Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da SOEDESCO
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, Nintendo Switch 2, PC
-Sviluppatore: Senscape
-Publisher: SOEDESCO
Un istituto di igiene mentale “abbandonato” è il teatro del nuovo horror psicologico di Senscape!
L’istituto di igiene mentale Hanwell ha finalmente spalancato le sue porte anche sui sistemi da salotto, trascinando con sé un retaggio quasi leggendario. La lunghissima marcia di Agustín Cordes e del team Senscape porta inevitabilmente i segni di un’epoca passata, di quando l’orrore si misurava nella staticità delle schermate fisse e nella pazienza cieca richiesta per risolvere un enigma apparentemente impossibile. La transizione verso le piattaforme domestiche non cancella l’ambizione di un progetto nato per diventare una vera e propria cattedrale del gotico decadente, ma mette anche in luce le frizioni di un impianto ludico rimasto fedele a sé stesso, nel bene e nel male.

Mettere piede nell’istituto psichiatrico significa prima di tutto accettare una sfida sensoriale non indifferente. Le pareti scrostate, le luci al neon che vibrano nell’ombra e quella costante sensazione di putrefazione che sembra trasudare da ogni singolo mattone raccontano di una direzione artistica monumentale. Il comparto audio lavora con una precisione chirurgica per smontare le certezze di chi impugna il pad: echi stridenti, sospiri lontani e sonorità sintetiche che richiamano apertamente le atmosfere del cinema fantastico di un tempo avvolgono lo spazio senza mai ricorrere alla scorciatoia del sobbalzo improvviso. È un ambiente vivo nella sua spettrale immobilità, dove la narrazione ambientale spinge a osservare ogni minima anomalia architettonica per tentare di decifrare la follia che ha divorato la struttura.
Eppure, la magnificenza visiva di questa ambientazione si scontra inevitabilmente con la pratica di gioco. Esplorare l’istituto richiede di attraversare continuamente una quantità enorme di stanze e corridoi fotorealistici. Quello che su computer poteva contare sulla precisione immediata di un mouse, sul controller si traduce in una sequenza di spostamenti che a volte faticano a trovare la giusta fluidità. La mappa enorme del manicomio diventa così il primo vero ostacolo da superare, e la necessità di percorrere più volte le stesse strade desolate rischia alla lunga di trasformare la tensione psicologica in una dinamica di movimento un po’ ripetitiva.

Dal punto di vista delle meccaniche, il titolo difende con orgoglio la sua natura di avventura investigativa d’altri tempi. Nessun indicatore a schermo, nessun marcatore luminoso che dica esattamente dove andare e pochissimi sconti alle comodità moderne. L’idea di affidare tutto a un taccuino di appunti per catalogare dialoghi e indizi rappresenta una scelta intelligente, capace di mantenere intatta l’immersione senza riempire lo schermo di menu invasivi. Certo, la qualità degli enigmi oscilla tra intuizioni davvero brillanti basate su una logica rigorosa e passaggi un po’ più aridi, che costringono a cercare dettagli minuscoli (il buon vecchio “pixel hunting”. NdR) mimetizzati negli sfondi.
Il passaggio sulle macchine da gioco casalinghe mostra i segni di un lavoro di conversione che si affida all’essenziale. Se da un lato i tempi di caricamento ridotti aiutano a snellire l’esperienza, dall’altro la risposta dei comandi avrebbe meritato un’attenzione maggiore per rendere la perlustrazione più naturale. La rigidità della visuale a trecentosessanta gradi svela un adattamento che si limita a replicare i comandi classici sullo stick analogico, rendendo alcune fasi di ricerca un filo macchinose.

Nonostante queste asperità, l’opera di Senscape riesce comunque a lasciare il segno grazie alla forza della sua atmosfera. La determinazione nel portare a termine una visione autoriale così ostinata è encomiabile e riesce a contagiare chi cerca un horror ragionato, lontano dai ritmi frenetici dell’azione moderna. Non siamo di fronte a un’esperienza priva di difetti, ma il viaggio nei corridoi di Hanwell sa come sedurre chi ama perdersi tra misteri gotici e narrazioni sussurrate, ripagando la dedizione con un fascino cupo e persistente.
POWER RATING: 7
“Un’avventura horror affascinante e coraggiosa, penalizzata da qualche rigidità di troppo nei controlli e nel ritmo ma impreziosita da un’atmosfera gotica memorabile.”
PRO
- Atmosfera opprimente e direzione artistica di grande impatto.
- Comparto sonoro memorabile e perfettamente integrato nello stile gotico.
- Ottima l’idea del taccuino per la gestione di appunti e dialoghi.
CONTRO
- Sistema di controllo su controller a tratti macchinoso.
- Spostamenti frequenti lungo i medesimi corridoi.
- Ritmo di gioco volutamente compassato non adatto a tutti.




Rispondi