Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Bandai Namco
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per:PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, PC (Steam)
-Sviluppatore: Bandai Namco
-Publisher: Bandai Namco
Uno dei migliori capitoli della saga ‘Tales Of’ torna disponibile in versione rimasterizzata!
L’approdo di Tales of Berseria Remastered nel panorama videoludico del 2026 segna un punto di svolta per chiunque cerchi nel genere dei giochi di ruolo giapponesi qualcosa di più di una semplice avventura colorata. Spesso, queste produzioni si adagiano su una struttura rassicurante dove l’eroe, mosso da nobili intenti, parte per un viaggio di crescita personale atto a salvare un mondo minacciato da un male assoluto. In questo contesto, l’opera di Bandai Namco agisce come un elemento di rottura violento e necessario. Ribaltando completamente il tavolo delle aspettative, Berseria non ci chiede di essere i salvatori, ma ci mette nei panni di chi ha perso tutto e non ha più nulla da difendere se non il proprio diritto all’odio. Questa versione rimasterizzata non si limita a ripulire i modelli poligonali, ma riporta sotto i riflettori una storia che, per temi e coraggio, rimane ancora oggi insuperata all’interno della sua storica serie di appartenenza.
Il fulcro gravitazionale di tutta l’esperienza è Velvet Crowe, una protagonista che ridefinisce il concetto stesso di centralità narrativa. Fin dalle prime battute, appare chiaro che non siamo di fronte alla solita figura eroica. Velvet è un personaggio spezzato, consumato da un dolore che si è trasformato in una furia cieca e brutale. La sua trasformazione in therion, una creatura capace di divorare l’essenza dei demoni, non è solo una meccanica di gioco, ma la rappresentazione plastica del suo stato interiore: lei è un predatore che ha rinunciato alla propria umanità per un unico scopo, la vendetta. È innegabile che per noi lei rappresenti la preferita in assoluto di tutti i capitoli della saga, un’icona che oscura persino i volti storici del passato per la sua spaventosa tridimensionalità psicologica. La sua presenza scenica, supportata da una scrittura che non le risparmia momenti di estrema crudeltà, la rende una delle figure più magnetiche e complesse mai apparse su schermo, capace di catalizzare l’attenzione del giocatore con una forza d’urto senza pari.

Il viaggio inizia con un evento traumatico di una violenza psicologica rara, noto come l’Avvento. In un genere che spesso fatica a mostrare le conseguenze reali della tragedia, Berseria decide di colpire durissimo fin dai minuti iniziali. Il sacrificio di un innocente e il tradimento perpetrato da una figura familiare, qualcuno che Velvet amava e rispettava profondamente, distruggono ogni parvenza di normalità. Non c’è spazio per la speranza o per la comprensione in questo incipit; c’è solo il senso di una disperazione assoluta che giustifica ogni azione futura della protagonista. Questo momento stabilisce un tono cupo e teso che non abbandona mai l’avventura, ricordandoci costantemente che il mondo di Midgand è un luogo dove la salvezza è stata costruita sulle macerie della sofferenza individuale. Il senso di urgenza che ne deriva spinge il giocatore a procedere non per curiosità, ma per un bisogno quasi catartico di vedere compiuta la giustizia di Velvet.
L’ambiguità morale è l’altro grande pilastro di questa produzione. In Tales of Berseria, i confini tra bene e male sono talmente sfumati da risultare spesso irrilevanti. Tecnicamente, noi interpretiamo quelli che il mondo identifica come i Lord delle Calamità, ovvero i portatori di caos e distruzione. I nostri antagonisti sono i membri dell’Abbazia, un’organizzazione di esorcisti che predica la ragione assoluta e il sacrificio delle emozioni per mantenere la pace globale. Questo scontro non è mai presentato in modo binario. L’Abbazia offre un mondo ordinato e privo di demoni, ma a costo di trasformare l’umanità in un insieme di automi privi di libero arbitrio. Velvet, d’altro canto, rivendica il diritto di provare dolore, rabbia e passione, anche a costo di scatenare il caos. Non c’è una scelta facile tra la luce e l’ombra, ma solo diverse sfumature di oscurità che si scontrano, costringendo il giocatore a interrogarsi continuamente sulla validità delle proprie azioni e su quanto sia disposto a sacrificare per la propria libertà individuale.

