Super Mario. C’è veramente bisogno di spendere parole su quella che, a conti fatti, è forse l’icona più riconoscibile dell’intero panorama videoludico mondiale? Se negli ultimi 35 anni avete vissuto da eremiti forse si. Per tutti gli altri, potete saltare direttamente al capitolo successivo.

Superba concept-art celebrativa realizzata in esclusiva per PowerWave83 dalla talentuosa Reika. Seguitela sul suo account Instagram: http://www.instagram.com/Reika02

Inizialmente conosciuto come Jumpman nelle versioni inglesi di Donkey Kong (in Giappone non aveva un nome), l’italico e baffuto idraulico ha visto i suoi esordi come rimpiazzo di quello che in origine doveva essere un titolo dedicato a Popeye (Braccio di Ferro). Fu anche sviluppato da Shigeru Miyamoto in funzione di diventare un personaggio iconico, un punto di riferimento da utilizzare ogni volta ci fosse stata necessità, per il leggendario game-designer, di sviluppare un nuovo titolo. Tutto questo accadeva agli inizi (letteralmente) degli anni ’80. Ora, nel 2020, ci troviamo a celebrare il Trentacinquesimo compleanno di Super Mario (ovviamente partendo a contare dal primo Super Mario Bros, per NES, pubblicato nel 1985).

È veramente difficile condensare trentacinque anni di carriera (e che carriera!) in un singolo paragrafo. Sappiate che da quel lontano 1985, il nostro baffuto eroe ha fatto letteralmente qualunque cosa. Dai canonici titoli platform usciti per NES e Super NES (Super Mario Bros 1, 2, 3, World) a quelli 3D che andremo ad approfondire tra poco (64, Sunshine e Galaxy) a quelle più recenti (Mario 3D World, Mario Odyssey), passando per giochi meno convenzionali come ad esempio i due Mario Maker (usciti per Wii-U e Switch, fondamentalmente dei toolset dedicati alla costruzione e condivisioni dei propri livelli di gioco) oppure ancora tutte le varie digressioni sportive con protagonisti i nostri eroi (Mario Tennis, Mario Strikers, Mario Golf, giusto per citarne alcune), dire che la carriera di Mario sia stata prolifica è assolutamente riduttivo. Non si diventa icone di questo calibro per caso.

E ora, a coronamento di tutto questo, Nintendo ci delizia con Mario 3D All-Stars, una celebrazione a tiratura limitata (a Marzo 2021 verrà cessata sia la produzione fisica che la distribuzione su Nintendo E-Shop) di quelli che sono, oggettivamente e senza la minima possibilità di dibattito tre fra i migliori platform 3D mai creati, da Nintendo in primis, ma a ben vedere anche in senso assoluto.

Andiamo dritti al sodo: perchè tutta questa eccitazione verso giochi usciti rispettivamente nel 1996, nel 2002 e nel 2007? E’ presto detto. Come menzionato poco sopra, questi tre titoli, usciti rispettivamente per Nintendo 64, Nintendo Gamecube e Nintendo Wii, possono essere classificati come pilastri dell’intrattenimento videoludico. Inoltre, escluso Mario 64 (pubblicato nel 2004/2005 con alcune modifiche/migliorie anche per Nintendo DS come Mario 64 DS) nessuno di questi giochi ha mai lasciato la sua piattaforma originale. E visto il calibro dei giochi di cui stiamo parlando, si, è oggettivamente qualcosa di epocale.

Ognuno dei titoli presenti in questa collection è tutt’ora una delizia da giocare. Alcuni esempi?L’esplorazione del castello di Peach in Mario 64, con i suoi segreti intelligentemente sparsi per tutto il mondo di gioco, riesce ancora a stupire e divertire, indipendentemente da quanto il comparto tecnico sia oggettivamente vetusto e superato. I comandi rispondono tutt’ora alla perfezione, e al netto di alcuni problemi con la telecamera (che Nintendo NON ha modificato per questa riedizione), Mario 64 si conferma, nel 2020 così come già 24 anni fa, un titolo assolutamente sublime.

Super Mario Sunshine, d’altro canto, è sempre stato il titolo più controverso tra quelli facenti parte della serie principale relativa all’idraulico. L’aggiunta di Flood, lo zainetto parlante, e le meccaniche derivanti dall’implementazione di questo nuovo personaggio misero Sunshine, già ai tempi della pubblicazione originaria, sotto una luce decisamente diversa rispetto a Mario 64. Brutto gioco? Non scherziamo, per favore. Per quanto probabilmente Sunshine sia l’anello debole della collection, stiamo comunque parlando di un titolo della serie Mario, con tutto quello che comporta: L’ambientazione è assolutamente meravigliosa, i livelli ben strutturati, il gameplay innegabilmente divertente. Il suo unico difetto? Essere uscito dopo Mario 64, il gioco che cambiò assolutamente tutte le carte in tavola e da solo riuscì a rivoluzionare un intero genere.

