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-Versione Testata: PlayStation 4, Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Xbox One, Xbox Series X|S, PC (Windows)

Squadra che vince non si cambia, ma quando cambia…

Ventun anni. Pensateci bene. Ventun anni è il lasso di tempo che Capcom ha impiegato per far rivivere ai giocatori quella che, per tanti, è la massima espressione del Survival Horror, quel Resident Evil 2 che nell’ormai lontano 1998 definì in maniera inequivocabile che il genere era destinato a rimanere, e il franchise sarebbe andato avanti. Signore e signori, caricate le armi, infilate un kit di pronto soccorso nello zaino e preparatevi, perché rivisitare Raccoon City sarà un tour de force indimenticabile.

Raccoon City, Mid-west americano, popolazione non pervenuta.

La trama di Resident Evil 2 Remake (da ora RE2R) ricalca per un buon 90% quella del classico datato 1998. Nel gioco si potrà scegliere se interpretare un giovane Leon S. Kennedy, all’epoca al suo primo giorno di lavoro nell’ R.P.D. (Raccoon City Police Department), o l’avvenente Claire Redfield, sorella di Chris e alla ricerca dello stesso dopo aver perso i contatti con lui da circa un mese. Indipendentemente da chi sceglierete per la vostra prima incursione nel gioco, i destini dei due protagonisti si intrecceranno dopo pochissimo. Appena prima di arrivare in città, una breve sosta in un’area di servizio getta le basi per quella che sarà una avventura terrificante e memorabile ricca di colpi di scena, personaggi ormai diventati iconici, locations evocative e una delle migliori atmosfere mai “gustate” con un pad in mano.

“Hey? C’è nessuno?”

RE2R è, come ben sappiamo, un remake. Capcom ci aveva già deliziato con qualcosa di simile, con il fantastico “Resident Evil Rebirth” (Originariamente su Gamecube, ma disponibile anche per Ps4, Switch e Xbox One) che però manteneva l’impostazione classica a inquadrature fisse, pur sempre con sostanziali modifiche al comparto grafico, al gameplay con l’introduzione di tante novità, e al gioco in sé con una Spencer Mansion arricchita di stanze, enigmi, e nuovi mostri. Stessa ricetta per RE2R, quindi? Niente di più sbagliato, Capcom si è spinta ancora oltre. Addio telecamere fisse, addio controlli “tank”, il nuovo RER2 è qualcosa di assolutamente contemporaneo, dinamico, ed eseguito magistralmente. Il gameplay di questo “nuovo” titolo ricalca il modus operandi già visto nelle produzioni Capcom più recenti, come Resident Evil Revelations 1 e 2, o Resident Evil 5 e 6 (tutte comunque riconducibili al nuovo corso introdotto con Resident Evil 4): Telecamera fissata alle spalle del protagonista, risoluzione di enigmi, tanta (bella) esplorazione e altrettanti combattimenti, o meglio fughe. RE2R infatti, rispetto ai titoli sopracitati, adotta l’impostazione moderna, ma si mantiene saldamente ancorato all’originale per tutto il resto: L’esplorazione degli ambienti di gioco sarà lenta, metodica, e deliberata, mentre i combattimenti saranno da considerarsi l’ultima risorsa. Questo è lo spirito del survival horror. Correre come una gallina decapitata, senza meta e sparando a tutto quello che si muove avrà come unico risultato la vostra rapida dipartita. Molto più efficace sarà pianificare la strada dal punto A al punto B, raccogliendo gli oggetti di cui avete bisogno per risolvere il puzzle o l’enigma del caso, evitando il più possibile i nemici e gli scontri. Detto terra-terra: Nel gioco non esistono abbastanza munizioni per eliminare tutti i nemici. Una volta che questo punto cardine entrerà nella vostra ottica di gioco, vi adeguerete di conseguenza perché a differenza del Resident Evil 2 originale, e qui entra in scena una delle tante novità introdotte in questo remake, il T-00 Tyrant (o Mr.X come si usava chiamarlo all’epoca) non inizierà a darvi la caccia nello scenario B, ma già da quello principale! Sempre parlando di novità rispetto al passato, impossibile non menzionare le due nuove sequenze extra. Nella storia di Leon, per un breve momento indosseremo i panni (attillati e succinti) di Ada Wong, con l’introduzione di una nuova meccanica di gioco e un nuovo gadget. Nella storia di Claire invece, utilizzeremo Sherry Birkin, e visiteremo un orfanotrofio. Delle due, la parte di Sherry è probabilmente quella meglio realizzata, con un migliore sviluppo e toni decisamente più cupi. La parte di Ada, purtroppo, lascia in bocca un sapore di “tappabuchi”, e le meccaniche introdotte vengono presentate e abbandonate con la stessa velocità. Peccato.
Tornando a elementi più terra-terra, impossibile non menzionare la resa qualitativa delle armi: Ogni singola pistola, mitragliatore, fucile avrà una sua “personalità” e richiederà un minimo di apprendistato per essere utilizzata al meglio. Anche il sonoro la fa da padrone, sia nel riprodurre le varie “voci” delle armi (il tuonare del fucile a pompa o le raffiche secche e brevi della mitraglietta) sia nell’accompagnare le vicissitudini del giocatore con una colonna sonora fantastica, letteralmente da brividi alla schiena.

