Di Redazione PW83

– Prodotti forniti da Celly
– Testati su Honda Africa Twin CRF1000L 2016

Celly ci propone due intelligenti soluzioni alla sempre più dilagante necessità di orientarci mentre siamo alla guida delle nostre moto, per lavoro e per svago! Abbiamo testato per voi i portacellulari RIDECASE e RIDEMAGNET!

RIDECASE e RIDEMAGNET, i due prodotti di Celly per i motociclisti

E’ innegabile come il nostro smartphone abbia assunto sempre più con prepotenza il ruolo di accessorio fondamentale (per quanto idiosincratica possa risultare una simile affermazione) nella vita di tutti i giorni. Oltre all’ormai scontato ruolo legato alla funzione primaria del poter telefonare, sono molteplici le funzioni che da semplici extra sono passate in prima linea nella quotidianità dello strumento. E-mail, Internet, i Social, Word, Excel, ormai possiamo fare letteralmente di tutto, pur con le limitazioni (ma spesso aggirabili) del lavorare su uno schermo di dimensioni ridotte. Tra tutte però, è una in particolare ad aver guadagnato un ruolo da protagonista sul nostro piccolo specchio nero: Il Navigatore.

Che sia con Google Maps o con qualunque altra applicazione possa venirvi in mente, è ormai lampante come il nostro smartphone abbia assunto l’identità di navigatore satellitare prêt-à-porter nell’ottica della mobilità quotidiana o dei viaggi di piacere, specialmente se, e qui andiamo finalmente a collegarci con i due prodotti in esame, si parla di motociclismo (urbano e a lungo raggio).

Celly, marchio italiano di accessori per smartphone del Gruppo Esprinet, lancia una linea di supporti, identificata come Celly Pro Ride, per smartphone interamente dedicata al mondo delle due ruote, con l’obiettivo di fornire praticità, resistenza e versatilità. I ragazzi di Celly ci hanno chiesto di provarla per voi. In esame avremo due esemplari di questa linea, il RIDECASE ed il RIDEMAGNET. Andiamo a scoprirli.

La moto utilizzata per la prova: Honda Africa Twin CRF1000L (2016)

CELLY PRO RIDE RIDECASE: Il classico che non sbaglia mai

Iniziamo la nostra prova partendo dal prodotto che sicuramente andrà incontro alla maggior fetta di utenza grazie alla sua versatilità. Celly Pro Ride RIDECASE, questo il nome completo, è il classico portacellulare “da manubrio”, dotato di un comodo guscio resistente agli urti al cui interno verrà posizionato il nostro smartphone. La prima cosa che colpisce, tolto il prodotto dalla confezione, è senza dubbio la qualità costruttiva, con materiali in grado di trasmettere l’idea di un prodotto robusto, fattore fondamentale nell’ottica di un utilizzo motociclistico, dove purtroppo non è mai da escludere il fattore caduta.

Salta subito all’occhio, una volta presa in mano la custodia, il fatto che la cerniera di apertura della stessa sia dotata di un rivestimento “gommato” volto a renderla impermeabile (come nelle giacche da moto specialistiche come la nostra Dainese Carve Master II Gore-Tex), così come il fatto che l’intera struttura sia realizzata in materiale plastico, cose che riescono, combinatamente, a farle ottenere la certificazione IP64: Totalmente impermeabile. Noi l’abbiamo testata sotto una fitta pioggerella, e possiamo confermare che non una singola goccia d’acqua è penetrata all’interno. Sempre parlando del portacellulare, è interessante notare come lo stesso sia provvisto di una piccola aletta parasole che corre lungo le sezioni laterali e superiori. Sicuramente un bonus apprezzabile, ma oggettivamente non risolutivo in termini di protezione dal riflesso solare, oggettivamente una delle cose più problematiche dell’utilizzare uno schermo, sia esso quello di un navigatore, del cellulare, o della stessa strumentazione, mentre si va in moto. Ci è piaciuto il sistema di fissaggio a morsetto di RIDECASE. Innanzitutto, anche qui la qualità costruttiva ci è parsa molto buona, con plastiche piene ed un comodo grip in gomma che andrà ad abbracciare il manubrio nella parte da voi preferita. Dal canto nostro, abbiamo fatto un po’ di fatica a trovare lo spazio necessario, vista la presenza sulla nostra CRF1000L dei paramani. Avremmo onestamente adorato il poterlo utilizzare sul traversino di supporto (by Touratech, dove normalmente posizioniamo il nostro TomTom Rider) che campeggia sopra la strumentazione, ma a causa del diametro della stessa, non c’è stato modo di poter installare RIDECASE. Tra l’altro, avremmo dovuto e voluto posizionarlo in orizzontale, visto che in verticale parte dello stesso avrebbe coperto contagiri e contakm.

