Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Thunderful
-Versione Testata: Nintendo Switch 2
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
-Sviluppatore: Wishfully Studios
-Publisher: Thunderful

Tanta maliconia e nuovi, intelligenti enigmi nel sequel del superbo indie del 2023!

Il ritorno su Novo non è mai stato così vibrante, né così carico di una malinconia sottile che avvolge ogni singolo fotogramma di questa nuova produzione firmata Wishfully. Dopo il successo del primo capitolo, il team svedese aveva davanti a sé la sfida non banale di espandere un universo che faceva del minimalismo e della pulizia visiva i suoi punti di forza. Planet of Lana II Children of the Leaf riesce in questo intento non cercando di stravolgere le fondamenta, ma stratificandole con una consapevolezza nuova, trasformando quello che era un platform cinematico lineare in un viaggio molto più articolato, sia in termini di meccaniche che di respiro ambientale. La crescita dello studio è palpabile in ogni scelta di design, dimostrando che è possibile mantenere l’anima di un progetto pur aumentandone sensibilmente la scala e le ambizioni narrative.

L’avventura riprende le fila del discorso circa due anni dopo gli eventi che avevano visto la giovane Lana e la piccola creatura Mui salvare il loro villaggio dall’invasione delle macchine. La pace, tuttavia, è un concetto effimero su un pianeta complesso come quello che abbiamo imparato a conoscere. Una minaccia inedita, rappresentata da una contaminazione tossica che sembra corrompere non solo la terra ma anche le creature che la abitano, colpisce Anua, la sorella della protagonista. Questo evento scatena una necessità immediata di movimento, spingendo la ragazza verso territori mai esplorati prima, situati nelle regioni settentrionali del mondo di gioco. Qui il contrasto tra la natura rigogliosa e la fredda precisione delle macchine si fa ancora più marcato, delineando una struttura dove la tecnologia non è solo un nemico da evitare, ma un elemento con cui interagire costantemente per svelare i segreti di una civiltà perduta.

Dal punto di vista della giocabilità, la crescita di Lana è evidente sin dai primi istanti. La agilità della protagonista è stata rivista per permettere un approccio più dinamico agli ostacoli naturali. Ora è possibile sfruttare salti sulle pareti o scivolate rapide che rendono l’esplorazione meno statica rispetto al passato. Questo cambiamento non è fine a se stesso, poiché il level design è stato modellato per richiedere riflessi più pronti, senza però mai scivolare in una sfida frustrante o puramente basata sulla precisione millimetrica. Il cuore dell’esperienza resta comunque il rapporto con Mui. La piccola creatura nera, compagno inseparabile, ha ora a disposizione un ventaglio di comandi più ampio. Può interagire con elementi organici in modi nuovi, manipolando la flora locale per creare ponti o piattaforme improvvisate, e la sua capacità di percepire i pericoli nascosti è stata integrata in puzzle ambientali che richiedono una coordinazione costante e ragionata tra i due personaggi.

La complessità degli enigmi ha subito un balzo in avanti notevole. Se nel primo episodio le soluzioni erano spesso immediate, in questo sequel è necessario fermarsi a osservare l’ambiente con maggiore attenzione. La introduzione di intere fasi subacquee ha aggiunto una dimensione verticale precedentemente assente, costringendo a gestire i tempi di immersione e a collaborare con Mui per sbloccare passaggi sommersi attraverso l’attivazione di meccanismi idraulici. Questa varietà impedisce alla struttura di risultare ripetitiva, alternando momenti di pura riflessione a sequenze di fuga ad alto tasso di adrenalina che sfruttano la nuova mobilità della protagonista. Interessante è anche la gestione della componente stealth. Le macchine predatrici sono ora dotate di schemi di comportamento meno prevedibili, e superarle richiede un utilizzo intelligente della vegetazione o delle distrazioni ambientali che Mui può creare con un semplice fischio o un movimento rapido. In alcuni casi, Lana può persino manipolare temporaneamente certi droni per volgerli a proprio favore, un elemento che aggiunge profondità tattica senza snaturare l’identità dell’opera.