L’estetica stessa del gioco riflette questa decadenza perenne. La dæmonia, la piaga che trasforma gli uomini in mostri a causa delle emozioni negative e della malevolenza, dona all’universo di gioco un senso di corruzione imminente. Ogni città, ogni foresta e ogni dungeon sembrano sull’orlo di un collasso spirituale. La versione rimasterizzata accentua questa sensazione attraverso una pulizia dell’immagine che rende i contrasti cromatici più netti, evidenziando la bellezza malata di un mondo che sta lentamente scivolando verso l’abisso. Il design dei nemici e delle ambientazioni, pur risentendo di una struttura geometrica talvolta datata, riesce comunque a trasmettere un senso di oppressione e pericolo costante, dove la minaccia non è rappresentata solo dai mostri, ma dal malessere che ognuno porta dentro di sé.
Ad affiancare Velvet in questa discesa negli inferi c’è una squadra di reietti che rappresenta una delle migliori caratterizzazioni corali della serie. Non siamo di fronte a un gruppo di amici che partono per un’allegra scampagnata, ma a una ciurma di criminali, demoni e rinnegati che convivono per necessità e per un obiettivo comune. Rokurou, con la sua ossessione per il superamento del proprio onore familiare, Magilou, con il suo sarcasmo che nasconde una disillusione profonda, ed Eizen, il pirata che sfida la maledizione della sfortuna, sono personaggi che brillano di luce propria. Le loro interazioni, spesso ciniche e prive di retorica, offrono uno spaccato onesto di cosa significhi vivere ai margini della società. In questa remastered, i dialoghi opzionali e le scene di intermezzo risultano ancora più godibili grazie alla fluidità complessiva del sistema, permettendo di apprezzare ogni sfumatura di un cast che non cerca mai di farsi amare, ma che finisce per restare impresso proprio per la sua onestà brutale.

Il sistema di combattimento, il rinomato liberation linear motion battle system, trae un beneficio immenso dal passaggio all’hardware attuale. La stabilità dei sessanta fotogrammi al secondo trasforma ogni scontro in una danza frenetica di lame e incantesimi. La gestione delle anime, che impone un ritmo alternato tra aggressività e difesa tattica, è più reattiva che mai. Velvet, con il suo stile di lotta viscerale, permette di concatenare attacchi che trasmettono tutta la sua rabbia repressa, mentre la possibilità di cambiare personaggio al volo aggiunge una profondità strategica che premia la conoscenza delle debolezze nemiche. Le battaglie non sono mai semplici scambi di colpi, ma richiedono un’attenzione costante alle risorse e al posizionamento, rendendo l’esperienza di gioco dinamica e sempre stimolante, specialmente durante gli scontri con i potenti boss che punteggiano l’avventura.
Dal punto di vista tecnico, il lavoro di restauro si concentra sulla pulizia visiva e sulla fluidità, elementi fondamentali per godere appieno di un titolo così rapido. La risoluzione in 4k rende le texture degli abiti e i dettagli dei personaggi estremamente nitidi, mentre la riduzione drastica dei tempi di caricamento elimina quasi del tutto i momenti morti tra l’esplorazione e il combattimento. Sebbene le ambientazioni non abbiano subito un remake completo, rimanendo ancorate a una struttura di dungeon piuttosto lineare e talvolta spoglia, la direzione artistica originale riesce ancora a dire la sua grazie a un uso sapiente della luce e a una varietà di biomi convincente. L’integrazione di tutti i contenuti aggiuntivi rilasciati in passato completa il pacchetto, offrendo al giocatore una versione onnicomprensiva che non richiede ulteriori investimenti per essere goduta appieno.

L’esplorazione del mondo di Midgand è stata resa più agevole da diverse migliorie alla qualità della vita. La possibilità di muoversi più velocemente attraverso le mappe grazie alla geoboard e la gestione semplificata degli incontri permettono di concentrarsi maggiormente sulla narrazione e sullo sviluppo dei personaggi. Anche il sistema di potenziamento dell’equipaggiamento, pur mantenendo la sua profondità originale, appare ora più snello e meno dipendente dal completamento ripetitivo di attività secondarie. Questi piccoli accorgimenti dimostrano un rispetto per il tempo del giocatore che spesso manca nelle produzioni più datate, rendendo questa versione rimasterizzata il modo ideale per approcciarsi al titolo, sia per i nuovi arrivati che per chi desidera rivivere la vendetta di Velvet.
Un altro aspetto che merita una menzione d’onore è l’integrazione dei temi narrativi all’interno della progressione di gioco. La crescita dei personaggi non è solo numerica, ma è strettamente legata alla loro evoluzione psicologica. Imparare nuove abilità e sbloccare le potenti mystic artes non è solo un atto meccanico, ma il culmine di momenti narrativi chiave che sottolineano la determinazione dei protagonisti. Questo legame tra gameplay e storia è ciò che rende Berseria un’esperienza così coesa e coinvolgente, dove ogni elemento ludico serve a rafforzare il messaggio centrale dell’opera. La lotta per la libertà individuale e il rifiuto di una pace imposta dall’alto sono temi che risuonano con forza per tutta la durata dell’avventura, portando a un finale che è al tempo stesso epico e intimista.

