E’ arrivato il momento di incoronare il miglior gioco del 2025!

Di Redazione PW83 (Pierre Coppi, Staff)

Benvenuti, ancora una volta, a quello che si può considerare l’evento più importante di tutta l’annata videoludica, il coronamento di 365 giorni in cui la redazione di PW83 si è fatta in quattro per recensire i migliori titoli pubblicati nel corso dell’anno: l’incoronamento del GAME OF THE YEAR, il titolo che per noi ha avuto maggior significato.

A tal proposito, reduci dalle esperienze degli anni passati, a gennaio tra le linee guida editoriali venne definita quella del concetto di “cernita”. Basta con il voler recensire qualunque cosa venisse inviata alla casella di posta della redazione, basta con la mentalità del “dobbiamo recensirlo perché…”, basta con tutta una serie di auto-imposizioni che, onestamente, non facevano felici né noi, né i nostri lettori. Quest’anno, tutto ruotava a favore di una lista di titoli più curata, in linea con quello che pensavamo potesse interessare maggiormente noi — perché siamo giocatori prima di essere giornalisti, non dimentichiamolo — ma allo stesso tempo i nostri lettori, che negli anni hanno imparato a conoscerci e, si spera, ad apprezzarci proprio per la nostra identità ben definita.

Se dovessimo riassumere questo cambio di rotta in un unico, fondamentale concetto, il minimo comun denominatore sarebbe: più qualità, meno quantità. Meno rincorse frenetiche agli embargo, più tempo per assimilare, capire e raccontare le opere che meritavano davvero la vostra (e la nostra) attenzione.

Chiaramente, e ve lo diciamo con la massima trasparenza possibile, non è andata al 100% come pronosticato (d’altronde, come recita il famoso detto, di certezze nella vita ce ne sono solamente due. NdP), ma in linea di massima non possiamo lamentarci e siamo soddisfatti del risultato.

Anche quest’anno, non possiamo che ringraziare tutte le aziende, i publisher, le agenzie PR e gli studi di sviluppo che hanno voluto darci fiducia, così come non possiamo fare a meno di ringraziare Voi, i nostri lettori. Grazie, grazie, e grazie ancora.

I criteri di selezione rimangono i medesimi: i giochi devono essere stati pubblicati nel 2025 e testati dalla redazione. Ogni titolo avrà il suo trailer, una descrizione del perché della sua presenza in lista e il rimando alla recensione completa. La piattaforma a lato del titolo (es. Xbox, Playstation, Switch), è bene ricordarlo, è dove abbiamo testato il prodotto, non indice di esclusività verso la suddetta.

Prima di iniziare, però, lasciateci spendere due parole su alcune eccellenze che non sono riuscite ad entrare in classifica per un soffio.

L’eccellenza del restauro: i giganti fuori quota

Prima di svelare i dieci titoli della nostra classifica ufficiale, dobbiamo rendere omaggio a una serie di prodotti che, pur avendo ottenuto voti stellari, occupano una categoria a parte. Parliamo dei restauri, delle edizioni definitive e dei porting: titoli che non sono remake ricostruiti integralmente da zero, ma che rappresentano comunque l’eccellenza del settore per pulizia tecnica e importanza storica. In un’annata differente, molti di questi nomi avrebbero lottato per il primo posto assoluto, ma nel 2025 abbiamo scelto di dare priorità alla novità, lasciando questi giganti in una sorta di Olimpo dei classici intramontabili.

In questo ambito, la parte del leone la fa senza dubbio Capcom. Per noi di Powerwave83, che abbiamo i fighting games nel DNA, la Capcom Fighting Collection 2 non è una semplice operazione commerciale, ma un atto di amore verso il genere. Vedere certi classici tornare con un online solido e il rollback netcode è un regalo che va oltre il voto numerico di 9.0. Ma la vera sorpresa è stata il ritorno di Onimusha 2 Samurai’s Destiny. Ritrovare quell’equilibrio perfetto tra azione e atmosfera feudale, oggi rifinito per le piattaforme moderne, ci ha ricordato quanto certe formule siano ancora oggi incredibilmente gratificanti. Capcom ha dimostrato una cura maniacale nel preservare il proprio catalogo, confermandosi il publisher di riferimento per chiunque voglia riscoprire i grandi classici senza compromessi.