Ultimo ma assolutamente non per importanza, Super Mario Galaxy, il titolo più recente del trio (2007) e quello che, a ben vedere, ha cercato di bissare il successo del 64 originale. Come? Con la varietà: ogni singolo livello di Galaxy è qualcosa di pressochè unico, e nuove idee vengono costantemente introdotte e scartate durante tutto l’arco dell’avventura, ben prima che possano diventare noiose e ridondanti. Galaxy è tutt’ora qualcosa di immenso, complice anche una colonna sonora che per la prima volta abbandona i temi canonici della serie e li sostituisce con quelli di una vera e propria orchestra. Mario Galaxy è, per tanti giocatori, uno dei più bei capitoli dell’intera saga dedicata a Mario. Lo stesso vale per noi di PowerWave.

Quindi in conclusione abbiamo tra le mani l’Opera Omnia di Nintendo? Il Magnum Opus dell’intrattenimento videoludico? La Perfezione in una cartuccia? No, decisamente no. Mario 3D All-Stars per certi versi può essere considerato un tentativo goffo, svogliato e vagamente “cheap” di capitalizzare su quelli che ad oggi rimangono tre capolavori, non supportati però da una operazione di remastering adeguata. Non fraintendeteci, Nintendo ha lavorato su ognuno di questi titoli aumentando la risoluzione e modificando i comandi (specialmente per Galaxy), ma rimane comunque l’impressione che si sarebbe potuto fare molto di più, specialmente prendendo in considerazione quanto accade ultimamente nel mondo videoludico in tema di remake, remasters, e riedizioni. Certo, hanno anche aggiunto una superba modalità juke-box divisa per ogni singolo titolo e non possiamo che apprezzarla, ma anche prendendo in considerazione questa aggiunta, rimane sul palato un vago sapore agrodolce, tendente all’amarognolo.

Che dire quindi? Mossa commerciale? Sicuramente, senza ombra di dubbio. Nintendo ha preso 3 dei suoi titoli migliori, li ha schiaffati dentro a una cartuccia per Switch, ha annunciato che (in soldoni) a partire dal tal giorno non ne avrebbe più prodotte o distribuite, et voilà, ecco che Mario 3D All-Stars di punto in bianco passa da semplice e banale compilation a oggetto di culto e (ipotetico nonchè estremamente possibile) collezionismo. Nintendo, ce l’hai fatta sotto al naso per l’ennesima volta.

Discorsi legati a politiche di mercato a parte, siamo noi i primi a non sapere come resistere a Nintendo. Più nello specifico, per quanto questa compilation sia qualcosa di sbagliato (o meglio, di opinabile) sotto svariati punti di vista, il materiale in esame era ed è tutt’ora di qualità così elevata, così godibile e tutt’ora così genuinamente divertente da farci alzare le mani in segno di sconfitta. Ci siamo ritrovati a gongolare fischiettando i vari motivetti, ad esultare dopo aver raccolto una stella (o sole custode, o megastella) particolarmente ostica, e ci siamo ritrovati a cercare il nostro Switch ogni qualvolta avessimo una decina di minuti liberi. Purtroppo o per fortuna questa è, come si diceva qualche anno fa, la tanto decantata Nintendo Difference.

Difficile, difficilissimo dare un voto a qualcosa come questo Mario 3D All-Stars. Da una parte, dovessimo semplicemente valutare i giochi per quello che sono, chiuderemmo l’articolo con il primo “10” mai dato da PowerWave e tanti saluti. In realtà però, dobbiamo purtroppo valutare tanti altri fattori. In primis, il lavoro svolto da Nintendo su questo porting, come già scritto, è stato veramente basilare: aumento della risoluzione, aggiunta della modalità juke-box, una sistematina ai comandi, e il piatto è servito. Ad aggiungere sale sulla ferita va anche fatto notare come, per essere una versione celebrativa del 35° Compleanno di Mario, Nintendo stessa avesse già fatto di meglio per il 25° con Super Mario All-Stars per Wii: Confezione celebrativa, art-book, un disco extra farcito di contenuti speciali, e un gioco venduto a prezzo “quasi-budget”. Insomma, capiamo perfettamente il dover portare un regalo al festeggiato, ma qui Nintendo ci chiede di portarci il pranzo al sacco e di pagare anche l’ingresso.

Eppure, nonostante tutto, da inguaribili romantici quali siamo, non possiamo che consigliare questo Mario 3D All-Stars, non fosse altro per la stellare qualità dei giochi facenti parte questa collection.

POWER RATING:
9.0/10

“Nintendo avrà anche fatto il “compitino” a livello di porting, ma i 3 titoli proposti sono assolutamente capolavori senza tempo.”

PRO:
-Tre capolavori assoluti
-Fantastica modalità juke-box
-Tonnellate di contenuti

CONTRO:
-Porting basilare
-Non proprio “celebrativo”, per essere un titolo “celebrativo”

Posted by:Powerwave83

Una risposta a "Mario 3D All Stars – Switch Review"

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