Sucker Punch, lo studio dietro alla serie Infamous, chiude il ciclo vitale di PS4 con una piccola gemma, un racconto di vendetta, sacrificio, onore e cambiamenti. Tutti i segreti di Ghost of Tsushima, ultima (letteralmente) esclusiva Sony per PS4, nella nostra recensione!

Giappone, tredicesimo secolo, al largo della Prefettura di Nagasaki. L’isola di Tsushima, posizionata tra la Korea e la terra del Sol Levante, viene invasa e conquistata dall’esercito Mongolo. In un disperato tentativo di scacciare gli invasori, i samurai protettori dell’isola lanciano un ultimo, agonizzante attacco contro Khotun Khan, il generale a capo delle forze nemiche. E’ un massacro. Le forze giapponesi vengono trucidate senza pietà e il loro leader, Shimura-sama, viene fatto prigioniero. Jin Sakai, giovane samurai nonchè nipote dello stesso Shimura, viene sopraffatto e gettato, in fin di vita, da un ponte, dove viene soccorso per puro caso da Yuna, ladra di professione. Da qui, si dipanerà una storia drammatica ed emozionante, dove valori, convinzioni e tradizioni verranno messe in discussione sull’altare del “fine che giustifica i mezzi”.

Ghost of Tsushima (GoT, da ora) è un open world action game, con alcune piccole contaminazioni RPG. Sucker Punch ci aveva già abituato agli open world, dimostrando tra l’altro di avere buona dimestichezza con il concept, con i due inFamous (Second Son e First Light) usciti proprio per PS4, ma è a nostro parere proprio con questa sua ultima produzione che ha raggiunto la piena maturità. Esplorare l’isola di Tsushima sarà (per la maggior parte) una gioia, grazie ad ambientazioni che definire evocative sarebbe riduttivo, complici una cura per il dettaglio e una attenzione storica assolutamente maniacali. Tutto in GoT sarà fonte di stupore: dall’intreccio del cordame usato per unire i pezzi di una armatura da samurai, agli edifici del Giappone feudale, passando per scorci naturalistici assolutamente maestosi, per finire con dettagli apparentemente di poco conto ma in grado di innalzare il livello di immedesimazione ad altezze vertiginose, come ad esempio la mano di Jin che accarezza dolcemente la soffice pampa camminando in un campo della stessa, oppure il fango (o il sangue) che si accumulano a sporcare il nostro protagonista dopo una rotolata o una uccisione cruenta. Veramente un lavoro sopraffino, brava Sucker Punch. E soprattutto brava perchè, va ricordato, i ragazzi di Sucker Punch hanno sede a Seattle, ben lontani quindi da quella che è l’ambientazione di gioco. C’è stato un lavoro di ricerca e analisi del periodo storico veramente maestrale, e il risultato finale rende assolutamente onore alla tradizione Giapponese ( su PW83 ne siamo fan sfegatati, se non si fosse capito. NdSpike). Altari dedicati a varie divinità, templi immersi in cavità montane dove la natura ha incorniciato il tutto con fiori dai colori più meravigliosi, campi all’apparenza sconfinati dove indugiare, persi nell’ammirare un tramonto, GoT saprà stupirvi con una potenza e allo stesso tempo una elegante delicatezza artistica raramente vista in altre produzioni.

Open World Action Game, dicevamo. Fondamentalmente, GoT potrà essere giocato in due modi, e permetteteci il paragone simil-nipponico: alla Samurai, ovvero affrontando a katana sguainata ogni singolo nemico che incontrerete, oppure alla Ninja, adottando quindi un approccio distaccato verso l’azione di gioco, evitando di farvi vedere, colpendo dalla distanza con cerbottane e archi, e assassinando i vari nemici. Discorso più meramente action, il gioco funzionerà grossomodo secondo il copione già tracciato da altre produzioni: Jin avrà un attacco veloce, uno lento ma potente, una schivata e un salto. Ulteriori personalizzazioni del fighting-engine arriveranno dai parry (forse presi in prestito da Sekiro e altri Souls-Like), da mosse speciali attivabili con varie combinazioni di tasti (R1+L1, Cerchio+Triangolo, etc.), e soprattutto dalla modalità Ghost, status che diverrà attivo dopo aver sconfitto un certo numero di nemici senza mai essere colpiti e che sarà attivabile con la pressione di entrambi gli stick analogici, dove Jin diventerà una sorta di demone in grado di terrorizzare i nemici circostanti e di falcidiare chiunque con un solo colpo. Per finire con il capitolo legato alle meccaniche di gameplay, Jin avrà 4 diversi stili di combattimento, ognuno adatto a fronteggiare un certo tipo di nemico. Vien da sè che in caso questi stili non siano utilizzati contro la loro nemesi, la loro efficacia sarà ben minore.

