Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da COLOPL
-Versione Testata: Nintendo Switch
-Disponibile per: Nintendo Switch

-Sviluppatore: COLOPL
-Publisher: COLOPL

Kazuma Kaneko, il celebre designer dietro alla serie Shin Megami Tensei, ci presenta la sua nuova opera!

L’universo videoludico accoglie il ritorno di Kazuma Kaneko non con un semplice esercizio di stile, ma con un’opera che rivendica con forza il primato dell’autore nel panorama del JRPG moderno. Tsukuyomi si manifesta come una raffinata sintesi tra la tradizione dei dungeon crawler e l’architettura contemporanea dei deckbuilder roguelike, riuscendo nell’impresa di far coesistere il fascino esoterico degli anni novanta con meccaniche di progressione che stimolano costantemente il desiderio di scoperta. Kaneko non si limita a disegnare un mondo; egli impone una grammatica visiva che trasforma ogni scontro in un rito sacro, dove il design delle divinità e dei demoni trascende il semplice intrattenimento per farsi arte figurativa in movimento.

L’integrazione tra il sistema di monster collecting e la struttura a mazzi dinamici costituisce il vero cuore pulsante della produzione. A differenza dei deckbuilder più ortodossi, dove la casualità spesso soffoca la pianificazione, Tsukuyomi introduce un sistema di sblocco delle divinità che premia la dedizione del giocatore. La possibilità di integrare nel proprio arsenale entità di rango superiore attraverso una progressione permanente non annulla la sfida, ma la eleva: il focus si sposta dalla sopravvivenza fortunosa alla costruzione di un pantheon personale, capace di riflettere lo stile tattico di chi impugna il controller. Questa stratificazione trasforma ogni incursione nel dungeon in un tassello di un mosaico più ampio, garantendo una profondità che pochi esponenti del genere possono vantare.

Il sistema di combattimento esprime un’eleganza geometrica che ammalia sin dalle prime battute. La scelta di legare la pescata all’utilizzo effettivo delle carte obbliga a una gestione del mazzo chirurgica, dove la ricerca del mazzo perfetto diventa una sfida intellettuale di altissimo livello. Vedere la propria strategia prendere forma, mentre le divinità evocate scatenano catene di attacchi devastanti, regala una soddisfazione tattica che giustifica ampiamente la ripidezza della curva di apprendimento. Kaneko scardina l’idea di un gameplay passivo, costringendo a un’analisi costante delle resistenze nemiche e delle sinergie interne, elevando il turno da semplice pausa d’azione a momento di pura esaltazione logica.

La narrazione si incastona perfettamente in questo telaio meccanico, offrendo bivi morali di stampo gnostico che nobilitano l’intera esperienza. Gli incontri con gli abitanti di questo mondo onirico non sono mai banali riempitivi, ma dilemmi che pesano sulla coscienza e sull’evoluzione del protagonista. La capacità del gioco di interpellare la bussola etica del giocatore, senza mai scadere in un dualismo infantile tra bene e male, è il segno di una maturità creativa che oggi latita in molte produzioni ad alto budget. Ogni scelta compiuta riverbera nella struttura stessa del mondo, creando un legame indissolubile tra il senso della scoperta narrativa e l’avanzamento ludico.

Non mancano, naturalmente, asperità che richiedono un approccio consapevole. Gli scontri con i boss, concepiti come veri e propri puzzle metafisici, impongono talvolta una preparazione specifica che può apparire severa ai neofiti, ma è proprio in questa intransigenza che risiede il valore dell’opera. Tsukuyomi non cerca l’approvazione di chiunque, ma premia generosamente chi accetta di decifrare il suo codice, offrendo in cambio un’atmosfera di misticismo urbano che avvolge i sensi e non abbandona il giocatore anche a console spenta. La ripetitività di certi dungeon, pur presente, viene stemperata dalla continua introduzione di nuove variabili tattiche e da un comparto sonoro che ipnotizza, rendendo il viaggio verso l’eclissi un percorso di ascesa continua.

In definitiva, la visione di Kaneko si conferma necessaria, un monolite di coerenza in un mercato spesso troppo omologato. Tsukuyomi non è solo un ottimo videogioco, ma è la dimostrazione che il genere dei deckbuilder può ancora evolversi se affidato a menti capaci di guardare oltre la superficie delle statistiche. È un’esperienza densa, stratificata e visivamente dirompente, che celebra il ritorno di un maestro capace di trasformare il codice binario in un’esperienza trascendentale. Chiunque cerchi una sfida che sappia parlare al contempo alla mente e allo spirito troverà in queste carte le risposte che cercava, smarrendosi volentieri tra le ombre lunghe proiettate dalla luna di Tsukuyomi.


POWER RATING: 8.5/10
“Kazuma Kaneko’s Tsukuyomi è un’opera magnetica che ridefinisce i confini del deckbuilder moderno. Una sintesi superba tra arte e strategia che ogni appassionato di JRPG dovrebbe vivere.”

PRO

  • Direzione artistica monumentale che esalta ogni singola creatura a schermo.
  • Sistema di progressione ibrido che fonde perfettamente collezione e strategia.
  • Dilemmi morali di grande spessore che influenzano realmente l’esperienza.
  • Combattimento a turni tra i più raffinati e gratificanti degli ultimi anni.

CONTRO

  • Picchi di difficoltà negli scontri con i boss che richiedono un grinding mirato.
  • Alcuni dungeon presentano un design ambientale meno ispirato rispetto ai personaggi.
  • Interfaccia che richiede tempo per essere padroneggiata appieno.
  • L’eccessiva dipendenza dalle meccaniche gacha può limitare la varietà nelle prime fasi.

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