Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Bandai Namco
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X, PC (Steam)
-Sviluppatore: Project Aces
-Publisher: Bandai Namco
Dopo 7 anni di attesa, la leggendaria serie dedicata al combattimento aereo di Bandai Namco è tornata… e che ritorno!
La copertura nuvolosa del continente di Strangereal, l’universo alternativo in cui è da sempre ambientata la saga di Bandai Namco, torna a squarciarsi sotto la spinta brutale dei postbruciatori, ma questa volta la distesa azzurra e le cime montuose sopra Usea non rappresentano un mero fondale scenografico per virtuosismi acrobatici. Project Aces compie un passo di maturazione decisivo nella storia di una delle franchigie più iconiche della cultura videoludica su console, consegnando alle macchine da gioco attuali un capitolo che dimostra quanto la fedeltà alla propria eredità possa sposarsi con una rielaborazione concettuale profonda. Ace Combat 8 Wings of Theve raccoglie il pesante testimone lasciato dal settimo episodio nel 2019 e ne espande ogni singolo ingranaggio operativo. La produzione pone chi impugna il pad al centro di un conflitto viscerale, drammatico, sorretto da una narrazione consapevole e da una progettazione delle missioni capace di superare i canoni storici del genere.

L’incipit narrativo catapulta l’azione nel cuore di una catastrofe geopolitica fulminea. La Repubblica di Sotoa sferra un attacco totale e devastante contro la Federazione di Usea Centrale, impiegando una schiacciante superiorità aerea combinata con il supporto tattico di bombardmenti orbitali guidati, noti come Tonitrus Spears. La capitale federale Theve cade nel giro di pochissimo tempo sotto il peso dell’invasione, lasciando la compagine di difesa smembrata e spinta sull’orlo del baratro. Quanto resta della flotta e dell’aviazione della FCU si trova costretto a improvvisare una disperata resistenza partendo dal ponte della Endurance, una vecchia portaerei a vapore rimossa dai ruoli attivi che, in tempi di pace, avrebbe dovuto finire convertita in un museo navale. Il protagonista, un aviatore senza volto ripescato dai soccorsi marittimi dopo essere stato abbattuto durante le prime fasi dell’attacco, viene integrato a bordo e assegnato al secondo posto di volo al fianco di Jan “Rex” Cope, leggendario asso della federazione e figura venerata dal popolo col nome di Wings of Theve.
Dietro la facciata dell’eroe infallibile e imbattibile, tuttavia, si cela una sofisticata costruzione propagandistica orchestrata dai vertici militari per evitare il crollo definitivo del morale popolare. Cope è indubbiamente un pilota dotato di straordinaria sensibilità di guida, ma non ha mai abbattuto un singolo velivolo nemico nella sua intera carriera. Il suo palmarès è una menzogna programmata per dare volto e sostanza a un ideale di salvezza. Fintanto che il simbolo resta nei cieli, la speranza della federazione non si spegne. Il quadro crolla inevitabilmente quando l’impatto con la realtà assume le forme dello squadrone d’élite sotoano e del suo leader, l’asso identificato col codice Shadow 22. Cope trova la morte nel tentativo di proteggere i suoi compagni, ma la propaganda non può permettersi il lusso di mostrare il cadavere del proprio mito. Ereditare il callsign, la tuta da volo e la responsabilità di quell’identità inventata diventa l’unica via d’uscita per il protagonista. Convertirsi in un’icona mediatica significa vedere le proprie tappe operative trasformate in notizie virali e video di regime, mentre la linea di demarcazione tra la falsità della leggenda e la cruda realtà della carne da macello si fa sempre più sottile e ambigua a ogni caccia avversario abbattuto.

L’efficacia del racconto viene garantita dall’intensa umanizzazione della squadriglia Joker Flight, una formazione eterogenea che incarna le varie anime di questa guerra disperata. Baxter, chiamato “Professor” per la sua precedente carriera d’insegnante di scuola superiore, funge da guida tattica e figura paterna per l’intero gruppo; Tasha, giovanissima acrobata civile reclutata d’imperio dalle forze armate per la sua eccezionale padronanza del mezzo, vive un profondo travaglio interiore rifiutandosi sistematicamente di aprire il fuoco per uccidere i piloti avversari; Coster, chiamato “Noise”, è un taciturno pilota appassionato di musica rock che trasmette brani musicali dai propri apparati radio mentre vola in formazione ravvicinata. A differenza delle precedenti iterazioni del marchio, le relazioni umane non si sviluppano esclusivamente tramite l’intercettazione dei canali radio durante il volo. Per la prima volta, l’esperienza contempla sezioni esplorabili a piedi in prima persona all’interno della portaerei Endurance. Attraversare i corridoi metallici della nave, soffermarsi nella mensa affollata di civili sfollati che cercano riparo dalle bombe, osservare gli occhi stanchi dei meccanici che lavorano sul ponte di volo ed entrare nelle sale briefing consente di toccare con mano l’impatto reale del conflitto. La nave cessa di essere un semplice menu di selezione per trasformarsi in una casa galleggiante, claustrofobica e carica di pathos.
Sul fronte del gameplay vero e proprio, il titolo raggiunge l’apice formale della simulazione d’azione aerea su console. L’adozione dello schema di controllo esperto garantisce una gestione completa e chirurgica di beccheggio, rollio e imbardata, permettendo al giocatore di spingere la fisica dei caccia fino ai limiti estremi della tolleranza aerodinamica. Le manovre ad altissimo angolo d’attacco, le virate sostenute ad alti valori di accelerazione di gravità e le correzioni istantanee della traiettoria restituiscono una risposta tattile dal feedback impeccabile. Inseguire un caccia nemico sfiorando le pareti di un canyon, effettuare una picchiata e sbucare alle spalle di un bombardiere per spezzarne la struttura alare con un raffiche di cannone da venti millimetri trasmette una carica d’adrenalina costante. Il momento in cui l’obiettivo viene distrutto e il proprio caccia attraversa la palla di fuoco e le schegge metalliche ancora calde rappresenta un momento di straordinaria forza visiva e sensoriale.