Spostando lo sguardo su altri colossi giapponesi, non possiamo ignorare l’impatto di Xenoblade Chronicles X Definitive Edition. Con il suo 10/10, è tecnicamente il gioco con il voto più alto di tutto il nostro 2025: la maestosità del pianeta Mira e la profondità dei suoi mech restano un’esperienza inarrivabile. Allo stesso modo, Koei Tecmo ci ha deliziati con Ninja Gaiden 2 BLACK (9.5), ricordandoci perché Ryu Hayabusa sia ancora il metro di paragone per l’action tecnico mentre SEGA ha riportato in auge il re dei picchiaduro 3D con Virtua Fighter 5 R.E.V.O. (9.3), un titolo che sprizza tecnica da ogni poro. Anche Konami e Bandai Namco hanno presidiato il territorio dei giochi di ruolo con ottimi risultati: Suikoden I&II HD Remaster e Tales of Graces f Remastered hanno ricevuto entrambi un solido 9.0, dimostrando che la qualità della scrittura di queste saghe non teme il passare degli anni, esattamente come accaduto per il platform Yooka-ReplayLee, finalmente rifinito a dovere.

A completare questo panorama di eccellenze intervengono i chirurghi del restauro di Nightdive Studios e la solidità di Bethesda. I primi hanno confermato uno stato di grazia assoluto con Blood Refreshed Supply (9.5), la disturbante narrazione di I have no mouth and I must scream e il western tattico Lucasarts’ Outlaws, ogni titolo trattato con un rispetto sacrale per l’opera originale. Dal canto suo, Bethesda ha rinfrescato due pilastri dei mondi aperti: The Elder Scrolls 4 Oblivion Remastered ha ottenuto un sontuoso 9.5, riflettendo la potenza immortale di Cyrodiil, mentre Fallout 4 Anniversary Edition si è confermata la versione definitiva di un classico moderno. Tutti questi titoli rappresentano la vetta dei restauri di qualità: non stravolgono l’opera, ma la elevano per permetterle di brillare anche oggi.

Oltre la soglia: le eccellenze escluse

Completata la disamina sui restauri, ci troviamo davanti alla parte più complessa del nostro lavoro di selezione: gestire quei titoli nuovi di zecca che, nonostante voti eccellenti, non sono riusciti a scalare le ultime posizioni per entrare nella nostra Top Ten ufficiale. In un anno meno denso, ognuno dei giochi che stiamo per menzionare avrebbe potuto tranquillamente ambire alla Top-Ten e forse al podio, ma la caratura dei primi dieci è stata tale da costringerci a esclusioni che, lo ammettiamo, fanno male al cuore.

Il primo nome della lista non può che essere Monster Hunter Wilds. Con il suo 9.2, la nuova produzione Capcom è un trionfo di tecnica e design ambientale, capace di spingere l’acceleratore sulla costruzione di ecosistemi vivi e dinamici come mai si era visto prima nel franchise. È un gioco immenso, brutale e incredibilmente appagante, che rappresenta la vetta produttiva dell’anno per quanto riguarda il genere action. Tuttavia, proprio la sua natura di colosso annunciato (insieme ad alcuni difetti oggettivamente non trascurabili. NdPierre) lo ha reso, paradossalmente, meno dirompente ai nostri occhi rispetto ad altre gemme che hanno saputo innovare con più coraggio. Lasciare fuori dai dieci un titolo di questa caratura è il segnale più chiaro di quanto il 2025 sia stato un anno fuori da ogni logica.

