Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Apogee Entertainment / Infogrames
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC (Steam)
-Sviluppatore: Trigger Happy
-Publisher: Apogee Entertainment/ Infogrames

Dai creatori di Turbo Overkill, un survival horror d’autore!

Total Chaos non è un semplice sparatutto horror, ma una profonda immersione nel genere survival horror classico, che si rifà apertamente a capisaldi come Silent Hill per l’atmosfera e Resident Evil per la gestione delle risorse. Il gioco ha le sue radici in una celebre mod di Doom II, ma è stato completamente reimmaginato come titolo standalone con un engine moderno, il che amplifica l’atmosfera inquietante e la tensione in modo esponenziale.

Il giocatore si risveglia su Fort Oasis, un’isola mineraria abbandonata e decaduta, a seguito di un SOS e di una violenta tempesta che ha danneggiato la sua imbarcazione, lasciandolo bloccato e isolato. Quello che doveva essere un semplice salvataggio si trasforma in un incubo: ci si ritrova in un ambiente dove la realtà si sgretola e si devono affrontare le mostruose e orribili creature che infestano i tortuosi corridoi, le miniere e i complessi industriali dell’isola. La progressione narrativa è offerta attraverso messaggi criptici, registrazioni audio e frammenti di diario lasciati dagli ex abitanti, costringendo il giocatore a ricostruire il cataclisma che ha travolto l’insediamento. Questa scelta narrativa, altamente frammentata e dipendente dall’esplorazione, rafforza il senso di isolamento e confusione, elementi portanti dell’horror psicologico.


Atmosfera e Design Sonoro: L’Indiscusso Protagonista

L’aspetto in cui Total Chaos eccelle in maniera inequivocabile è l’atmosfera. Il gioco non si affida principalmente ai jump scare, ma costruisce un senso di terrore costante attraverso l’ambientazione e un design sonoro di altissimo livello. È qui che il titolo dimostra una maturità che spesso manca anche a produzioni horror con budget ben più consistenti.

L’immersione psicologica è palpabile: l’isola di Fort Oasis è un vero e proprio incubo di decadenza industriale e abbandono. L’esplorazione è centrale e il titolo sfrutta al meglio l’Unreal Engine per creare un senso di isolamento e angoscia, arricchito da nebbie dense e lighting effects dinamici che rendono ogni corridoio opprimente e imprevedibile. La luce è una risorsa tanto preziosa quanto effimera, spesso limitata a torce tremolanti o lampade a olio che esauriscono la loro utilità proprio nei momenti di massimo pericolo. L’uso sapiente del buio non è una scappatoia pigra, ma un elemento di design attivo che costringe il giocatore a muoversi con cautela e a fidarsi, o meno, dei propri sensi acustici.

Il gioco non teme di esplorare temi di follia e body horror. Le creature, deformi e disgustose, non sono semplici sagome da sparare, ma manifestazioni visive della degradazione mentale e fisica che ha consumato l’isola. Questo approccio viscerale all’orrore fisico si sposa perfettamente con la colonna sonora, che vanta contributi del leggendario musicista Akira Yamaoka (noto per il suo lavoro su Silent Hill), rafforza questo mood cupo e instabile. Il suono è il vero maestro della tensione: dal ticchettio dell’acqua nei condotti all’eco lontana di un passo mostruoso, l’audio è gestito in modo magistrale per far sentire il giocatore costantemente braccato e vulnerabile, aumentando il terrore più dell’immagine stessa. La localizzazione spaziale dei suoni è fondamentale per l’orientamento e per la sopravvivenza; capire se il mostro è dietro l’angolo o due piani sopra è spesso l’unica difesa tra la vita e la morte. Questo meticoloso sound design è ciò che eleva l’esperienza da un semplice sparatutto a un vero e proprio esercizio di terrore psicologico di altissimo livello.


Gameplay e Sistema Survival: Scelte Difficili e Sforzi Disperati

Total Chaos è un survival horror che pone una forte enfasi sulla gestione delle risorse, rendendo ogni scontro una battaglia disperata e ragionata. Il gameplay loop si concentra sull’esplorazione metodica e sul calcolo del rischio, un approccio che riporta in auge il meglio del genere anni ’90.

I giocatori devono rovistare e cercare in ogni angolo materiali che possono essere usati per creare armi improvvisate e kit di pronto soccorso. Il sistema di crafting è profondo e gratificante, ma mai banale. Non basta trovare la materia prima; il giocatore deve anche reperire i progetti necessari che definiscono cosa può essere assemblato. Questa necessità di ricerca aggiunge un ulteriore strato all’esplorazione, trasformando ogni cassetto e ogni armadietto in una potenziale fonte di sopravvivenza. Le risorse come munizioni, bende o carburante per la torcia sono sempre scarse, costringendo il giocatore a ricorrere spesso alle armi bianche.

La gestione dell’inventario è un altro elemento che contribuisce alla tensione. L’inventario è limitato e il peso degli oggetti raccolti è un fattore rilevante. La gestione dell’inventario è legata ad un sistema intrinseco legato al peso, influenzando negativamente la resistenza e la velocità di movimento. Se il giocatore è troppo carico, si muove lentamente e la sua resistenza si esaurisce rapidamente, rendendolo estremamente vulnerabile durante una fuga o un attacco. Questa scelta di design può essere frustrante, ma è un elemento old-school che forza decisioni drastiche: vale la pena sacrificare la mobilità per trasportare quella preziosa scatola di munizioni o è meglio lasciarla indietro?

