Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da SNK
-Versione Testata: PlayStation 5
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam, Epic)
-Sviluppatore: SNK (KOF Studio)
-Publisher: SNK
E’ iniziata la Season 3 dello splendido FATAL FURY: City of the Wolves!
Nota: Questo articolo è un work-in-progress e verrà aggiornato mano a mano che si renderanno disponibili i contenuti della Stagione 3. Con la pubblicazione del personaggio di Luglio 2026, Rick Strowd, la Stagione si è ufficialmente aperta.
Con il debutto della Revenge Edition, si apre ufficialmente il terzo capitolo nel supporto post-lancio di FATAL FURY: City of the Wolves. Se la prima stagione si è conclusa a dicembre 2025 consolidando il legame tra SNK e Capcom, la Season 2 a luglio 2026 con gemme come KENSHIRO e Wolfgang Krauser, la Season 3 promette di essere ancora più frenetica: esattamente come per la precedente stagione di contenuti, l’azienda di Osaka ha optato per una cadenza mensile costante. Dalla pubblicazione di Rick Strowd, fino a dicembre, vedremo un nuovo lottatore aggiungersi al roster ogni trenta giorni, mantenendo il meta-game in un costante stato di evoluzione.
Bando alle ciance, andiamo a scoprire il primo tassello di questa nuova ondata di contenuti!
SEASON 3 – Parte 1 – Rick Strowd (23/07/2026):
L’apertura della Terza Stagione di Fatal Fury City of the Wolves punta dritto al cuore degli appassionati riportando sul ring Rick Stroud, un combattente rimasto nell’ombra per troppi anni. Il suo ritorno non ha il sapore di un semplice riempitivo, ma si configura come una precisa dichiarazione d’intenti da parte di SNK. In una rosa di personaggi dominata da proiettili d’energia, arti marziali esoteriche e proiezioni acrobatiche, il pugile di origini nativo americane impone la pura cinetica del corpo umano. La sua presenza sul quadrato evoca la tensione cinica dei grandi film di boxe o dei western di una volta, dove la retorica cede il passo a una violenza inevitabile e ogni scambio si trasforma in una questione di pura sopravvivenza.

Sfruttando l’Unreal Engine 5 con grande efficacia, gli sviluppatori hanno scolpito un lottatore dall’impatto visivo monumentale. Rick si presenta a torso nudo, con i tatuaggi rituali e la caratteristica treccia argentata che accompagnano ogni schivata o torsione del tronco. Le animazioni abbandonano la fluidità rassicurante delle discipline tradizionali per abbracciare impatti secchi, pesanti e perentori. Ogni pugno andato a segno sembra congelare l’inquadratura per un istante, trasmettendo una sensazione di massa fisica spaventosa che trasforma la semplice camminata in avanti in uno strumento di pressione psicologica, capace di spingere l’avversario verso le corde.

Il vero fulcro dell’impianto di gioco risiede nella postura speciale chiamata Aggressor Style. Oscillando il busto da un lato all’altro, Rick sblocca una rete di opzioni offensive che spazia dai jab fulminei di Flash fino all’overhead di Starfall e alla spazzata bassa di Shadow Steal. La vera gemma tecnica è rappresentata dalla meccanica di Stance Change, che permette di cancellare i recuperi e concatenare le mosse come in un pezzo jazz dove il ritmo cambia all’improvviso. Tuttavia, questa libertà offensiva richiede una precisione d’esecuzione assoluta: una sbavatura nel timing trasforma una sequenza d’attacco mortale in uno scoperto totale di fronte a cui qualsiasi avversario reattivo saprà banchettare.

