-Codice Review fornito da SEGA
-Versione Testata: PlayStation 5
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, PC (Steam)
-Sviluppatore: Ryu Ga Gotoku Studio
-Publisher: SEGA
Dopo VF5 Ultimate Showdown, il quinto capitolo del leggendario franchise di SEGA torna in quella che è la sua incarnazione definitiva
Quando si parla di Virtua Fighter, si parla di storia. È la serie che, nel lontano 1993, ha definito il fighting game tridimensionale, ponendo l’accento sul gameplay tattico, basato sui frame e sulla padronanza delle guardie e delle distanze, in netto contrasto con l’approccio più arcade e spettacolare di altri concorrenti. Virtua Fighter 5 (e successiva evoluzione in Final Showdown, rispettivamente le versioni del 2006/2012) è sempre stato considerato l’apice di questa filosofia: un sistema di combattimento profondo, tecnico e spietato. Dopo la riedizione iniziale con Virtua Fighter 5 Ultimate Showdown (2021), che pur portando il gioco su console moderne peccava nell’online e nei contenuti single-player, arriva finalmente la versione definitiva: Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage.
Questa pubblicazione non è solo il remaster di un remake a sua volta basato su un aggiornamento (sul serio, è davvero così), ma un tentativo mirato di SEGA e Ryu Ga Gotoku Studio (utilizzando l’ottimo Dragon Engine) di risolvere i problemi storici di accessibilità e longevità che affliggevano le versioni più recenti e, soprattutto, di dotare il gioco di un infrastruttura moderna essenziale per la comunità dei picchiaduro. L’inclusione del Rollback Netcode, del Cross-Play e della nuova modalità World Stage sono gli elementi chiave su cui si basa questa nuova incarnazione. Ma sono sufficienti per elevare un classico a standard contemporanei? La risposta è un’entusiastica e inequivocabile conferma.

Il Core Gameplay: Precisione Chirurgica e Immutata Profondità
Il cuore di Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage rimane, fortunatamente, intatto. Il sistema di combattimento a tre pulsanti (Guardia, Pugno, Calcio) è ancora la quintessenza del fighting game 3D. A differenza della concorrenza che spesso sfrutta l’intero set di tasti del gamepad o dell’arcade stick, qui la magia risiede nel fatto che centinaia di mosse complesse, combo avanzate e strategie difensive scaturiscono fondamentalmente dalla combinazione di questi soli tre input principali. Questo game design minimalista è un vero e proprio miracolo di ingegneria, che eleva la profondità tattica del gioco e ricompensa la precisione della direzione e il tempismo rispetto alla memorizzazione di lunghe sequenze di tasti.
Non ci sono auto-combo o meccaniche di “schivata facile” come in molti titoli moderni; qui domina la conoscenza dei frame data, la perfetta esecuzione delle prese (i micidiali Throw che interrompono la Guardia) e, soprattutto, l’arte dello Spacing e del Neutral. L’influenza di questo titolo è talmente radicata nella storia del genere che il suo gameplay non invecchia, ma si consolida come un pilastro di eccellenza tecnica.
Ogni personaggio, dal dinamico Akira Yuki al versatile Wolf Hawkfield, è progettato con una cura quasi maniacale, offrendo uno stile di combattimento totalmente unico. Il gameplay è notoriamente difficile da padroneggiare, ma profondamente gratificante. La soddisfazione nel leggere l’intenzione dell’avversario, schivare lateralmente con una mossa di evasione (Evasion) e punire con una combo ad alto danno è incomparabile. Il bilanciamento dell’ultima versione, Final Showdown, è mantenuto e rifinito, con l’aggiunta di alcune nuove mosse e combo che rinfrescano il metagame senza stravolgerlo, un equilibrio delicato che il team ha gestito con maestria, dimostrando un rispetto reverenziale per la sua comunità. Le modifiche al bilanciamento, le prime significative da oltre un decennio, sono sottili ma vitali per mantenere la competizione fresca e viva. L’assenza di semplificazioni eccessive in questo remake è la sua più grande dichiarazione di intenti: Virtua Fighter è e deve rimanere il titolo più tecnico in circolazione.
L’uso del Dragon Engine (lo stesso di Yakuza) per il restyling grafico è un punto di forza estetico fondamentale che ha dato nuova vita al gioco. Sebbene le animazioni di base mostrino ancora la loro età (risalendo al 2006, risultano meno fluide e i modelli meno espressivi di un titolo next-gen), l’aggiornamento visivo è netto. I modelli dei personaggi, le texture e, soprattutto, l’illuminazione dinamica sono stati potenziati in modo aggressivo, rendendo le arene classiche visivamente più vibranti e ricche di dettagli. Questo salto grafico è particolarmente evidente nelle sequenze di ring out e nelle animazioni di vittoria. L’ottimizzazione è eccellente, garantendo i 60 frame al secondo necessari per un gioco di questo calibro, garantendo che l’esperienza tecnica sia sempre al servizio della competizione.

