Di Redazione PW83

Prideful Sloth e Merge Games ci portano sull’idilliaca isola di Gemea per un avventura che pone l’accento sulle fasi più rilassanti dell’esplorazione. Benvenuti a Yonder: The Cloud Catcher Chronicles!

L’esplorazione, il fascino dell’ignoto, lo scoprire qualcosa prima di chiunque altro ormai è stato visto, analizzato e proposto in mille e più varianti differenti. Terre inospitali, regni devastati da guerre centenarie, nuovi pianeti, viaggi nel futuro, nel passato… chi più ne ha, più ne metta. Ma cosa succederebbe se per una volta, per grazia divina, ci fosse concesso di mettere piede (o tornare) in quello che potrebbe definirsi una specie di paradiso in terra?

Yonder: The Cloud Catcher Chronicles (Le Cronache dell’Acchiappa-Nuvole) è fondamentalmente la risposta a questo interessante quesito. Nei panni del protagonista (senza nome ma totalmente customizzabile), sarà nostra cura esplorare l’isola di Gemea (divisa in 7 diversi biomi) e costruire villaggi, iniziare a coltivare e in linea di massima, fare fondamentalmente quello che preferiamo. Yonder non pone nessun tipo di pressione o fretta al giocatore: volete perdere una dozzina di ore accudendo gli animali della vostra fattoria, tralasciando completamente tutto il resto? Nessun problema. Volete, viceversa, completare il gioco senza nemmeno avvicinarvi alle parti più gestionali dell’esperienza? Detto fatto. Il bello del titolo di Prideful Sloth (il Bradipo Orgoglioso), come già scritto, risiede proprio qui: non porre alcun tipo di pressione sul giocatore, che verrà lasciato libero di godersi quello che più preferisce. Anche la minaccia nemica costituita dal “Murk” (una sorta di sostanza violacea che infesta alcune delle zone di gioco), potrà essere totalmente bypassata se quello che cercate è solamente continuare a gestire il vostro impero agri-centrico.

La vera particolarità di Yonder: The Cloud Catcher Chronicles

E’ vero, nel caso si voglia completare la (non profondissima né tantomeno lunghissima, va detto) trama di Yonder bisognerà effettivamente mettersi il cuore in pace ed affrontare la minaccia violacea, ma anche questo, in linea con il concept di gioco, non porrà il giocatore sotto uno stress eccessivo. Yonder è un gioco votato al pacifismo. Non ci sono nemici da combattere o uccidere, non c’è game-over. Il gioco verterà interamente sulla totale autonomia dettata dal concetto di aiutare, invece di fare del male. Detta in soldoni, l’azione più violenta effettuabile in-game sarà il rompere una cassa, o spaccare una roccia per estrarne i minerali. “Ma quindi“, vi sentiamo chiedere, “come si potrà sconfiggere il Murk menzionato poco sopra?” E’ presto detto: Il Murk è un’aura oscura violacea e priva di identità, che copre luoghi specifici dell’isola. Non parla mai né danneggia nulla, il che per Yonder è concettualmente appropriato. Respingerlo richiede che il protagonista trovi degli “Sprite”, spiritelli simili a fate. Trovatene abbastanza e il Murk verrà cacciato via, scoprendo nuove aree o segreti. A livello di meccanica di gioco quindi, il Murk agirà come un incentivo all’esplorazione. Gli sprite sono nascosti, e parleranno in dialoghi basati su giochi di parole (equivalenti alle peggiori freddure) quando vengono scoperti, un po’ come i piccoli Korok di Zelda Breath of the Wild.

Il gameplay del titolo di Prideful Sloth sarà il seguente: fate, fondamentalmente, quello che vi pare. Visitate villaggi e completate le quest secondarie offerte dagli abitanti (per quanto tutte si riducano fondamentalmente a delle fetch-quest), allargate la vostra stalla, perdete tempo in attività come la pesca, l’artigianato o la sartoria, riportate in auge l’antica arte del baratto, oppure ancora seguite la storia principale sino al completamento. La cosa bella di tutto questo è che, siccome ogni parvenza di ostilità in-game è stata eliminata alla radice, ognuna di queste meccaniche funziona in maniera a sé stante: passate 10 ore a coltivare frutta e verdura e una volta stancati, iniziate la vostra carriera di pescatori dal nulla. Gli elementi di Trama, gestione Fauno-Floristica ed Esplorazione sono tre entità differenti ed indipendenti l’una dall’altra. Ed é proprio questa indipendenza a livello di meccaniche che dona a Yonder una personalità assolutamente marcata.

Purtroppo, non tutto quello proposto dal gioco micro-tripla-A Australiano è positivo. Come abbiamo visto poco sopra, le quest secondarie si riducono a dei semplici “ho bisogno di tot oggetti, cercali e riportameli“, la peggior ricetta disponibile per un titolo open-world o comunque dedicato all’esplorazione. Sia chiaro, alcune di queste missioni avranno premesse divertenti e godibili, ma alla fine si ridurranno tutte allo stesso iter di completamento. Anche la trama principale, o meglio la sua conclusione, ci ha lasciato un po’ perplessi per via di come viene gestita, ma preferiamo evitare scomodi spoiler e lasciare a voi lettori l’ultima parola. Per chiudere l’elenco dei fattori negativi, abbiamo tenuto per ultimo quello che forse é l’elemento più lampante di tutti: per quanto il titolo sia dotato di una sua concreta identità, é lampante ed innegabile che prenda ispirazione da una manciata di titoli famosissimi, come il Fable di Peter Molyneux, lo Zelda di Nintendo, l’ Harvest Moon di Marvelous e addirittura una spolverata di Animal Crossing (ancora, Nintendo). Non che questo vada ad inficiare la validità del prodotto e di conseguenza la sua valutazione complessiva, ma è anche palese come queste serie leggendarie abbiano portato alla nascita di un progetto simile.

Tirando le somme, Yonder: The Cloud Catcher Chronicles é comunque un titolo che ci sentiamo di consigliare senza riserve. E’ vero, soffre di alcuni difetti di base più o meno marcati, ma dovete vedere il tutto sotto la giusta prospettiva: Prideful Sloth, lo sviluppatore, è uno studio indipendente composto da, per quanto veterani dell’industria, tre sole persone. Non solo, il gioco offre scelte di gameplay estremamente coraggiose, come la rimozione di qualsivoglia combattimento, o addirittura la possibilità di morire, e questo in un mercato inflazionato da concetti e stili ormai spiccatamente votati al solo vil danaro, dove tante pubblicazioni mettono in tavola solamente giocate sicure. Prideful Sloth ha rotto questo trend, è andata all-in ed ha rischiato, e noi ci sentiamo in dovere di premiarla. Bravi!

POWER RATING:
8.0/10
“Yonder é un coraggioso raggio di luce che filtra nello scuro sottobosco popolato da progetti già visti, sequel e giocate sicure. Progetti come quello di Prideful Sloth vanno supportati ed incoraggiati.”


PRO:

-Graficamente delizioso
-Atmosfera godibile e rilassata
-Tante divertenti attività

CONTRO:
-Missioni secondarie poco ispirate

-Codice review fornito da Merge Games
-Testato su Xbox Series X


Posted by:Powerwave83

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