Visivamente, ci troviamo di fronte a un dipinto in movimento di rara bellezza. La ispirazione tratta dalle opere dello Studio Ghibli è ancora presente, ma è stata filtrata attraverso una tecnica pittorica che esalta la profondità di campo e la ricchezza cromatica. Ogni bioma, dalle foreste smeraldine alle zone costiere battute dal vento, fino alle asettiche e inquietanti basi metalliche dei nemici, gode di una cura maniacale per i dettagli. La luce gioca un ruolo fondamentale, con tramonti caldi che si riflettono sulle acque cristalline e ombre minacciose che si allungano durante le fasi notturne o sotterranee. Questa eccellenza estetica non serve solo a compiacere l’occhio, ma è parte integrante della narrazione silenziosa del gioco. Ogni rovina meccanica ricoperta di muschio, ogni creatura bizzarra che si incontra lungo il cammino, racconta qualcosa del passato di Novo senza il bisogno di utilizzare una singola riga di dialogo comprensibile. La scelta di continuare a usare un linguaggio inventato per i personaggi umani rafforza il senso di meraviglia e di alterità, lasciando che siano le espressioni del volto e i gesti delle mani a veicolare l’intero carico emotivo della storia.

Un capitolo a parte merita il comparto sonoro, curato ancora una volta da Takeshi Furukawa. La colonna sonora orchestrale è sublime e sa quando farsi da parte per lasciare spazio ai suoni dell’ambiente, che sono stati campionati con una precisione incredibile. Il vento che soffia tra le foglie cariche di pioggia, il rumore metallico e stridente delle macchine in lontananza e il verso acuto di Mui contribuiscono a creare un’atmosfera di immersione totale. La musica interviene nei momenti di massima tensione o di grande respiro emotivo con temi che rimangono impressi, sottolineando perfettamente l’arco di crescita della protagonista. La gestione dell’audio è fondamentale anche per la risoluzione di alcuni enigmi basati sul suono, dimostrando una coesione progettuale ammirevole tra tutte le aree di sviluppo del titolo.

La durata dell’esperienza si attesta su livelli ottimali per un titolo di questo genere, offrendo circa otto ore di avventura che non presentano quasi mai momenti di stanca. Nonostante la mappa sia più vasta e ricca di piccoli segreti opzionali rispetto al primo capitolo, il ritmo rimane serrato, guidando chi gioca attraverso una narrazione fluida che culmina in un finale di grande impatto visivo ed emotivo. La varietà degli scenari è tale da non dare mai l’impressione di star visitando luoghi già visti, e la progressione delle abilità è scandita in modo naturale, senza forzature didascaliche. Anche la gestione della difficoltà appare bilanciata, con una curva che sale gradualmente senza mai presentare picchi insormontabili, rendendo il titolo accessibile ma gratificante anche per i veterani del genere platform cinematico.

In conclusione, questa produzione si conferma come un esempio lampante di come si debba realizzare un seguito di successo. Wishfully ha preso tutto ciò che c’era di buono nel titolo precedente e lo ha elevato, aggiungendo profondità e sostanza senza intaccare la magia e la purezza dell’originale. È un viaggio che parla di legami indissolubili, di coraggio di fronte all’ignoto e della necessità vitale di proteggere un mondo fragile e meraviglioso, il tutto racchiuso in una cornice tecnica e artistica che rasenta la perfezione. Su Novo ogni pietra e ogni raggio di sole sembrano avere una storia da raccontare, e perdersi tra le sue distese incantate è un’esperienza che lascia un segno profondo, confermando come la bellezza visiva possa essere il veicolo per un messaggio universale, toccante e incredibilmente attuale.


POWER RATING: 8.5/10
“Planet of Lana II Children of the Leaf è un seguito esemplare che espande ogni meccanica del capitolo originale, offrendo un’esperienza visivamente mozzafiato e ricca di emozioni. Il legame tra Lana e Mui si approfondisce in un mondo più vasto, misterioso e tecnicamente ineccepibile.”

PRO

  • Direzione artistica e comparto sonoro di altissimo livello.
  • Enigmi ambientali più complessi e gratificanti grazie alle nuove abilità.
  • Movimento della protagonista più fluido e reattivo.
  • Longevità raddoppiata rispetto al primo capitolo.
  • Eccellente utilizzo delle sezioni subacquee per variare il ritmo.

CONTRO

  • Alcune sequenze stealth risultano ancora un po’ rigide nelle collisioni.
  • Qualche sporadico rallentamento del ritmo narrativo nella fase centrale.
  • La gestione di alcuni robot nemici può essere leggermente imprecisa con il controller.

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