Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da PLAION
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X|S, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
-Sviluppatore: Capcom
-Publisher: Capcom
Il gelo di Norgan e il ritorno dell’Arisen: l’espansione definitiva?
Se c’è una cosa che abbiamo imparato nei due anni trascorsi dall’uscita di Dragon’s Dogma II – il titolo che si è aggiudicato a mani basse il nostro premio GOTY 2024, per chi se lo stesse chiedendo – è che il viaggio dell’Arisen non è mai davvero finito. Quando Capcom ha annunciato Dark Arisen, il pensiero è andato immediatamente alle notti insonni passate nel 2013 sull’Isola del Nerabisso nel primo storico capitolo. Ci chiedevamo se questa nuova espansione sarebbe stata all’altezza di quell’eredità così amata. Dopo aver speso decine di ore a congelare nelle lande inesplorate di Norgan e a ripercorrere in lungo e in largo i regni che pensavamo di conoscere alla perfezione, la risposta è un sì risonante, pur con qualche piccolo graffio d’assestamento lungo la strada.

Benvenuti a Norgan: dove il freddo uccide più dei mostri
Se Vermund e Battahl ci avevano incantato per la loro maestosità bucolica e desertica, la nuova regione di Norgan ci scaraventa senza tanti complimenti in un incubo subpolare. Il passaggio verso queste nuove terre non è una semplice passeggiata promozionale: il terreno stesso diventa un nemico attivo. La neve fresca rallenta i movimenti, le bufere azzerano la visibilità nel giro di pochi secondi e la stamina si consuma a una velocità spaventosa se non si trova riparo nei pressi di un fuoco o di una grotta riparata.
Ad accompagnarci nelle prime fasi della spedizione c’est Eir, una figura enigmatica che ci guida sulle tracce di un drago caduto e di una maledizione antica sepolta sotto i ghiacciai. La narrazione di Dark Arisen sceglie una via molto più diretta, cupa e claustrofobica rispetto alla politica di corte di Vernworth, concentrandosi sull’esplorazione pura e sul senso di oppressione. È proprio questa atmosfera che spinge il gioco verso vette d’immedesimazione pazzesche.
Ma la vera sorpresa risiede nella scelta degli sviluppatori di non abbandonare la mappa del titolo originale. L’espansione introduce infatti dodici dungeon legati ai Riti Perduti, sparsi proprio tra i territori di Vermund e Battahl. Questa decisione si rivela vincente, perché costringe a tornare sui propri passi e a rivisitare angoli del mondo principale che credevamo ripuliti, trovandovi ora complessi sotterranei oscuri e punitivi, perfetti per chi ama il dungeon crawling più rigido e gratificante.

Il Ritorno del Caos Controllato (versione sottozero)
E come si fa a parlare di Dragon’s Dogma senza citare il mitico “Caos Controllato” che tanto abbiamo amato in Dogma 1 e soprattuto nel Dogma 2 base? Mettetevi comodi, perché Norgan eleva questa meccanica a vera e propria arte dell’imprevisto.
Stavamo attraversando un altopiano innevato per raggiungere un passaggio di montagna che ci avrebbe riportato verso l’avamposto principale, dove avremmo concluso una missione. La nostra squadra, composta dall’Arisen, dalla sua Pedina principale e da altre due reclutate dalla faglia, procedeva a fatica a causa di una bufera improvvisa, quando la nostra Pedina principale ci avvisa che un branco di Lupi del Gelo sta stringendo il cerchio (“Wolves hunt in packs, Arisen!” cit.). Estraiamo la spada gigante del Distruttore (la solita, vecchia abitudine che non si perde mai! NdPierre) e iniziamo a spazzare via le bestie. La neve azzerava la visuale, ma tra il combattimento corpo a corpo del nostro Arisen e le magie di fuoco del nostro Mago, la situazione sembrava sotto controllo.
Poi, il caos. All’improvviso, dalla nebbia di ghiaccio emerge con un ruggito assordante una Chimera Polare, una delle nuove abominevoli varianti introdotte nell’espansione. Nemmeno il tempo di riorganizzare i ruoli che la creatura, dimenandosi, fa crollare un ponte di ghiaccio naturale poco distante, attirando l’attenzione di un drappello di beorcan (barbari delle nevi) che aveva un avamposto sul fianco della montagna. Risultato? Nel giro di due minuti ci siamo ritrovati al centro di un triplo scontro epico, con il vento che soffiava a raffica, fulmini viola che spaccavano le rocce e la nostra Pedina guerriera scaraventata giù nel burrone dalla zampata della Chimera (“Non disperare, Arisen, tornerò dalla Faglia!” Ok, grazie, ma io intanto sono qui, da solo. NdPierre). È il caos più puro, gratificante e spietato che solo Capcom sa confezionare.