A distinguere questo capitolo dal passato è la straordinaria varietà strutturale riservata alle missioni. Gli obiettivi illustrati dai comandi durante le conferenze tattiche pre-volo rappresentano quasi sempre una traccia d’intenti provvisoria, destinata a venire sconvolta dalla fluidità imprevedibile del campo di battaglia. La necessità di improvvisare e riadattare la propria condotta di volo è la costante dell’intera campagna. Se una tempesta o un sistema di disturbo elettronico acceca i radar di bordo rendendo impossibile l’aggancio automatico dei missili, il compito di individuare la rotta dei velivoli da trasporto avversari ricade unicamente sulla capacità visiva di identificare le scie di condensazione lasciate tra i cumuli di nubi. Quando le truppe terrestri alleate vengono braccate e lanciano richieste di soccorso disperate tramite le frequenze radio, spetta al giocatore decidere se inviare i propri gregari a gestire la minaccia autorizzando l’uso dei loro armamenti speciali o se prendere in carico l’operazione in prima persona per mantenere la squadra in formazione difensiva.
Tra i trenta scenari disponibili all’interno della campagna principale figura l’assalto a una gigantesca fortezza terrestre semovente schierata dalle forze sotoane, un’imponente corazzata cingolata dotata di railgun a lungo raggio che richiede un approccio metodico per neutralizzarne i sistemi difensivi senza colpire i battaglioni alleati a terra. Parimenti memorabile risulta la caccia alle navi aerostatiche nascoste all’interno di perturbazioni elettriche ad alta quota; questi aerostati fungono da ponti ripetitori per i puntamenti dei missili orbitali Tonitrus Spears, e la loro distruzione impone di inseguire i fasci laser di puntamento che fendono le nuvole temporalesche prima che gli ordigni cadano sulla flotta della Endurance. Ogni teatro operativo stimola la personalizzazione del proprio assetto. L’albero tecnologico permette di accumulare punti tramite i risultati ottenuti sul campo per sbloccare e acquistare una vasta gamma di caccia storici, prototipi di quinta generazione, parti prestazionali e moduli d’armamento, estendendo la facoltà di equipaggiamento anche ai caccia in dotazione ai compagni di squadriglia.

L’architettura acustica della produzione merita una menzione d’onore, configurandosi come uno dei pilastri fondamentali dell’involucro emotivo del gioco. La sovrapposizione tra i messaggi di servizio, le grida di terrore dei fanti a terra, le battute di spirito dei gregari e le reazioni spaventate dei piloti avversari quando riconoscono la presenza della Wings of Theve crea un affresco sonoro dinamico di straordinario impatto. Gli assi appartenenti allo squadrone nemico Shadow sottolineano la propria superiorità sintonizzandosi sulle frequenze aperte per canticchiare una nenia prima di gettarsi in battaglia, un elemento di forte caratterizzazione drammatica che rimane impresso nella memoria. Questo costante vocio di guerra viene sostenuto da una colonna sonora orchestrale memorabile, capace di alternare marce epiche durante gli scontri con le fortezze volanti a passaggi malinconici e delicati che accompagnano i rientri notturni verso la portaerei.
Il titolo non fa nulla per nascondere la propria radice melodrammatica, ma la sfrutta con intelligenza per veicolare un messaggio chiaramente orientato alla decostruzione dell’eroismo bellico. L’apparente contraddizione tra l’eccitazione provata durante l’esecuzione di una manovra d’attacco e l’orrore espresso dai soldati che muoiono al microfono crea un corto circuito concettuale continuo. Svolazzare in solitudine tra le nuvole al termine di un combattimento, mentre le gocce di pioggia scivolano sul cupolino dell’abitacolo e il cielo torna sereno, regala momenti di genuina contemplazione. L’opera suggerisce in ogni istante che il risultato più alto a cui la Wings of Theve e i suoi compagni possano aspirare non è la vittoria militare, ma la fine delle ostilità e l’avvento di un mondo in cui nessuno debba più salire a bordo di un caccia da combattimento.

Ace Combat 8 Wings of Theve si conferma un trionfo assoluto e una pietra di paragone per la simulazione d’azione su console. Project Aces riesce nell’impresa di coniugare una giocabilità raffinata ai limiti della perfezione formale con un impianto narrativo maturo, capace di toccare corde emotive profonde. Un’esperienza visiva, sonora e ludica di altissimo livello, destinata a rimanere come un punto di riferimento imprescindibile per chiunque desideri provare la sensazione di solcare i cieli.
POWER RATING: 9
“Project Aces firma un capitolo fondamentale della saga, capace di abbinare il miglior sistema di combattimento aereo della serie a un mission design dinamico e appassionante.”
PRO
- Mission design straordinario e dinamico, con obiettivi che evolvono in tempo reale
- Scrittura efficace dei personaggi e riuscite sequenze esplorative a bordo della portaerei
- Comparto audio e colonna sonora d’impatto, capaci di dare peso emotivo agli scontri
- Modello di volo rifinito che esalta la sensazione di controllo totale nei dogfight
CONTRO
- Gestione delle munizioni e dei moduli d’armamento talvolta fin troppo punitiva nelle missioni più lunghe
- Il taglio narrativo fortemente melodrammatico potrebbe far storcere il naso a chi cerca un’impostazione più cruda o documentaristica




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