Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Idea Factory
-Versione Testata: Nintendo Switch

-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, Nintendo Switch, PC (Windows)

Idea Factory e Compile Heart portano su Nintendo Switch il divertente spin-off della serie Neptunia: Queste volte le sorelle dovranno scontrarsi!

Neptunia è un franchise con cui, e non ci vergogniamo ad ammetterlo, abbiamo davvero poca confidenza, pur conoscendolo da anni per vie traverse. Quindi, con l’uscita di questo Neptunia: Sisters vs Sisters abbiamo colto la palla al balzo (ovvero l’offerta di recensirlo da parte del publisher) per addentrarci in un franchise piuttosto “fumoso” in termini di distribuzione, perlomeno qui in Europa. Giocando, siamo rimasti sbalorditi nel poter dichiarare di aver decisamente apprezzato questo spin-off, al punto da renderci estremamente curiosi riguardo al recensire il prossimo Neptunia: Game Maker R:Evolution, in uscita nel 2024.

Per coloro che non sono a conoscenza di come funziona il mondo/universo in-game di questo franchise, denominato Gamindustri (gioco di parole su “Game Industry”, nome che dovrebbe già da solo farvi intuire quanto sarà “meta” l’intera esperienza), ci sono quattro nazioni principali, Lowee, Lastation, Leanbox e Planeptune, ognuna delle quali rappresenta in modo non così sottile una società di gioco nella nostra vita reale. Planeptune è il massimo in circolazione, poiché è una versione reinventata di Sega, mentre gli altri sono rispettivamente Nintendo, PlayStation e Xbox. Fin qui tutto chiaro? Bene, perché ora inizia la parte folle. I leader di queste nazioni sono le CPU Goddess, che, ad eccezione della CPU di Leanbox, hanno ciascuna delle sorelle chiamate Candidate CPU. Nepgear, la sorella della CPU di Planeptune, è la protagonista del gioco, e dopo aver investigato un po’ sui precedenti capitoli, questo la rende la main character per la seconda volta in assoluto dopo Hyperdimension Neptunia mk2/Re;Birth2 (un oscuro spin-off datato 2015). Ad ogni modo, dopo gli eventi introduttivi che prevedono l’invio delle CPU per indagare su un mistero che si verifica nel continente dei PC, Nepgear e le altre candidate CPU si ritrovano a cadere in un sonno lungo due anni solo per risvegliarsi in un mondo completamente cambiato. Neptune è scomparso e il mondo è in un intenso disordine. I cittadini delle varie nazioni sono diventati socialmente chiusi (“Hikikomori”, verrebbe da chiamarli) e vivono quotidianamente tramite i loro telefoni. Non solo: a gettare sale sulla ferita, gli attacchi dei mostri soprannominati Trendi Outbreaks sono all’ordine del giorno e la fede nelle Dee è drasticamente crollata. Di conseguenza, Nepgear e le altre CPU, ovvero Rom, Ram e Uni, decidono di porre fine all’inattività delle CPU rimanenti nel tentativo di riportare il mondo al suo stato precedente. Nuove amiche, Maho e Anri, svolgeranno un ruolo chiave in questo lavoro, diventando rapidamente fondamentali per Nepgear. Anche se questo può essere difficile da credere, soprattutto per i nuovi arrivati nella serie che non la seguono da molto, la narrazione è fantastica. Il ritmo é forse un po’ blando nella prima metà, ma aumenta in modo significativo nelle parti successive, mettendo sul tavolo una posta in gioco decisamente alta oltre che ad una bella crescita dei vari personaggi.

Inoltre, il tono qui è saldamente in equilibrio tra grave serietà e stravaganti e divertentissimi dirottamenti. La storia principale ha la giusta dose di battute che vi aspettereste dal cast di un anime degli anni ’90/inizio ’00, e i nuovi personaggi di spicco si fondono bene, sia dal punto di vista narrativo che dinamico. Nepgear è una protagonista fantastica, in contrasto con la sua apatica sorella maggiore. In effetti, ci verrebbe da dire che la sua presenza concentrata è il catalizzatore di ciò che rende più tesa l’atmosfera di questo gioco poiché la scrittura non è costruita principalmente attorno al senso dell’umorismo di Neptune. Per quanto riguarda le sciocchezze invece, diversi eventi secondari opzionali contengono chiari riferimenti agli sviluppi nell’industria dei giochi del mondo reale. Ad esempio, c’è una parodia di Pokemon Go chiamata Pocketed Monstrosities, una battuta riguardante l’accoglienza negativa di “Senmu 3” (CLICCATE QUI per capire di cosa stiamo parlando) e persino alcuni usi di un fantomatico gergo moderno germogliati dopo il breve salto temporale in cui le CPU erano nel loro sonno profondo. Considerando il contesto di Gamindustri, questi riferimenti hanno ovviamente un senso e sono abbracciati in misura molto maggiore di quanto non lo siano stati negli ultimi tempi. Un altro caso riguarda la crescita di Lowee, la nazione parodia di Nintendo, poiché ha sviluppato un hardware che è, fondamentalmente, la stessa Switch su cui abbiamo testato il gioco. In effetti, la censura di Lastation (PlayStation) viene menzionata in un sottoevento, con alcuni cittadini di quella nazione che desiderano addirittura trasferirsi su Lowee poiché i suoi standard non limitano determinati giochi.

