Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Critical Hit Games / PLAION
-Versione Testata: PlayStation 5

-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC (Steam)

Critical Hit Games e PLAION ci regalano una nuova esperienza noir/thriller/fantascientifica ambientata nella New York del futuro!

C’é un gioco che adoriamo, in redazione, e che non troverete recensito su queste pagine. Un po’ perché oggettivamente vecchiotto (o meglio, rientra in quella fascia temporale per cui non sarebbe ancora classificabile come “retro”, ma nemmeno recente al punto da meritarsi una recensione dedicata. NdR) ma un po’ anche per il fatto che, essendo uno dei nostri preferiti in assoluto, nella nostra testa ne abbiamo una visione estremamente romantica che non vogliamo volgarizzare con un freddo articolo. Di che gioco stiamo parlando? L.A. Noire, un titolo che definire controverso é estremamente riduttivo.

A questo punto vi starete chiedendo cosa c’entra un gioco ambientato nella Los Angeles degli anni ’40 con il Nobody Wants to Die che stiamo per recensire. Tempo al tempo. Abbiamo anche ripetuto che amiamo la fantascienza alla follia, indipendentemente dal medium preso in esame. Amiamo allo stesso modo Blade Runner tanto quanto Mass Effect e Cyberpunk 2077, tirando in ballo anche i superlativi Observer: System Redux e System Shock Remake, questi ultimi tra l’altro distribuiti sempre da PLAION (o, all’epoca, Koch Media). Ebbene, tornando a noi, cosa succederebbe se prendessimo tutti questi nomi altisonanti e li gettassimo in un frullatore? Otterremmo Nobody Wants to Die, a grandi linee.

La prima cosa di cui vogliamo parlare é senza dubbio l’impatto estetico del titolo. Sappiamo che normalmente teniamo il comparto tecnico per la fine della recensione, e anche stavolta faremo lo stesso. No, quello di cui vogliamo parlare é la superba concettualizzazione del gioco. Il mondo, anzi, la New York di Nobody Wants to Die é assolutamente superba, un mix assolutamente fantastico tra l’atmosfera anni ’40 del sopracitato L.A. Noire, con il suo mix di personaggi carismatici, edifici in stile art-decò e lunghi impermeabili beige, e quella di Cyberpunk, o per meglio dire, della sua evoluzione tecnologica. Troveremo auto volanti, si, ma dalle forme delle vecchie ammiraglie del dopoguerra, troveremo appartamenti ricoperti di legno e parquet, ed allo stesso tempo docce multifunzionali, forni in grado di cucinare le più svariate pietanze in pochi secondi, impianti olografici e, soprattutto, gadget assolutamente incredibili (che si riveleranno tra l’altro fondamentali nel gameplay). Nobody Wants to Die é stupendo: il senso dello stile é rimasto quello, elegante, ritrovabile ne Il Padrino e Goodfellas, mentre la tecnologia é avanzata facendo passi da gigante. Se a tutto questo poi aggiungete una fotografia generalmente spettacolare, con interni fumosi, una costante pioggia torrenziale e una colonna sonora che ci ha riportato all’orecchio le sinuose e calde melodie ascoltate in Blade Runner, capite anche voi che siamo di fronte a qualcosa di davvero speciale.

Vogliamo parlare poi di New York in sé? Al giorno d’oggi, menzionando l’iconica metropoli statunitense, vengono alla mente grattacieli, campetti da basket circondati da recinzioni, Times Square… ma nel futuro di NWTD, il 2329, la città si é espansa in ogni possibile direzione. Per darvi una idea, il protagonista del gioco abita in un appartamento situato in un mega-palazzo, grossomodo attorno al cinquecentesimo piano, e la prima volta che visiterete il posto, se ne uscirà con “500 piani e ancora si sente il puzzo rancido del piscio nelle strade“. New York é passata dall’essere una “semplice” metropoli ad essere un mostro di cemento, vetro, metallo e luci al neon, che si espande talmente tanto in ogni singola direzione da oscurare il sole. E’ una città cupa, tetra e malinconica, la NY del 2329, dove la pioggia cade incessantemente e dove, ironicamente, morire é diventato un lusso per pochi.

Questo ci porta a parlare della trama, e anche qui, preparatevi perché Nobody Wants to Die é semplicemente superlativo. Se avete visto l’ottima serie tv Altered Carbon, su Netflix, potreste avere una vaga idea di cosa aspettarvi, ma NWTD porta il tutto a uno step ancora più alto. Nobody Wants To Die racconta la storia di James Karra; inizialmente una star del baseball nel suo primo corpo, dopo essere morto ed aver visto la sua coscienza venire trasferita in un nuovo corpo con muscoli e tempi di reazione non all’altezza, si reinventò con una nuova carriera come detective. Un altro corpo o due dopo e più vecchio di un secolo, James è un poliziotto che beve molto, senza fronzoli, che ignora le regole e cerca giustizia in una città marcia fino al midollo. Il gioco inizia con un caso di suicidio che i superiori di James apparentemente vogliono nascondere sotto il tappeto il più rapidamente possibile. Ci sono prove che suggeriscono che questo “suicidio” sia in realtà più complesso di quanto non sembri, e così James diventa un ribelle, determinato a far saltare il caso a qualsiasi costo. Nel corso delle sue indagini, il detective Karra scoprirà verità orribili, portando alla luce contorte cospirazioni e apprendendo quanto marcia e depravata sia l’élite del futuro, protetta dello scudo dell’immortalità.

