Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da Nintendo
-Versione Testata: Nintendo Switch, Nintendo Switch 2
-Disponibile per: Nintendo Switch, Nintendo Switch 2
-Sviluppatore: Retro Studios
-Publisher: Nintendo
Annunciato quasi un decennio fa, Metroid Prime 4: Beyond è finalmente tra noi. Tutti i segreti del nuovo blockbuster Nintendo nella nostra review!
Ci sono titoli che smettono di essere semplici prodotti d’intrattenimento e diventano creature mitologiche. Metroid Prime 4 è stato per anni il “Grande Assente”, una chimera annunciata con un logo nel lontano 2017, cancellata, riavviata sotto l’egida di Retro Studios nel 2019 e infine, dopo un silenzio radio che ha messo a dura prova la sanità mentale della fanbase (ma soprattutto la nostra), materializzata nel dicembre 2025. Il sottotitolo Beyond non è solo un vezzo stilistico; rappresenta la volontà di Nintendo di andare oltre le aspettative, oltre i confini di una singola console e, narrativamente, oltre la solitudine che ha sempre contraddistinto la serie. Abbiamo passato l’ultima settimana completamente immersi nel casco di Samus Aran, testando il gioco sia sulla venerabile Nintendo Switch (un modello di prima generazione, veterano di mille battaglie) che sulla fiammante Switch 2, per capire se l’attesa di quasi un decennio sia valsa la pena. La risposta breve è un sì risonante, ma la risposta lunga richiede un’analisi approfondita di come Retro Studios sia riuscita a colmare il divario tra due generazioni tecnologiche, portandoci in un viaggio indimenticabile sul pianeta Viewros.

Naufragio nell’Ignoto: Cooperazione e Poteri Psichici su Viewros
La premessa narrativa di Beyond abbandona i tropi della caccia solitaria per mettere Samus in una situazione di necessità collaborativa. In seguito a un evento imprevisto, la cacciatrice di taglie si ritrova bloccata sul pianeta Viewros insieme a un eterogeneo plotone di Marine della Federazione. Questa interazione è la vera novità narrativa del titolo. Non si tratta di semplici comparse, ma di NPC con un ruolo attivo e una caratterizzazione approfondita. Abbiamo l’ingegnere specializzato Myles MacKenzie (fondamentale per lo sviluppo armi), il sergente Ezra Duke (la classica figura di veterano burbero ma leale), la brillante problem-solver Nora Armstrong (che vede Samus come un idolo) e persino l’androide da combattimento VUE-995. Lavorare a fianco di questo gruppo conferisce alla prima parte dell’avventura un ritmo da survival militare, unico per la serie.
Parallelamente alla missione di trovare una via di fuga, Samus entra in contatto con l’antica razza autoctona dei Lamorn. Questi alieni, dotati di potenti capacità psichiche grazie ai cristalli incastonati nel loro capo, non rappresentano una minaccia immediata. Al contrario, i Lamorn richiedono l’aiuto di Samus per un obiettivo specifico del pianeta, ricompensandola con l’infusione di tratti psichici simili. Questo elemento narrativo giustifica l’ottenimento di nuove abilità slegate dalla tecnologia Chozo o Federale, ampliando le possibilità di interazione con il mondo di Viewros e la risoluzione degli enigmi.
A opporsi a Samus non è solo l’ambiente alieno, ma il cacciatore di taglie rivale Sylux. La sua presenza aggiunge uno strato di tensione costante e personale. Sylux, animato da un forte odio verso Samus e la Federazione (un risentimento che affonda le radici negli eventi di Metroid Prime Hunters e Federation Force), pedina e ostacola la protagonista, trasformando il viaggio in una duplice sfida: superare le difese di Viewros e sfuggire a un avversario ossessivo. Retro Studios è stata magistrale nel bilanciare queste tre componenti narrative (cooperazione, mistero Lamorn e minaccia di Sylux) senza sacrificare il senso di scoperta.

