Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Capcom
-Versione Testata: PlayStation 5

-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, PC (Steam)

“I wanna take you for a ride”

Questa volta Capcom si é superata oltre le più rosee aspettative. Anzi, lasciatecelo dire, Capcom questa volta ha compiuto quello che fondamentalmente può considerarsi un miracolo. Perché tutto questo clamore, vi chiedete, per quella che in soldoni altro non é se non l’ennesima raccolta di Fighting Games? Semplice, perché per almeno due decenni, i giochi contenuti in questa Collection erano semplicemente, tristemente, disperatamente spariti dai radar a meno di non possederne una versione fisica pubblicata per le console dell’epoca, con letteralmente zero possibilità di vederli pubblicati dopo il flop di Marvel Vs Capcom Infinite e la sequela infinita di problemi legati alla licenza Marvel legata ai personaggi contenuti nei titoli della serie.

Marvel Vs Capcom 2, in particolare, il non plus ultra di questa intera collection nonché, ad oggi, uno dei Fighting Games più iconici, complessi, divertenti, e riveriti di tutti i tempi, era semplicemente desaparecido, così come le varie riedizioni uscite nel corso degli anni. Semplicemente, non c’era modo o maniera di poterlo comprare. Noi continuavamo a giocare con la nostra copia per la Xbox originale, certo, ma era l’equivalente del voler criticare qualcuno “per la pagliuzza nell’occhio senza vedere la trave nella propria”. I giocatori professionisti e la intera Fighting Game Community gridavano a gran voce per una sua riedizione più “stabile”, ma sappiamo tutti quali sono le beghe legali, contrattuali e relative ai diritti quando di mezzo ci sono colossi come Marvel e, recentemente, Disney (Disney ha acquistato Marvel in toto, per chi non lo sapesse). Eppure oggi siamo di fronte a qualcosa di miracoloso, non ci stancheremo mai di ripeterlo, l’equivalente videoludico di quel “1 su 14,000,605” di probabilità di vittoria viste dal Dottor Strange in Endgame. Stiamo vivendo qualcosa di incredibile.

Ma andiamo con ordine. Sulla scia di altre Collection pubblicate da Capcom, come la Street Fighter 30th Anniversary Collection e la recente, e meravigliosa, Capcom Fighting Collection (CLICCATE QUI per la recensione), anche questa nuova raccolta porta in dote una serie di titoli iconici, presi direttamente dalle versioni arcade, e il tutto infiocchettato ed impreziosito da una modalità “Museo” contenente perle, bozzetti, e sketch preparatori che faranno venire gli occhi lucidi a tutti gli appassionati di giochi di combattimento.

A tal proposito, vogliamo spendere due parole su quanto scritto poco sopra, ovvero il fatto che i giochi presenti siano le versioni Arcade degli stessi, e non quelle realizzate per i porting casalinghi degli stessi, purtroppo menomate e compromesse a causa della bassa potenza di calcolo delle console dell’epoca. Non é un segreto, infatti, che le versioni casalinghe di giochi come X-Men: Children of the Atom, Marvel Super Heroes e X-Men Vs. Street Fighter fossero enormemente peggiori di quelle arcade, addirittura con diversi frame di animazione mancanti. Le peggiori di tutte erano in particolare quelle per Sony PlayStation, letteralmente “monche” di interi cicli di animazione e modalità, mentre quelle per SEGA Saturn, grazie alla architettura della macchina stessa (più propensa a gestire giochi 2D rispetto a quella Sony) e soprattutto alla cartuccia di espansione della memoria aggiuntiva, erano considerate la cosa più vicina all’esperienza arcade acquistabile all’epoca. Fino ad ora, ovviamente, e questo ci da lo spunto per andare a illustrarvi i contenuti di questa MARVEL vs. CAPCOM Fighting Collection: Arcade Classics in ordine cronologico di pubblicazione.

La prima incursione di Capcom nell’universo Marvel, nonché il bonus a sorpresa della collezione, è The Punisher del 1993, un fantastico picchiaduro a scorrimento in stile Final Fight. Questo segna il suo primo vero porting arcade (la versione Mega Drive era stata pesantemente castrata) e consente a due giocatori di fare squadra online come Frank Castle o Nick Fury. Meravigliosamente stiloso, è sia masochisticamente violento che incredibilmente tattile. È fantastico da giocare, ha un bell’aspetto e già da solo, é abbastanza pesante da far pendere la bilancia verso l’acquisto.

