La canzone della vita, la conclusione di una saga Epica.

Dopo più di dieci anni, Yakuza, il kolossal tripla-A di SEGA nato ai tempi della mai dimenticata PlayStation 2, giunge al termine. Sappiamo che sarà una notizia difficile da digerire per chi, come noi, ha vissuto in prima persona le peripezie di Kazuma Kiryu sin dal suo esordio, ma fidatevi, SEGA questa volta ha esagerato, concludendo la saga con una delicatezza, un’ intimità ed un’ umanità veramente fuori dal comune, pur mantenendo sia la drammaticità che la totale schizofrenia che da sempre contraddistinguono la serie.

Vita e morte, Yin e Yang.

Yakuza 6 è, ed è sempre stato, un gioco molto, molto particolare. Iniziamo parlando della trama, cosa fondamentale quando si va ad analizzare qualunque gioco, e in misura ancora maggiore quando si gioca al sesto capitolo. Innanzitutto, come già scritto nel cappello introduttivo, questo sesto capitolo sarà quello conclusivo relativo alla saga di Kazuma Kiryu, il Dragone di Dojima, protagonista della serie sin dalla sua concezione, datata 2005. Per chi non lo conoscesse, Kazuma è un ex-membro della Yakuza, la famigerata mafia giapponese, e più precisamente del clan Tojo, operante nel quartiere di Kamurocho (fittizio, ma si rifà molto palesemente a quello di Kabukicho), Tokio. Anni fa, i giocatori impersonavano i panni di Kazuma dopo che lo stesso aveva appena finito di scontare la sua pena in carcere. Da quel momento, partiva una delle trame più complesse, articolate e longeve della storia videoludica, con due parole a fare da collante tra tutte queste avventure: Famiglia, e Redenzione. E proprio queste due parole saranno il tema principale anche di Yakuza 6, con un Kazuma Kiryu ormai stanco e provato e una Haruka (la giovane del primo capitolo, nonché “figliastra” di Kazuma) che, ormai adulta, prima scompare dall’orfanotrofio in preda ai sensi di colpa per aver fatto finire nuovamente Kazuma in prigione, solo per ricomparire in circostanze nefaste: è in coma, con un trauma cerebrale e svariate fratture, e cosa più sconcertante, ha un figlio. Sarà quindi Kazuma che si prenderà in carico sia del suo nuovo, misterioso, nipotino, sia di scoprire chi è l’artefice di tutto questo, il tutto mentre il giocatore scoprirà un lato dell’ex-Yakuza ancora più tenero di quanto visto in passato. Ovviamente in tutto questo, i vari clan yakuza, unitamente a quelli della mafia cinese e koreana, avranno qualcosa da dire in merito.

La solita minestra?

Decisamente no, anzi. Yakuza 6 (Y6, da ora) porta con sé diverse novità rispetto ai titoli precedenti. In primis, racconterà la storia solo ed esclusivamente dal punto di vista del Dragone di Dojima, evitando i complicatissimi intrecci che ci avevano regalato Yakuza 5 e Yakuza 4, con i loro svariati protagonisti, e le altrettante location. Yakuza 6 racconterà una storia molto più intima e focalizzata, e infatti oltre a rinunciare al nutrito cast dei prequel, si dedicherà interamente a sole due ambientazioni: la ormai leggendaria Kamurocho, e Onomichi, novità assoluta, una tranquilla cittadina portuale nei dintorni di Hiroshima, onestamente una gran bella contrapposizione al frenetico quartiere a luci rosse che abbiamo imparato a conoscere. Tutto questo potrebbe oggettivamente sembrare un passo indietro, rispetto alle quantità viste nei precedenti capitoli, ma ricordatevi che Y6 vuole raccontare qualcosa in maniera più intima, più diretta, molto più circoscritta, rispetto al passato.

“Venghino, siore e siori!”

