Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Koei Tecmo
-Versione Testata: Nintendo Switch

-Disponibile per: Nintendo Switch, PC (Steam), iPhone, iPad, iPod Touch

Per celebrare il 25° anniversario, questo bundle porta i popolarissimi giochi di allevamento su hardware moderno, dove potrete allevare i vostri mostri e addestrarli a competere contro altre creature eccentriche! Benvenuti alla recensione di Monster Rancher 1 & 2 DX!

Il mondo videoludico è, per qualche motivo astratto, un qualcosa di molto strano. Può succedere che, a fianco di titoli di categoria Tripla-A con produzioni multimilionarie, qualche piccolo titolo raggiunga lo status di cult-game, generando uno zoccolo duro di appassionati pronti a difenderlo con le unghie e con i denti quando paragonato ad altri titoli dello stesso genere. Uno di questi piccoli tesori protetti potrebbe essere Monster Rancher, di cui oggi andremo a recensire il remaster reso disponibile da Koei Tecmo. Prima però, cerchiamo di capire cosa sia “Monster Rancher“, come abbia fatto a divenire un titolo di culto, e in cosa si differenziava dai competitor dell’epoca.

Monster Rancher, il primo della serie, venne originariamente pubblicato in Giappone sotto il nome di Monster Farm (1997) per Sony PlayStation. Erroneamente paragonato a un famoso titolo Nintendo con una mascotte a forma di roditore giallo, Monster Rancher, già dal titolo, metteva bene in chiaro che il fine ultimo non era tanto quello di creare uno sconfinato serraglio pieno di bizzarri animaletti, quanto di, effettivamente, allevarli, prendersene cura e infine farli combattere. Ma, andando a scavare nel perché Monster Rancher fu in grado di dare il via a una serie di culto (ad oggi sono quattordici i titoli dedicati, tra sequel e spin-off), quale fu il fattore X che lo fece amare alla follia? La risposta è semplice: il come venivano generati i mostri. Contrariamente a giochi come Pokémon e compagnia, le caratteristiche del mostro (come statistiche, razza e tratti) erano determinate da vari numeri memorizzati nel gioco. Per generare un mostro, un generatore di numeri casuali definiva quali caratteristiche avrebbe avuto il mostro creato. Tecmo creò un sistema di lettura di CD che avrebbe utilizzato i dischi per generare semi di numeri casuali e, di conseguenza, una grande varietà di mostri. I valori trovati nei dati dei dischi sarebbero poi stati mappati alle caratteristiche dei mostri.

Ora, per celebrare il 25° anniversario della serie, Koei Tecmo porta i primi due titoli su Nintendo Switch e su altri formati (li potete trovare nella scheda pre-articolo), con diverse modifiche rispetto ai giochi base. Andiamo a vedere cosa è cambiato in queste versioni “DX”!

Innanzitutto partiamo dalla trama che farà da sfondo alle nostre avventure di addestratori, quella di Monster Rancher 1: Prima che i continenti del mondo andassero in pezzi, un enorme disastro colpì il mondo. La gente pregò le proprie Divinità in cerca di aiuto e loro, in tutta risposta, crearono nuove forme di vita. Tuttavia, queste nuove forme di vita portarono nuovi problemi, così le Divinità si esasperarono e le sigillarono nelle “Disc Stones”. Sono passati molti anni da allora e le Divinità hanno affidato agli umani il segreto delle pietre a disco, i quali continuano a cercare le pietre mancanti per sbloccarne le forme di vita custodite all’interno. Oggi, centinaia di anni dopo questi eventi, si dice che le pietre a disco siano quasi introvabili. Si dice inoltre che in ognuna di esse sia intrappolato un mostro. Un giorno un gruppo di lavoratori che scavavano alcune antiche rovine scoprirono una di queste mitiche pietre. L’operaio che per primo la dissotterrò portò immediatamente la pietra al Tempio dei Mostri, dove i sacerdoti, usando gli antichi metodi, sbloccarono il mostro all’interno della pietra del disco. In un luogo dove allevatori e mostri coesistevano pacificamente, iniziò la battaglia dei mostri! Col passare del tempo queste battaglie tra mostri divennero estremamente popolari e l’allevamento di mostri divenne il passatempo standard della terra. Alla fine le pietre del disco furono ritrovate in tutto il mondo ed ora, gli allevatori di tutto il mondo si uniscono ed entrano in battaglia. E qui é, fondamentalmente, dove entriamo in gioco noi.