Breve digressione dedicata ai cinefili. Il gioco trae evidente ispirazione dalle opere immortali del leggendario Akira Kurosawa, regista nipponico creatore di opere iconiche come I Sette Samurai, Yojimbo, Kagemusha e Ikiru. Considerato il padrino del cinema dedicato a Samurai, Ronin, e compagnia danzante, Sucker Punch ha voluto omaggiare il maestro in più di un modo. In primis, letteralmente all’avvio del gioco ci verrà data la possibilità di giocare in “Modalità Kurosawa”, ovvero in bianco e nero, con un filtro simil-pellicola cinematografica, proprio a rendere onore al periodo d’oro del regista. Proseguendo invece, durante il gioco ci saranno i duelli, una delle nostre feature preferite. Due samurai che si fronteggiano, uno aspettando la mossa dell’altro, studiandosi, fino all’inevitabile attacco. Vi lasciamo con un piccolo filmato in-game:

L’isola di Tsushima è un open-world, esplorabile liberamente. Chiaramente, come da tradizione, la mappa di gioco (divisa fondamentalmente in 3 macro-aree) sarà costellata di obiettivi, indicatori, markers, e quant’altro. Ci ha ricordato, purtroppo leggermente in negativo, un’altra nota serie videoludica spesso criticata per lo stesso identico motivo. A favore di Tsushima però, va detto che esplorarla sarà leggermente meno tedioso, in virtù di una scelta stilistica che ci ha fatto veramente impazzire, in quanto ad eleganza. Su schermo, durante il vostro playthrough, non vedrete nessuna freccia o altro indicatore mentre vi dirigerete verso l’area designata per la prossima missione. In GoT, verrete guidati dal… vento. Esatto, un semplice swipe sul touchpad del DualShock4 produrrà una folata di vento che vi indicherà la via, tra l’altro scuotendo in maniera realistica l’intero paesaggio. Meglio di quanto visto in altre produzioni, quindi, anche se comunque il problema del sovraffollamento di icone sulla mappa di gioco sarà comunque presente in maniera abbastanza invasiva. Problema perchè, nonostante una buona parte delle missioni di gioco siano piuttosto ispirate ed interessanti, con alcune gradite deviazioni nei temi della mitologia giapponese, alcune saranno veri e propri riempitivi, secchiate d’acqua rovesciate dentro una zuppa squisita, con il fine ultimo di allungare il brodo. Come già abbiamo detto nella recensione di A Plague Tale: Innocence (La trovate qui: https://powerwave83.art.blog/2020/07/03/a-plague-tale-innocence-ps4-xone-review/ ) continuiamo a essere ostinati sostenitori della teoria secondo la quale “di più non significa meglio“.

Sul lato più puramente tecnico, Tsushima convince. Animazioni ben fatte, modelli poligonali accurati e dettagliati, e tempi di caricamento decisamente veloci (per il genere), uniti ad un doppiaggio stellare (noi lo abbiamo giocato, ovviamente, doppiato in giapponese. NdSpike), confermano che Sucker Punch fa parte a buon diritto dei migliori team della scuderia Sony. Menzione necessaria per la sublime colonna sonora dinamica, in grado di passare senza problemi da calme melodie suonate con flauti shakuhachi a roboanti tamburi taiko durante gli scontri più accesi. Scontri e duelli saranno resi ancora più tesi da pennate in crescendo di biwa e di shamisen. Non importa quello che state facendo nel gioco, la colonna sonora non deluderà mai. Dovessimo muovere alcune critiche sul comparto tecnico di GoT, potremmo azzardare che durante le fasi di gioco più concitate spesso il pad non ha risposto abbastanza velocemente ai nostri imput di “cambio postura”, con il risultato di una prematura dipartita o di alcuni colpi gratuiti che sarebbero stati assolutamente evitabili. Alcune indecisioni anche nel comparto dell’intelligenza artificiale, spesso non in grado di seguire un dato percorso senza incagliarsi da qualche parte o, durante le fasi stealth, incapace di scorgervi seppur in piena linea visiva. Sempre parlando della IA, abbiamo anche notato altre indecisioni, come una marcata tendenza dei nemici a non seguirvi: lanceranno qualche urlo e un paio di shurikens, e stop. E nel caso vi vedano, e per qualche miracolo riusciate a nascondervi nell’erba alta, sarà come se qualcuno premesse un invisibile ctrl+alt+canc: si gireranno, ciondoleranno un po’ per la mappa e fine dei giochi. Peccato, perchè proprio la fase stealth di Ghost of Tsushima avrebbe il potenziale per essere anche la più divertente, non fosse per questi problemi. Vien quasi da pensare che Sucker Punch non avesse preso in considerazione l’opzione di tornare a nascondersi, ma avesse dato per scontato che una volta scoperti, si sarebbero affrontati tutti i nemici, tutte le volte.