Per superare il problema del controllo della distanza e azzerare il fascino dei proiettili energetici, il repertorio di Rick offre strumenti di penetrazione devastanti. Shooting Star permette di scattare in avanti e azzerare i metri che lo separano dal bersaglio, mentre la schivata di Full Moon Fever garantisce un’immunità completa contro le bolle di energia, permettendo di passare all’incasso con una disinvoltura disarmante. A completare il quadro intervengono l’allungo in contropiede di Divine Step e l’efficacia antiaerea di Hellion, mossa che se interrotta al primo colpo tramite la meccanica di Brake regala un vantaggio di fotogrammi enorme per estendere le combinazioni a terra.
L’integrazione con l’infrastruttura del REV System esalta la brutalità del pugile, ma ne scopre anche il fianco sul piano della gestione delle risorse. Le varianti REV Arts scardinano la guardia avversaria con una facilità disarmante, e le super mosse della categoria Ignition Gear come Gaia Breath o Howling Bull offrono uscite difensive e punizioni ad alto voltaggio. Particolarmente interessante si rivela la Hidden Gear Screaming Bull che, oltre a infliggere danni catastrofici, azzera completamente la barra del surriscaldamento. Si tratta di una risorsa fondamentale, considerando che lo stile aggressivo di Rick brucia il REV Meter a velocità folle, esponendolo costantemente al rischio di REV Overheat.

La modalità Episodes of South Town accoglie il personaggio inserendolo in un percorso che mette a contrasto la disciplina dello sport con il degrado morale della metropoli. I nodi più avanzati della campagna costringono a una padronanza maniacale delle schivate e della REV Guard, poiché l’intelligenza artificiale punisce senza pietà chiunque tenti uscite azzardate. Rick Stroud si conferma così un’aggiunta di straordinaria profondità tecnica, pensata per chi non ha paura di passare ore in modalità allenamento per metabolizzare i tempi di Stance Change e le interruzioni di Brake. Resta da capire se la community saprà dominare questo sistema di cancellazioni o se la fame di risorse del REV Meter finirà per piegare anche i giocatori più disciplinati.
SEASON 3 – Parte 2 – Duck King (27/08/2026):
Il secondo tassello della Terza Stagione di Fatal Fury City of the Wolves fa un’entrata in scena che spazza via qualsiasi pretesa di solennità marziale. Duck King torna a South Town sfoggiando la sua cresta sgargiante, un’attitudine sfrontata e la ferma intenzione di trasformare l’arena in una pista da ballo clandestina. L’operazione condotta da SNK recupera un eroe di culto degli anni Novanta, rinfrescandone il moveset con un’energia contagiosa che rifiuta la noia dei picchiaduro impostati. Dimenticate le posizioni ingessate del karate tradizionale o i monologhi dei maestri ascetici: Duck King combatte a ritmo di breakdance, usando il proprio corpo come una trottola impazzita che travolge chiunque cerchi di fare il compito a casa. Il tutto, ovviamente, con il fedele paperotto giallo al seguito!

L’impatto visivo garantito dall’Unreal Engine 5 è uno spettacolo di animazioni dinamiche ed esagerate. Duck King si muove con una scioltezza che fa sembrare molti altri lottatori pesanti e rigidi. Il team di sviluppo ha svolto un lavoro eccezionale nel catturare la spacconeria dei ballerini di strada: ogni pugno e ogni aggancio aereo sembrano parte di una coreografia improvvisata. Un mulinello a testa in giù si trasforma in una sequenza di calci devastanti, mentre una posa plastica diventa l’occasione per irridere l’avversario prima di piantargli un guantone sul muso. Il comparto audio supporta la festa con beat incalzanti e campionamenti vocali storici che rendono esaltante ogni singola combinazione andata a segno.
Sotto questa scorza scanzonata si nasconde un’architettura di gioco incredibilmente raffinata. Il fulcro del gameplay di Duck King ruota attorno al concetto di Hype, integrato con le meccaniche del REV System. Più Duck mette a segno colpi e mantiene alto il ritmo della danza, più la sua barra carica uno stato di esaltazione che potenzia le sue mosse speciali, regalando maggiore gittata e vantaggi sui fotogrammi di guardia. Ma la vera trovata geniale riguarda la gestione del surriscaldamento: se il giocatore esagera con le mosse REV e finisce in Overheat, Duck King si stanca letteralmente. Il ballerino inizia ad ansimare, perde gran parte della sua velocità fulminea e diventa un bersaglio facilissimo per qualsiasi contrattacco. Questo elemento costringe a dosare l’aggressività con intelligenza, alternando folate furiose a momenti di pausa strategica.

