il giocatore attraverso una serie di incontri che mettono a nudo le debolezze di creature che si credevano onnipotenti. È una storia di guarigione, di accettazione e di come la parola possa essere molto più affilata di qualsiasi paletto di frassino.
La CBT come bussola nel labirinto mentale
Il vero pilastro su cui si poggia Vampire Therapist è l’uso della terapia cognitivo-comportamentale, nota comunemente come CBT. Questa non è una semplice aggiunta tematica, ma la meccanica centrale che regola ogni interazione con i pazienti. Sam deve imparare a identificare le distorsioni cognitive, ovvero quegli errori di logica che portano i suoi simili a soffrire inutilmente. Il gioco ci introduce a concetti come la catastrofizzazione, il pensiero dicotomico o la personalizzazione, trasformandoli negli strumenti di analisi del giocatore. Quando un paziente siede sul divano dello studio, non dobbiamo limitarci ad ascoltare passivamente; dobbiamo analizzare ogni sua affermazione per scorgere il momento esatto in cui il suo pensiero deraglia dalla realtà.
Questa componente interattiva è affascinante perché costringe a un ascolto attivo e analitico. Identificare un ragionamento emotivo in un vampiro millenario che si sente inutile solo perché ha fallito un piccolo compito non è solo gratificante a livello di gioco, ma è anche estremamente educativo. Il titolo riesce a spiegare meccanismi psicologici complessi con una chiarezza disarmante, rendendo la pratica della terapia un atto di investigazione mentale. Mentre cerchiamo di aiutare i pazienti a smontare le loro convinzioni limitanti, ci rendiamo conto di quanto questi stessi schemi siano presenti nella nostra quotidianità. È una meccanica che invita alla riflessione personale, portando il giocatore a interrogarsi sulle proprie distorsioni cognitive anche dopo aver spento la console.

L’illusione della scelta e la natura dell’esperienza
Tuttavia, addentrandosi nelle meccaniche di Vampire Therapist, emerge un elemento che lo distingue nettamente dai classici titoli strategici o dalle visual novel a bivi: l’assenza di un vero rischio di fallimento. Il gioco presenta quella che potremmo definire un’illusione della scelta. Sebbene il giocatore sia chiamato a selezionare la tecnica di intervento corretta o a identificare la distorsione giusta, sbagliare non porta a conseguenze drammatiche o alla fine della partita. In caso di errore, il gioco semplicemente interrompe il flusso, fornendo un feedback o facendo ripartire la linea di dialogo interessata finché non si giunge alla conclusione corretta.
Questa scelta di design è un’arma a doppio taglio che influisce sulla percezione del prodotto come videogioco in senso stretto. Da un lato, elimina la tensione legata alla performance, permettendo al giocatore di concentrarsi esclusivamente sull’apprendimento e sul contenuto narrativo. Dall’altro, riduce drasticamente il senso di sfida, rendendo l’esperienza molto simile alla lettura di un buon libro interattivo. Non c’è la possibilità di rovinare la vita di un paziente o di fallire il proprio addestramento; il percorso è tracciato e la destinazione è certa. Per chi cerca un’esperienza dove ogni decisione ha un peso tangibile sullo sviluppo della trama, questo aspetto potrebbe risultare limitante. Tuttavia, se lo si approccia come un saggio narrativo sulla salute mentale, la mancanza di un game over diventa funzionale alla trasmissione del messaggio senza inutili barriere di frustrazione.
Una galleria di non morti umanissimi
I pazienti che frequentano lo studio di Sam rappresentano il vero cuore pulsante del titolo. Ogni personaggio è caratterizzato con una cura maniacale, non solo nel design visivo ma soprattutto nella struttura del proprio tormento interiore. Incontreremo figure che portano con sé l’ego smisurato di epoche passate, atlete ossessionate da un perfezionismo tossico e nobili decaduti che non riescono ad accettare la modernità. Questi personaggi non sono semplici bersagli per le tecniche di CBT, ma esseri complessi che reagiscono con rabbia, negazione o sarcasmo ai tentativi di aiuto di Sam.