Discorso simile vale per Kingdom Come Deliverance 2. Warhorse Studios ha confezionato un gioco di ruolo hardcore di rarissima fattura, premiato con un solido 9.0 per la sua fedeltà storica e la profondità dei suoi sistemi di gioco. Nonostante la sua imponenza, in un anno dominato da remake monumentali e ritorni di saghe storiche giapponesi, la sua impostazione più compassata e occidentale ha dovuto cedere il passo a esperienze più vicine all’anima dinamica e tecnica di Powerwave83. Accanto a lui, dobbiamo citare con rammarico anche The Alters e Halls of Torment – The Bog Bundle. Entrambi premiati con un incredibile 9.5, questi titoli rappresentano la vetta della creatività autoriale e indipendente di questa annata. Se The Alters ci ha stregati con la sua riflessione filosofica sull’identità e sulle scelte della vita, Halls of Torment ha ridefinito il concetto di assuefazione ludica attraverso un design retrò impeccabile. Il fatto che due titoli da 9.5 rimangano fuori dalla classifica ufficiale è la testimonianza di una cernita spietata ma necessaria.

Anche il panorama dei gestionali e dei titoli di ruolo ha visto esclusioni che pesano come macigni. Two Point Museum (9.3) si è confermato come il nuovo punto di riferimento per il genere, grazie a un umorismo trascinante e a una profondità insospettabile, mentre Dragon Quest I & II HD-2D Remake (9.0) ha ricostruito le origini della leggenda con un gusto estetico impareggiabile, finendo però per scontrarsi con la densità mostruosa della nostra selezione. Allo stesso modo, The Legend of Heroes: Trails through Daybreak II (9.2) ha confermato l’incredibile stato di grazia di Nihon Falcom, pur dovendo soccombere nel confronto interno con il remake del primo Trails in the Sky. Allo stesso modo, la follia narrativa di The Hundred Line: Last Defense Academy (9.2) e l’eleganza classica di Octopath Traveler 0 hanno offerto esperienze di altissima qualità che non dimenticheremo facilmente.

Chiudiamo questa rassegna con i titoli che hanno presidiato il territorio dell’azione e dell’avventura. Dynasty Warriors Origins e Mafia: Terra Madre hanno dimostrato che i generi più classici possono ancora dire molto se trattati con il giusto piglio tecnico e narrativo, mentre Shantae Advance e Ninja Gaiden Ragebound hanno saputo divertirci e convincerci, confermando che il 2025 è stato un anno dove persino “l’ultimo in lista” è un prodotto di caratura eccezionale. Non chiamateli sconfitti: in qualunque altro anno, questi sarebbero stati i vostri nuovi giochi preferiti.

La Top Ten GOTY 2025: Si aprono le danze

10. Shinobi: Art of Vengeance (Xbox Series X)

Iniziamo la nostra classifica con quello che è, a tutti gli effetti, un miracolo di design bidimensionale. SEGA ha fatto centro affidando il ritorno di Joe Musashi ai ragazzi di LizardCube, che dopo l’eccellente lavoro svolto con Streets of Rage 4 sono riusciti a compiere l’impossibile: modernizzare uno dei marchi più ostici e amati dell’epoca arcade senza snaturarne la difficoltà leggendaria. Shinobi Art of Vengeance è un trionfo estetico che sembra un dipinto in movimento, dove ogni fotogramma di animazione è stato curato per offrire un feedback visivo immediato e gratificante. Nonostante si trovi in decima posizione, questo titolo rappresenta l’eccellenza del genere action platform, offrendo una sfida onesta ma che richiede una precisione chirurgica nell’esecuzione delle tecniche ninja. La sua presenza qui è la prova di quanto il 2025 sia stato un anno fuori scala: un gioco di questo spessore che apre la classifica è un evento più unico che raro.