Il bagaglio di attacchi speciali è una fucina di scherzi di cattivo gusto per i difensori troppo statici. La scivolata Duck Knee Slide permette di azzerare le distanze in un baleno, ma è la variante Fake Knee Slide a creare il panico: una finta priva di contatto che permette a Duck di scivolare oltre l’avversario per colpirlo alle spalle. La sua schivata all’indietro unica, chiamata Long Goodbye, vede il lottatore piegarsi vistosamente all’indietro per evitare un pugno, per poi schizzare di nuovo in avanti con il Duck Kaisun Kick. Se a questo aggiungiamo attacchi aerei e terrestri come Head Spin Attack e Flying Spin Attack, capaci di attraversare lo schermo ruotando come proiettili, appare chiaro quanto sia rischioso provare a giocare d’attesa contro di lui.

Il momento in cui Duck King diventa davvero incubico è quando riesce ad accorciare la distanza ed entrare nel Beat Rush Breakin’. Questa sequenza d’attacco si dirama in un albero di opzioni offensive da far girare la testa. Si può spezzare la guardia con un colpo dall’alto come Elbow Down, sorprendere la difesa con la presa Cross Leg o uscire dalla traiettoria tramite Footwork Spin per ricominciare il giro di pressione. Durante la modalità S.P.G., le sue REV Blow come Duck Rollin’ Star e Duck Wing Dive sigillano la pressione a terra, impedendo qualsiasi reazione. E poi ci sono le super mosse: l’immancabile Break Spiral torna con tutta la sua violenza da presa di comando, mentre Beat Rush Fever trasforma l’esecuzione della combo in un vero e proprio minigioco ritmico dove la precisione nel premere i tasti a tempo determina i danni inflitti al malcapitato di turno.

Tutta questa spettacolarità non significa che Duck King sia privo di punti deboli. La sua natura estrosa lo rende straordinario quando prende il controllo del match, ma soffre contro i lottatori capaci di mantenere la calma e controllare lo spazio con colpi a lungo raggio. Se un avversario legge le sue finte e aspetta che il contatore del REV Meter vada in crisi, Duck King rischia di trovarsi privato dei suoi strumenti migliori. L’esecuzione richiede dita veloci e un senso del ritmo non indifferente per inanellare le transizioni senza sbagliare gli input. Duck King si conferma un’aggiunta fantastica per la Terza Stagione: un lottatore fresco, divertente e sfacciato che richiede pratica ma regala soddisfazioni immense. Resta da capire se la scena competitiva saprà trovare un rimedio a questa follia ritmica o se South Town dovrà rassegnarsi a ballare al ritmo dettato dal re della strada.
SEASON 3 – Parte 3 – Kim Kaphwan (24/09/2026):
Se Duck King ha trasformato South Town in una balera e Rick Strowd ci ha messo il pugno duro del pugilato, l’arrivo di Kim Kaphwan nella Terza Stagione di Fatal Fury City of the Wolves equivale all’ingresso improvviso di un ispettore dell’agenzia delle entrate nel bel mezzo di un rave clandestino. Il maestro di Taekwondo più inflessibile della storia dei picchiaduro sbarca nel torneo con la solita fissa per la giustizia e con due gambe che funzionano come pale di un elicottero. SNK decide di non snaturare il personaggio, ma lo spinge dentro le meccaniche del nuovo capitolo con una ferocia tecnica che fa impallidire i detrattori del combattimento ortodosso. Dimenticate la diplomazia o i discorsi motivazionali da palestra di quartiere: Kim sale sul ring per rieducare gli avversari a suon di calci in faccia, trasformando la rigidità della sua disciplina morale in una macchina da guerra spettacolare, fluida e spaventosamente aggressiva.

La resa visiva garantita dall’Unreal Engine 5 regala al dobok bianco di Kim una presenza scenica impeccabile, dove ogni piega del tessuto sembra reagire al dinamismo impressionante delle sue mosse. L’emblema della sua accademia sul petto spicca come un marchio di fabbrica, mentre le animazioni catturano alla perfezione l’eleganza plastica dei suoi colpi. Sembra di assistere alla regia millimetrica di un film d’azione di Hong Kong degli anni Ottanta, dove la gravita diventa una semplice opzione facoltativa. Ogni estensione della gamba, ogni perno sulla caviglia e ogni rotazione aerea posseggono una pulizia formale che fa sembrare molti altri lottatori dei rozzi rissaioli da bar.