BONUS – L’angolo di Yuneko: “Appena ho saputo che un gioco ambientato nel Giappone feudale era in dirittura d’arrivo su PS4, non nascondo di essermi emozionata. Sono una fan sfegata di tutto quello che è il Giappone, dalla storia, al cibo, ai manga… letteralmente qualunque cosa. In più, c’è anche da notare come uno dei miei giochi preferiti di tutti i tempi sia Tenchu, l’originale per PsOne, dove ho passato mesi e mesi cercando di perfezionare le mie run stealth usando i mitici Rikimaru e Ayame. Beh, Ghost of Tsushima non è esattamente un sequel spirituale di Tenchu, a dirla tutta non ci va nemmeno poi tanto vicino, ma è stato onestamente in grado di rapirmi con la sua ricreazione accurata del periodo storico, la sua impressionante fotografia, e il suo sistema di combattimento divertente e versatile. PS4 ha proprio voluto finire col botto!”

Tirando le somme, che dire riguardo a questo Ghost of Tsushima? Sicuramente uno dei migliori open world che ci sia capitato di giocare in questa generazione, e degna chiusura del ciclo vitale di PlayStation 4, un gioco caratterizzato sì da alcuni problemi, ma che ripaga con una qualità artistica e di gameplay assolutamente di prim’ordine. Un prodotto che rende onore al materiale d’origine (il Giappone feudale) con una cura maniacale del dettaglio, una grande eleganza nell’affrontare le tematiche di gioco e un, per mancanza di un termine migliore, gran cuore. Si vede che Sucker Punch ha riversato anima e corpo nella creazione di questo titolo, e al netto di alcune indecisioni di IA e missioni-filler, ci sentiamo di consigliarvi Ghost of Tsushima senza riserva alcuna.

POWER RATING:
9.0/10
“Ghost of Tsushima non è perfetto e a volte si perde in un bicchier d’acqua, ma riesce comunque a conquistare grazie alla sua eleganza e alla sua ricercatezza audiovisiva, un degno sipario per l’era PS4.”


PRO:

-Artisticamente delizioso
-Un open-world gratificante da esplorare in lungo e in largo
-Sistema di combattimento versatile e ben fatto

CONTRO:
– IA di nemici e alleati spesso un po’ confusa
-Alcune missioni secondarie poco ispirate e visibilmente usate come riempitivo

-Codice Review fornito da Sony Interactive Entertainment
-Testato su PS4Pro

Posted by:Powerwave83

6 risposte a "Ghost of Tsushima – PS4 Review"

  1. Devo ancora finire il gioco – mi manca poco – ma concordo pienamente con ciò che ho letto: GoT è una piccola grande gemma che chiude degnamente il ciclo delle esclusive PS4, e che al netto dei pochissimi problemi segnalati nella recensione e purtroppo riscontrati anche da me, offre una quantità di ore di qualità come solo pochi titoli hanno saputo fare in questa generazione. Chapeau a Sucker Punch

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  2. Spike, ottima recensione e con un voto sopra la media europea (che ha un po’bacchettato questo gioco).

    Vorrei chiedere se la trama ha del mordente e qualche colpo di scena Interessante oppure è molto prevedibile.

    Piace a 1 persona

    1. Grazie per i complimenti Alessandro!
      Si, siamo stati volutamente un po’ di manica larga per svariati motivi: quello romantico, visto che è l’esclusiva che chiude il ciclo di PS4, e anche per premiare Sucker Punch, che secondo noi con questo GoT ha raggiunto la piena maturità come studio di sviluppo.

      Riguardo alla trama, non vogliamo spoilerare nulla ovviamente, ma sappi che ci sono stati due o tre momenti, durante lo svolgimento della trama, che ci hanno preso decisamente in contropiede 😉

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