Gameplay: L’Evoluzione del First Person Adventure
Definire Metroid Prime 4 uno sparatutto in prima persona sarebbe riduttivo e inesatto, oggi come nel 2002. Retro Studios ha mantenuto la classificazione di First Person Adventure, e Beyond ne è l’apoteosi. Il ciclo di gioco si basa ancora sulla santa trinità di esplorazione, scansione e combattimento, ma ogni pilastro è stato raffinato e modernizzato senza tradire la formula originale, riprendendo e potenziando le intuizioni sui controlli a doppio stick che avevamo già lodato nella nostra recensione di Metroid Prime Remastered.
La novità meccanica più impattante è legata alle abilità psichiche conferite dai Lamorn. Il nuovo Visore Spettrale permette a Samus di utilizzare le sue nuove percezioni per vedere le tracce energetiche residue lasciate dagli antichi abitanti e di interagire con meccanismi che esistono in una fase sfasata della realtà. Attivandolo, è possibile rivelare piattaforme invisibili o punti deboli nei nemici che sono schermati nel piano materiale. Questo aggiunge uno strato di complessità al puzzle solving ambientale che ricorda le meccaniche di Echoes, ma con una fluidità molto maggiore.
Il movimento di Samus ha ricevuto un’iniezione di agilità derivata direttamente da Metroid Dread, il capolavoro che ha meritatamente vinto il nostro premio GOTY nel 2021. Sebbene la visuale sia in prima persona, ora abbiamo a disposizione uno scatto laterale che serve sia per schivare i colpi nemici che per superare baratri o chiudere le distanze in combattimento. L’integrazione di questa meccanica ha permesso ai designer di creare scontri molto più veloci e aggressivi. Non siamo più torrette mobili che orbitano attorno al nemico; siamo predatori cinetici. Il passaggio alla Morfosfera è istantaneo e le sezioni in terza persona sono integrate senza soluzione di continuità in ambienti aperti, permettendo di usare la velocità della sfera per prendere slancio e lanciarsi in aria.
L’arsenale vede il ritorno di classici come il Raggio Gelo e i Super Missili, ma introduce armi basate sull’energia di Viewros. Il Raggio a Dispersione, ad esempio, funziona come un fucile a pompa energetico devastante a corto raggio, ideale per proteggere i Marine dagli assalti della fauna locale. Il feedback dei colpi è eccellente, restituendo quella sensazione di potenza che solo un braccio-cannone caricato al massimo sa dare.

Design dei Livelli e il Ritmo dell’Esplorazione
Viewros è un capolavoro di level design interconnesso. La mappa è un labirinto tridimensionale che si avvolge su se stesso, pieno di scorciatoie, passaggi segreti e aree opzionali. Retro Studios ha lavorato molto sul ritmo, alternando sezioni di pura esplorazione solitaria nelle rovine Lamorn a set-piece spettacolari in cui dobbiamo collaborare con i Marine per respingere ondate di predatori.
Un aspetto che i veterani apprezzeranno è la flessibilità della mappa. Un uso creativo delle nuove abilità di movimento permette, in alcuni frangenti, di ottenere potenziamenti con un leggero anticipo rispetto alla narrazione, premiando l’abilità manuale oltre alla semplice deduzione. Il backtracking, elemento spesso criticato nei metroidvania meno riusciti, qui è gestito con intelligenza. Ritornare in un’area precedente con un nuovo potenziamento non è mai un semplice viaggio dal punto A al punto B; nuovi nemici, cambiamenti ambientali o nuove richieste di soccorso dai Marine rendono il ritorno interessante quanto l’andata.
La scansione, cuore pulsante dell’esperienza, è stata resa più veloce e meno intrusiva. Il Logbook si riempie di informazioni su biologia, tecnologia Lamorn e rapporti di missione della Federazione, fornendo quel contesto narrativo opzionale che arricchisce l’universo di gioco.

Il Confronto Tecnico: Nintendo Switch vs. Switch 2
Arriviamo al nodo cruciale della recensione: come gira Metroid Prime 4: Beyond sulle due macchine? La strategia di Nintendo è stata chiara: offrire un’esperienza completa su entrambe, ma con differenze tecniche che giustificano il salto generazionale.
Sulla Nintendo Switch originale (abbiamo testato il gioco su un modello di prima generazione del 2017), il lavoro di ottimizzazione svolto da Retro Studios ha del miracoloso. Il gioco punta ai 60 fotogrammi al secondo e, sorprendentemente, li mantiene per la maggior parte del tempo. Per ottenere questo risultato su un hardware così datato, tuttavia, sono stati necessari compromessi evidenti. La risoluzione dinamica oscilla pesantemente, scendendo visibilmente sotto i 720p nelle situazioni più concitate in modalità docked, e l’immagine appare morbida, a tratti impastata, a causa di un aggressivo anti-aliasing temporale. Le texture mancano di definizione quando osservate da vicino, e l’illuminazione è statica. I caricamenti tra le macro-aree sono mascherati dalle classiche porte che impiegano qualche secondo di troppo ad aprirsi. Nonostante ciò, è un titolo visivamente sbalorditivo, che spreme ogni grammo di potenza dal chipset Tegra X1.
Su Switch 2, l’esperienza si trasforma. Metroid Prime 4 gira a una risoluzione che appare come un 4K ricostruito, con un’immagine cristallina e tagliente. Il frame rate è incrollabile a 60fps, ma è l’illuminazione a cambiare le carte in tavola. Il supporto al Ray Tracing gestisce i riflessi sul visore di Samus e sulle superfici metalliche delle rovine Lamorn. Vedere il riflesso degli occhi di Samus nel casco quando un lampo di energia illumina una cripta buia aggiunge un livello di immersione incredibile.
Ma la differenza più impattante su Switch 2 riguarda i caricamenti e il controller. Grazie all’SSD della nuova console, l’apertura delle porte è istantanea. Si attraversa Viewros senza la minima frizione. Inoltre, il nuovo controller di Switch 2 offre un feedback aptico avanzato. Si sente la resistenza meccanica del grilletto che cambia quando si carica il Raggio Plasma; si percepisce il “clic” fisico dello scatto della Morfosfera e la vibrazione direzionale quando un nemico si muove alle nostre spalle. Sulla console next-gen, Beyond non è solo un gioco da vedere, è un gioco che stimola anche il tatto dei giocatori.