Recensione: Shinobi: Art of Vengeance


9. Shuten Order Nintendo Switch 2 Edition (Nintendo Switch 2)

Il debutto della nuova ammiraglia Nintendo non poteva essere celebrato in modo migliore (o forse sì? NdPierre). Shuten Order è la dimostrazione di come la potenza hardware di Switch 2 possa essere messa al servizio di una direzione artistica visionaria. TooKyo Games e Spike Chunsoft hanno creato un mondo che fonde il folklore giapponese con una tecnologia futuristica e inquietante, dando vita a un’avventura che tiene incollati allo schermo per la sua originalità narrativa e visiva. Il concept di fondo e l’esplorazione beneficiano di una fluidità che sulla precedente generazione sarebbe stata utopia. È un biglietto da visita fondamentale per il futuro della casa di Kyoto e un acquisto obbligato per chiunque abbia deciso di portarsi a casa la nuova console al lancio.

Recensione: Shuten Order


8. Silent Hill f Deluxe Ed. (Xbox Series X)

Konami ha finalmente riconquistato la fiducia degli appassionati di horror psicologico con un capitolo che rompe con la tradizione occidentale per abbracciare una via orientale al terrore. Silent Hill f sposta l’orrore nel Giappone rurale degli anni sessanta, sostituendo la nebbia industriale con una minaccia organica e floreale che risulta ancora più disturbante. La forza di questo titolo risiede nella sua capacità di costruire una tensione costante che non si affida mai a facili spaventi, ma lavora sulla psiche del giocatore attraverso una narrazione criptica e un comparto sonoro magistrale. Premia il coraggio di una produzione che ha saputo innovare senza tradire lo spirito di un marchio leggendario, regalandoci uno dei titoli più d’atmosfera di questa intera annata.

Recensione: Silent Hill f


7. Clair Obscur: Expedition 33 (Xbox Series X)

Cosa? Il gioco che ha vinto i The Game Awards al settimo posto?“, vi sentiamo chiocciare infastiditi. Ebbene si: La vera sorpresa RPG dell’anno scivola appena fuori dalla nostra Top Five solo per la caratura dei nomi che la precedono, ma resta un’esperienza monumentale. Clair Obscur Expedition 33 ha saputo rinvigorire il genere dei combattimenti a turni introducendo meccaniche reattive che richiedono riflessi e tempismo, eliminando quella sensazione di passività che spesso allontana i giocatori meno pazienti. Visivamente è un’opera che toglie il fiato, sfruttando l’Unreal Engine 5 per mettere in scena un mondo ispirato alla Belle Epoque francese con una ricchezza di dettagli che ha pochi rivali nel mercato odierno. È il classico esempio di come una nuova proprietà intellettuale possa nascere già matura, capace di competere ad armi pari con i giganti storici del settore per scrittura, stile e divertimento.

Recensione: Clair Obscur: Expedition 33


6. Ninja Gaiden 4 Deluxe Edition (Xbox Series X)

Spostiamo l’asticella verso l’alto con quello che consideriamo il ritorno definitivo dell’action tecnico per eccellenza. Ninja Gaiden 4 è il frutto proibito di un’unione che solo pochi anni fa sembrava un sogno: l’esperienza di Team Ninja unita al genio creativo di PlatinumGames (seppur post-Kamiya. NdPierre). Il risultato è un titolo che sprizza adrenalina e precisione da ogni singolo pixel. Ryu Hayabusa torna più in forma che mai in un’avventura che non fa sconti a nessuno, dove ogni scontro con i nemici è un balletto di sangue e acciaio che richiede una padronanza totale del controller. La fluidità delle animazioni, la complessità del sistema di combo e la maestosità delle battaglie contro i boss lo elevano a nuovo punto di riferimento per il genere hack and slash. È un gioco che urla passione e competenza tecnica, un titolo che ci ha ricordato perché abbiamo iniziato ad amare i videogiochi d’azione più impegnativi.

Recensione: Ninja Gaiden 4

Il Gotha del 2025: La scalata verso il Trono

Ci siamo. Superata la metà della classifica, entriamo in quel territorio dove ogni titolo è un potenziale vincitore assoluto. I cinque giochi che seguono rappresentano l’apice tecnologico e narrativo dell’anno, opere che hanno saputo elevarci, emozionarci e, in alcuni casi, ridefinire i confini dei propri generi di appartenenza. Preparatevi, perché stiamo per scoprire chi siederà sul trono del Game of the Year 2025.