Durante l’avventura collaborerete con la vostra nuova partner, una agente di polizia di nome Sara Kai, tramite un auricolare. Sara è già a conoscenza di James quando gli parla per la prima volta, grazie alla reputazione non lusinghiera del Detective. Inizialmente esitante e sospettosa dei metodi di James, Sara si rivelerà una simpatica co-protagonista e la sua storia è uno dei punti migliori del gioco. Effettuerete delle scelte di dialogo mentre parlate con Sara e altri personaggi e queste decisioni apriranno potenziali nuove opzioni di conversazione e alla fine modificheranno il modo in cui la vostra storia si svilupperà e, infine, si concluderà.

Dovreste riuscire a completare Nobody Wants to Die in meno di dieci ore a seconda di quanto tempo dedicate alle vostre indagini, ed è una storia decisamente avvincente per l’intera sua durata. Il breve tempo di gioco significa che la storia si muove a un ritmo sostenuto, ma trova comunque il tempo di porre alcune domande interessanti e darvi molto su cui riflettere riguardo alla natura della memoria, all’etica dell’immortalità e alla gestione del trauma.

In termini di gameplay, giocare a Nobody Wants To Die significherà esplorare le scene del crimine in prima persona e usare i vostri strumenti da detective come i raggi X, una torcia ultravioletta e il Reconstructor per scoprire cosa è successo. Riavvolgerete e farete avanzare le varie scene rapidamente attraverso le linee temporali degli eventi alla ricerca di anomalie, seguirete le traiettorie dei proiettili per scoprire chi stava sparando e userete i raggi X per trovare oggetti o luoghi nascosti. Queste indagini non sono difficili da risolvere. Quale strumento dovrete usare in quale situazione vi verrà indicato ed addirittura consigliato da Sara, e sarà presente anche l’opzione di premere il tasto quadrato per entrare in “Modalità suggerimento” che evidenzierà l’oggetto con cui dovrete interagire per procedere. Non è esattamente un gameplay avvincente, e non ci siamo mai sentiti veramente sfidati, ma la facilità degli enigmi fa sì che il ritmo della storia non perda mai la sua inerzia semplicemente perché vi siete “incastrati” per un’ora a cercare un indizio sfuggente.

Di tanto in tanto, da buoni detective quali siete, dovrete mettere insieme le varie prove che avete acquisito per formulare un’ipotesi. Tutto è disposto di fronte a voi su una griglia, e potrete raccogliere una prova e poi lasciarla cadere su un altra: se le due si incastrano, allora James avrà un’idea che potrà a sua volta essere lasciata cadere su un altro pezzo di prova per sviluppare ulteriormente la teoria. Ciò richiede un po’ di riflessione, e i collegamenti non sono sempre ovvi, ma se vi trovate in difficoltà potrete semplicemente continuare a provare combinazioni e forzare il procedimento senza alcuna penalità.

Tecnicamente, il gioco è piuttosto sorprendente. I modelli dei personaggi possono essere un po’ grezzi, ma le location che visiterete sono realizzate in modo meraviglioso. Nobody Wants To Die fa un lavoro superbo nel convincervi che vi trovate in ​​una vasta città, un’illusione resa ancora più impressionante solo dopo aver posato il controller e aver considerato quanto siano piccole le aree che esplorate nel gioco. È un risultato fantastico, davvero. Ci sono segnali rivelatori che questo sia oggettivamente un titolo a basso budget una volta che vi fermate a pensarci: raramente interagirete di persona con altri personaggi, vedrete il traffico volante principalmente da lontano e non dimentichiamoci le suddette piccole aree di gioco, ma il gioco fa un ottimo lavoro nel nasconderlo. È un titolo che visibilmente ha fatto il massimo con quanto disponibile e non possiamo che applaudire l’ambizione e l’esecuzione.

Tirando le somme, Nobody Wants To Die è un thriller poliziesco fantascientifico incredibilmente piacevole. Il gameplay durante le indagini può sembrare un po’ superficiale, ma la narrazione si svolge a un ritmo sostenuto e lo sviluppatore fa un uso intelligente di trucchi visivi per convincervi che il gioco sia molto più grande di quanto non sia in realtà, presentandovi indimenticabili paesaggi urbani futuri che sono perennemente fuori dalla tua portata. È tutto un’illusione, ma é senza dubbio bellissima.

POWER RATING:
9.2/10
“Nobody Wants to Die é una perla, un fulmine a ciel sereno che nessuno si aspettava. Concettualmente ed artisticamente stupendo, se siete alla ricerca di un thriller noir fantascientifico avete trovato il vostro prossimo gioco. Consigliatissimo!”

PRO:
-Tematicamente ricco
-Artisticamente fantastico
-Trama ben scritta ed accattivante
-Personaggi ottimamente caratterizzati

CONTRO:
-Il gameplay potrebbe essere sin troppo superficiale per qualcuno

Lascia un commento

In voga