Il combattimento è il punto più controverso del gioco. Total Chaos presenta una notevole varietà di armi (da mischia, da fuoco e lanciabili) e un vasto bestiario di creature orribili. Il moveset offerto, con attacchi pesanti caricati e la possibilità di respingere i nemici, è sorprendentemente profondo per un first-person survival horror. Tuttavia, è qui che emergono le critiche principali: alcuni ritengono che gli attacchi in mischia siano rudi e disorganizzati e che i nemici siano troppo resistenti per le armi, rendendo gli scontri ravvicinati meno gratificanti di quanto dovrebbero. Ad esempio, la percezione di danno incoerente tra armi da mischia e armi da fuoco. Nonostante il remake abbia ripulito molte delle imperfezioni della mod originale, una certa goffaggine o imperfezione tecnica nel combattimento e nell’interazione con l’ambiente persiste. Questa sensazione di meccaniche meno rifinite può tirare fuori il giocatore dall’immersione nei momenti meno opportuni, specialmente durante i combattimenti sotto pressione. Nonostante ciò, l’intento degli sviluppatori di rendere il combattimento un’ultima risorsa disperata piuttosto che una soluzione run-and-gun è pienamente raggiunto.

Il sistema di healing è altrettanto brutale e realistico. Le ferite non sono immediatamente sanate con la semplice pressione di un tasto; richiedono tempo, l’uso di materiali specifici e l’esposizione al rischio durante l’operazione. Questo meccanismo costringe il giocatore a trovare rifugi sicuri per curarsi, amplificando ulteriormente il senso di paranoia e insicurezza.


Level Design, Longevità e Rigocabilità

Il level design di Fort Oasis merita un’analisi approfondita, in quanto è il tessuto connettivo tra l’atmosfera e il survival. L’architettura dell’isola è labirintica e interconnessa, un chiaro omaggio agli schemi di mappe complessi tipici dei vecchi Resident Evil. Le varie aree, dalle miniere umide e buie ai decadenti complessi residenziali, fino agli impianti industriali abbandonati, sono strutturate per massimizzare la confusione e l’ansia. Le aree precedentemente esplorate possono essere rivisitate per trovare nuovi oggetti o percorsi sbloccati, offrendo un senso di evoluzione ambientale e una progressione non lineare che è estremamente rara nei titoli moderni. Questa esplorazione non è solo finalizzata alla sopravvivenza immediata, ma anche alla decifrazione degli eventi. La narrazione è interamente a carico del giocatore, che deve mettere insieme i pezzi del puzzle attraverso l’esame minuzioso dei log, delle note scritte a mano e delle registrazioni ambientali. La storia di Fort Oasis è una triste cronaca di un disastro minerario che ha liberato qualcosa di terrificante, mescolando l’orrore cosmico con il trauma umano.

La struttura di Total Chaos è sorprendentemente solida e garantisce una longevità superiore alle aspettative. L’avventura principale è lunga, richiedendo diverse ore di gioco a causa dell’esplorazione attenta, della necessità di backtracking e della struttura a enigmi di alcuni capitoli. Il gioco offre anche un Survivalist Mode, che aumenta esponenzialmente la rigiocabilità introducendo elementi hardcore aggiuntivi, come la gestione della fame e della durabilità delle armi (meccaniche che possono essere fortunatamente disattivate nella modalità standard per i meno puristi), trasformando l’esperienza in un vero e proprio simulatore di sopravvivenza.

Giudizio Finale

Total Chaos è un survival horror d’atmosfera eccezionale, che riesce a tradurre la visione intensa e psicologica della mod originale in un prodotto standalone rifinito e opprimente. Il titolo colpisce come un maglio, specialmente quando l’audio design e l’ambiente si uniscono per creare momenti di terrore indimenticabili.

I meriti di Total Chaos sono nel suo design artistico, nella colonna sonora e nella sua capacità di evocare quel “triste sweet spot del survival horror“. Il gioco è un vero e proprio trattato su come costruire l’ansia e la paranoia attraverso mezzi intelligenti, piuttosto che economici. Tuttavia, il gioco non è privo di difetti. Principalmente dovuti a una certa goffaggine meccanica nel combattimento e nella fisica che, a nostro avviso, può minare l’esperienza. Questi limiti sono il prezzo da pagare per un progetto di questa portata, ma non riescono a sminuire il suo impatto terrificante complessivo. È un’esperienza consigliatissima agli amanti del survival horror classico che cercano un titolo con un’atmosfera impeccabile e sono disposti ad accettare un combattimento che a volte può risultare macchinoso e sbilanciato in nome di un’esperienza horror di altissimo livello.


POWER RATING:
8.5/10
“Un capolavoro di atmosfera e terrore psicologico. Nonostante le goffaggini meccaniche, Total Chaos è un survival horror teso e profondo, con un sound design impeccabile e una gestione delle risorse coinvolgente.


PRO

  • Atmosfera incredibile e terrore psicologico costante.
  • Sound design d’eccellenza, con il contributo di Akira Yamaoka.
  • Profondo sistema di gestione delle risorse e crafting.
  • Struttura di esplorazione non lineare e longevità notevole.
  • Design artistico superbo che amplifica i temi di follia e body horror.

CONTRO

  • Combattimento in mischia a volte goffo e poco rifinito.
  • Imperfezione tecnica occasionale che può rompere l’immersione.
  • Bilanciamento delle armi e resistenza dei nemici discutibile (per alcuni).

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