Di Pierre Coppi

Sentite nostalgia dei classici punta & clicca? Allora Violett Remastered è il titolo che fa per voi!

Ah, i punta e clicca, un genere figlio di quelle avventure testuali dell’alba del videogaming. I punta e clicca sono un genere sicuramente particolare, non amato dalle masse ma con una folta ed agguerritissima schiera di fan pronti a difenderli a spada tratta. Anche perché a ben vedere, tra le fila di questo genere si annidano alcune tra le più belle e memorabili esperienze che un giocatore possa mai vivere, vista anche la loro naturale propensione a tendere molto più verso la parte narrativa che non quella di azione. Tra le perle, è impossibile non menzionare classici senza tempo come la geniale serie di Monkey Island, gli esilaranti exploit del casanova Leisure Suit Larry, oppure tra i preferiti della redazione, Broken Sword (che a suo tempo aiutò a forgiare l’identità della PlayStation Originale) o ancora il cupo ma indimenticabile I have no mouth and I must Scream, tutt’ora una delle migliori e più inquietanti esperienze narrative di tutti i tempi. Tra l’altro, e qui con un colpo da maestro ci andiamo a ricollegare con il titolo in esame per questa recensione, fu anche l’esatto opposto di Violett!

Tralasciando per un secondo il goffo e per-nulla-forzato tentativo di riportare in carreggiata un capitolo introduttivo che avete letto poco sopra, Violett sarà concettualmente l’esatto opposto, non stavamo scherzando. Il titolo di Forever Entertainment sarà infatti caratterizzato da una veste grafica coloratissima e scherzosa, e si terrà ben lontano dalle tematiche trattate nel capolavoro tratto dal racconto di Harlan Ellison. In Violett, la trama verterà su premesse ben più “light” da digerire: Il giocatore impersonerà Violett, ragazzina da poco trasferitasi in una lugubre e spaventosa casa di campagna assieme alla famiglia. Durante una lite tra i coniugi, la nostra protagonista viene spedita nella sua camera e mentre rimugina sull’accaduto, la sua attenzione viene rapita da una flebile luce che sembra uscire da un foro nel muro. Una volta avvicinatasi per controllare, si ritrova misteriosamente trasportata in un mondo che pare uscito dalle menti di Salvador Dalì o Escher. Da qui, partirà l’avventura vera e propria. Confusa e persa, Violett capisce che dovrà ricomporre un medaglione magico, per poter finalmente tornare nel nostro mondo, a casa. Come potete facilmente intuire, la premessa di Violett è fondamentalmente una moderna reinterpretazione della storia di Alice nel paese delle Meraviglie.

Violett, sia inteso come gioco che come protagonista dello stesso, si comporterà come un classico punta e clicca, in senso letterale. Utilizzando il cursore su schermo si dovranno far interagire vari oggetti gli uni con gli altri e risolvere svariati puzzle disseminati per i livelli.

Piuttosto che far vagare i giocatori senza meta cercando di avanzare, il ritmo di Violett è strutturato in un modo da sembrare quasi “a livelli”. La maggior parte delle aree è accessibile attraverso un mondo hub simile a un quadro di M.C. Escher. Una volta all’interno di una nuova località, il vostro obiettivo sarà quello di curiosare finché non troverete la strada per una nuova gemma da inserire nell’amuleto. Il gioco fa un buon lavoro nel mostrarti l’icona di una mano quando sarà possibile interagire con qualcosa, mitigando un po’ di frustrazione in un genere che spesso lascia ostinatamente in balia di sé stessi. Anche se non si potrà fare qualcosa in un punto particolare, farete bene a prendere nota di quando Violett scuote la testa perché dovrete tornarci più tardi.

Mentre vi ritroverete costantemente a chiedervi cosa fare dopo, un meccanismo di suggerimenti accurato sarà in grado di alleviare la vostra frustrazione. In qualsiasi momento, senza penalità, potrete premere il pulsante e il gioco vi indirizzerà nella giusta direzione. Non vi darà in alcun modo la risposta completa, ma spesso sarà una spintarella abbastanza consistente da mettervi nella condizione di proseguire. Potrete usare quattro suggerimenti per area, ma non potrete accedere a quello successivo finché una barra del timer non si sarà riempita. Ciò costringerà i giocatori a pensare in modo intuitivo invece di spammare il pulsante dei suggerimenti nella speranza che insegni loro come funzionano i giochi di avventura.

La ragione principale per giocare Violett, sono i livelli riccamente dettagliati in cui si trova la nostra eroina mentre cerca di fuggire. Vi ritroverete costantemente meravigliati mentre guarderete luoghi basati familiari come lavandini dei bagni e depositi di treni, ma pieni di novità come un gigantesco bruco con la faccia di un uomo che tira di scherma con dei ragni, o uno specchio che lascia vedere alla povera Violett i suoi genitori a casa, chiedendosi dove sia. Il gioco é ricco di dettagli, il che spesso premia gli sforzi dei giocatori con piccole sfere collezionabili.

Tirando le somme, Violett è un’avventura punta e clicca dal design classico, con i problemi che ogni singolo gioco di questo genere si porta dietro, frustrazione e tutto il resto. Racconta una storia interessante in un mondo pieno di stranezze ed eccitazione, ma solo i fan più accaniti potranno apprezzarlo al cento per cento.

POWER RATING:
7.5/10
“Un po’ Alice nel paese delle meraviglie, un po’ Dalì, un po’ Escher, Violett conquista soprattutto per il suo design ben fatto.”

PRO:
-Tecnicamente sontuoso
-Trama accattivante
-Livello di sfida gratificante…

CONTRO:
-…ma non per tutti
-Potenzialmente frustrante

-Codice review fornito dal Publisher
-Testato su Xbox Series X

Posted by:Powerwave83

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