Se dovessimo dare un voto a Y6, basandoci solo ed esclusivamente sulla varietà delle cose da fare, sarebbe un 10 pieno, senza se e senza ma. Da sempre, e così già nel suo prequel-spirituale, quel capolavoro chiamato Shenmue, i giocatori avranno il privilegio di fare…beh, praticamente qualunque cosa venga loro in mente, vista la quantità di amenità presenti nelle (relativamente) piccole mappe. Ma andiamo con ordine. Y6 è un adventure, picchiaduro, con alcuni elementi di gioco di ruolo. Tradotto, vorrà dire che correrete come pazzi per le aree di gioco, parlando con i vari personaggi, risolvendo missioni (alcune assolutamente fuori di testa, fidatevi) e combattendo contro vari criminali, delinquenti, e chi più ne ha più ne metta, sfruttando un sistema di combattimento che, in quest’ultimo capitolo, rasenta la perfezione: le mosse disponibili sono numerose, i comandi rispondono alla perfezione, e non è ancora finita! Sarà anche presente una forte, fortissima componente legata all’interattività ambientale, dal distruggere vetrine, auto, panche, scaffali, bidoni, all’usare katane, coltelli, martelli, mazze da baseball, tubi di piombo, ombrelli, biciclette (!!!)… Assolutamente niente da dire nemmeno sulla varietà delle attività secondarie. Un minuto prima siete dentro un bar, a giocare a freccette, un minuto dopo state sfidando alcuni concorrenti a una gara di macchinine telecomandate, dopodichè vi sposterete dentro a un Karaoke-bar, poi dentro una sala giochi, potrete scegliere di gettare i vostri risparmi collezionando pupazzi vinti con gli UFO Catcher, potrete giocare a capolavori del calibro di Hang On, Space Harrier, Puyo Puyo, e poi ancora mahjong, blackjack, bowling… ce ne sarà per letteralmente tutti i gusti. Abbiamo già detto che Y6 è anche un simulatore d’appuntamenti? Perché ci sarà anche quello, se vorrete. Andrete a conoscere varie ragazze nei club che punteggiano la mappa, offrirete loro da bere, farete loro regali, ed eventualmente vi fidanzerete. Non è ancora finita! Vi piace la pesca? Se la risposta è si, preparatevi, perché in Y6 avrete a disposizione una barca e una fiocina, e vi tufferete letteralmente sott’acqua alla caccia dei signori del mare. Tra le altre novità presenti in Y6, una di queste sarà “Troublr”, parodia del noto social Tumblr, che differirà dall’originale riguardo ai contenuti: Nella versione del gioco, riceverete notifiche riguardanti piccole, veloci, mini-missioni-secondarie legate all’area in cui vi trovate. Completatele, e come per quasi ogni cosa legata al gioco, riceverete punti XP, che potrete usare sia per migliorare le statistiche base di Kiryu, sia per imparare nuove mosse e abilità. La cosa meravigliosa di Yakuza, è che nonostante tutto questo possa venire classificato come “sidequest”, o “extra”, tutto viene trattato con una cura verso il dettaglio e un senso di progressione incredibili, al punto che potrebbero essere tranquillamente giochi a sé stanti. Ci siamo però tenuti la parte migliore per ultima: nelle sale giochi menzionate prima, sarà possibile giocare a Virtua Fighter 5 Final Showdown. Avete letto bene, il capolavoro di SEGA sarà interamente giocabile.

Tecnicamente parlando

Se ricordate, abbiamo parlato di vita e morte. Questo si riflette anche sulla parte più tecnica del titolo, che introduce un nuovo motore grafico: Il Dragon Engine. E va detto, funziona un gran bene. Il dettaglio grafico è nettamente migliorato rispetto ai recenti Yakuza Zero e Yakuza Kiwami, e riesce inoltre a gestire tutto il “contorno” senza il minimo sforzo. Entrare e uscire dai vari edifici sarà pressochè immediato, e non ci saranno più caricamenti nel passaggio tra la fase esplorativa a quella di combattimento. Parlando di dettagli, Y6 e il Dragon Engine saranno una grande squadra: ora sarà possibile sbirciare dentro finestre e vetrine (e viceversa), senza trovarsi davanti la canonica, e francamente un po’ troppo “vecchia scuola”, texture. A livello di pura pulizia grafica invece i modelli poligonali sono tutti ottimamente realizzati, e questo discorso varrà sia per i vari personaggi, che per tutto il “contorno”: edifici, strade e paesaggi (particolarmente degno di nota il porto di Hiroshima al tramonto). Il comparto audio, per chiudere il discorso tecnico, è assolutamente eccellente, con una ottima colonna sonora, evocativa del lontano giappone, e soprattutto per il fatto che Y6 è il primo Yakuza a essere completamente parlato. Addio, anzi, Sayonara riquadri di testo!

