Aftermath, la prima (?) espansione per MK11 è disponibile per tutte le piattaforme: nuovi contenuti per la modalità storia, nuovi personaggi giocabili, nuove skin, nuove attrezzature equipaggiabili e vari bilanciamenti al gioco. Tanta carne al fuoco, ma varrà il prezzo del biglietto d’ingresso? Tutti i segreti nella nostra review!

Che Mortal Kombat 11 abbia avuto un debutto travagliato non è sicuramente un segreto. Un livello di difficoltà improbabilmente difficile, vari problemi con valute in-game e altro avevano fatto vacillare il gigante di NetherRealm Studios. Ora, a un anno dal lancio ufficiale, MK11 è più in forma che mai, con una community appassionata, vari tornei sulle spalle, e un roster di combattenti tra i più deliziosi che ci sia mai capitato di provare. Dopo un primo Kombat Pass, che ha aggiunto ulteriori personaggi iconici (Spawn, Joker, Terminator, Shang Tsung, Sindel e Nightwolf), NRS cambia la “formula” e ci mette di fronte a quella che può tranquillamente considerarsi come una espansione del gioco base, invece di un normale DLC.

Iniziamo parlando della nuova modalità Storia, da sempre uno dei punti forti di NRS. Ovviamente eviteremo ogni qualsivoglia spoiler. In questo Aftermath, l’azione riprenderà esattamente dove il gioco base terminava. Da qui partirà una nuova avventura con i tre personaggi rappresentati qui sopra come protagonisti: Nightwolf, il guerriero che si sacrificò per sconfiggere Sindel, Fujin il dio del Vento nonché fratello di Raiden, e per finire Shang Tsung, boss finale del primo capitolo in assoluto e primo personaggio DLC per il Kombat Pass. Ovviamente non mancherà l’opportunità di usare altri personaggi, con una particolare attenzione verso Sindel. Abbiamo onestamente apprezzato questa espansione, in linea con la qualità produttiva degli altri titoli NetherRealm, anche se onestamente avremmo preferito durasse un pelino in più. Con circa 5 ore necessarie per il completamento, si potrà completarla in una singola seduta. È anche vero che una modalità Storia così ben fatta sia tutt’ora cosa rara da vedere in un Fighting Game e per questo ci sentiamo in dovere di promuoverla, indipendentemente dalla sua durata complessiva.

Parliamo ora della seconda cosa più importante di Aftermath: I nuovi personaggi esclusivi. Ci fu, all’epoca della pubblicazione del Kombat Pass, una sorta di data-mining selvaggio, che mise a nudo il programma di pubblicazione dei vari personaggi che sarebbero stati lanciati dopo la pubblicazione del gioco. NRS corse ai ripari più volte, ma con questo Aftermath ha cambiato (come consuetudine di Ed Boon, creatore del brand MK) le carte in tavola. Ecco quindi la lista dei 3 personaggi esclusivi che troverete in MKA: Sheeva, regina degli Shokan, aggiunta al roster in MK3 ed apparsa come personaggio giocabile in MK9, Fujin, approdato nella serie per la prima volta in MK4 e successivamente giocabile per l’ultima volta in MK Armageddon, e per finire nientemenoche Robocop (tra l’altro interpretato da James Weller, attore del leggendario film originale) come ultimo guest character. Preferenze personali a parte, i tre nuovi combattenti (pardon, Kombattenti) sono sufficientemente diversi da loro da garantire una buona varietà, anche in relazione al roster di base: Sheeva è una fondamentalmente una grappler a corto raggio con, stranamente, una enfasi sulle combo invece che sui canonici input, mentre Robocop è uno zoner in grado di tenere a bada l’avversario con le sue armi da fuoco, giusta controparte al Terminator T-800 arrivato con il Kombat Pass. Menzione a parte per Fujin, che ci è parso un personaggio rushdown mixato con i fondamentali (seppur debitamente rivisto in chiave MK) di uno Shoto. Dei tre nuovi personaggi, tra le altre cose, è sicuramente il più spettacolare da vedere in azione.

BONUS – L’ Angolo di Yuneko: “Devo essere sincera e per questo Spike mi odierà. MK mi è sempre piaciuto, ma non sono mai stata una grandissima fan, solo negli ultimi anni ho iniziato ad apprezzare veramente il brand. A parer mio è uno dei picchiaduro più belli da vedere dell’ultima generazione, i personaggi sono molto credibili nonostante sia tutto molto fantascientifico, e gli stage di combattimento sono curati nei minimi dettagli. Non è un gioco per tutti, infatti per poterci giocare occorre un po di costanza e di allenamento; i vecchi capitoli (MK9 e MKX) erano molto più tecnici rispetto al numero XI che invece è stato semplificato, probabilmente per poter attirare nuovi giocatori. Io e Spike utilizziamo sempre Sub Zero (Spike, più esperto e tecnico) e Scorpion (Yuneko, personaggio più facile da utilizzare, adatto per chi comincia). Il gioco offre un sacco di sfide per imparare le combo dei personaggi e, nonostante abbiano semplificato il sistema di combattimento, io non sono ancora riuscita a completarle tutte. C’è qualcosa, nelle tempistiche richieste per gli imput, che proprio mi sfugge. Riguardo Aftermath? Onestamente sono combattuta: i nuovi personaggi mi piacciono, in linea di massima, anche se tutto il pacchetto, forse, è un po’ caro in relazione a quanto oggettivamente offra. Sicuramente è imperdibile per i fan sfegatati della serie, mentre per gli altri, il gioco base basta e avanza.”

Tirando le somme, valutare questo Mortal Kombat Aftermath può rivelarsi meno facile di quanto pensavamo. Da giocatori ed estimatori della saga sin dai tempi dell’originale Mortal Kombat (1992, ormai ben 28 anni fa. NdSpike) per noi qualunque cosa sia in grado di aggiungere contenuti a una delle nostre serie preferite è più che ben accetta, ovviamente. Il punto, però, è che questo MKA porta con sé anche un biglietto di ingresso piuttosto gravoso: il prezzo. Giustificarlo sulla base dei contenuti offerti non gioca a favore del titolo NRS. Starà quindi a voi capire quanto siete stati rapiti dall’ultimo capitolo della sanguinosa saga creata da Ed Boon, e valutare quanto ancora vorrete investire nella stessa in termini di ore di gioco, tra allenamenti, ore passate a studiare i personaggi, partite online e via discorrendo. Sicuramente NRS ha dimostrato di voler supportare la sua ultima creazione ancora a lungo, e le varie Kombat League che continuano a comparire online, assieme ai vari skin pack che regolarmente vengono pubblicati, sottolineano il concetto. Noi (…Spike in particolare. NdYuneko), dopo circa 650 ore spese con il gioco base, ancora non ci siamo stancati. Semmai, con all’orizzonte un nuovo ipotetico Kombat Pass 2, siamo ancora più eccitati per come si potrà evolvere quello che, ad oggi, è uno tra i migliori picchiaduro sul mercato.
Fight!

POWER RATING:
7.5/10
“Un prodotto sicuramente riservato ai soli appassionati, confezionato con estrema cura come da tradizione NRS.”


PRO:

-A livello tecnico uno dei migliori picchiaduro sul mercato
-Tonnellate di nuovi contenuti (Personaggi, skin, fatalities, livelli, equipaggiamenti, ecc.)
-Trama interessante, degna continuazione di quanto visto in MK11 “base”

CONTRO:
-Prezzo dell’espansione
-Decisamente solo per super-appassionati

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "Mortal Kombat 11 Aftermath – PS4, XOne, Switch Review"

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