Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Big Fan Games
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
-Sviluppatore: Auroch Digital
-Publisher: Big Fan Games (Devolver Digital)

Il sequel dell’ottimo Boltgun è finalmente tra noi: Lode all’Imperium!

Il metallo pesante dei vascelli imperiali non offre alcun tipo di protezione quando le forze del Caos decidono di squarciare gli scafi dall’esterno. L’incipit confezionato da Auroch Digital per questo Warhammer 40.000: Boltgun II elimina qualsiasi preparazione superflua, scaraventando chi impugna il controller al centro di un massacro senza tregua che richiama da vicino l’impostazione cinetica dei grandi sparatutto in prima persona degli anni Novanta. La vera svolta di questo secondo capitolo risiede nel superamento della struttura solitaria del capostipite: al fianco del granitico Astartes Malum Caedo fa il suo esordio Nyra Veyrath, Sorella Guerriera dell’Adepta Sororitas. Non si tratta di una variazione puramente estetica, ma di un’aggiunta che altera in modo sostanziale la percezione della fisica di gioco e il ritmo degli scontri. Se l’armatura d’assalto dello Space Marine impone una presenza scenica monolitica e d’impatto frontale, la mobilità di Nyra introduce scatti rapidi e uno stile basato sull’agilità, trasformando la gestione dello spazio in un esercizio tattico molto più dinamico rispetto al passato.

Un'arma futuristica spara verso un'esplosione di colore arancione in un ambiente industriale scuro.

L’architettura della campagna abbandona la sequenza rigida dei livelli del primo capitolo in favore di un’articolata mappa tattica a bivi. La possibilità di tracciare percorsi alternativi tra strutture industriali, pianeti glaciali e trincee sabbiose non serve solo a garantire una notevole rigiocabilità, ma modifica il modo in cui il giocatore affronta l’esplorazione e gestisce le proprie risorse. Il level design mostra un salto di qualità evidente: le arene sono decisamente più ampie, strutturate con una verticalità marcata e prive di quei frustranti vicoli ciechi che caratterizzavano la prima avventura. L’aggiunta di una mappa di livello consultabile al volo e di un navigatore discreto impedisce di perdere l’orientamento all’interno di sterminate cattedrali gotiche, permettendo all’azione di mantenere un’inerzia costante. A spezzare l’austerità della crociata interviene un Servo-teschio da compagnia, compagno meccanico pronto ad accompagnare i momenti più concitati con commenti cinici che sottolineano l’assurdità e la brutalità dell’ambientazione.

L’espansione del bestiario rappresenta uno dei punti di maggior forza della produzione. Agli eretici e ai demoni legati a Nurgle e Tzeentch si affiancano ora le legioni devote a Khorne e Slaanesh, introducendo tipologie di attacco che stravolgono la routine degli scontri. Dalle cavalcature Bloodcrusher pronte a travolgere la posizione del giocatore fino ai Noise Marine capaci di disorientare la visuale con frequenze soniche, la varietà delle minacce impone una selezione costante dell’arsenale. Gli sviluppatori hanno intelligentemente rimosso gli indicatori numerici astratti legati alla Forza delle armi, lasciando che sia l’impatto visivo e il tipo di munizione a suggerire la risposta migliore contro la corazzatura nemica.

Un ambiente di gioco in un'area oscura con personaggi che si affrontano, armati di armi futuristiche e spade, mentre proiettili luminosi volano attraverso lo schermo.

Questa ricchezza di elementi porta tuttavia con sé un prezzo da pagare in termini di pulizia generale. Nelle fasi di combattimento più affollate, l’accumulo di proiettili, melma acida ed esplosioni finisce per saturare la schermata, rendendo complicato individuare con precisione la provenienza dei colpi subiti. A ciò si aggiunge una scelta di bilanciamento che farà discutere: l’elevata precisione e il tracciamento dei proiettili nemici penalizzano in modo eccessivo chi tenta di adottare uno stile di gioco puramente aggressivo, spingendo talvolta a ripiegare dietro un riparo per gestire le gittate a distanza. Una dinamica che si scontra in parte con la natura viscerale e travolgente tipica del genere.

Sul versante strettamente tecnico si notano luci e ombre. La resa della pixel art e la digitalizzazione degli sprite tridimensionali restituiscono un fascino visivo straordinario, arricchito da piccole animazioni che testimoniano un amore viscerale per la modellistica da tavolo. Di contro, l’intelligenza artificiale mostra occasionali pause di riflessione incoerenti, con nemici che rimangono bloccati nell’ambiente o ignorano la presenza del giocatore. Si riscontrano inoltre rari bug durante le fasi di Purga, in cui il sistema fatica a sbloccare i punti di uscita anche dopo l’azzeramento della minaccia. Anche la fisica nei salti evidenzia una scivolosità marcata, poco adatta alle sezioni che richiedono precisione di movimento. Infine, il comparto sonoro fatica a mantenere il passo delle immagini: ad eccezione del brano finale firmato da Mick Gordon (una garanzia dai tempi di Killer Instinct), la colonna sonora si assesta su tracce piuttosto generiche che faticano a dare la giusta carica agli scontri.

Un combattente spara una potente arma contro nemici rossi fiammeggianti in un ambiente infernale.

Al netto di queste incertezze e di una narrazione che resta una semplice impalcatura per giustificare il massacro, l’opera si conferma un’evoluzione solida e genuinamente divertente. La generosa durata della campagna e la reale diversificazione tra i due protagonisti garantiscono un’esperienza appagante, dimostrando come sia ancora possibile plasmare uno sparatutto viscerale e appassionante capace di evolversi senza rinnegare la propria identità.

POWER RATING: 8

“Un seguito solido e divertente che arricchisce la formula grazie al doppio protagonista e a livelli meglio strutturati, pur soffrendo per qualche sbavatura tecnica e nella leggibilità dell’azione.”

PRO

  • La profonda differenza di gameplay e mobilità tra Malum Caedo e Nyra Veyrath
  • Level design notevolmente migliorato, ampio e dotato di una vera verticalità
  • Integrazione delle nuove fazioni del Caos che aumentano la varietà delle arene

CONTRO

  • Saturazione visiva nelle fasi di scontro più affollate
  • Tracciamento dei proiettili nemici che penalizza lo stile di gioco aggressivo

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