“Per la sala conferenze? In fondo al corridoio, seconda porta sulla destra”

In termini di level-design, RE2R è un capolavoro architettonico, un mondo di gioco interconnesso così come già lo era l’originale. Esplorare i livelli sarà qualcosa di terrificante e meraviglioso allo stesso tempo. Il motore grafico, quell’RE Engine già visto e apprezzato in Resident Evil 7, in questo remake mette una marcia in più, mostrando una mole di dettagli spaventosa. Spesso e volentieri sarà possibile ricostruire “manualmente” alcuni degli avvenimenti semplicemente guardandosi attorno e analizzando le aree di gioco: impronte, cadaveri, oggetti accatastati, cianfrusaglie apparentemente sparpagliate su una scrivania… Con un po’ di attenzione, è possibile notare decine di “microstorie”, e non possiamo che lodare Capcom per la cura riposta anche in queste cose all’apparenza (ma solo all’apparenza) di così poco conto. Tornando alle varie ambientazioni di gioco, è vero che forse non sono tantissime, ma sono tutte estremamente diverse le une dalle altre, e il fatto di doverle attraversare più volte ve le farà apprezzare se possibile ancora di più. Un retaggio che RE2R si porta dietro dai Resident Evil originali: negli anni 90 il backtracking era presente e non era visto come una cosa negativa.
Menzione d’onore per il superlativo sistema di illuminazione, in grado di dare vita a scenari assolutamente evocativi.

Ma quindi, è forse oro tutto quello che luccica?

Mettiamoci il cuore in pace. No. RE2R è un gioco assolutamente superlativo, ma come ogni cosa non è esente da difetti. O a dirla tutta, più che di difetti, in questo caso si può parlare di “fastidi”. Nello specifico: è vero che il gioco introduce tante novità, ma come già menzionato un paio di paragrafi sopra, quella legata ad Ada lascia un po’ il tempo che trova. Anche la possibilità di barricare le finestre della stazione di polizia, passato l’entusiasmo iniziale, vi farà dubitare dell’utilità della stessa visto che anche le barricate che posizionate, dopo un certo numero di attacchi, cederanno. Un’altra cosa che probabilmente potevano lasciare invariata rispetto all’originale è legata proprio a Mr.X. Nel 1998, il colossale nemico faceva la sua comparsa solo ed esclusivamente negli scenari B di Leon e Claire, rendendoli effettivamente molto differenti dal primo playthrough. In questo RE2R invece, con il fatto che Mr.X inizierà a dannarvi l’anima passato un certo evento del primo playthrough, nel secondo va a intaccare un po’ il fattore “novità”. Sempre parlando di differenze tra scenari A e B, viene a mancare lo “zapping system” dell’originale, ovvero quell’anello di giunzione tra (esempio), Leon A e Claire B, dove se si raccoglievano determinati oggetti con Leon, questi venivano ovviamente a mancare per Claire. Era una meccanica fantastica, che aggiungeva ulteriori strati di sfida e strategia a un gioco già complesso.

EXTRA!

Come se non bastasse la quantità di contenuti disponibili anche solamente durante i normali playthrough, sono disponibili vari bonus, e modalità extra. I bonus sono i soliti che ci si aspetta da un titolo della serie, come armi con munizioni infinite ottenibili in base ai risultati di fine partita, oltre che a splendidi concept art delle varie ambientazioni di gioco e modelli poligonali di armi e personaggi: fidatevi, QUI vedrete fino a che punto arriva il livello di dettaglio. Siamo a livelli maniacali! Per le modalità aggiuntive invece avremo a che fare con le stesse del gioco originale: The 4th Survivor, e The Tofu Survivor. Nella prima, vestirete i panni di Mr.Morte, HUNK, agente della U.S.S. impegnato a fuggire dalla stazione dopo gli eventi della storia principale. HUNK sarà equipaggiato con un arsenale di tutto rispetto, ma sappiate che in questa modalità ci saranno ben più nemici del normale, e assolutamente NESSUN oggetto da raccogliere. In The Tofu Survivor invece, il concetto sarà fondamentalmente lo stesso, ma… utilizzerete un blocco di Tofu, e come unica fonte di difesa avrete a disposizione un coltello. Auguri!

Tirando le somme

Resident Evil 2 è un capolavoro. E’ un remake fatto ad opera d’arte, che pianta fermamente le sue radici nel materiale originale, pur espandendo i suoi rami verso il gaming moderno. E’ un gioco con un livello di cura, amore, ed attenzione verso il dettaglio assolutamente delizioso. Piacerà ai veterani della serie, ed è sicuramente in grado di generare proseliti verso la serie che ha creato prima, evoluto dopo, e rivoluzionato il filone dei Survival Horror.

POWER RATING:
9.0/10
“RE 2 è un capolavoro, un Remake fatto ad opera d’arte.”

PRO:
-Rende onore al classico
-Tecnicamente maestoso
-Atmosfere da brividi
-Altissima rigiocabilità
-Buona varietà tra gli scenari di Leon e Claire…

CONTRO:
-…ma poca differenza tra gli scenari A e B

Posted by:Powerwave83

4 risposte a "#Review: #ResidentEvil2Remake – Bentornati a Raccoon City"

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