Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da CyGames
-Versione Testata: PlayStation 5
-Disponibile per: PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch 2, PC (Steam)
-Sviluppatore: CyGames
-Publisher: CyGames
Si può migliorare un titolo quasi perfetto? Secondo CyGames assolutamente sì, e noi ci fidiamo.
Due anni fa, il lancio di Granblue Fantasy Relink aveva dimostrato che ci si poteva godere un ottimo gioco di ruolo giapponese senza per forza dover superare le cento ore di durata per la sola campagna principale. La storia scorreva via in una ventina d’ore, lasciando poi ai giocatori un endgame mastodontico. Il problema di quel loop di gioco, però, è che alla lunga mostrava il fianco a una certa ripetitività dovuta alle sue origini nate sui telefoni cellulari: per potenziare i personaggi l’unica via era ripetere allo sfinimento le stesse identiche cacce ai boss nel tentativo di veder cadere i materiali più rari. Questa nuova corposa espansione, intitolata Endless Ragnarok, nasce proprio per rispondere alla richiesta di nuovi contenuti, provando a dare una scossa a quella monotonia attraverso una ristrutturazione profonda che tocca la progressione dei guerrieri, l’accessibilità e la struttura stessa delle missioni.

L’avvio di questa nuova epopea richiede il completamento della vecchia sfida legata alla furia di Bahamut, un prerequisito fondamentale che serve a traghettare i vecchi salvataggi verso le nuove opzioni. Appena si rimette piede nel villaggio di Folca, il gioco si preoccupa di aggiornare la situazione, regalando immediatamente le carte equipaggio per sbloccare due vecchie conoscenze come Gallanza e Maglielle, ora arruolabili a tutti gli effetti nella squadra. Insieme a loro, i primi incarichi permettono di accogliere anche Beatrix ed Eustace, espandendo sensibilmente le opzioni tattiche fin dai primi minuti. Discorso leggermente diverso per Fraux e Fediel: le due guerriere possono essere sbloccate subito spendendo due carte ciascuna, oppure si può scegliere di attendere che facciano la loro comparsa ufficiale lungo lo svolgimento degli eventi per vederle unire al gruppo senza consumare risorse generiche. È un compromesso intelligente che non blocca la curiosità di chi voleva testare subito i nuovi stili di combattimento.
La progressione narrativa imbocca una strada radicalmente diversa rispetto alla campagna originale. La vicenda si accende quando Seofon e Tweyen avvisano il Capitano di una nuova anomalia che sta mutando i mostri dello Zegagrande Skydom, ma la narrazione non si sviluppa attraverso spettacolari livelli lineari o sequenze animate da blockbuster cinematografico. La storia avanza invece superando i singoli incarichi del nuovo tabellone di grado Fatebreaker. Se da un lato questa scelta permette di affrontare l’intera campagna principale in modalità cooperativa insieme ad altri utenti online, dall’altro spezza inesorabilmente il ritmo del racconto. La trama si sviluppa quasi interamente attraverso brevi vignette testuali e ricordi incentrati sul mito di Fraux e Fediel, una scelta che farà la felicità degli appassionati storici di questo universo ma che lascerà freddi tutti gli altri, anche a causa del ruolo quasi nullo rivestito dal vecchio cast di comprimari. La stragrande maggioranza dei boss affrontati in questa fase consiste in varianti cromatiche di vecchi mostri a cui sono stati aggiunti attacchi inediti, sebbene non manchino un paio di scontri completamente nuovi e una battaglia finale di ottimo livello.

Il vero cuore di Endless Ragnarok risiede però nel superamento dei vecchi limiti legati allo sviluppo dei personaggi, risolvendo una delle criticità più evidenti dell’endgame passato. Fino a oggi, le armi Terminus rappresentavano l’unica scelta logica per qualunque configurazione, oscurando tutto il resto dell’arsenale a causa di un divario di potenza fin troppo netto. L’introduzione del sistema di Trascendenza delle Armi permette finalmente di rivalutare le altre opzioni, sbloccando un percorso di potenziamento che premia stili di gioco alternativi: le armi difensive ora aumentano i danni in base ai punti vita massimi del personaggio, mentre quelle focalizzate sui colpi critici offrono bonus massicci quando si supera il cento per cento di probabilità.
A questo si affianca il meccanismo dei Master Trait, una griglia di specializzazione che si attiva dopo aver raggiunto il livello cento. Spendendo i punti maestria accumulati, si sbloccano materiali utili da inserire in tre diversi alberi di sviluppo per plasmare il ruolo del guerriero in battaglia. Katalina, ad esempio, può decidere di investire tutto sul prolungamento del tempo di evocazione di Ares per massimizzare i propri danni fisici, oppure può azzerare i nodi in qualsiasi momento per trasformarsi in un supporto totale dedicato ai potenziamenti difensivi per l’intera squadra. Anche se queste modifiche non stravolgono l’estetica o le proprietà visive delle abilità dei singoli combattenti, offrono comunque un ottimo incentivo a sperimentare combinazioni diverse.