La profondità psicologica che emerge da queste sedute è notevole. Il gioco esplora come l’immortalità possa agire come un amplificatore per le nevrosi umane: se un trauma non viene affrontato, ha secoli a disposizione per sedimentarsi e diventare parte integrante dell’identità di un individuo. Vedere Sam che cerca di scalfire queste difese, spesso inciampando lui stesso nei propri pregiudizi, rende l’esperienza estremamente reale nonostante il contesto fantastico. La scrittura è coraggiosa nel trattare temi come l’ansia, il narcisismo e il senso di inadeguatezza, offrendo una visione del vampiro che è, paradossalmente, molto più umana di quanto si veda in molte produzioni contemporanee.

L’eccellenza del comparto audio e l’estetica ricercata
Un titolo così focalizzato sulla parola e sul dialogo non avrebbe potuto funzionare senza un doppiaggio di altissimo livello, e Vampire Therapist in questo non delude affatto. Le voci che danno vita ai protagonisti e ai loro pazienti sono cariche di sfumature, capaci di trasmettere ogni singola emozione, dal sussulto di un’insicurezza nascosta al ruggito di un orgoglio ferito. Molti degli attori coinvolti hanno già dato prova del loro talento in produzioni di grande calibro, e qui confermano la loro capacità di elevare il testo scritto a un livello superiore. Ogni seduta di terapia guadagna una fisicità incredibile grazie all’interpretazione vocale, rendendo l’ascolto un vero piacere per le orecchie.
Visivamente, il gioco adotta uno stile che richiama le incisioni d’epoca e il tratto sporco dei fumetti d’autore, creando un’estetica che si sposa perfettamente con il tono della narrazione. I personaggi sono rappresentati con un’attenzione ai dettagli che ne rivela la storia e la personalità prima ancora che aprano bocca. Le animazioni sono ridotte al minimo, come è tipico delle visual novel, ma quelle presenti sono estremamente comunicative. La palette cromatica, che predilige i toni scuri intervallati da sprazzi di colore legati alle magie o alle intuizioni psicologiche, contribuisce a creare un’atmosfera da club segreto della mente, dove la verità può finalmente essere sussurrata nell’oscurità.
La terapia come atto di coraggio
Vampire Therapist ci ricorda costantemente che la salute mentale è una sfida che non conosce scadenze temporali. L’integrazione di esercizi di respirazione e momenti di consapevolezza all’interno del flusso di gioco serve a normalizzare la cura di sé, portandola in un contesto ludico con estrema naturalezza. È un’opera che parla dell’importanza di fermarsi e analizzare il modo in cui parliamo a noi stessi, mostrandoci come i pensieri disfunzionali siano le vere catene che ci impediscono di essere liberi. Sam, nel suo percorso per diventare un terapeuta degno di questo nome, diventa il simbolo di chi decide di smettere di fuggire dal proprio passato per affrontarlo con gli strumenti della logica e dell’empatia.
Nonostante l’assenza di biforcazioni narrative reali, il gioco riesce a mantenere alto l’interesse grazie alla qualità dei temi trattati. Ogni seduta conclusa lascia al giocatore una sensazione di arricchimento, quasi avesse appena finito di consultare un manuale di vita scritto da chi la vita la conosce bene perché l’ha vista scorrere per secoli. È una celebrazione della resilienza e della capacità di cambiamento, un inno alla possibilità di riscrivere la propria storia personale indipendentemente da quanto sia stata buia fino a quel momento. In questo senso, il titolo di Little Bat Games è un’operazione di sensibilizzazione culturale di immenso valore, che utilizza il genere fantasy per parlare direttamente al nostro presente.

