Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da THQ Nordic
-Versione Testata: Xbox Series X

-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC (Steam)

Benvenuti alla recensione della versione next-gen di Biomutant, un bizzarro action rpg open world dove animaletti mutati devono sopravvivere ad un mondo post…post-apocalittico!

Originariamente pubblicato nel maggio 2021, e sviluppato da Experiment 101, Biomutant si rifà il trucco e viene potenziato per le console di nuova generazione come Xbox Series X|S e PlayStation 5. Varrà la pena di ritornare nel bizzarro mondo post (x2, non dimentichiamolo) apocalittico popolato da strani animaletti mutanti?

Iniziamo parlando dalla premessa narrativa del titolo. Ambientato come già detto dopo non una, ma ben due apocalissi, la trama principale ruota attorno all’ “Albero della Vita”, colpito da un disastro naturale e inquinato da olio velenoso proveniente dal sottosuolo. Le cinque radici dell’Albero, attraverso le quali dà vita al mondo intero, sono minacciate da cinque mostruose creature che iniziano lentamente a rosicchiarle, minacciando di uccidere l’Albero prima che possa guarire se stesso. La situazione è ulteriormente complicata da sei tribù, ciascuna divisa dalla loro enclave originaria. Tre di loro vogliono curare l’Albero della Vita e ripristinare l’equilibrio naturale del mondo, mentre gli altri tre vedono un’opportunità per espandere il proprio territorio e potere. In termini di gameplay, ogni tribù potrà essere influenzata attraverso il sistema del Karma. Il giocatore avrà la possibilità di allearsi con una tribù ed eliminarne altre per aumentare il potere globale della tribù alleata, anche se il giocatore potrà addirittura decidere il destino dell’Albero della Vita senza dover eliminare nessuna delle tribù se lo desidera. Insomma, carne al fuoco ce n’è, il problema è che fondamentalmente, non ci sarà una grossa differenza tra il giocare “bene” o “da cattivi”, perchè a conti fatti, l’iter sarà fondamentalmente lo stesso.

Ed a ben vedere, sarà questo il problema fondamentale di Biomutant nel suo insieme: una valanga di idee, meccaniche, e più in generale, potenziale, purtroppo non in grado di convincere fino in fondo. La principale delusione deriva dal fatto che la struttura del gioco vero e proprio in cui sono stati iniettati tutti questi ingredienti è tutt’altro che unica, con obiettivi e missioni chiaramente riciclati o missione dopo missione. Alla lunga, come potete immaginare, tutto questo stanca.

Prendiamo ad esempio il sistema di combattimento: Biomutant supporta un vasto elenco di diverse opzioni di combattimento, così tante che sembra improbabile che due amici si ritrovino ad adoperare due “build” identiche. Corpo a corpo, combattimento a lungo raggio, poteri mutanti, ed altro ancora aprono un ventaglio di possibilità assolutamente gigantesco. Il problema però, come ormai sospetterete dopo aver letto fino a questo punto, è che per ogni cosa buona introdotta dal titolo un’altra vada a minare la qualità di quanto appena lodato. In questo caso specifico, se da una parte abbiamo una grande versatilità del sistema di combattimento, dall’altra abbiamo notato una esecuzione dello stesso piuttosto mediocre, con ritardi tra la pressione del tasto e l’effettiva esecuzione di quanto richiesto. Da amanti dei fighting games e di giochi in cui tutto questo non può e non deve accadere (vedi anche DMC, Bayonetta, Metal Gear Rising, Astral Chain ecc.) abbiamo trovato piuttosto sgradevole quanto testato con mano.

Varietà, dicevamo: impossibile non menzionare la creazione del personaggio, dove dovrete dare vita ad uno strano ibrido tra uno scoiattolo, un topo e qualunque altro tipo di mammifero di piccole dimensioni che vi venga in mente. La scelta di una razza influirà in una certa misura sulle statistiche iniziali e potrete anche pompare punti in attributi specifici, ad esempio, infliggere più danni in mischia o aumentare le possibilità di barattare con i mercanti. Se tutto questo suona come il tipico sistema di progressione dei giochi di ruolo in base ai numeri, è proprio così. C’è una certa personalità nel creatore del personaggio, poiché la forma del vostro corpo cambierà a seconda delle statistiche che sceglierete di enfatizzare: testa grande per intelletto, bicipiti grandi per forza. In definitiva, tuttavia, i vostri attributi iniziali non sono particolarmente significativi. Potrete inserire 10 punti in una categoria ogni volta che salirete di livello, quindi è facile costruire un personaggio abbastanza completo in poche ore. La parte finale della creazione del personaggio prevede la scelta di una classe, che influisce sia sulla vostra arma iniziale che sull’aggiunta di un’abilità unica. Il Commando, ad esempio, infligge il 10% di danni in più con le armi a distanza, mentre lo Psi-Freak ha accesso a un attacco fulmine che altrimenti non è disponibile per le altre classi. Queste non sono abilità che cambiano il gioco e cambierete decine di armi in pochissimo tempo, ma aggiungono un pizzico di varietà ai successivi playthrough.

