Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Fireshine Games
-Versione Testata: PlayStation 5
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 5, Nintendo Switch 2, PC
-Sviluppatore: Undercoders
-Publisher: Fireshine Games

Giappone, treni e… trick assurdi con una locomotiva!

L’ossessione nipponica per la puntualità dei treni è una gabbia d’acciaio che rasenta la nevrosi collettiva. Immaginare quel medesimo rigore geometrico brutalizzato, distorto e piegato a colpi di bomboletta spray è il nucleo incendiario che sorregge l’intera impalcatura di Denshattack!. Il team di sviluppo spagnolo Undercoders prende il feticcio tecnologico della precisione industriale giapponese e lo scaraventa in un parco giochi aereo, costringendo convogli da centinaia di tonnellate a compiere acrobazie che disarticolano le leggi della fisica. Il risultato è una scarica elettrica di puro dinamismo urbano, un cortocircuito pop che sembra nato dall’incontro clandestino tra un writer della vecchia scuola e un ingegnere ferroviario completamente fuori di testa.

La trama non è che un pretesto per premere sull’acceleratore, una scusa per dichiarare guerra alla Miraidō Corporation, la tentacolare multinazionale che ha sigillato le metropoli sotto pesanti cupole ecologiche. In questa distopia satura di colori fluo, la dissidenza giovanile non si muove a piedi ma prende il controllo di treni passeggeri pesantemente modificati, cavalcando i binari cittadini come gigantesche tavole da skateboard.

La dittatura del binario diventa libertà assoluta

La scommessa più folle della produzione risiede nella fisica di gioco, un delicatissimo gioco di prestigio tra peso e reattività. Far fare un kickflip a un treno della metropolitana rischiava di sfociare nel ridicolo o nel frustrante. Gli sviluppatori hanno aggirato l’ostacolo azzerando ogni simulazione realistica in favore di una risposta istantanea ai comandi. Il convoglio obbedisce docilmente a ogni minima pressione della levetta destra, trasformando ogni salto nel vuoto in una tela bianca dove concatenare rotazioni, prese e grind impossibili.

La struttura costringe a viaggiare su rotaie predefinite, un dettaglio che i puristi dei mondi aperti potrebbero bollare come limitante. Si tratta di un abbaglio critico colossale. Denshattack! ragiona con la mente affilata dei vecchi arcade da sala giochi degli anni novanta, dove il percorso fisso non era una prigione ma lo strumento perfetto per esaltare la precisione millimetrica del giocatore. La rotaia elimina l’ansia dell’orientamento per concentrare tutta l’attenzione sulla performance estetica. Non conta dove si sta andando, conta solo lo stile con cui si decide di aggredire la traiettoria.

A incendiare l’esperienza interviene una scelta di design brutale e intelligente: il sistema di punteggio calante per i trick ripetuti. Chi pensa di poter dominare le classifiche abusando della stessa rotazione sicura si scontra con una penalità immediata che azzera il valore della manovra. Il gioco impone una creatività frenetica, una ginnastica mentale che vieta la pigria ripetizione e costringe a variare continuamente il proprio repertorio di evoluzioni per mantenere vivo il moltiplicatore.

Un assalto sensoriale a trecento all’ora

Il viaggio attraversa le campagne baciate dal sole di Kyushu, sfreccia sotto le cupole iper-tecnologiche di Osaka e si schianta contro le bufere di Hokkaido, offrendo oltre cinquanta tracciati che non concedono un solo secondo di tregua. Ogni nuova regione introduce trappole ambientali bastarde che costringono a ricalibrare i riflessi in un battito di ciglia, tra fiumi di lava incandescente e slavine improvvise. La curva di difficoltà non fa sconti; basta un atterraggio impreciso o un salto ritardato di una frazione di secondo per spezzare brutalmente la catena di combo, costringendo a ripartire da zero con i denti stretti.

A tenere insieme questo delirio cinetico provvede la straordinaria colonna sonora curata da Tee Lopes. Le sue tracce sono un distillato purissimo di funk sincopato, hip-hop vecchia scuola ed elettronica acida che martella le orecchie e detta il ritmo dell’azione. La musica non si limita a fare da sottofondo, ma agisce come un vero e proprio metronomo invisibile che aiuta a calcolare il tempismo esatto per cambiare binario o lanciare il treno oltre il baratro.

La personalizzazione estetica e tecnica dei convogli aggiunge ulteriore pepe alla progressione, consentendo di applicare verniciature aggressive e adesivi, oltre a modificare i parametri di accelerazione e stabilità. Sebbene le differenze reali sul fronte del controllo tra le varie locomotive non siano così marcate come si potrebbe sperare, la caccia ai componenti offre un ottimo pretesto per sviscerare ogni singolo livello.

I veri esami di maturità arrivano durante gli scontri con i boss della Miraidō Corporation. Queste gigantesche macchine da guerra trasformano lo schermo in un inferno di proiettili e ostacoli da schivare a rotta di collo, richiedendo una coordinazione visuo-motoria da chirurgo. È qui che emerge la vera anima di Denshattack!, un titolo che sotto la sua facciata scanzonata e coloratissima nasconde un cuore d’acciaio fatto di precisione, dedizione e pura adrenalina arcade.

POWER RATING: 8.8

“Denshattack! è un proiettile coloratissimo che si abbatte contro la noia, trasformando le ferrovie giapponesi in una gigantesca arena per evoluzioni folli. Sfruttando la rigidità strutturale dei binari per esaltare la pura precisione arcade, il titolo di Undercoders punisce la pigria ripetitività e premia la creatività visiva, regalando un’esperienza magnetica, esaltante e spaventosamente divertente.”

PRO

  • Sistema di acrobazie agilissimo che risponde istantaneamente ai comandi.
  • Il moltiplicatore calante costringe a inventare continuamente nuove combo.
  • Direzione artistica strepitosa e colonna sonora monumentale di Tee Lopes.
  • Boss fight impegnative che richiamano la gloriosa epoca dei cabinati.

CONTRO

  • Picchi di difficoltà improvvisi che richiedono una pazienza d’acciaio.
  • Le differenze di comportamento tra le varie locomotive sono minime.

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