Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da NIS America
-Versione Testata: Nintendo Switch 2
-Disponibile per: Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PlayStation 5, PC (Steam)
-Sviluppatore: Nippon Ichi Software, Inc.
-Publisher: NIS America

Il delirante Disgaea ritorna, ma in una nuova versione musou/action-RPG!

Prendete un maestoso palazzo barocco, abbattete le sue pareti portanti per farne un open space minimalista e osservate l’effetto che fa. Nippon Ichi Software compie un’operazione simile con Disgaea Mayhem, strappando le sue fondamenta dalle architetture rigide dello strategico a turni isometrico per gettarle nella calca frenetica e rumorosa dei musou. Una deviazione improvvisa che abbandona la riflessione tattica sull’iconica scacchiera per abbracciare la brutalità immediata dei brawler d’azione.

L’ossatura narrativa si adegua immediatamente a questo cambio di passo, vestendo i panni della commedia farsesca. Il giocatore si ritrova nei panni di N.A., un mercenario dal nome stranamente sintetico, ingaggiato da Tichelle, la giovane sovrana di un regno demoniaco caduto nel caos. Il pretesto scatenante? Il furto sacrilego di una scorta di budini al caramello, sottratti dai vecchi tirapiedi del padre della protagonista. Quello che segue è un viaggio surreale tra demoni golosi e generali ribelli, raccontato con la solita verve grottesca che contraddistingue il marchio. Tuttavia, la scrittura manca di mordente emotivo e si accontenta di cucire insieme una sequenza ininterrotta di battaglie, senza mai azzardare un salto di qualità sul piano drammatico o concettualizzare davvero le motivazioni dei suoi assurdi protagonisti.

Sul campo di battaglia, il gameplay abbandona i punti magia in favore di sette tipologie di armi, ciascuna dotata di quattro abilità distinte gestite attraverso precisi tempi di ricarica. L’approccio cambia drasticamente a seconda dello strumento impugnato: i pugni impongono un contatto ravvicinato violento e costante, mentre gli scettri magici impongono una gestione metodica delle distanze. Il problema risiede nella varietà dei nemici standard. Se i boss mostrano schemi d’attacco articolati che costringono a una minima pianificazione, la truppa semplice soffre di un riciclo esasperato, palesando la pigrizia degli sviluppatori nel differenziare i comportamenti delle orde secondarie.

Nel tentativo di conservare lo spirito originale della serie, la produzione innesta sui combattimenti d’azione le classiche sovrastrutture gestionali. L’Item World perde la sua struttura a piani sequenziali per trasformarsi in un’arena di sopravvivenza a tempo, dove la permanenza prolungata aumenta la qualità dei potenziamenti per l’equipaggiamento. A questo si affianca un sistema di reclutamento dei mostri che permette di trasformare i compagni catturati in armi temporanee durante i combattimenti. Una trovata riuscita sul piano dinamico, purtroppo zavorrata da una componente casuale che costringe a ripetere gli stessi livelli nella speranza di arruolare l’alleato desiderato.

L’architettura dei menu collaterali prosegue con il Character World, ripensato come un vero e proprio gioco da tavolo in cui schierare la propria scuderia di mostri per aumentare le statistiche del protagonista. Immancabili anche la Dark Assembly, che permette di approvare leggi a suon di mazzette o con la forza bruta, e il famigerato cheat shop. Quest’ultimo rappresenta un elemento fondamentale per riequilibrare l’esperienza: l’accumulo spropositato di punti esperienza sbilancia la campagna principale con imbarazzante facilità, rendendo il percorso narrativo una passeggiata priva di ostacoli se non si interviene manualmente sui moltiplicatori della difficoltà.

Sotto il profilo tecnico, il titolo si attesta su livelli più che dignitosi, garantendo un’ottima fluidità sia su Switch sia sul nuovo hardware Switch 2. La veste grafica brilla nei dettagli dei modelli originali e nell’esplosione di effetti visivi durante le mosse speciali, ma paga il prezzo di una sconcertante pigrizia nella realizzazione delle ambientazioni, riutilizzate fino alla noia all’interno dei singoli capitoli. Una colonna sonora familiare e un comparto audio d’ordinanza accompagnano un’avventura che si consuma in meno di venti ore, lasciando giusto un po’ di amaro in bocca per l’assenza di un vero contenuto conclusivo al termine dei crediti.

Disgaea Mayhem dimostra come si possa smontare un motore complesso per ricavarne un go-kart scattante e divertente, a patto di accettarne i limiti strutturali. Resta il dubbio se questa deviazione d’azione sia un esperimento isolato o il segnale di un’esigenza di rinnovamento che non sa più come gestire il peso delle proprie tradizioni. Ma noi, da inguaribili romantici quali siamo, preferiamo pensare che Mayhem sia solo un simpatico amuse-bouche tra una portata principale e l’altra della serie principale di Disgaea.

POWER RATING: 7

“Un musou dinamico e rispettoso dello spirito originale, divertente nel breve periodo ma vagamente minato da una spiccata ripetitività e da una campagna fin troppo breve.”

PRO

  • Sistema di combattimento immediato con buone variazioni tra le armi
  • Trama assolutamente delirante
  • Integrazione riuscita delle storiche meccaniche gestionali come l’Item World
  • Ottima fluidità tecnica ed effetti visivi appariscenti

CONTRO

  • Campagna principale breve e priva di contenuti post-finale
  • Riciclo eccessivo di ambientazioni e tipi di nemici
  • Sistema di reclutamento alleati affidato a una casualità frustrante

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