5. Doom: The Dark Ages (Xbox Series X)

id Software è riuscita in un’impresa che sembrava impossibile: rendere Doom ancora più brutale, viscerale e, paradossalmente, fresco. The Dark Ages abbandona parzialmente le iper-velocità nevrotiche di Eternal per abbracciare un feeling più metodico, pesante, medievale e spietato. Cavalcare un mech gigante contro orde demoniache, solcare i cieli a cavallo di un drago o usare lo scudo rotante per farsi largo nel sangue è un’esperienza che ogni fan degli sparatutto dovrebbe vivere. La pulizia tecnica raggiunta dal team di sviluppo è sbalorditiva, così come la capacità di reinventare l’estetica della serie senza perderne l’anima. È adrenalina allo stato puro, un titolo che non concede pause e che conferma come il trono degli shooter appartenga ancora saldamente al Doom Slayer.

Recensione: Doom: The Dark Ages


4. Metroid Prime 4: Beyond (Nintendo Switch, Switch 2)

L’attesa è stata infinita, quasi logorante, ma Metroid Prime 4: Beyond ha spazzato via ogni dubbio sin dai primi istanti di gioco. Retro Studios ha consegnato un titolo che spinge l’hardware Nintendo oltre i suoi limiti fisici, offrendo scenari alieni di una bellezza mozzafiato e un’atmosfera di isolamento che è da sempre il marchio di fabbrica della saga. E’ vero, alcune novità hanno fatto discutere (non noi, di sicuro. NdPierre), ma Samus Aran torna in un’avventura che abbraccia alla perfezione la formula Prime, introducendo nuove meccaniche di esplorazione e una narrazione ambientale che tiene incollati allo schermo. È un’esperienza immersiva totale, un trionfo di game design che ci ricorda perché Metroid sia considerato una delle pietre miliari dell’intera industria. Un ritorno monumentale che sfiora il podio per un soffio.

Recensione: Metroid Prime 4: Beyond


Si entra ora nella parte calda della lista, il podio. Scoprite chi vincerà continuando a leggere!

3. Metal Gear Solid DELTA: Snake Eater (Xbox Series X)

Scegliere i tre contendenti al podio è stato un compito massacrante, perché ciascuno di essi avrebbe le carte in regola per essere il vincitore assoluto. Medaglia di bronzo per Metal Gear Solid DELTA, una ricostruzione sacrale e tecnicamente mostruosa di uno dei capitoli più amati della saga ideata da Hideo Kojima. Konami ha svolto un lavoro da manuale: la giungla di Tselinoyarsk non è mai stata così viva, pericolosa e dettagliata. Ogni sistema di gioco è stato rifinito per rispondere agli standard moderni senza però intaccare l’anima stealth e cinematografica dell’originale. Vedere Naked Snake muoversi nel fango con questo livello di realismo è un sogno che diventa realtà per ogni appassionato. È il miglior modo possibile per celebrare il mito di Metal Gear, un restauro che rasenta la perfezione.

Recensione: Metal Gear Solid DELTA: Snake Eater


2. Fatal Fury: City of the Wolves (PlayStation 5)

Saremmo stati capaci di interscambiare la prima e la seconda posizione senza troppi rimorsi, tale è la qualità dell’opera di SNK. Dopo ventisei anni di assenza, Terry Bogard e i lupi di South Town tornano in quella che è, senza mezzi termini, la miglior esperienza picchiaduro del 2025. City of the Wolves non è solo un seguito attesissimo, è un atto d’amore verso il genere. Il sistema di combattimento è profondo, stratificato e incredibilmente appagante, impreziosito da uno stile visivo che sembra far esplodere questa nuova veste grafica in stile fumetto direttamente sullo schermo. È un titolo che sprizza carisma da ogni frame, capace di unire la vecchia guardia e i nuovi giocatori sotto l’insegna del lupo. Per noi di Powerwave83, è l’essenza stessa del divertimento tecnico.

