Di Pierre Coppi

-Codice Review fornito da Capcom
-Versione Testata: Xbox Series X

-Disponibile per: Xbox One, Xbox Series X, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, PC

Capcom fa risorgere dalle tenebre alcuni dei suoi più grandi successi, in una compilation fondamentale per ogni appassionato di Fighting Games!

Se c’è una serie che i fan non hanno mai smesso di chiedere a Capcom, quella è senza dubbio la saga di DarkStalkers. Oggi, grazie a questa fantastica Capcom Fighting Collection, non solo sarà possibile giocare ad ogni capitolo pubblicato nelle sale giochi, ma a fargli compagnia ci saranno anche alcune perle di indiscusso valore, con lo stupendo Red Earth a fare da apripista. Benvenuti alla recensione di Capcom Fighting Collection!

In tutta onestà, anche noi facciamo parte della schiera di fan (inferociti, a dirla tutta) che non ha mai perdonato a Capcom il fatto di aver lasciato scomparire nell’oblio quella che per tanti è forse una delle migliori saghe mai create. Abbiamo speso innumerevoli centinaia di migliaia di lire tra partite in sala giochi, conversioni casalinghe (con quelle per SEGA Saturn a fare da padrone, come da consuetudine per l’epoca) e successive riedizioni digitali relative ai particolari mostri e demoni del franchise nipponico. Oggi finalmente abbiamo l’opportunità non solo di rigiocare ai tre capitoli principali, ma anche a due particolari edizioni mai uscite dal suolo giapponese, oltre che ad altre perle come Red Earth, Cyberbots: Full Metal Madness (quest’ultimo già presente nella Capcom Arcade Stadium), Hyper Street Fighter 2, il geniale Super Puzzle Fighter 2 Turbo, e Super Gem Fighter Minimix. Andiamo a vederli un po’ più nel dettaglio, iniziando da…

…dall’unico gioco non di combattimento della collection, ovvero il sempreverde Super Puzzle Fighter 2 Turbo! Fondamentalmente una variante dei classici puzzle game come Tetris, Puyo Puyo, Dr. Mario e compagnia, lo scopo di SPF2T è quello di sconfiggere gli avversari creando gli ammassi di gemme più grandi possibili, facendoli poi detonare mediante altre gemme dedicate. E’ veloce, è divertente, è facile da capire ed è in grado di rovinare le amicizie. Chiedetelo a chiunque abbia fatto un paio di partite, SPF2T è un capolavoro. Ah, prima di passare al prossimo titolo, sfatiamo un mito: Non esiste un Puzzle Fighter “1”. Super Puzzle Fighter 2 Turbo prende a titolo di parodia Street Fighter 2, quindi normale che anche il numero cardinale debba “stare allo scherzo”.

Proseguiamo poi con un altro titolo strettamente legato a Puzzle Fighter, ovvero il sorprendentemente adorabile Super Gem Fighter Minimix. Dotato della stessa grafica in stile super-deformed di Puzzle Fighter, Gem Fighter è invece un fighting game fatto e finito, seppure con delle interessanti caratteristiche esclusive, come il fatto che il gioco sia fondamentalmente una gigantesca lettera d’amore ad ogni singola produzione Capcom (tanti sono i riferimenti nascosti letteralmente ovunque) oppure ancora al particolare sistema di combattimento, dove le mosse verranno potenziate mediante la raccolta delle stesse gemme fino a poco prima facevate esplodere in Puzzle Fighter. Gem Fighter, detto terra-terra, avrebbe potuto essere 10 volte più macchinoso o brutto da giocare, e sarebbe comunque risultato irresistibile.

Andiamo a vedere Cyberbots: Full Metal Madness, forse il titolo meno ispirato presente nella collection. Badate, non è un brutto gioco, ma nel momento in cui viene inserito in una collection dove sono presenti titoli del calibro dei vari DarkStalkers o di un qualunque Street Fighter, ecco che le mancanze vengono a galla, come una certa imprecisione nei vari hitbox, o una eccessiva propensione alla iper-mobilità in un gioco dove, francamente, non era proprio necessaria. La peculiarità di Cyberbots è da ricercarsi nel fatto che piloterete giganteschi mech in combattimenti 1 vs 1. Se poi siete fan dei vari titoli “VS” di Capcom (Marvel VS Capcom, Tatsunoko VS Capcom, ecc.), noterete che Cyberbots è il titolo di esordio di quella testa calda di Jin Saotome.

Continuiamo con Hyper Street Fighter 2, in quella che è fondamentalmente la terza volta in cui viene pubblicato per console casalinghe. Originariamente pubblicato come stand-alone per PS2 e successivamente per la prima Xbox nel 2003 assieme a Street Fighter 3: 3rd Strike con il nome di Street Fighter Anniversary Collection, Hyper Street Fighter 2 è l’ultimo titolo sviluppato in ordine cronologico per la sempre gloriosa scheda arcade CPS2. La peculiarità di questo titolo? La possibilità di scegliere qualunque versione di qualunque personaggio di SF2 e combattere contro, a sua volta, qualunque versione di qualunque altro capitolo. Volete far sfidare Ken di Street Fighter 2 contro la sua controparte di Super Street Fighter 2 Turbo? Fatto. Sagat di Street Fighter 2 Champion Edition contro un E. Honda di Street Fighter 2 Hyper Fighting? Semplice come bere un bicchier d’acqua.

