Di Redazione PW83

-Codice Review fornito dallo sviluppatore (Max Mraz/Nordcurrent)
-Versione Testata: Nintendo Switch

-Disponibile per: Nintendo Switch, PC

Un delizioso action rpg che si ispira al leggendario Zelda, programmato da una sola persona! Siete pronti a scoprire il “Cuore dell’Oceano”?

C’è poco da fare, siamo degli inguaribili nostalgici, borderline romantici. Viviamo recensendo titoli rappresentanti lo stato dell’arte dell’evoluzione tecnica videoludica ma, non appena certi nomi vengono menzionati, ci lanciamo in filippiche infinite sul “come l’industria videoludica funzionasse meglio prima“, “come il tal gioco sia tutt’ora il modello da seguire“, “una volta i giochi erano più belli“, e via discorrendo. Quindi, al netto di tutto questo, quale pensate sia stata la nostra reazione dopo aver ricevuto il comunicato stampa relativo al dover recensire questo Ocean’s Heart?

Non ve lo nascondiamo, inizialmente siamo rimasti piuttosto perplessi, al punto che guardando le immagini di sfuggita (capiteci, é un periodo decisamente intenso in termini di pubblicazioni) abbiamo pensato di trovarci di fronte a una sorta di riedizione/remaster di Zelda per Super Nintendo. Chiaramente, questo stato confusionale non é durato più di pochi attimi, ed ora siamo qui per raccontarvi tutti i retroscena di, forse, il più grande omaggio mai pubblicato a quello che per molti é forse lo Zelda migliore di tutti i tempi: A Link to the Past.

Iniziamo parlando della trama: La storia di Ocean’s Heart ruota attorno a Tilia, una giovane donna in cerca di suo padre. Ora, la premessa potrebbe non sembrare particolarmente unica, “fresca” o ispirata, ma portate ancora un attimo di pazienza, perché il modo in cui la storia vi consente di affrontarla lo sarà. Il gioco aprirà con una sbirciatina nella routine quotidiana di Tilia in una piccola città costiera. Trascorre le sue giornate raccogliendo erbe con la sua amica Hazel, aiutando suo padre e sua sorella a gestire la taverna di famiglia ed addestrandosi per diventare una guardia della marina volontaria. Un giorno, una nave pirata battente una bianca bandiera a clessidra invade il villaggio per saccheggiare alcune rovine vicine e finisce invece per scappare con l’amica di Tilia, Hazel. Suo padre è la guardia della marina volontaria della loro particolare isola e quindi si assume la responsabilità di salvare Hazel, dicendo a Tilia che tornerà tra una settimana. Qualcosa chiaramente va storto, in quanto non rientra entro la scadenza e, sei mesi dopo, la nostra bionda protagonista decide di lanciarsi nella caccia. Qui é dove inizierà oggettivamente il nostro viaggio, con quanto accaduto fino ad ora ad assurgere al ruolo di tutorial.

Come abbiamo scritto prima, la consegna della trama di Ocean Heart è unica. Lo diciamo con cognizione di causa perché il mondo del gioco è VASTO e pieno di interessanti missioni secondarie/personaggi. Quando vi stancherete di cercare vostro padre (potrete letteralmente fermarvi in qualsiasi momento), potrete lanciarvi nell’esplorazione di dungeon nascosti per ulteriori cuori di salute o creare oggetti, assistere gli abitanti del villaggio con le loro richieste o semplicemente visitare i vari luoghi intorno a voi per tirare un po’ il fiato.
Ora, potreste pensare: “Missioni secondarie? Questo è ciò che avete trovato unico nella storia?” Beh… sì. Non è che il concetto di missioni secondarie sia unico, ma piuttosto il modo in cui Ocean’s Heart le gestisce. Non c’è alcun senso di urgenza nel continuare la trama principale e il gioco stesso pone molta enfasi su quanto potete deviare dal vostro obiettivo principale. Molte delle cose che potrete fare non sono legate alla progressione della storia, quindi non dovrete concentrarvi esclusivamente su quello per divertirvi. Essere in grado di fare queste pause ha reso una storia abbastanza banale molto più digeribile. Abbiamo iniziato il gioco curiosi di sapere cosa fosse successo al padre di Tilia, ma alla fine ci siamo ritrovati sempre più immersi in ciò che stava succedendo nel mondo di gioco e nella sua mitologia. Gli NPC non mancavano mai di farci sorridere ed era raro non voler parlare con ogni singola persona della città in cui ci trovavamo. Vale anche la pena notare che la stessa Tilia è estremamente divertente e vale sicuramente la pena leggere i suoi scambi con alcuni degli NPC.