Recensione: Fatal Fury: City of the Wolves


Ed ora, rullo di tamburi.
Signori e signore, il vincitore del Game of The Year Award 2025 secondo lo staff di PowerWave83
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1. Trails in the Sky 1st Chapter (PlayStation 5)

Signore e signori, ecco il vincitore del Game of the Year 2025 secondo lo staff di Powerwave83. Trails in the Sky 1st Chapter è molto più di un remake: è la sublimazione di tutto ciò che un gioco di ruolo dovrebbe essere. Nihon Falcom ha preso un classico intramontabile e lo ha ricostruito con una cura, una passione e una fedeltà che ci hanno lasciato senza parole. La storia di Estelle e Joshua risplende di una nuova luce, supportata da un comparto tecnico delizioso e da un world-building che non ha eguali per coerenza e profondità (ad esempio, per capirci: ogni singolo NPC avrà qualcosa di nuovo da dire ad ogni avanzamento della trama. Monumentale. NdPierre). È un titolo che ti accoglie e ti avvolge, capace di regalare centinaia di ore di pura magia narrativa spaziante dal sorriso all’occhio umido. In un anno dominato da giganti dell’azione e dell’horror, la purezza, l’ingenuità e l’eccellenza di Trails hanno saputo conquistare i nostri cuori, portandolo meritatamente sul gradino più alto del podio. È il JRPG perfetto, ed è il nostro Gioco dell’Anno.

Recensione: The Legend of Heroes: Trails in the Sky 1st Chapter

Ce l’abbiamo fatta anche questa volta. Mettere la parola fine a questa classifica non è un semplice atto editoriale, ma un autentico sollievo dopo mesi passati a setacciare una produzione videoludica che, se da un lato ci ha regalato capolavori assoluti, dall’altro ci ha chiesto un tributo di energie fuori dal comune. Arriviamo a questo traguardo svuotati, non solo per le centinaia di ore passate davanti agli schermi, ma per la fatica costante di dover filtrare il rumore di fondo di un mercato che sembra sempre più ossessionato dalla creazione di “contenuti” e sempre meno interessato alla costruzione di “giochi”. Una volta si producevano opere d’arte con pennelli e tempere, ora il percepito è quello del vedere incollare immagini con Photoshop.

Mentre celebriamo questi dieci campioni, non possiamo fare a meno di guardare con una certa amarezza al panorama che li circonda. Il 2025 è stato l’anno dei record, per l’industria ma anche per noi (abbiamo sbriciolato ogni metrica relativa all’ultimo lustro, segno che qualcosa di buono lo stiamo facendo. NdPierre), ma anche quello delle contraddizioni più feroci: prezzi dei software che continuano a salire senza una reale giustificazione qualitativa, la piaga dei preorder al buio che premia il marketing a discapito della sostanza e un’industria che, nonostante i fatturati miliardari, continua a sacrificare il talento umano sull’altare dei dividendi stagionali. Vedere capolavori nati dal sudore di team decimati da licenziamenti selvaggi ci lascia addosso un senso di stanchezza ed amarezza che nessuna vacanza potrà mai del tutto cancellare. Abbiamo assistito al collasso di progetti senz’anima nati solo per inseguire mode di mercato, e se la nostra Top Ten è così densa di ritorni e di titoli orientali, è forse perché proprio lì risiede ancora quel briciolo di onestà intellettuale che il mainstream occidentale sembra aver smarrito tra un abbonamento e un DLC di troppo.

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Vi ringraziamo dal profondo del cuore per averci accompagnato in questo viaggio estenuante. Ora è il momento di spegnere le macchine e cercare un po’ di quel silenzio necessario per riflettere su dove stia andando questa industria, sperando che il 2026 possa portarci meno cinismo e più coraggio creativo.

Buone Feste e un augurio di Buon Anno da tutto lo staff di PowerWave83. Ci ritroveremo qui a gennaio, pronti a ricominciare!

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