The Punisher – 1993

La lungimiranza di Capcom nell’acquistare la licenza Marvel negli anni ’90, molto prima dell’esplosione dell’MCU, non è stata sprecata. Nel 1994 pubblicò X-Men: Children of the Atom per le sale giochi, applicando la tabella di marcia di Street Fighter alla lega mutante preferita dalla Marvel. Caratterizzato da un tocco visivo da fumetto ultra-cool, questo picchiaduro incentrato sugli X-Men presenta sei personaggi giocabili, tra cui Wolverine, Ciclope, Colosso e Psylocke, oltre a Magneto, Sentinella e graziose aggiunte come Silver Samurai e Omega Red. Nonostante il suo tradizionale sistema uno contro uno, è dotato di vistosi e tecnicamente profondi attacchi Hyper Combo e proprietà variabili, super salti e successivi Aerial Raves, oltre a un sistema di rotolata di recupero. È molto intrigante per i fan di questa particolare proprietà intellettuale Marvel e una battaglia segreta di Akuma può essere sbloccata se si soddisfano diversi (ed estremamente rigorosi)requisiti.

X-Man: Children of the Atom – 1994

Con il primo dei famosi crossover ancora dietro l’angolo, Marvel Super Heroes arrivò nel 1995. Questa pubblicazione era vagamente basata sulla saga di The Infinity Gauntlet, con Thanos come antagonista e le Gemme dell’Infinito che possono essere vinte dal vostro avversario durante gli scontri, gemme che forniscono al tuo personaggio stati potenziati e abilità speciali a seconda delle loro proprietà. È anche il titolo in cui, in una serie famosa per la sua natura caotica, le cose hanno iniziato a diventare davvero rumorose. Con 13 personaggi giocabili tratti dalla tradizione Marvel, tra cui personaggi del calibro di Juggernaut, Capitan America, Spider-Man e Iron Man, brilla positivamente, basandosi sulla struttura del suo predecessore e gettando le basi per i titoli a venire.

Marvel Super Heroes – 1995

Con la rapidità di tre giochi in tre anni, verrebbe da considerare i titoli della serie Marvel di Capcom un lavoro in corso. Il 1996 ha visto il primo titolo crossover di Street Fighter in X-Men vs. Street Fighter, che riprendeva i personaggi di Children of the Atom. Nuove aggiunte come Gambit e Rogue hanno fatto il loro debutto, messe a confronto con la crème de la crème di Capcom rappresentata da Ryu, Ken, Chun-li, Cammy, M. Bison e altri. È anche il gioco dove appare quel famigerato combattimento contro Apocalypse che oscura lo schermo. Pur continuando con le convenzioni esistenti come il super salto, gli Aerial Rave e gli attacchi speciali alimentati dalla barra Hyper Combo, questo è stato il gioco che ha introdotto la battaglia a squadre, limitando l’azione a un singolo round esplosivo. Taggare i vostri personaggi dentro e fuori dal combattimento è fortemente strategico, consentendo al combattente relegato di recuperare parte della sua salute nel tempo. Taggare un personaggio può essere fatto anche in momenti cruciali, aggiungendo un colpo aggiuntivo a una combo; ed è possibile spendere la barra Hyper in super attacchi simultanei combinati. Tutto è amplificato qui, con le palle di fuoco del classico Street Fighter pompate diverse volte il loro volume normale. Con l’istituzione della “Magic Sequence” (una catena di combo flessibile che si dice sia stata prototipata nel Darkstalkers originale), è stato qui che Capcom ha consolidato le basi di ciò di cui i loro crossover Marvel avrebbero continuato a nutrirsi, e rimane ad oggi un’incredibile esperienza per due giocatori.

X-Man vs. Street Fighter – 1996

Marvel Super Heroes vs. Street Fighter del 1997, quindi, potrebbe apparire molto simile al gioco precedente, ma con vari personaggi Marvel (molti dei quali erano presenti in Marvel Super Heroes) anziché solo X-Men. Utilizza lo stesso sistema di combattimento a tag su round singolo e presenta animazioni sempre più sbalorditive nonché alcune delle più belle pixel art mai masterizzate su un chip ROM. La colonna sonora è fantastica e l’atmosfera generale ha una vera atmosfera da festa. La novità qui è da ricercarsi nel Variable Assist, che consente di taggare il vostro personaggio aggiuntivo per fargli lanciare un super attacco, prima di tornare in panchina. Con questa aggiunta, é possibile creare nuovi e potenti mix di combo e infliggere danni aggiuntivi senza sostituire completamente i personaggi. Questa funzione chiave sarebbe diventata un punto fermo della serie. Inoltre, il personaggio segreto Norimaro, una specie di clichè super-nerd originariamente creato dal comico giapponese Noritake Kinashi, è disponibile dopo essere stato rimosso dalle precedenti localizzazioni del gioco a causa dei diritti di proprietà di Nippon TV. Questa è la prima volta che è ufficialmente giocabile fuori dal Giappone.