L’esperienza console e la fruizione lenta
Portare Vampire Therapist su console è stata una scelta saggia, poiché la natura del gioco si presta magnificamente a una fruizione rilassata, magari seduti sul divano proprio come i pazienti di Andromachos. L’interfaccia è pulita, con testi grandi e ben leggibili che non affaticano la vista anche durante le sessioni di lettura più lunghe. Il sistema di controllo è immediato e permette di navigare tra le varie distorsioni cognitive con semplicità, rendendo l’atto di fare terapia un processo fluido e privo di intoppi tecnici. È un gioco che non ha fretta e che chiede al giocatore di non averne, premiando chi decide di immergersi totalmente nelle parole dei suoi protagonisti.
La stabilità tecnica è impeccabile, e la qualità dell’adattamento dimostra quanto lo studio abbia a cuore l’esperienza dell’utente finale. Vampire Therapist su console non è solo un porting, ma la versione definitiva di un viaggio interiore che merita di essere vissuto con la dovuta calma. La mancanza di un game over, se vista in quest’ottica di fruizione quasi letteraria, diventa un pregio che permette di godere di ogni sfumatura della scrittura senza l’ansia da prestazione tipica dei titoli più frenetici. È il compagno perfetto per chi cerca una narrazione solida e temi che restino impressi nella mente anche dopo aver spento tutto.
Conclusioni: un libro da giocare
Vampire Therapist è un’esperienza preziosa, intelligente e profondamente diversa da tutto ciò che solitamente affolla gli store digitali. È una visual novel che sceglie la via della competenza clinica per raccontare una storia di mostri che cercano di essere migliori, offrendo al giocatore non solo divertimento, ma anche strumenti reali di introspezione. Sebbene l’illusione della scelta e l’assenza di un vero sistema di fallimento possano far storcere il naso a chi cerca una sfida videoludica tradizionale, questi elementi non scalfiscono minimamente il valore dell’opera come pezzo di narrazione interattiva.
È un titolo che si legge come un buon libro, capace di catturare l’attenzione con la forza delle sue idee e la qualità della sua scrittura. Sam e Andromachos ci accompagnano in un mondo dove la guarigione è possibile, dove i secoli di dolore possono essere decostruiti e dove la mente, pur immortale, può finalmente trovare la pace. Vampire Therapist è una dichiarazione d’amore alla salute mentale e alla forza della parola, un titolo che consigliamo caldamente a chiunque voglia esplorare il lato più profondo e nascosto della notte.
POWER RATING:
8.5/10
“Vampire Therapist è un’opera di una rarità assoluta nel panorama contemporaneo. Little Bat Games riesce nell’impresa di rendere appassionante la terapia cognitivo-comportamentale, incastonandola in una cornice narrativa vampiresca di grande fascino. La scrittura è il vero motore dell’esperienza, supportata da un doppiaggio eccellente e da un’estetica ricercata. Sebbene il gameplay soffra di una certa staticità e l’assenza di reali conseguenze per i propri errori riduca il senso di sfida, il valore dei temi trattati e la profondità dei dialoghi lo rendono un acquisto imprescindibile per chi ama le visual novel di qualità. È un viaggio interiore travestito da gioco fantasy, capace di insegnare e intrattenere con la stessa, straordinaria efficacia.”
PRO
- Integrazione eccellente delle tecniche CBT reali come meccanica di gioco.
- Scrittura dei dialoghi brillante, matura e ricca di spunti di riflessione.
- Cast di personaggi indimenticabile e doppiaggio di qualità superba.
- Direzione artistica unica che mescola gotico e moderno con grande stile.
- Approccio coraggioso e competente al tema della salute mentale.
- Ottima leggibilità e ottimizzazione dei menu per l’esperienza su console.
CONTRO
- L’assenza di un vero stato di fallimento riduce drasticamente la tensione del gameplay.
- La struttura narrativa è molto rigida: le scelte sono spesso solo un’illusione che riconduce alla linea principale.
- La natura prettamente testuale e la mancanza di azione potrebbero non incontrare i gusti di tutti i giocatori.




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