Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Aspyr
-Versione Testata: Nintendo Switch 2
-Disponibile per: Nintendo Switch 2
-Sviluppatore: Aspyr / Monolith Productions (originale)
-Publisher: Aspyr

Due leggendari titoli della mai troppo lodata Monolith Productions vengono rimasterizzati dai veterani di Aspyr!

Quando si affronta un’operazione di recupero come Middle Earth: Shadow Bundle per Nintendo Switch 2, il primo rischio è quello di cadere nella trappola dell’effetto nostalgia condito con qualche filtro grafico aggiornato. Aspyr sceglie invece una strada decisamente più pragmatica, piazzando sull’ibrida di Casa Nintendo una raccolta massiccia che racchiude sia L’Ombra di Mordor nella sua edizione Game of the Year, sia L’Ombra della Guerra in versione Definitive Edition. Un pacchetto omnicomprensivo che non si limita ad assemblare due dei titoli action open world più influenti degli anni Dieci, ma prova a valutarne la tenuta strutturale su un hardware moderno, portatile e privo dei compromessi che ne avrebbero tarpato le ali solo un paio di generazioni fa.

La saga di Talion e Celebrimbor ha sempre vissuto di un cortocircuito affascinante. Da un lato c’è il profondo rispetto visivo e atmosferico per l’universo creato da J.R.R. Tolkien, dall’altro un’impudenza narrativa che piega gli scritti originali alle precise esigenze del videogioco moderno. Rigiocare oggi L’Ombra di Mordor significa ritrovare quella formula asciutta e diretta che nel 2014 impose un nuovo standard per il combattimento corpo a corpo e per la gestione del mondo aperto. Il ritmo delle parate, la fluidità delle esecuzioni e, soprattutto, l’architettura del celebre Nemesis System mantengono un’impalcatura sorprendentemente solida. I capitani orcheschi generati proceduralmente, capaci di ricordare le sconfitte patite e di far valere i torti subiti in duelli precedenti, continuano a rappresentare un motore narrativo spontaneo che pochissimi sviluppatori hanno saputo replicare o evolvere negli anni successivi.

L’Ombra della Guerra, dal canto suo, espande questo concetto con una foga quasi smodata. Il passaggio dal primo al secondo capitolo è simile all’architettura di una cattedrale gotica sovrapposta a una pieve di campagna: tutto si fa più grande, più stratificato, visivamente opulento e drammaticamente più complesso. L’assalto alle fortezze, la gestione delle armate e la personalizzazione dei seguaci trasformano l’avventura in una sorta di gestionale d’assedio in terza persona. Se nel titolo originale il focus era legato a una vendetta intima e brutale, nel seguito la scala diventa colossale, col rischio talvolta di perdersi in un loop di conquista che può risultare ripetitivo per chi non tollera i ritmi rigidi del farming e della pulizia sistematica delle mappe.

Sul piano squisitamente tecnico, il lavoro svolto da Aspyr su Nintendo Switch 2 merita un’analisi attenta. Il nuovo hardware della casa di Kyoto offre finalmente il margine di manovra necessario per far girare due titoli così densi di elementi a schermo senza dover ricorrere a tagli drastici sulla densità della vegetazione, sulla complessità degli algoritmi dell’intelligenza artificiale o sul numero di nemici contemporaneamente attivi nelle schermaglie. L’Ombra di Mordor si muove con una fluidità granitica, ancorato a un frame rate che non mostra incertezze nemmeno nelle situazioni più caotiche. Il dettaglio delle texture e l’illuminazione traggono enorme beneficio dalla potenza aggiuntiva, garantendo un’immagine pulita sia in modalità portatile sia quando la console è collegata alla televisione.

Più articolato è il discorso per L’Ombra della Guerra. Il titolo del 2017 metteva alla frusta persino le console da salotto dell’epoca, e sulla nuova piattaforma Nintendo richiede un lavoro di ottimizzazione più aggressivo. Il colpo d’occhio generale resta eccellente, con una resa dei materiali e degli ambienti che restituisce appieno l’atmosfera tetra e opprimente di Mordor, ma nelle battaglie per la conquista delle fortezze – dove decine di orchi, bestie e strutture distruttibili si affollano sullo schermo – si avverte qualche piccolissimo calo di fluidità. Si tratta di sbavature marginali che non intaccano la fruibilità dell’esperienza, ma testimoniano come il motore grafico stia spingendo a fondo le risorse a disposizione.

Una nota specifica va riservata alla gestione delle funzionalità online de L’Ombra della Guerra in questa riedizione. Privato di qualsiasi orpello legato alle vecchie microtransazioni o ai server di rete sempre attivi, il gioco si concentra interamente sull’esperienza per singolo giocatore. La Guarnigione e la gestione dei seguaci funzionano in modalità offline, consentendo di riassegnare capitani e gestire l’esercito senza la necessità di rimanere connessi alla rete. Questa scelta non solo snellisce la fruizione del titolo in mobilità, ma restituisce un bilanciamento della progressione più naturale, depurato da quelle logiche di monetizzazione che all’epoca del lancio originale fecero sollevare più di un dubbio.

Il pacchetto complessivo mette sul piatto una quantità di contenuti davvero impressionante. La presenza di tutti i DLC – tra cui spiccano le campagne narrative dedicate a Eltariel e Baranor – trasforma la raccolta in un pozzo senza fondo capace di trattenere il giocatore per diverse decine di ore. Esplorare Mordor con il controller in mano, magari durante uno spostamento o sul divano di casa, conferma quanto la formula di gioco ideata da Monolith Productions fosse avanti rispetto ai tempi, pur mostrando oggi qualche ruga nelle missioni secondarie più monotone e in un sistema di arrampicata che tradisce una certa parentela con i vecchi capitoli di altre celebri saghe action.

In definitiva, la riedizione curata da Aspyr dimostra come il catalogo della nuova ammiraglia Nintendo possa diventare il terreno ideale per la riscoperta di grandi produzioni del passato recente. Middle Earth: Shadow Bundle non è semplicemente un’operazione nostalgica, ma la dimostrazione pratica di come un game design intelligente e un sistema di intelligenza artificiale talmente ben fatto da essere ancora imitato possano mantenere intatta la propria carica d’intrattenimento, a patto di accettare le inevitabili rigidità di una struttura di gioco figlia della sua epoca.

POWER RATING: 8.5

“Un’eccellente raccolta che porta su Nintendo Switch 2 due action open world di grande spessore. Il Nemesis System brilla ancora oggi e il lavoro di conversione garantisce una fruizione solida sia in portatile sia su TV, al netto di qualche isolata incertezza nelle fasi più caotiche.”

PRO

  • Il Nemesis System si conferma un’intuizione di game design straordinaria e ancora attuale.
  • Quantità di contenuti titanica grazie all’inclusione di tutti i DLC e le espansioni.
  • Conversione tecnica solida che sfrutta adeguatamente le capacità dell’hardware.

CONTRO

  • L’Ombra della Guerra mostra qualche lieve flessione del frame rate negli assedi più affollati.
  • La struttura delle missioni secondarie evidenzia una certa ripetitività di fondo.
  • Meccaniche di navigazione e arrampicata talvolta imprecise.

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