Multiplayer? In uno Yakuza?!

Ebbene si, tra le tante novità, Y6 porta in dote anche una componente multiplayer, sebbene…tangenziale. Ci spieghiamo meglio: proseguendo nel gioco, sbloccherete la modalità Clan Creator. In cosa consiste? Semplicemente in una specie di gestionale, dove dovrete reclutare truppe, sconfiggere gang rivali, e far progredire la vostra mediante battaglie strategiche in tempo reale. Invierete sul campo di battaglia combattenti e leader, con i primi gestiti dalla IA, e i secondi con la libertà di poter gestire le loro mosse speciali. E’ onestamente un peccato che una modalità del genere, con un simile potenziale, si riduca a dover effettuare le solite cinque o sei missioni solo per mantenere “in forma” i vostri leader. Dicevamo quindi, Multiplayer tangenziale: gli scontri con avversari umani avverranno nelle strade di Kamurocho, così come in missioni giornaliere e in varie classifiche. Peccato che il tutto sia facilmente risolvibile con strategie basilari: ammassare decine di combattenti, e vincere semplicemente per superiorità numerica. Peccato davvero.

Il capolavoro definitivo?

Beh, per quanto Y6 sia un gioco assolutamente fantastico, in tutta onestà va fatto notare come sia anche molto meno ricco di contenuti rispetto ai capitoli precedenti, in particolare Yakuza 5 e Y:Kiwami. Fa tutto parte del raccontare una storia più intima, e più contenuta, focalizzata su Kazuma e Haruka. Ad esempio, le missioni secondarie passeranno da 100 alla metà, l’intera zona nord di Kamurocho (Champion District/ Park Boulevard) sarà chiusa per “lavori di riqualificazione cittadina”, e le mosse di combattimento disponibili saranno sostanzialmente meno. Potrebbe essere visto come un difetto, noi preferiamo vederlo come “Meno, ma meglio”, perché tutto quello che è stato modificato, è stato fatto nell’ottica di migliorarlo. Per concludere, vogliamo parlare anche di altri due difetti riscontrati: il primo è relativo agli incontri casuali con i nemici, durante le fasi di esplorazione: Per quanto siano divertenti i combattimenti, e per quanto sia fluida la transizione tra esplorazione e combattimento, incontrare un gruppo di nemici quasi in OGNI strada alla lunga stanca. Il secondo difetto è relativo alla natura delle missioni, dove il backtracking (tornare sui propri passi più volte) sarà fin troppo presente, ma è una “caratteristica” che Yakuza si porta dietro sin dal primo capitolo. Prima di chiudere, anche a livello grafico vanno spese due parole. Se c’è una cosa che non convince del tutto, parlando del Dragon Engine, è la sua inconsistenza: se durante le missioni principali avremo a che fare con vere prodezze grafiche, con dettagli iper-realistici, durante le missioni secondarie (che, non dimentichiamolo, sono una grossa fetta di gioco) purtroppo avremo a che fare con animazioni rigide o inesistenti, inquadrature fisse, e una generale “incuria” che sinceramente spiazza, visto l’impegno profuso da SEGA per il resto del gioco.

Tirando le somme

Yakuza 6, come i precedenti, è qualcosa di assolutamente unico. Una trama toccante, una miriade di cose da fare, tutte realizzate ottimamente, missioni principali e attività secondarie interessanti, e un gameplay che si conferma ancora una volta tra i migliori. Nelle (tante) ore spese a Kamurocho non ci è mai capitato di annoiarci. Un vero peccato quindi che Y6 significhi anche la fine della storia di Kazuma Kiryu.

Ci mancherai, Dragone di Dojima.

Nota Bene: Il gioco non è disponibile in italiano. La lingua parlata sarà Giapponese, mentre i sottotitoli in Inglese.

POWER RATING:
9.0/10
“Y6 è qualcosa di unico. Ci mancherai, Dragone di Dojima.”


PRO:
-Trama intima e ben scritta
-Nuovo motore di gioco
-Tonnellate di contenuti

CONTRO:
-…ma numericamente inferiori rispetto ai precedenti capitoli.
-Alcune animazioni approssimative

-Codice review fornito dal Publisher
-Testato su PS4Pro

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "Yakuza 6 – PS4 Review"

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