L’altra grande colonna dell’offerta è la modalità The Conflux, accessibile tramite un portale situato nel santuario ghiacciato di Tredame. Si tratta di una variante affrontabile esclusivamente in solitaria che sposa le regole dei giochi roguelike: ogni volta che si entra nelle stanze generate casualmente, il livello e i sigilli dei personaggi vengono azzerati. La sopravvivenza non dipende più dall’equipaggiamento accumulato, ma dai riflessi e dalla scelta di uno tra i tre bonus temporanei offerti alla fine di ogni scontro. Tra arene piene di mostri a tempo, percorsi platform alla ricerca di cristalli e piccoli minigiochi in cui scovare i sosia dei personaggi, questa modalità rappresenta un ottimo passatempo per raccogliere rapidamente i materiali necessari alla forgia, sebbene la ripetitività si faccia sentire piuttosto in fretta a causa di boss di fine livello che rimangono sempre gli stessi a prescindere dalla difficoltà selezionata.
Durante i combattimenti di grado Fatebreaker fa inoltre il suo debutto il sistema di evocazione, che permette di richiamare in campo creature divine e mostri per ribaltare l’esito degli scontri più duri. Queste entità colpiscono duramente e offrono bonus casuali, ma la telecamera fatica a seguire correttamente i movimenti dei bestioni più imponenti, rendendo l’azione talvolta caotica. Un aiuto inaspettato sul fronte della gestione della difficoltà arriva però dall’estensione delle modalità assistite a tutti i livelli di sfida più avanzati. L’automazione completa dei comandi si rivela fin troppo efficiente, eseguendo parate e schivate perfette contro qualunque boss e svuotando di significato l’apprendimento dei pattern d’attacco, un elemento che rischia di rovinare la sfida a chi decide di giocare da solo a meno di non imporsi di completare la missione manualmente almeno la prima volta.

Su PlayStation 5 il lavoro di ottimizzazione si muove di pari passo con un importante aggiornamento gratuito che mitiga molti dei difetti storici del gioco base. La frequenza con cui si ottengono le armi Terminus e i componenti rari è stata notevolmente aumentata, riducendo lo stress legato al fattore fortuna. Nei menu sono state inserite opzioni utilissime per nascondere i numeri dei danni degli alleati e ridurre l’intensità visiva dei loro poteri, migliorando drasticamente la leggibilità dello schermo durante le catene di Full Burst. L’aspetto più importante, tuttavia, è l’introduzione definitiva del cross-play universale tra tutte le piattaforme di gioco, abbattendo finalmente le barriere che dividevano la comunità e permettendo persino di caricare sui server il proprio guerriero preferito sotto forma di aiutante per le partite degli altri utenti. La fluidità del motore grafico sulla console di casa Sony rimane ancorata all’obiettivo dei sessanta fotogrammi al secondo, esaltando la splendida direzione artistica che dipinge i paesaggi come acquerelli in movimento e garantendo la reattività necessaria per sopravvivere alla brutalità della nuova difficoltà Chaos.
POWER RATING: 9.3
“Un’espansione straordinaria che corregge quasi ogni difetto del titolo originale, introducendo una progressione encomiabile e l’agognato cross-play, nonostante una narrazione meno spettacolare.”
PRO:
- Trascendenza e Master Trait rivoluzionano la flessibilità delle build
- L’introduzione del cross-play universale abbatte finalmente ogni barriera online
- Sei nuovi personaggi giocabili caratterizzati in modo impeccabile
- La modalità Conflux e i ritocchi al tasso di rilascio alleggeriscono il recupero dei materiali
CONTRO:
- La narrazione tramite tabellone delle missioni spezza il ritmo del racconto
- Le modalità assistite risultano eccessivamente permissive nell’endgame
- Molti boss secondari riciclano i modelli storici con semplici cambi di colore




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