Dopo aver scelto un nome, e aver assistito a diverse scene esplicative di quello che sta succedendo, ci verrà affidata una assistente e ci verrà detto di dirigerci in città per recuperare il nostro primo mostro. Potremo acquistarlo al mercato, oppure, dal Tempio, potremo generarne uno. Ovviamente, ci siamo diretti al Tempo, dove abbiamo potuto toccare con mano la fondamentale differenza tra queste riedizioni ed i titoli originali. Laddove all’epoca il gioco ci avrebbe detto di inserire un CD musicale, qui il gioco ci chiederà di inserire o di selezionare nel catalogo disponibile, il titolo di una canzone o di un album. Se vi preoccupa il pensiero di non trovare la vostra canzone preferita, le probabilità che sia presente sono rassicuranti, considerate le 600.000 tracce tra cui scegliere. Non è finita però, perché saranno inoltre presenti nuovi mostri (27) e oltretutto nuove tracce legate alle produzioni di Koei Tecmo, tra qui quelle più recenti!

Proseguendo con le novità introdotte in MR12DX, vanno sicuramente menzionate anche la possibilità di salvare in più slot (nei titoli originali era disponibile un solo file di salvataggio), un maggior numero di posti disponibili dove riporre i propri mostri (Freeze Slots, fondamentamente l’equivalente del sonno criogenico visto nei film di fantascienza), una Hall of Fame dei mostri dove vedere quelli con cui avete vinto maggiormente, e ultima ma non meno importante, una modalità Fast Forward per chi conosce il titolo a memoria e vuole giocare l’intero gioco più velocemente. E’ una funzionalità già vista in altri porting recenti, come quelli di Final Fantasy VII, VIII, IX, e XII.

I combattimenti tra i vostri adorati mostriciattoli si svolgeranno esattamente come nelle edizioni originali: Entrerete in un torneo e verrete abbinati ad altri iscritti, tutti più o meno nella stessa fascia di esperienza. Per combattere, potrete sia aiutarlo con diversi input o semplicemente guardarlo combattere da solo. L’ intelligenza del mostro determinerà quanto bene combatte da solo. Con il vostro aiuto e manovrando il mostro in diversi modi (vicino, molto vicino, medio e lontano), avrete il controllo sulla scelta e sulla frequenza degli attacchi. Le statistiche determineranno gli altri fattori del gioco. Le battaglie erano già buone la prima volta e sono ancora perfettamente funzionali due decadi dopo.

Tecnicamente parlando, siamo un po’ combattuti sul dove e sul come valutare il titolo. E’ un remaster, quindi non ci si possono aspettare rivoluzioni (anche se saremmo onestamente curiosi di vedere come potrebbe apparire un MR che sfrutta l’hardware attuale). Si, il tutto è visivamente più appagante che su PS1 e ogni cosa è stata aumentata in termini di risoluzione, ma stiamo comunque parlando di due giochi di vent’anni fa. A voler spezzare una lancia a favore del titolo però, va detto che lo stile grafico impiegato (anime/cartoon) riesce a far chiudere un occhio sulle effettive qualità grafiche dei due giochi. A livello sonoro, nulla da dire, nè in negativo nè in positivo. Semplicemente, fa il suo dovere, ed è funzionale contestualmente a quanto appare su schermo. Difficilmente ricorderete una qualsiasi traccia del gioco. Prima di chiudere, è bene far notare come entrambi i giochi, grazie alle centinaia di mostri disponibili, siano potenzialmente infiniti, garantendo decine e decine di ore di gameplay.

Il primo contatto con la serie potrebbe condurvi a pensare: “Oh no, l’ennesimo clone di Pokémon“. Ma la prima volta che il vostro Moochi distruggerà un mostro dalle sembianze di un purè di patate o di un diavolo, sarete istantaneamente rapiti (inoltre, Monster Rancher non è un clone). Con i suoi simpatici personaggi quasi illimitati, il suo gameplay coinvolgente e un sistema di combattimento facile da usare, Monster Rancher 1 & 2 DX soddisferà sia i possessori dell’originale che i nuovi arrivati.

POWER RATING:
8.0/10
“L’aggiunta di MR2 rende l’originale tecnicamente ridondante, ma per tutto il resto, MR12DX si conferma come un prodotto assolutamente imperdibile per i fan degli originali così come per gli appassionati dei giochi di allevamento/combattimento.”

PRO:
+Potenzialmente infinito
+Gameplay coinvolgente
+Tonnellate di contenuti

CONTRO:
-Non è per tutti
-MR2 migliora il concept sotto ogni aspetto, rendendo MR1 un po’ ridondante

Posted by:Powerwave83

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