A livello di gameplay Ocean’s Heart si comporta esattamente come vi aspettereste se siete cresciuti a pane e… Zelda. Sappiamo che questo continuo menzionare il titolo Nintendo sta diventando piuttosto irritante, e lo sappiamo perché sta dando abbastanza fastidio anche a noi: il problema è che, oggettivamente, è impossibile non paragonare i due titoli. Ad ogni modo, dicevamo: il gameplay. Tilia sarà in grado di attaccare con la spada, effettuare una rotolata evasiva, usare pozioni e bombe, raccogliere, lanciare e spingere oggetti, tirare con l’arco… insomma, avete già capito dove vogliamo andare a parare. C’è però una novità: A differenza dell’eroe verde-vestito, la nostra eroina sarà in grado di lanciare incantesimi!

Ci sono poi diverse cose particolarmente gradevoli: in primis grazie alle risorse che raccoglierete durante l’avventura sarete in grado di potenziare il vostro equipaggiamento (sia come armi che come armature) visitando i fabbri di stanza nelle varie città, e potrete inoltre creare pozioni in grado di aiutarvi nelle situazioni più ostiche. Non solo, i vari dungeon che incontrerete saranno tutti degni di nota, in particolar modo quelli facenti parte della trama principale, spesso e volentieri legati ad una nuova meccanica. Per chiudere, come da manuale sarà possibile aumentare la riserva di cuori (hit points) di Tilia, semplicemente esplorando il mondo di gioco e raccogliendo i determinati potenziamenti oppure sconfiggendo i Boss dei vari dungeon.

Tecnicamente il gioco, visto sotto l’ottica del tributo/lettera d’amore, è qualcosa di semplicemente delizioso, che manderà in estasi i giocatori che hanno adorato… Dannazione, lo abbiamo fatto ancora. Scherzi a parte, il lavoro grafico dietro Ocean’s Heart è qualcosa di encomiabile, e pur non avendo (per forza di cose) la capacità di mostrare elementi dettagliatissimi, possiede una fortissima dose di personalità, con personaggi adorabili, animazioni con tanti frame ed ambientazioni decisamente distinguibili le une dalle altre. Un po’ meno bene il comparto audio, che pur presentando motivetti assolutamente orecchiabili, hanno il viziaccio di diventare molto ripetitivi, molto alla svelta. Peccato.

Tirando le somme, nonostante i ripetuti e difficilmente evitabili paragoni con Zelda, abbiamo letteralmente adorato questo Ocean’s Heart. E non solo perchè ci ha riportato alla mente i pomeriggi spesi con A Link to the Past, ma perché è un gioco creato con un gran cuore e soprattutto una incredibile attenzione per il dettaglio. Giocatelo, non ve ne pentirete.

POWER RATING:
8.0/10
“Per quanto forse fin troppo derivativo, Ocean’s Heart si rivela comunque assolutamente delizioso. Promosso!”


PRO:
+Pixel-Art graziosissima
+Vasto ed interessante, ottimo comparto esplorativo
+Comico e pieno di humour, vi farà passare dei momenti divertenti
+Gameplay variegato

CONTRO:
-Colonna sonora decisamente ripetitiva
-Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte alla eccessiva somiglianza con…

Posted by:Powerwave83

2 risposte a "Recensione: #OceansHeart – “Sembra #Zelda ma non é, serve a darti l’allegria!”"

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