Il comparto sonoro, ripulito per l’occasione, accompagna degnamente ogni fase del viaggio. Le musiche sanno essere epiche durante le battaglie campali e malinconiche nei rari momenti di calma, sottolineando perfettamente l’atmosfera di decadenza e tragedia che avvolge il mondo. Il doppiaggio, sia in lingua originale che in inglese, offre prestazioni di altissimo livello, capaci di trasmettere tutta la gamma di emozioni che attraversano i protagonisti. In particolare, l’interpretazione di Velvet riesce a cogliere perfettamente la dualità tra la sua natura mostruosa e i rari lampi di vulnerabilità che emergono durante il suo percorso, rendendo il personaggio ancora più umano e memorabile.
Nonostante non si possa parlare di una rivoluzione grafica totale, l’impatto d’insieme è solido e appagante. La fluidità dell’azione e la pulizia dell’interfaccia rendono il titolo moderno e accessibile, capace di competere degnamente con produzioni più recenti grazie alla forza indiscutibile della sua direzione artistica. La longevità è quella classica dei grandi giochi di ruolo nipponici, con decine di ore di contenuti che includono missioni secondarie, mini giochi e dungeon opzionali che approfondiscono ulteriormente la conoscenza di un mondo ricco di sfaccettature. Ogni ora passata in compagnia di Velvet e dei suoi alleati è un’ora spesa bene, in un viaggio che non smette mai di sorprendere e di emozionare.
Arrivati alla conclusione di questa odissea, ci si rende conto di quanto Tales of Berseria Remastered sia un’opera necessaria. In un mondo che spesso ci chiede di essere perfetti e conformi, la storia di Velvet Crowe ci ricorda il valore della nostra imperfezione e la forza che risiede nelle nostre cicatrici. È un manifesto sulla libertà di sentire, di sbagliare e di vivere secondo le proprie regole, anche quando tutto il mondo sembra remare contro. Questa versione rimasterizzata consegna ai giocatori del 2026 la forma definitiva di un racconto che ha osato sfidare le convenzioni, regalandoci una delle storie più mature e toccanti di sempre.

La vendetta di Velvet non è solo un atto di distruzione, ma un percorso di autoaffermazione che culmina in una consapevolezza nuova. Nonostante l’oscurità che pervade gran parte dell’avventura, c’è una bellezza selvaggia nel modo in cui i protagonisti affrontano il proprio destino, senza mai abbassare la testa di fronte a una divinità o a una legge superiore. Tales of Berseria Remastered è un invito a guardare oltre la superficie, a sporcarsi le mani con la moralità grigia di un mondo in rovina e a scoprire che, a volte, sono proprio i mostri a essere i personaggi più umani che incontreremo mai.
POWER RATING:
8.5/10
“Un ritorno eccellente che celebra la narrazione più oscura e coraggiosa dell’intera saga. La fluidità a 60 fps e la risoluzione migliorata rendono questa la versione definitiva per vivere la vendetta di quella che, per noi, è la migliore protagonista migliore di sempre di un Tales Of.”
PRO
- La narrazione più matura e anticonvenzionale della serie, con una morale grigia affascinante.
- Velvet Crowe è una protagonista monumentale, senza dubbio la migliore mai apparsa in un Tales Of.
- Sistema di combattimento frenetico, tecnico e reso ancora più godibile dalla fluidità tecnica.
- Temi come il sacrificio e la gestione del dolore trattati con una sensibilità fuori dal comune.
- Inclusione di tutti i dlc originali e miglioramenti significativi alla qualità della vita.
CONTRO
- Il design delle mappe e dei dungeon rimane ancorato a una struttura lineare e talvolta spoglia.
- Il comparto grafico non ha ricevuto modifiche alla complessità poligonale degli scenari.
- Alcuni passaggi esplorativi intermedi possono risultare leggermente ripetitivi nel lungo periodo.




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