Di Pierre Coppi

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-Testato su Xbox Series X

Il mondo di D&D torna nel nuovo hack and slash di Tuque Games e pubblicato dai leggendari Wizards of the Coast. Il problema di tutto ciò? Beh, mettetevi comodi…

Dungeons & Dragons ormai non ha bisogno di presentazioni. Presente sulla scena da ormai decine di anni, il gioco di ruolo carta e penna ideato da Wizards of the Coast si è ormai evoluto in una sorta di mostro cross-mediatico che ovviamente non poteva che andare a raggiungere, a un certo punto, i nostri amati videogames. E di videogames, fidatevi, ce ne sono stati tantissimi, dai leggendari Baldur’s Gate agli originali Dark Alliance (tutt’ora i nostri preferiti), arrivando infine a questo nuovo capitolo, Dungeons & Dragons Dark Alliance.

Già la trama, o il pretesto per la stessa, presenta i primi problemi. Un artefatto magico ha fatto sì che tutti i cattivoni del mondo di D&D si unissero nel tentativo di recuperarlo, creando così, rullo di tamburi, l’Alleanza Oscura. Sarà vostro compito, nobili eroi, sventare la minaccia e riportare le terre sotto l’egida della pace e della prosperità. Per fare ciò, scordatevi di poter creare un vostro personaggio, cosa che magari avrebbe potuto aiutare nell’immedesimazione e conseguentemente dare una sorta di spintarella al tempo che avreste voluto passare con il pad in mano. No, in Dungeons & Dragons Dark Alliance (DDDA, da ora) sceglierete il vostro campione tra i quattro disponibili. Drizzt Do Urden, il leggendario Elfo Scuro protagonista di mille avventure (non nascondiamo che noi in primis siamo fan), Wulfgar il Barbaro, Catti-Brie l’arciere e Bruenor il nano. Chiaramente ognuno di loro sarà fondamentalmente un pretesto per rappresentare una classe specifica, con Wulfgar che fungerà da tank e caricherà i nemici con le sue abilità da berserker e i suoi martelli a due mani, Catti-Brie si rintanerà nelle retrovie a fare da supporto, mentre in un ipotetico scenario Drizzt elimina i nemici silenziosamente e Bruenor… farà le sue cose da nano, rendendolo de-facto un doppione (armato di scudo) di Wulfgar.

Sembra quasi che per una cosa di DDDA che funziona, ne debbano andare storte almeno altre cinque. Non ci siamo proprio. Innanzitutto a livello tecnico il gioco pare più una versione leggermente potenziata di qualcosa che avrebbe potuto girare senza troppi problemi su una PS3 o una Xbox 360, con modelli poligonali decisamente poco dettagliati e ambientazioni che, per quanto evocative (il mondo di D&D è pur sempre grandioso), altro non sono che una serie di corridori che andranno ad aprirsi in stanze più ampie, che fungeranno da arene per il combattimento. Passabile per la prima campagna, ma dopo due dozzine di ore avrete veramente la nausea. E non solo. In un tentativo di variare il gameplay sono state introdotte trappole che dovrebbero sulla carta dare una boccata di aria fresca dalla monotonia (oh, fidatevi, torneremo su questo punto) ma a conti fatti paiono più un insulto verso l’intelligenza del giocatore. Prendiamo il primo livello: distese di ghiaccio che danneggeranno il giocatore. L’unico modo per sopravvivere? Ottenere lo status “Riscaldato” sostando vicino a oggetti infuocati, normalmente piazzati esattamente all’inizio della zona ghiacciata. Volete qualche puzzle? Ci sono anche quelli: eliminate una barriera premendo grossi tasti sul terreno, uno dei quali magari leggermente più lontano dagli altri per confondervi. Level-design? Bocciato.

C’è poi il gameplay, che sulla carta (lo sappiamo, stiamo usando questo modo di dire alla nausea ormai, ma ci pare abbastanza sul pezzo, visto il tema trattato – NdPierre) potrebbe risollevare DDDA. Mettiamola così: se questo gioco fosse un’auto da gara impegnata in una corsa, in questo preciso momento avrebbe appena perso il controllo. Riuscirà a riprenderlo o si lancerà in un testa a coda, andandosi a schiantare contro le barriere a bordo pista? Inutile prendersi in giro, la seconda opzione. Di base, come abbiamo già annunciato, DDDA è un hack and slash ibridato con un action-rpg, e tutto questo, tradotto, equivarrebbe a un Diablo 3D. Combattete per i livelli, uccidete nemici, guadagnate XP per aumentare le statistiche del vostro personaggio unitamente a sbloccare nuove abilità attive e passive, e raccogliete equipaggiamento migliore. Standard, per il genere. Quello che non è standard, è l’implementazione da parte di DDDA di una barra della stamina per le vostre azioni (attacco, schivata, evasione, salto), dove l’uso degli attacchi potenti (Grilletto destro su Xbox, R2 su PS5) non solo consumerà tale barra, ma andrà a ridurla permanentemente (perlomeno per la durata del livello o fino all’utilizzo di un checkpoint). Non sarebbe nemmeno male come meccanica, se non penalizzasse alcune delle classi al punto da renderle quasi inutili. L’arciere, ad esempio, che ha bisogno del tasto R2/RT per avere una chance di fare danni significativi, spesso si troverà totalmente a corto di stamina, rendendo ogni tipo di attacco successivo pressochè inutile, laddove il barbaro, in grado di alternare attacchi forti e feloci mantenendo un danno superiore, riuscirà a gestire la stamina in maniera molto più efficente.

Come avete notato, fino a questo punto non abbiamo esattamente lanciato lodi sperticate al titolo di Wizards of the Coast. Il problema è che non abbiamo finito, perchè se fino a questo punto vi siete sforzati di pensare in maniera positiva, borbottando frasi come “vabbè, posso chiudere un occhio”, stiamo per mettervi di fronte al problema più grande di tutto il gioco. DDDA è noioso. Tra i movimenti letargici del vostro personaggio, le animazioni non-cancellabili (fidatevi, è un problema che vi porterà a essere colpiti innumerevoli volte), e la monotonia generale dell’intera campagna di gioco, la ventina di ore necessarie a terminare quanto necessario vi sembreranno almeno tre volte tanto.

Tirando le somme, ci piange un po’ il cuore ma non possiamo far altro che dirvi di stare lontani da questo Dark Alliance. Noioso, tecnicamente datato e costellato di bug (su cui abbiamo volutamente glissato per non dover scrivere un articolo lungo il doppio), il solo fascino del mondo di Dungeons and Dragons e di Icewind Dale non è assolutamente in grado di reggere il peso della miriade di problemi che il titolo si porta dietro. Se siete fan di D&D e volete assaporare qualcosa di estremamente più godibile, fiondatevi sugli originali Baldur’s Gate Dark Alliance, recentemente rimasterizzati e portati sugli store di tutte le console moderne.

POWER RATING:
4.0/10
“Dungeons and Dragons Dark Alliance è da evitare. Lento, noioso, tecnicamente datato e mal programmato, l’esempio da manuale di una occasione sprecata.”

PRO:
-Ambientazione affascinante
-Drizzt Do Urden

CONTRO:
-Lento e noioso
-Tecnicamente datato
-Bug a non finire

Poteva mancare un Beholder nel ruolo di boss? No, appunto.
Posted by:Powerwave83

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