Prima di passare alla portata principale di questa collection, però, dobbiamo assolutamente parlare di Red Earth, titolo per la potentissima e costosissima scheda CPS3 (la stessa utilizzata per gli splendidi Street Fighter 3). La presenza di questo gioco nella CFC è importantissima, perché marca il debutto di questo bizzarro fighting game per le console domestiche. Uscito infatti nel 1996, non era mai stato disponibile per il mercato home-console… fino ad ora. Dotato di una veste grafica spaventosa (sia per l’epoca che per gli standard attuali delle produzioni 2D), ruota attorno ad un bizzarro gameplay loop. I personaggi selezionabili saranno solo 4, e il gameplay verterà attorno a quella che sembra più una boss-rush, che una “ladder” tradizionale. Tra un combattimento e l’altro, inoltre, il vostro personaggio avanzerà di livello e guadagnerà nuovo equipaggiamento in una sorta di ibrido fighting/RPG, per un prodotto che, ancora oggi e senza difficoltà, riesce a stupire.

Ed ora, ecco il piatto forte della collection, ovvero l’intera libreria arcade dedicata ai mitici DarkStalkers: Darkstalkers: The Night Warriors, Night Warriors: Darkstalkers’ Revenge, Vampire Savior: The Lord of Vampire, Vampire Hunter 2: Darkstalkers’ Revenge, Vampire Savior 2: The Lord of Vampire, con questi ultimi due titoli per la prima volta disponibili fuori dal mercato giapponese. Dovessimo analizzare titolo per titolo ognuno di questi giochi andremmo decisamente per le lunghe, quindi vi narreremo giusto l’essenziale.

Perchè la gente ama alla follia questi giochi? Perchè, fondamentalmente, provengono da un periodo in cui Capcom era al top, e si permetteva di proporre progetti assolutamente fuori di testa. Ecco quindi nascere la saga di DarkStalkers, dove mostri di chiara ispirazione classica se le davano di santa ragione, il tutto con una estetica decisamente anime e che andava a braccetto con quella utilizzata dagli Street Fighter dell’epoca (ovvero gli Alpha/Zero). Aggiungete a tutto questo una atmosfera surreale tra l’horror ed il comico, animazioni incredibili, scenari suggestivi, meccaniche per l’epoca rivoluzionarie come dash, backdash, la possibilità di parare in volo, Super, EX ed altro ancora, e capirete presto il perchè questa serie abbia lasciato un segno indelebile nel cuore di tantissimi appassionati. Addirittura si può notare come la serie stessa si sia evoluta, con i primi due capitoli ancora vagamente “classici” nella loro struttura e il terzo che andava a modificare addirittura la struttura dei round, proponendo qualcosa di simile a quanto visto in Killer Instinct (2013). Vogliamo poi parlare del roster? Felicia, la donna gatto, Morrigan la succube, Demitri il vampiro, Rikuo (Aulbath) il mostro della laguna, John Talbain (Gallon) il lupo mannaro, o ancora Jedah, Pyron, Lilith, Q-Bee… ognuno di essi è assolutamente iconico, ed è l’ennesimo motivo del perchè la gente continui a chiedere a gran voce un nuovo capitolo.

Prima di arrivare alle conclusioni, vogliamo spendere due parole su uno dei numerosi fattori che rendono questa compilation così fondamentale: l’online, e l’implementazione da parte di Capcom dell’incredibile ROLLBACK NETCODE, in grado di eliminare qualsivoglia forma di lag. Abbiamo testato ognuno dei titoli disponibili, e le nostre partite sono sempre state fondamentalmente equivalenti allo sfidarci con due pad sul divano della redazione. Brava Capcom!

Tirando le somme, non potevamo chiedere di meglio. Capcom Fighting Collection è una lettera d’amore a serie che hanno fatto la storia dei fighting game, oltre che di Capcom come sviluppatore, e il pacchetto che ci è stato proposto ci ha convinto appieno. Non solo per la qualità dei titoli disponibili, ma anche per il resto. Proprio come nella Street Fighter Anniversary Collection, infatti, anche qui sarà possibile gustarsi una modalità “Museo” assolutamente sublime con centinaia di artwork, bozzetti, e curiosità, ed anche una modalità Jukebox dove poter ascoltare le tracce audio, così particolari, che hanno contribuito a dare una identità così marcata a queste serie. Lo ribadiamo, noi abbiamo adorato questa collection, e speriamo sia il biglietto d’ingresso per tanti giocatori ad alcune tra le serie più spettacolari mai create.

Ora però, tocca a Capcom fare la prossima mossa: a quando un capitolo di DarkStalkers nuovo di zecca?

POWER RATING:
9.0/10

“Capcom Fighting Collection è un prodotto realizzato con impegno e dedizione, che fa tornare alla ribalta alcuni tra i fighting games migliori della storia di Capcom.”

PRO:
+I DarkStalkers sono tornati!
+Red Earth è finalmente disponibile per la prima volta
+Puzzle Fighter e Gem Fighter sono in egual misura divertenti ed adorabili
+ROLLBACK NETCODE!
+Modalità Museo
+Tante opzioni di personalizzazione, training mode, filtri, ecc.

CONTRO:
-Cyberbots, pur bello, è l’anello debole della lineup
-Solamente 3 artwork per Hyper Street Fighter 2?

Posted by:Powerwave83

2 risposte a "#Review: #CapcomFightingCollection – Il ritorno dei Guerrieri della Notte"

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