World Stage: Contenuti Single Player e La Sfida Narrativa
Il più grande punto di debolezza delle precedenti riedizioni era la totale mancanza di contenuti per giocatore singolo che andassero oltre la semplice modalità Arcade senza scopo. R.E.V.O. World Stage introduce la nuova omonima modalità single-player, progettata per ricreare la sensazione nostalgica e il loop di gioco che i fan ricordano dalle modalità Quest di Virtua Fighter 4, ma con una veste moderna e un sistema di ricompense efficace.
La modalità World Stage è strutturata come un tour globale in cui il giocatore affronta centinaia di avversari controllati dalla CPU, divisi in “setting” o “arene” tematiche. Questi avversari non sono semplici bot; molti di essi sono stati creati per emulare gli stili di gioco di giocatori professionisti e famosi della community. Man mano che si progredisce, la difficoltà aumenta esponenzialmente, costringendo il giocatore a padroneggiare le meccaniche avanzate, dai punish veloci alle guardie perfette. Questa modalità è un fantastico strumento di apprendimento che colma il vuoto di grinding e unlock post-lancio.
Tuttavia, è proprio nella modalità single-player che si palesa il più grande anacronismo di Virtua Fighter: la superficialità narrativa dei suoi personaggi. Pur avendo aggiunto un World Stage solido, la pubblicazione non include aperture o finali animati/cinematici per la modalità Arcade. Tutti i concorrenti principali del genere investono in queste sequenze per offrire contesto emotivo e narrativo, ma i personaggi di VF rimangono per lo più definiti solo dalla loro arte marziale. Si pensi all’esempio di Kage-Maru: è un ninja, ma non si sa nulla del suo clan o delle motivazioni che spingono un membro di una società segreta a partecipare a un torneo pubblico. Similmente, Dural, uno dei personaggi più enigmatici e boss finali dell’intera Fighting Game Community, è priva di qualsiasi backstory significativa che vada oltre la sua natura di macchina da guerra. Questa carenza di story-telling è una mancata opportunità di rendere i personaggi più memorabili e di elevare l’esperienza Arcade oltre il mero allenamento, un difetto che, seppur secondario rispetto al gameplay, impedisce al titolo di raggiungere la perfezione.

La R.E.V.O.luzione Online: Rollback e Cross-Play, Un Trionfo di Connessione
Nel panorama dei fighting game moderni, un netcode stabile è più importante della grafica. Le precedenti edizioni di VF5 erano notoriamente afflitte da un delay-based netcode insoddisfacente. R.E.V.O. World Stage introduce finalmente il tanto richiesto Rollback Netcode e il Cross-Play completo tra le piattaforme (PC, PS5, Xbox Series X/S), una mossa che ha salvato la longevità competitiva del titolo.
L’implementazione del Rollback Netcode è stata estremamente efficace nella maggior parte delle situazioni, garantendo un’esperienza di gioco online fluida e reattiva in cui le cruciali azioni in frame non vengono quasi mai compromesse. Questo è un risultato tecnico significativo, specialmente per un titolo così datato nelle sue basi. Anche se micro-teleport o lag spike possono verificarsi in condizioni di rete estreme, l’esperienza generale online è notevolmente superiore a qualsiasi Virtua Fighter precedente. L’introduzione della possibilità di regolare manualmente il delay frame (ad esempio, forzando 2 o 6 frame di latenza) è una caratteristica avanzata che piace molto alla comunità più tecnica, offrendo un controllo senza precedenti sulla qualità della partita.
Il Cross-Play è il vero fiore all’occhiello: riunendo l’intera base di giocatori su un unico pool di matchmaking, assicura che il tempo di attesa per trovare un avversario sia ridotto quasi a zero. Questa mossa ha trasformato un gioco di nicchia in un titolo competitivo globale, fornendo la linfa vitale necessaria per sostenere la sua elevata curva di apprendimento. La capacità di sfidare chiunque, ovunque, con una stabilità senza precedenti, è ciò che garantisce a Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage il suo posto nell’olimpo dei picchiaduro attuali.
In conclusione, Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage non è solo un pacchetto completo, ma la pubblicazione definitiva di un capolavoro. Rappresenta l’apice tecnico della serie, abbinando il miglior sistema di combattimento 3D mai creato a un restyling grafico con il Dragon Engine e, soprattutto, dotandolo dell’infrastruttura online richiesta dalla comunità. È un acquisto obbligato per gli amanti del genere e un monumento alla precisione del fighting game.
POWER RATING:
9.3/10
“Virtua Fighter 5 R.E.V.O. World Stage è la pubblicazione definitiva di un capolavoro dei fighting game. Il core gameplay 3D tattico rimane insuperabile e viene celebrato da un eccellente Rollback Netcode e dal Cross-Play completo, che garantiscono una longevità online illimitata. La nuova modalità World Stage risolve la carenza di contenuti single-player. Si tratta di un remaster tecnicamente essenziale, curato con rispetto e che eccelle in ogni aspetto cruciale del gioco competitivo.”
PRO
- Sistema di combattimento 3D insuperabile per profondità e tattica, intatto e bilanciato.
- Rollback Netcode efficace e Cross-Play implementati perfettamente.
- Nuova modalità World Stage che offre contenuti single-player estesi per grinding e apprendimento.
- Restyling grafico notevole con il Dragon Engine (illuminazione, texture).
- Prezzo contenuto per un pacchetto completo e definitivo.
CONTRO
- Mancano del tutto aperture e finali animati per la modalità Arcade, con personaggi dalla caratterizzazione superficiale (es. Kage-Maru e Dural).
- Animazioni e modelli dei personaggi, seppur migliorati, mostrano l’età del gioco (2006).
- Il World Stage può diventare ripetitivo dopo un uso prolungato.
- Le opzioni di personalizzazione rimangono limitate rispetto ai concorrenti del genere.





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