Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Red Art Games
-Versione Testata: Nintendo Switch 2

-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC
-Sviluppatore: Sunsoft / Clouded Leopard Ent.
-Publisher: Red Art Games

“Coraggioso. Invincibile. Odiato dai criminali. Amato dalle loro vittime. È City Hunter.”

Il fascino della Shinjuku notturna degli anni ottanta e novanta non è solo una questione di estetica urbana, ma rappresenta un immaginario collettivo consolidato. Per chiunque abbia seguito le avventure di Ryo Saeba, quel groviglio di luci al neon e vicoli bui costituisce un pilastro della cultura pop. Quando Sunsoft rilasciò City Hunter su PC Engine nel 1990, l’obiettivo era ambizioso: racchiudere il carisma di un intero franchise in una manciata di kilobyte. Oggi, grazie al lavoro di recupero operato da Red Art Games e Clouded Leopard Entertainment, quel titolo torna disponibile su tutte le piattaforme moderne, inclusa la Nintendo Switch 2, dimostrando come certi classici possano ancora dire la loro se aggiornati con i giusti criteri tecnici.

L’impostazione originale di Sunsoft non era quella di uno sparatutto lineare, ma proponeva una formula ibrida tra azione bidimensionale ed esplorazione. Ryo si muove come uno sweeper all’interno di ambienti complessi, spesso sviluppati verticalmente, dove investigare e parlare con i personaggi è fondamentale per sbloccare il proseguimento della missione. Questa struttura conferisce al titolo un ritmo peculiare, più ragionato rispetto ai contemporanei dell’epoca, pur mantenendo il focus sui conflitti a fuoco. Tuttavia, l’originale portava con sé le rigidità tecniche del periodo, con una gestione dei salti approssimativa e una rilevazione dei colpi talvolta incerta. Questa riedizione interviene proprio su queste criticità, cercando di rendere il gameplay fruibile per gli standard attuali senza snaturarne la filosofia di fondo.

Il pacchetto si articola su diverse modalità che permettono di personalizzare l’esperienza. Se la modalità originale è un omaggio ai puristi, sono la Enhanced Mode e la Hard Mode a rappresentare il vero fulcro dell’offerta. Nella versione migliorata è stato svolto un lavoro di pulizia del codice che trasforma il feeling della partita: la risposta ai comandi è ora immediata e sono stati eliminati quei rallentamenti che affliggevano la versione per PC Engine. Anche la velocità dei proiettili è stata ricalibrata per garantire scontri a fuoco più coerenti. Si avverte la volontà di mantenere l’integrità del design originale, pur eliminando quelle piccole frustrazioni tecniche che oggi risulterebbero anacronistiche.

La Hard Mode invece propone una revisione più profonda. Non si limita ad aumentare la salute dei nemici, ma modifica i pattern di attacco dei boss e altera il posizionamento degli oggetti chiave, costringendo anche i veterani a rivedere le proprie strategie. L’inclusione di una sequenza di gioco inedita è un’aggiunta apprezzabile che arricchisce la progressione, offrendo un contenuto nuovo che si integra bene con il resto dell’avventura. La sfida rimane impegnativa ma è mitigata dalle funzioni di salvataggio rapido e riavvolgimento temporale, strumenti ormai essenziali per godersi titoli di questa epoca senza eccessivi stress.

Tecnicamente, l’adattamento su Nintendo Switch 2 sfrutta bene la potenza della console per offrire un’immagine pulita, dove i filtri grafici simulano con efficacia la resa dei vecchi monitor a tubo catodico. La fluidità è costante, un fattore determinante per la precisione richiesta nelle fasi platform e nei combattimenti più concitati. Anche sulle altre piattaforme il risultato è solido, ma la natura ibrida della console Nintendo sembra esaltare la pulizia della pixel art originale. Le opzioni per gestire il rapporto d’aspetto e la visualizzazione permettono di personalizzare la resa visiva secondo le proprie preferenze, mantenendo intatto il fascino retrò.

Uno dei punti di forza di questa operazione è la localizzazione. Vedere i testi finalmente tradotti in lingua italiana è un valore aggiunto notevole, poiché la componente investigativa richiede una chiara comprensione dei dialoghi per non procedere a tentativi. L’adattamento è fedele e restituisce bene il tono dell’opera originale, permettendo di seguire le indagini di Ryo in modo fluido. Questo sforzo produttivo rende il gioco accessibile a una platea globale, eliminando quella barriera linguistica che per decenni ha confinato il titolo al solo mercato d’importazione giapponese.

Il comparto sonoro completa l’offerta in modo coerente. Oltre alle tracce originali ripulite, l’inserimento ufficiale del brano Get Wild nel riproduttore musicale è un dettaglio che farà la gioia degli appassionati. Poter ascoltare l’iconica sigla mentre si consulta la galleria degli artwork, ricca di bozzetti e materiali storici, conferisce al prodotto il carattere di una piccola enciclopedia digitale dedicata al franchise. La galleria stessa è un contenuto extra di qualità che testimonia l’attenzione riposta nel celebrare il quarantesimo anniversario della serie.

Analizzando il gameplay nel suo complesso, emerge come City Hunter cerchi di catturare l’essenza dell’opera di Hojo attraverso un level design che premia l’osservazione. Ogni scenario richiede di interagire con l’ambiente e di gestire con attenzione le risorse, specialmente nelle modalità più difficili dove ogni proiettile può fare la differenza. La varietà dei nemici e le nuove routine comportamentali introdotte rendono gli scontri meno statici rispetto al passato, valorizzando le ambizioni originali del team di sviluppo. Non è un titolo che punta sulla velocità pura, ma sulla capacità di muoversi nell’ombra e colpire al momento giusto.

In conclusione, questa riedizione rappresenta un’operazione di recupero valida, capace di restituire dignità a un titolo che meritava di essere riscoperto. Red Art Games ha lavorato bene sulle modalità di gioco e sulle rifiniture tecniche, rendendo City Hunter un action platform solido e piacevole da giocare anche nel 2026. Pur mantenendo alcune rigidità strutturali tipiche degli anni novanta, il gioco brilla per atmosfera e fedeltà al materiale di partenza. È una proposta interessante sia per chi cerca un tuffo nella storia del PC Engine, sia per chi vuole semplicemente vivere un caso poliziesco tra le strade di Shinjuku con la Magnum di Ryo Saeba in pugno.

POWER RATING:
8.0/10
“Un recupero efficace che aggiorna un classico con intelligenza, offrendo modalità inedite e una localizzazione italiana fondamentale per godersi l’avventura.”

PRO

  • La Enhanced Mode risolve i problemi storici di lag e reattività dei comandi.
  • La Hard Mode introduce modifiche sostanziali al gameplay e una sequenza inedita.
  • Localizzazione italiana curata che facilita l’esplorazione e la risoluzione dei casi.
  • Ottima gestione dei filtri grafici e prestazioni eccellenti su tutte le piattaforme.

CONTRO

  • La struttura di gioco originale mantiene alcune rigidità nel design e nel ritmo.
  • Alcune fasi di ricerca degli oggetti possono risultare un po’ tediose oggi.
  • Le animazioni dei personaggi risentono inevitabilmente del peso degli anni.

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