Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da 2K
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
-Sviluppatore: Visual Concepts
-Publisher: Take-Two

Schiacciate, bombe da 3, caviglie spezzate e un gameplay granitico: NBA 2K torna sul campo!

Il parquet virtuale di Visual Concepts torna a scricchiolare sotto le scarpe dei cestisti di tutto il mondo con NBA 2K27, presentandosi al pubblico con il consueto carico di aspettative e il consueto, ingombrante bagaglio di contraddizioni. Valutare un’opera del genere impone una riflessione profonda sulla natura stessa delle simulazioni sportive moderne. La forbice di giudizi che si registra in rete, oscillante tra la bocciatura severa e l’entusiasmo sviscerato, non deve sorprendere. Riflette perfettamente la scissione interna di un titolo che sul terreno di gioco raggiunge vette liriche, mentre fuori dai novanta metri quadrati di parquet continua a stritolare l’esperienza utente dentro una gabbia di monetizzazione e strutture farraginose.

Giocatore di basket con la maglia numero 1 che esegue un layup mentre un avversario tenta di difendere.

I ragazzi di San Rafael hanno concentrato gli sforzi ingegneristici sulla fisica e sulle collisioni, disarticolando quella sensazione di animazioni predeterminate che da anni zavorrava i contatti al ferro. La palla non galleggia più in un limbo di routine matematiche prevedibili. Oggetti, corpi e gravità dialogano con una naturalezza organica che ricorda da vicino il rigore tattico del cinema di regia, dove ogni inquadratura e ogni movimento di macchina rispondono a una logica precisa e spietata. La difesa non è più una punizione o un esercizio di frustrazione basato su scivolamenti irreali. L’introduzione di un sistema di contestazione dei tiri ridisegnato costringe a leggere la posizione dei piedi dell’avversario con la stessa lucidità di un maestro di scacchi, rendendo i blocchi ciechi e le uscite dai pickup difensivi momenti di pura tensione drammatica.

Tuttavia, questa straordinaria precisione sul campo contrasta violentemente con la gestione dei ritmi fuori dal rettangolo di gioco. Chiunque cerchi un’accessibilità immediata si troverà di fronte a un’architettura concettuale che sembra progettata da un urbanista megalomane. La Città, pur razionalizzata nelle distanze e ripulita da alcuni dei ridondanti orpelli del passato, rimane un megafono pubblicitario a cielo aperto. Un labirinto di cemento e megaschermi che impone tempi morti ingiustificabili per chi vorrebbe semplicemente concatenare due partite in tranquillità.

Giocatori di basket in azione durante una partita, uno dei giocatori lancia la palla mentre l'avversario cerca di ostacolarlo. Atmosfera di un'affollata arena di stadio.

La modalità La mia Carriera incarna alla perfezione questo cortocircuito. Il tentativo di costruire un arco narrativo più intimo ed essenziale funziona nelle prime ore, regalando spaccati di spessore drammatico quasi letterario. Poi, inevitabilmente, l’illusione si infrange contro la spietata progressione numerica. Il sistema di avanzamento degli attributi del proprio atleta richiede un quantitativo di ore imbarazzante per raggiungere livelli competitivi online, oppure un’ulteriore iniezione di denaro reale. È la solita politica del doppio binario: chi paga scavalca la fila, chi decide di guadagnarsi ogni singolo punto con il sudore viene condannato a una maratona estenuante che disinnesca il piacere della crescita personale.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale si avvertono passi in avanti sostanziali nella lettura dei giochi a metà campo, con i compagni di squadra che tagliano con tempi corretti e occupano gli angoli sfruttando i raddoppi di marcatura. Purtroppo, l’affinamento generale rende ancora più evidenti e fastidiose le saltuarie amnesie dei difensori perimetrali sulle transizioni veloci, incongruenze che in una simulazione di questo livello risaltano come una macchia d’inchiostro su una tela d’autore.

Due giocatori di basket in campo durante una partita, con un pubblico entusiasta sullo sfondo. Il giocatore a sinistra indossa una divisa bianca con 'Rockets', mentre quello a destra indossa una divisa blu con 'Curry'.

Il motore grafico continua a regalare uno spettacolo visivo d’impatto, con palazzetti che trasudano atmosfera, sudore che si accumula sulla pelle dei giocatori e una gestione dell’illuminazione che cattura l’essenza delle grandi serate televisive. Eppure, la differenziazione dei modelli fisici secondari mostra il fianco a qualche pigrizia di troppo, proponendo corporature che non sempre rendono giustizia alla reale imponenza o agilità degli atleti meno blasonati.

MyNBA e MyTEAM confermano la titanica offerta di contenuti che da sempre caratterizza il franchise. La gestione societaria, in particolare, si attesta ancora una volta come il benchmark assoluto per qualsiasi videogioco sportivo sul mercato, offrendo un controllo maniacale su ogni aspetto tattico, economico e storico della lega. È qui, lontano dalle sirene delle microtransazioni aggressive, che l’opera di Visual Concepts mostra il suo volto migliore, permettendo di vivere la pallacanestro con la profondità di un trattato tattico e la passione di un romanzo d’epoca.

Giocatore di basket in azione mentre tira a canestro, con diversi avversari in maglietta gialla che tentano di difenderlo, pubblico sugli spalti.

NBA 2K27 vive dunque in uno stato di perenne dualismo. Da un lato c’è la migliore simulazione di pallacanestro mai concepita su un supporto digitale, capace di regalare momenti di sport virtuale sublimi e di appagare chiunque ami la lavagna tattica. Dall’altro c’è una piattaforma economica avida, incapace di emanciparsi da meccaniche predatorie che finiscono per punire la pazienza dell’utente casuale. Chi cerca il basket puro troverà pane per i suoi denti, ma la sensazione che questo sport meriti un contenitore meno cinico e più rispettoso del tempo del giocatore rimane un’ombra impossibile da scacciare.

POWER RATING: 7.9

“Visual Concepts confeziona un gameplay di una raffinatezza viscerale sul parquet, penalizzato però dall’invadenza costante delle microtransazioni e da strutture collaterali ancora troppo farraginose.”

PRO

  • Fisica delle collisioni e gestione dei contatti visceralmente realistiche.
  • Sistema difensivo appagante e tatticamente profondo.
  • Modalità franchigia di una ricchezza senza pari nell’editoria sportiva.

CONTRO

  • Progressioni della carriera pensate per spingere agli acquisti in-app.
  • Hub sociale ancora dispersivo e pieno di tempi morti.
  • Modelli fisici secondari con alcune incertezze di modellazione.

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