Non è finita: I poteri psichici e la biogenetica mutata aggiungono più varietà al combattimento, permettendovi di innescare una scia di fuoco o rinchiudervi all’interno di una bolla di muco a cui i nemici si attaccheranno impotenti. Tra le varie missioni e combattimenti, sarete incentivati a esplorare il mondo aperto di Biomutant in cerca di bottino. Ogni posizione dispone anche di una comoda lista in modo da sapere se vi state perdendo qualcosa. Anche se occasionalmente troverete nuove armi e armature frugando tra le macerie di edifici abbandonati, il sistema di ricompense è più orientato all’ottenimento di materiali migliori, poiché le migliori armi del gioco sono quelle che creerete voi stessi. Il sistema di creazione di Biomutant è dinamico, con una quantità quasi illimitata di meraviglie disponibili da costruire. Gli oggetti che costruirete saranno essenzialmente spazzatura riproposta, poiché userete qualsiasi congegno arrugginito su cui metterete le mani, che si tratti di uno spazzolino da denti di grandi dimensioni precedentemente attaccato a un cartellone pubblicitario o del manico di un aspirapolvere rotto.

Tecnicamente, non nascondiamo che il gioco si presenta in maniera decisamente migliore rispetto alla sua uscita originaria. Visivamente, gli sviluppatori di Experiment 101 hanno sapientemente realizzato una visione del nostro pianeta molto tempo dopo che gli esseri umani lo hanno distrutto con inquinamento e negligenza. Quando guarderete oltre un’alta scogliera, vedrete l’Albero della Vita che torreggia in lontananza, respirando vitalità nelle foreste ad esso collegate. A terra, creature mutanti divise in diverse fazioni e tribù hanno preso il controllo di ciò che gli umani hanno lasciato dietro di sé. È chiaro che questo progetto è stato un’impresa enorme, soprattutto per un piccolo team come Experiment 101. Aggiungete poi a questa concettualizzazione una maggiore resa grafica con texture più dettagliate e 60fps (in modalità performance, contro i canonici 30 di quella denominata “quality”)) e vi renderete conto del buon lavoro di aggiornamento fatto dal team di sviluppo.

Tirando le somme, Biomutant è pieno di momenti in cui le sue meccaniche non collaborano del tutto e si finisce con qualcosa di irregolare. Mentre il combattimento è divertente (con moderazione) e il sistema di creazione è bizzarro nel modo giusto, il rovescio della medaglia è il design delle missioni noioso e monotono, una storia dimenticabile e una morale vuota. C’è ancora un gioco divertente qui, ma molti sfortunati avvertimenti sono allegati a questa affermazione. Tuttavia, anche se potrebbe non colpire sempre nel segno, Biomutant è un gioco ambiziosamente imperfetto di un piccolo studio e l’industria videoludica, nel bene o nel male, avrà sempre bisogno di progetti simili.

POWER RATING:
6.5/10
“Dovessimo scegliere un solo aggettivo per descrivere Biomutant, sarebbe “scostante”. Il gioco, come già detto, porta in dote un sacco di interessanti caratteristiche, ma ognuna di esse è controbilanciata da qualcosa che va a minarne la resa. Peccato, perché il potenziale del titolo è enorme.”

PRO:
-Graficamente solido in questa versione next-gen
-Meccaniche di crafting e creazione decisamente riuscite
-Il sistema di combattimento è versatile grazie al corpo a corpo, alle armi da fuoco ed ai poteri…

CONTRO:
-…ma azzoppato da una esecuzione decisamente mediocre
-Sistema di scelte morali piuttosto fine a se stesso
-Mission-design poco ispirato, così come la trama

Posted by:Powerwave83

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