Valutazione dei Manufatti e Abilità Benedette
Oltre alla nuova mappa e al ritorno nei vecchi territori per i Riti Perduti, Dark Arisen introduce un ciclo di gameplay ancor più orientato al bottino di quanto visto nel gioco base. Ora le armi e le armature più potenti non si ottengono semplicemente sconfiggendo un boss o acquistandole dal mercante di turno: sui cadaveri dei nemici, o durante le esplorazioni nei dungeon troverete manufatti arcaici non identificati.
Questi reperti devono essere scortati e portati sani e salvi fino al centro abitato principale per essere analizzati e purificati. Questa scelta cambia radicalmente la gestione del peso dell’inventario e aggiunge una tensione pazzesca al viaggio di ritorno: rimanere senza risorse o morire lungo il percorso verso il villaggio significa rischiare di perdere i tesori più preziosi recuperati nelle profondità della terra.
Inoltre, la progressione delle vocazioni trova nuova linfa grazie agli obelischi della benedizione, antichi monumenti nascosti nei punti più impervi della regione. Trovateli tutti e sbloccherete abilità passive e colpi devastanti capaci di ribaltare le sorti degli scontri più ostici. A tal proposito, un piccolo avvertimento da amici: non pensate di mettere piede a Norgan prima di aver raggiunto almeno il livello 40-45, a meno che non abbiate un forte desiderio masochistico. Noi siamo entrati nel DLC con un nuovo PG a livello 50, e abbiamo sudato non poco (nonostante il freddo! Ahahah. Ehm. NdPierre).

Il rovescio della medaglia
Ovviamente non è tutto perfetto, e la fedeltà cieca di Capcom alla propria visione porta con sé i consueti strascichi che già conoscevamo. L’intelligenza artificiale delle Pedine, per quanto sempre fantastica nel combinare attacchi elementali e nello sfruttare le debolezze dei mostri, continua a soffrire di tragici momenti di follia nei pressi dei dirupi. Vedere il proprio aiutante fidato lanciarsi nel vuoto per inseguire un’arpia ghiacciata fa sempre sorridere, ma durante uno scontro lungo un’ora rischia di far salire la pressione oltre il livello di guardia.
Anche dal punto di vista tecnico, il RE Engine fa i miracoli con i riflessi del ghiaccio e l’illuminazione dinamica delle torce nella notte, ma nei momenti di massimo affollamento a schermo – tra tempeste, effetti particellari e mostri di taglia colossale – la stabilità del framerate su console mostra ancora il fianco a qualche calo evidente. Niente che rovini un’esperienza di questo calibro, ma è un dato di fatto che va segnalato per dovere di cronaca.

Giudizio Finale
Dragon’s Dogma II: Dark Arisen non si limita ad aggiungere un pezzetto di mappa o una manciata di missioni. È un’espansione viscerale, punitiva, arricchita da un senso di scoperta e di pericolo che pochissimi altri titoli sul mercato riescono a regalare. L’integrazione dei dodici dungeon dei Riti Perduti nella mappa principale offre un motivo eccellente per riscoprire Vermund e Battahl, mentre Norgan regala paesaggi mozzafiato e sfide di altissimo livello. Capcom dimostra ancora una volta di sapere come soddisfare la propria nicchia di appassionati, consacrando definitivamente il secondo capitolo tra i giganti assoluti dell’Action-RPG moderno.
POWER RATING: 9.3
“Un’espansione spietata e maestosa che arricchisce Dragon’s Dogma II con la magnifica regione di Norgan, dodici dungeon inediti nel mondo principale e un sistema di bottino irresistibile. Il Caos Controllato è tornato, più gelido e gratificante che mai.”
PRO
- La regione di Norgan è meravigliosa, verticale e atmosferica
- I dodici dungeon dei Riti Perduti arricchiscono la mappa principale (Vermund/Battahl)
- Il sistema dei manufatti da identificare rende epica ogni spedizione
- Scontri con i nuovi boss di livello altissimo
CONTRO
- IA delle Pedine ancora soggetta a qualche scivolone nei pressi dei precipizi
- Cali di framerate nelle situazioni più caotiche a schermo




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