Marvel Super Heroes vs. Street Fighter – 1997

Nel 1998 Marvel vs. Capcom: Clash of Super Heroes fu una specie di culmine, nonostante abbia comunque avuto dei sequel in seguito. Qui, Capcom attinse a personaggi del suo stesso universo, tra cui Captain Commando, Morrigan, Strider e Mega Man, per affrontare i migliori della Marvel. Saranno presenti 15 personaggi giocabili, con l’aggiunta di 20 “Special Partner”. Questa voce continua il sistema di combattimento a squadre, ma aggiunge la “Variable Cross”, una variazione del Variable Assist del gioco precedente. Ora, dopo aver scelto il vostr duo principale, vi verrà assegnato uno Special Partner casuale, chiunque da Arthur di Ghosts ‘n Goblins a Jubilee di X-Men, e potranno essere chiamati in combattimento un numero limitato di volte per infliggere un colpo aggiuntivo. Questo, un terzo livello di strategia, agisce come uno strumento di collegamento. Potete lanciarvi in una combo e quindi usare la Variable Cross per creare un collegamento aggiuntivo nella catena che consente di estendere quella combo. Le possibilità si moltiplicano, rendendo questa particolare voce una delle più amate dai tecnici delle combo e dagli irriducibili dei giochi di combattimento. E’ un gioco stupendo da vedere, con una colonna sonora meravigliosa ed un roster incredibile, ma soprattutto è strategicamente profondo come (ben) pochi altri.

Marvel vs. Capcom: Clash of Super Heroes – 1998

Infine, Marvel vs. Capcom 2: New Age of Heroes. Pubblicato nel 2000, portò con sé un nuovo stile artistico e sfondi 3D. Creato con l’hardware arcade Naomi (Dreamcast) di Sega, è stato l’ultimo dei crossover basati su sprite 2D e quello che i fan hanno implorato di vedere sulle console moderne più di ogni altro. Qui, il vostro tag team è ora composto da tre personaggi presi da un roster vertiginoso di 56 combattenti a pieno titolo che spaziano dagli angoli più remoti degli universi Marvel e Capcom, tra l’altro addirittura introducendo versioni 2D di personaggi tridimensionali, come Hayato di Star Gladiator e Jill di Resident Evil. MVC2 ripropone anche il sistema Variable Assist di Marvel Super Heroes vs. Street Fighter al posto del Variable Cross del gioco precedente. Ma con tre personaggi, sia il tagging che il supporto del vostro team per la difesa diventano più profondi, specialmente considerato che ogni personaggio avrà a disposizione tre tipi di assistenza: Anti-Air, Capture e Enhance. A seconda del personaggio, addirittura, questi forniranno supporto basato su attacco, difesa o persino guarigione. Il gioco abbandona anche lo schema di controllo classico di Capcom a sei pulsanti per una disposizione più semplice a quattro, introducendo però due pulsanti di assistenza dedicati per coinvolgere i tuoi compagni di squadra non attivi. Considerato da molti il ​​migliore della serie e uno dei più grandi giochi di combattimento di tutti i tempi, Marvel vs. Capcom 2 è una fanfara come poche altre. Oggi, con la sua nuova vita online, i server ruggiranno per gli anni a venire.

Marvel vs. Capcom 2: New Age of Heroes – 2000

Prima di arrivare alle conclusioni, vogliamo spendere due parole su uno dei numerosi fattori che rendono questa compilation così fondamentale: l’online, e l’implementazione da parte di Capcom dell’incredibile ROLLBACK NETCODE, in grado di eliminare qualsivoglia forma di lag. Abbiamo testato ognuno dei titoli disponibili, e le nostre partite sono sempre state fondamentalmente equivalenti allo sfidarci con due pad sul divano della redazione. Brava Capcom!

Tirando le somme, non possiamo letteralmente trovare un singolo difetto a questa MARVEL vs. CAPCOM Fighting Collection: Arcade Classics. Capcom non si é solo superata, si é spinta addirittura oltre, con una modalità allenamento per ogni singolo gioco, rollback netcode, una modalità jukebox e la già menzionata modalità Museo/Galleria. E tutto questo, ovviamente, senza tenere in considerazione la qualità intrinseca di ogni singolo gioco presente. Siamo di fronte, oltre che al miracolo menzionato più volte, a quella che potenzialmente potrebbe essere la migliore Collection mai realizzata.

POWER RATING:
10/10

“MARVEL vs. CAPCOM Fighting Collection: Arcade Classics é, ad oggi, la migliore collection realizzata da Capcom, ed é una seria contendente al titolo di migliore in assoluto. Capcom é andata ben oltre il semplice “superarsi”, onorando e trattando con il dovuto rispetto alcuni tra i più iconici Fighting Game mai prodotti.”

PRO:
+Una impressione mole di contenuti in un pacchetto curatissimo
+MARVEL VS CAPCOM 2: New Age of Heroes é finalmente tornato sulla scena
+Ogni singolo gioco incluso é meritevole di essere giocato, studiato, ed amato
+The Punisher é una gradevolissima aggiunta
+ROLLBACK NETCODE!
+Modalità Museo
+Tante opzioni di personalizzazione, training mode, filtri, ecc.

CONTRO:
– N.P.

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