Dietro questa facciata di morigerata austerità si nasconde un sistema offensivo progettato per demolire la pazienza di chiunque provi a difendersi. Il fulcro del gameplay di Kim rimane ancorato alla sua leggendaria capacita di coprire lo spazio in verticale e in orizzontale tramite sequenze di calci a catena. Le sue mosse iconiche tornano tirate a lucido, ma trovano una nuova dimensione grazie all’integrazione con il REV System. La classica sforbiciata ascendente Hien Zan si trasforma in un anti-air devastante che punisce con precisione chirurgica qualsiasi salto sconsiderato, mentre il fendente circolare Hangetsu Zan pialla la guardia avversaria. Quando queste tecniche vengono potenziate tramite il REV Meter, Kim acquisisce un vantaggio sui fotogrammi che costringe l’avversario a rimanere bloccato in un incubo di parate e cancellazioni continue.

Sfortunatamente per chi sta dall’altra parte dello schermo, la vera forza di Kim risiede nel controllo assoluto dello spazio aereo. La leggendaria mossa in picchiata Hishou Zan gli permette di piombare sui malcapitati con la traiettoria e la velocita di un falco pellegrino in caccia. In questo capitolo, la gestione delle combinazioni aeree raggiunge vette di malignità tecnica notevoli: spezzare il ritmo di una traiettoria con una mossa speciale REV significa mandare all’aria tutti i punti di riferimento del difensore. Chi prova a mantenere le distanze tramite proiettili o attacchi a lungo raggio scopre ben presto che Kim possiede una risposta per ogni copertura, trasformando la distanza di sicurezza in un’illusione ottica destinata a durare poche frazioni di secondo.

Quando il contatore della barra S.P.G. si accende e Kim decide di spingere sull’acceleratore, lo spettacolo visivo si fonde con una pressione devastante. La celeberrima super mossa Hou’ou Zan torna a mostrare la leggendaria scia della fenice di fuoco, scatenando una sequenza di colpi a raffica che disarticola la barra della salute del malcapitato prima di scaraventarlo a terra. L’uso strategico del REV Accel permette di concatenare queste super mosse all’interno di combo aeree precedentemente impensabili, regalando agli appassionati dell’esecuzione pura un parco giochi di cancellazioni e incastri da studiare per ore in modalità allenamento.
Naturalmente tanta abbondanza tecnica porta con se un conto piuttosto salato da pagare in termini di disciplina strategica. Kim non è un personaggio per tutti: richiede mani veloci, riflessi pronti e una gestione maniacale del surriscaldamento. Esagerare con le mosse REV per mantenere la pressione significa rischiare di finire in Overheat nel momento meno opportuno, trasformando il severo maestro in una vittima indifesa dinanzi ai contrattacchi più pesanti del gioco. Inoltre, la sua impostazione fortemente orientata all’attacco ravvicinato e aereo lo espone a rischi enormi contro giocatori pazienti capaci di leggere le sue traiettorie di discesa. Kim Kaphwan si conferma un’aggiunta di valore inestimabile per la Terza Stagione: un lottatore severo, spettacolare e maledettamente divertente da padroneggiare. Resta da vedere se gli sfidanti di South Town impareranno la lezione di rispetto o se finiranno tutti a fare flessioni nel dojo del maestro.

Con il ritorno dell’amatissimo Rick Strowd a luglio, la Season 3 è partita col piede giusto. Ma ora cosa dobbiamo aspettarci? La stagione è dedicata alla “Vendetta”, e già dall’immagine sopra vediamo che faranno il ritorno alcuni combattenti amatissimi e leggendari, come l’iconico Duck King e Kim. Dopo l’annuncio dell’introduzione di Manjiro e Ken dal manga/anime Tokyo Revengers, rimane da scoprire come SNK riempirà l’ultimo slot misterioso, ma anche quello fa parte del fascino!




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