Di Pierre Coppi

Bloober Team, lo sviluppatore polacco dietro ai recenti Layers of Fear (2016), Observer (2017), e Blair Witch (2019), si lancia nella sua avventura più importante con The Medium, una avventura esclusiva per Xbox Series X e PC che porta con sè un forte retrogusto già assaporato con il leggendario franchise di Silent Hill. Riuscirà il team polacco nel suo intento? Scopriamolo assieme nella nostra review!

The Medium è stato prontamente etichettato come “survival horror” nel momento stesso del suo annuncio, in buona parte per la presenza di Akira Yamaoka per la controparte audio, cosa che a sua volta ha automaticamente collegato il titolo a quel capolavoro di Silent Hill. Questo è il peso che si è dovuto portare dietro per l’intero periodo di sviluppo, la sua croce, quando in realtà, dopo aver analizzato e completato l’intera esperienza offerta dal titolo di Bloober Team, saremmo più inclini a classificarlo diversamente. Sì è vero, le tematiche affrontate sono decisamente adulte e colorate di tinte cupe ma il titolo è quanto di più lontano ci possa essere, quanto a meccaniche, a un Survival. Niente barre di energia, nessuna arma, niente erbette verdi, nessun nemico se non per eventi scriptati. The Medium è una esperienza narrativo/cinematografica con alcune interessanti variazioni durante il suo corso, ma è fondamentalmente in linea con quanto prodotto dal team polacco in passato, pur con le dovute e sostanziali alterazioni del caso.

Il dual-gameplay di The Medium

Nel gioco, ambientato durante gli ultimi, agonizzanti, spasmi degli anni ’90, impersonerete Marianne, una medium (come da titolo) in grado di visitare una versione alternativa della nostra realtà e comunicare con i defunti. Il gioco sarà ambientato a Cracovia, Polonia, e abbiamo da subito adorato l’ambientazione. Traspare sicuramente l’aura di desolazione e malcelata disperazione che infestava l’Est Europa di quel tempo, per i ben noti problemi sociopolitici. Superata la fase iniziale (a fungere anche da tutorial base) che vedrà anche la nascita di quello che sarà il background emotivo di Marianne per l’intera durata del gioco, il gioco entrerà in quella che sarà poi la sua ambientazione principale: il Niwa Resort, una pensione per i lavoratori della vicina miniera. Il resort in sè sarà forse il personaggio principale dell’intera vicenda, con una atmosfera in grado di suscitare forti emozioni. Complice sicuramente anche il periodo storico, questo monumentale impianto sarà in grado di mettere soggezione anche solo guardandolo dall’esterno: torreggiante, desolato, squadrato e asettico, colorato con tinte denaturate, il Niwa resort riveste il ruolo del classico clichè dell’edificio infestato. E al suo interno… beh, all’interno sarà ancora meglio (o peggio, dalla prospettiva dell’ambientazione horrorifica). Ricordate la versione alternativa che abbiamo menzionato poco sopra? Qui sarà dove The Medium esprimerà il meglio di sè.

A sinistra, il mondo reale. A destra quello spirituale, sotto attacco da parte di falene assassine

Escrescenze fungiformi, un perenne tramonto in grado di donare al tutto una impronta (se possibile) ancora più sinistra ed ultraterrena, porte trasformate in lugubri drappi di quella che sembrerebbe pelle umana, muri ricoperti da un materiale simile a quello muscolare, e una onnipresente, opprimente marcescenza che permea i locali di gioco avranno come risultato quello di farvi sentire perennemente a disagio, in pericolo, ed impotenti in questo luogo. Su questo lato, Bloober Team ha sicuramente centrato il bersaglio, tra l’altro ispirandosi alle opere del grande Zdzisław Beksiński, pittore surrealista polacco (1929/2005) e, in certe occasioni, andando a scomodare addirittura le terrificanti visioni di H.R. Giger (1940/2014). Se l’ambientazione di The Medium vi catturerà come è riuscita a fare con noi, vi consigliamo caldamente di andare a visionare il loro lavoro.

Ambientazione e giochi di luce contribuiscono a creare una atmosfera inquietante

Impossibile poi non parlare del superbo comparto audio del titolo, anch’esso legato a doppio filo con il leggendario Silent Hill. Akira Yamaoka, già compositore delle melodie della serie Konami, è stato in grado con The Medium di replicare l’eccellente lavoro che da sempre ha contraddistinto le produzioni su cui ha lavorato, ora come allora con tracce audio in grado di stupire, confondere, spaventare e disorientare il giocatore, pur mantenendo il caratteristico stile che da sempre è il suo marchio di fabbrica. Un’altra voce nota sarà presente in The Medium, quella di Mary Elizabeth McGlynn, famosa doppiatrice e cantante statunitense già famosa per i lavori effettuati per la serie di Silent Hill. Immancabile anche l’ormai mitico Troy Baker, questa volta quasi irriconoscibile nella sua performance mentre viene chiamato a vestire i panni di The Maw (Le Fauci), il principale antagonista del gioco. Ci teniamo a ribadirlo ancora una volta, ma nel comparto audio, The Medium è assolutamente e senza timore di smentita, fantastico.