Nonostante tutto, abbiamo apprezzato la fruibilità di RIDECASE. E’ un prodotto costruito con materiali di qualità e cognizione di causa. Lo abbiamo testato, come già detto, sotto una fastidiosissima pioggerellina insistente e su una strada mediamente dissestata, e (stretto bene, ci raccomandiamo) non ha mostrato il minimo segno di incertezza, rimanendo sempre ben ancorato sul suo supporto. Supporto che, da parte sua, si è comportato altrettanto bene, evitando di scartare lateralmente e ruotare su se stesso. Ulteriore nota positiva, nonostante RIDECASE esista in una sola configurazione (172×92, per smartphone fino a 6.5″) il nostro telefono da 6.2″, grazie all’utilizzo degli “spessori” presenti nella confezione, non si è mosso di un millimetro. Brava Celly!

Dovessimo trovare forzatamente un difetto, sarebbe da imputare non tanto a RIDECASE per se, quanto al come sono costruiti gli smartphone odierni. In tanti modelli (come nel nostro Huawei P20 Pro) manca un tasto fisico centrale per attivare lo schermo, soppiantato dalla rilevazione dell’impronta digitale. Per quanto buona e reattiva sia la finestrella di RIDECASE, non c’è stato verso di attivare lo schermo mediante quella rilevazione. Servirà quindi pre-impostare il telefono sull’app di navigazione, e poi chiuderlo nel case.

CELLY PRO RIDE RIDEMAGNET: L’alternativa intelligente

Abbiamo poi testato, sempre sotto la solita pioggerella insistente, RIDEMAGNET, il secondo prodotto inviatoci da Celly. La differenza sostanziale da RIDECASE risiede nel sistema di fissaggio: laddove il primo era il classico porta cellulare da manubrio, con il suo morsetto universale, Magnet, come il nome suggerisce adotterà un sistema di magneti per rimanere vincolato alla moto.

Come per il fratello, la qualità percepita una volta tolto dalla confezione è la medesima: robusto, e con materiali di qualità. Anche qui il prodotto è certificato IP64, e come prima non abbiamo notato nessuna infiltrazione d’acqua durante il test (per chiarire ogni dubbio, abbiamo effettuato il cambio delle custodie al coperto, proprio per non avere risultati falsati da uno smartphone bagnato durante la transizione). Per il resto, la custodia porta smartphone risulta estremamente similare a quella di RIDECASE, seppur con tre sostanziali differenze. In primis, è leggermente più grande (175×93 contro 172×92) pur mantenendo la capacità di ospitare dispositivi fino a 6.5″, mentre la seconda differenza sarà da ricercarsi nella presenza, nella parte inferiore, di un comodo foro (gommato, ergo impermeabile) in cui far passare il cavo di ricarica del dispositivo in uso. Terza differenza, questa volta decisamente importante, è la forma stessa di RIDEMAGNET, con le due “alette” laterali. Queste ospitano due degli otto potenti magneti utilizzati per fissare il case, e come vedremo fra poco, sono quelle che ci hanno fondamentalmente permesso di utilizzarlo.

Come dicevamo poco sopra, RIDEMAGNET nasce per quelle moto dove non è possibile aggiungere qualcosa al manubrio o sopra la strumentazione grazie a traversini e via discorrendo. Rimane quindi un solo punto: il serbatoio. Purtroppo per noi, la moto che abbiamo usato per la prova (ma è un problema di tanti modelli moderni) non ha un serbatoio piatto o comunque con una forma omogenea come potrebbero averlo una custom o una moto sportiva, e questo ci ha messo in una situazione difficile, lasciandoci con due sole opzioni: A- utilizzare RIDEMAGNET nella posizione poco sopra la sella, costringendoci quindi ad abbassare completamente la testa per guardare lo smartphone, oppure B- posizionarlo molto vicino al bocchettone di rifornimento, più comodo per visibilità ma non perfettamente stabile come ancoraggio. Abbiamo optato per la seconda opzione, in parte rassicurati grazie all’utilizzo del comodo laccetto di sicurezza incluso nella confezione: un giro intorno al manubrio, e siamo partiti.

Come per RIDECASE, anche RIDEMAGNET si è dimostrato ottimo nonostante il suo posizionamento di “ripiego” sulla nostra Africa Twin, e non si è minimamente mosso durante il viaggio di ritorno (sempre sulla stessa strada dissestata).

Tirando le somme, non possiamo che ringraziare gli amici di Celly per averci dato l’opportunità di testare RIDECASE e RIDEMAGNET, e non possiamo che consigliarli a tutti i motociclisti in cerca di un prodotto valido, costruito con cura, e totalmente italiano. Se poi aggiungete al pacchetto il prezzo, assolutamente d’attacco, non avete più scuse.

Per maggiori informazioni su Celly e l’intera gamma dei suoi prodotti, CLICCATE QUI.

Per acquistare Celly Pro Ride RIDECASE, CLICCATE QUI.

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Posted by:Powerwave83

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