Comparto Sonoro e Artistico
Indipendentemente dalla piattaforma, la direzione artistica è inattaccabile. Retro Studios conferma di avere uno dei migliori team artistici del settore. Ogni corridoio delle rovine Lamorn, ogni accampamento improvvisato dei Marine, ogni creatura è posizionata con intenzione. L’uso del colore è magistrale: dai viola e oro delle strutture Lamorn al verde tossico delle paludi di Viewros, il pianeta ha un’identità visiva forte e aliena.
La colonna sonora è un altro punto di forza assoluto. Kenji Yamamoto torna a dirigere un tappeto sonoro che mescola sintetizzatori atmosferici, cori alieni e il silenzio. La musica sa quando farsi da parte per lasciare spazio ai suoni ambientali. Quando l’azione esplode, i temi classici della serie vengono riproposti in arrangiamenti orchestrali epici e moderni. Il sound design delle armi è potente e distintivo, fondamentale in un gioco in cui l’udito è spesso il primo senso che avverte il pericolo.

Longevità e Contenuti
La campagna principale richiede circa 20-25 ore per essere completata alla prima run, un tempo perfetto per il genere. Tuttavia, per raggiungere il 100% di completamento, scansionare ogni voce del Logbook, trovare tutti i segreti Lamorn e completare le quest secondarie dei Marine, il tempo di gioco sale tranquillamente verso le 35-40 ore.
Il gioco offre anche una modalità Difficile sbloccabile (chiamata Hypermode) che non si limita ad aumentare la salute dei nemici, ma ne modifica l’aggressività e i tempi di reazione. Non c’è multiplayer, una scelta saggia che ha permesso al team di concentrare ogni risorsa sull’esperienza single-player. La rigiocabilità è garantita dalla natura stessa del metroidvania e dalla ricerca dei segreti che sbloccano gallerie d’arte e modelli 3D nel menu extra.

Conclusioni: La Regina è Tornata
Metroid Prime 4: Beyond è un trionfo. È la dimostrazione che lo sviluppo travagliato non è sempre una condanna a morte, ma può essere un crisalide da cui emerge qualcosa di meraviglioso se gestito con il giusto rispetto e le giuste risorse. Retro Studios ha preso una formula vecchia di vent’anni e l’ha resa fresca, moderna e rilevante, integrando perfettamente la presenza dei Marine e una trama ricca di riferimenti alla serie.
Su Nintendo Switch, anche sul modello di prima generazione, è il canto del cigno perfetto, un miracolo tecnico che spinge l’hardware al limite e oltre. Su Switch 2, è un manifesto di potenza e di futuro, un assaggio di ciò che la nuova generazione Nintendo potrà offrire in termini di immersione e fedeltà visiva. Indipendentemente da dove lo giocherete, Beyond è un capolavoro di atmosfera e design, un viaggio solitario e bellissimo ai confini dell’universo che riconsegna a Samus Aran lo scettro di regina indiscussa del genere che lei stessa ha contribuito a creare.
POWER RATING:
9.5/10
“Metroid Prime 4: Beyond è un capolavoro di atmosfera e design che trascende le generazioni. Retro Studios ha confezionato un’avventura indimenticabile su Viewros, unendo la migliore esplorazione della serie a un sistema di combattimento modernizzato, erede delle meccaniche che ci fecero premiare Metroid Dread come GOTY. Su Switch è un miracolo tecnico, su Switch 2 è un’esperienza sensoriale definitiva. Il ritorno di Samus non poteva essere migliore.”
PRO:
- Level design magistrale su Viewros, interconnesso e aperto a interpretazioni creative.
- Integrazione sapiente del plotone della Federazione e dei Lamorn, che arricchisce la trama senza snaturare l’atmosfera solitaria.
- Sistema di combattimento rinnovato con dash e nuove abilità Lamorn che rendono l’azione dinamica.
- Prestazioni solide su Switch 1 (60fps) ed eccezionali su Switch 2 (4K, Ray Tracing, aptica avanzata).
- Narrazione ambientale matura e profonda, arricchita da un uso intelligente del Visore Scan.
CONTRO:
- I caricamenti tra le aree su Switch (mascherati dalle porte) possono spezzare leggermente il ritmo rispetto alla versione next-gen.
- Alcuni boss fight nella seconda metà presentano picchi di difficoltà che potrebbero frustrare i giocatori meno esperti.
- La risoluzione in modalità portatile su Switch originale soffre un po’ nelle scene più caotiche.





Lascia un commento