Ora, veniamo al gameplay. Le battaglie possono essere viste come una variazione dei sistemi di combattimento visti in giochi come Tales of Arise e Crisis Core Final Fantasy VII Reunion. Gli incontri avverranno quando si interagirà con un simbolo nemico sulla mappa, con possibili attacchi preventivi se il nemico viene colpito in anticipo. Successivamente, nel combattimento vero e proprio, i giocatori utilizzeranno combo personalizzabili per combattere, comprendenti attacchi di potenza, rapidi e di rottura. Ogni variante avrà i suoi vantaggi, come la Potenza che è la migliore per produrre danni puri e la Velocità che avrà spesso priorità su quelli nemici. Inoltre, i personaggi potranno eseguire potenti tecniche denominate EXE Drives che possono aiutare in caso di necessità, amplificate dalle trasformazioni della Dea illustrate da un indicatore. È presente anche una forma di sintesi, che consentirà ai giocatori di creare diversi dischi in grado di offrire tutta una serie di vantaggi specifici.

La strategia utilizzabile sarà apparente poiché enfatizzata dal fatto che i personaggi saranno dotati di un determinato numero di AP (punti azione) che si esauriranno man mano che i giocatori scateneranno le varie manovre in combattimento. Pertanto, il passaggio frequente tra i tre membri sul campo sarà necessario affinché il ritmo e il flusso dei combattimenti siano adeguati. L’idea alla base del tutto é che stiano accadendo molte cose all’interno di questi sistemi, ma sfortunatamente non è mai richiesta alcuna vera riflessione o strategia reale. Per quanto avvincente sia il combattimento e la crescita delle statistiche di Sisters vs Sisters, è del tutto triviale. I livelli verranno guadagnati in modo divertente e rapido, nella misura in cui il completamento delle varie missioni secondarie potrà massimizzare senza problemi la crescita dei vostri personaggi. Nonostante tutto, però, bisogna sottolineare quanto sia davvero divertente il combattimento: i colpi contro i nemici regalano un impatto soddisfacente e il movimento è fantastico (anche se un po’ limitato). Anche una volta raggiunto il livello massimo, cercherete una scusa per continuare a combattere a causa di quanto sia divertente la progressione. Questo divertimento si estenderà al contenuto post-gioco, costituito da un’arena e un dungeon di 100 piani, dove però alcuni semplici utilizzi di oggetti annulleranno ogni parvenza di difficoltà e/o sfida. Insomma, Neptunia:SvsS ha un sistema di combattimento fantastico, ma risulta un po’ troppo facile. E’ un peccato, ma non é una novità nel genere: Qualcuno si ricorda del bellissimo Grandia 2?

Tecnicamente, valutare questo Neptunia: Sisters vs Sisters non é esattamente una cosa da poco, visto che il gioco sembra oscillare pericolosamente tra eccellenze (il comparto artistico, il design dei personaggi, i doppiaggi giapponese ed inglese) e mancanze. Parlando di queste ultime nello specifico, impossibile non notare come il gioco, in termini puramente estetico/grafici, appaia… vecchio. Attenzione, non brutto: Neptunia come già visto ha un comparto artistico decisamente ispirato, con vecchio intendiamo che avrete l’impressione di giocare ad un gioco per PlayStation 2. Una cosa che lascia vagamente perplessi, nel 2024, specialmente se si prende in esame un altro fattore, ovvero la ripetitività delle mappe. Al di là del rivisitare costantemente gli stessi luoghi, dopo aver investigato un po’ nei meandri di quel posto spaventoso ed inospitale che é Internet, abbiamo scoperto che quegli stessi luoghi saranno letteralmente presi ed incollati di peso dai precedenti capitoli della saga. Ora, capiamo che mantenere un rapporto costi/spese illuminato sul verde sia una delle cose più difficili a questo mondo, specialmente per uno sviluppatore senza l’accesso ai fondi illimitati delle solite ultra-software house, ma questa cosa ci ha fatto storcere il naso.

Tirando le somme, Neptunia: Sisters vs Sisters soffre di alcuni difetti familiari abbastanza lampanti, in particolare la sua presentazione poco brillante e, fatta eccezione per Planeptune, una sovrabbondanza di mappe riciclate. Eppure, anche così, i suoi sistemi di gioco sono avvincenti, e sia i suoi personaggi che la scrittura narrativa sono senza dubbio eccezionali, arrivando vicini ai migliori esponenti del genere. Se siete alla ricerca di qualcosa di fresco, gustoso, e vagamente sconosciuto in ambito JRPG, Neptunia: Sisters vs Sisters può essere il gioco che fa per voi.

POWER RATING:
8.0/10
“Il team di Idea Factory é riuscito a realizzare un gioco assolutamente delizioso: dotato di un sistema di combattimento fantastico e da una trama decisamente meta in grado di appassionare ogni (video)giocatore, Neptunia: Sisters vs Sister é un JRPG fantastico.”

PRO:
+Artisticamente fantastico
+Doppiaggi Giapponese/Inglese ottimi
+Trama intrigante: se amate i concetti “meta”, vi sentirete a casa
+Il sistema di combattimento, funziona egregiamente

CONTRO:
-Graficamente sottotono
-Decisamente troppe mappe riciclate

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