Una “Fonte”: qui ricaricherete i poteri da medium di Marianne

A livello di gameplay, come dicevamo, il gioco potrebbe forse deludere una parte dell’utenza. Non tanto perchè mal realizzato, quanto perchè semplicemente il collettivo generale si è fatto una idea sbagliata sul cosa effettivamente si dovrà fare nel titolo Bloober. Marianne, la nostra protagonista, non è un soldato, nè una spia, nè un mercenario: è semplicemente una ragazza adottata da un comunissimo impresario di pompe funebri. La sua particolarità sarà solo ed esclusivamente quella di avere poteri paranormali, tutto lì. Ecco quindi che tutto ciò si ripercuoterà anche nel gameplay vero e proprio. Passerete la maggior parte del tempo a girovagare per il Niwa Resort, ispezionando indizi, interagendo con oggetti, e risolvendo rompicapi. Le fasi più action che incontrerete saranno quelle di fuga, dove Marianne (data la sua non-propensione al combattimento) non potrà fare altro che fuggire. Saranno anche presenti alcune brevi sezioni stealth a variare il ritmo di gioco, ma andranno viste solo come un piacevole diversivo, non una meccanica primaria. Spiace ammetterlo, ma se cercate un nuovo Resident Evil, un Silent Hill, o addirittura un (estremizzando) Dead Space, The Medium semplicemente non è il gioco che fa per voi.

Ugh, oddio.

A livello più puramente tecnico The Medium potrebbe essere paragonato all’ambientazione di gioco, equamente spaccata in due metà. Se è vero che da una parte il motore di gioco e la console mostrano i muscoli, dovendo gestire letteralmente due videogiochi allo stesso tempo, è anche vero che Bloober sotto certi aspetti soffre ancora di una certa ingenuità. Modelli poligonali non eccessivamente dettagliati si uniscono a un certo ritardo nel caricare texture o ambientazioni di gioco, pur se tutto questo non andrà mai a intaccare l’esperienza complessiva. In fase di test oltretutto, non abbiamo avuto a che fare con nessun episodio di hard-crash, bug, o glitch, dall’inizio al completamento del titolo.

Il colossale Niwa Resort, esempio applicato di brutalismo est-europeo

Eccoci quindi a tirare le somme sulla prima esclusiva dedicata all’ammiraglia Microsoft. The Medium a noi è piaciuto, e non poco se possiamo permetterci. Una atmosfera curatissima, una trama intrigante e un comparto audio da pelle d’oca (letteralmente, giocate con un buon set di cuffie e capirete) ci hanno stregato fino al completamento dell’ inquietante escapade di Marianne al Niwa Resort. Va detto, suddetta avventura non sarà eccessivamente lunga (evitiamo di riportare il tempo del nostro completamento in quanto darebbe adito a commenti fuori luogo sulla falsariga di “è corto, non ne vale la pena”). Noi però, da inguaribili romantici nonchè testardi sostenitori dei bei tempi che furono, continuiamo a ribadire che i giochi, certi giochi nello specifico, se creati con amore e passione ed in grado di offrire una esperienza di qualità, possono fare a meno di puntare anche sulla quantità. Bloober Team, in questo The Medium, ha riversato cura ed amore: Promosso!

POWER RATING:
9.0/10
Con questo The Medium, Bloober Team è stata in grado di regalare ai propri fan un titolo con una grandissima personalità, che terrà i giocatori incollati allo schermo per l’intera durata dell’esperienza.


PRO:

-Tecnicamente impressionante mentre gestisce due giochi contemporaneamente
-Level-Design e atmosfera assolutamente fantastici
-Comparto audio (musiche, doppiaggio) assolutamente di prima qualità
-Buon bilanciamento della difficoltà degli enigmi
-Trama interessante

CONTRO:
-Alcune indecisioni del motore di gioco (texture in primis)
-Potenzialmente noioso per i giocatori che si aspettavano azione e combattimenti

-Testato su Xbox Series X
-Attualmente disponibile su Xbox Game Pass per tutti gli abbonati al servizio

Posted by:Powerwave83

3 risposte a "The Medium – Xbox Series X Review"

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