Di Redazione PW83

-Codice Review fornito da Bliss Brain Corporation
-Versione Testata: PlayStation 5
-Disponibile per: Xbox Series X|S, PlayStation 4, PlayStation 5, Nintendo Switch, PC (Steam)
-Sviluppatore: Omni Connection / Aroma / Bliss Brain
-Publisher: Bliss Brain Corporation

Un progetto originariamente pubblicato su PlayStation che strizza l’occhio a tutto quello che è il genere super-robot degli anni ’70!

Ci sono giochi che nascono semplicemente nel momento sbagliato, ma che portano dentro una scarica di passione talmente devastante da costringere il tempo a dare loro ragione. Il caso di 70’s Style Robot Anime – GEPPY X è l’esempio perfetto di questa dinamica. Quando uscì nel 1999 sulla prima PlayStation, il mondo intero stava impazzendo per la grafica in tre dimensioni, i poligoni e le prime avventure cinematografiche. In quel preciso istante, la squadra guidata da Akira Yamato decise di andare controcorrente in modo totale, quasi suicida: spendere una valanga di soldi e risorse per creare un gioco bidimensionale che omaggiasse i cartoni animati dei robottoni degli anni Settanta. Il risultato fu un disastro commerciale che gravò pesantemente sulle tasche degli sviluppatori, ma anche la nascita di un mito assoluto per pochissimi intenditori. Oggi, grazie al lavoro di recupero di Bliss Brain, quella follia sbarca finalmente in Occidente sulle console moderne, trasformando un vecchio pianto commerciale in un trionfo tardivo ma meritatissimo.

Il progetto sprizza genialità da ogni singolo fotogramma proprio perché rifiuta qualsiasi briciolo di buon senso. Per far girare questa creatura servivano ben quattro CD-ROM, un’enormità per l’epoca, giustificata dalla presenza ravvicinata di oltre ottomila disegni realizzati a mano. Gli sviluppatori non volevano fare un prodotto furbo o al risparmio; volevano catapultare chi gioca direttamente dentro la televisione a tubo catodico di cinquant’anni fa. La struttura non si limita a far guidare un mecha, ma impone i ritmi veri e propri di una serie animata. Ci sono le sigle cantate da miti assoluti come Isao Sasaki (Space Battleship Yamato, UFO Robot Goldrake, Getter Robot…NdPierre) e Hironobu Kageyama (Dragon Ball Z! Saint Seiya! NdPierre), ci sono i finti stacchi pubblicitari a metà partita, i momenti drammatici, i riassunti con le anticipazioni dell’episodio successivo e addirittura il classico upgrade del mecha di metà stagione, dove diventa il Geppy-XX. È un meccanismo che spezza di continuo l’azione, vero, e che potrebbe far storcere il naso a chi cerca solo una partita veloce, ma è anche l’ingranaggio che rende Geppy-X un’esperienza unica al mondo, un vero e proprio parco giochi per chiunque sia cresciuto a pane, bulloni e raggi fotonici. E lasciatecelo dire… vedere la procace Generale Hisser che si lamenta del piano andato in fumo ma che ci riproverà “la settimana prossima”, manco aspettasse lei stessa la nuova puntata, ci ha fatto letteralmente morire. E che dire di Jyag, l’immancabile “Char Aznable-clone” biondo e mascherato? Signori, giù il cappello, siamo di fronte al genio puro.

Il lavoro di pulizia estetica fatto per questa riedizione è sbalorditivo. Invece di fare il solito compitino, Bliss Brain ha recuperato i nastri Betacam originali dello studio d’animazione, digitalizzando tutto da capo. Il salto di qualità si vede subito: i colori sono accesissimi, i contorni netti e non c’è traccia di quella nebbia di pixel che soffocava la versione originale del 1999, compressa all’inverosimile per stare dentro i CD dell’epoca. Tra l’altro, il gioco permette di cambiare al volo tra i filmati restaurati e quelli d’annata, un’opzione fantastica che mostra visivamente quanti compromessi tecnologici dovettero accettare gli sviluppatori ventisette anni fa per rincorrere il loro sogno.

Sotto la montagna di cartoni animati si nasconde uno sparatutto a scorrimento orizzontale solido e divertente. Il fulcro del gameplay sta nella possibilità di cambiare in tempo reale tra tre diverse configurazioni del robot principale. Ogni trasformazione modifica radicalmente i colpi a disposizione e la mobilità, costringendo a reagire velocemente a seconda delle ondate di navicelle nemiche o dei pattern d’attacco dei giganteschi boss di fine quadro. I comandi rispondono alla perfezione, sono duri e puri come quelli dei vecchi arcade da sala giochi e non cercano scorciatoie moderne. Non siamo di fronte a uno sparatutto rivoluzionario o dai tecnicismi esasperati, ma la formula funziona alla grande e diverte senza riserve.

A dare ulteriore spessore ci pensano i bivi narrativi. La storia non fila via dritta, ma si ramifica in base ad alcune scelte e ai risultati sul campo, sbloccando rotte alternative e finali differenti. Questo spinge a rigiocare l’avventura più volte anche solo per il gusto di vedere i filmati d’animazione mancanti, dove urla a squarciagola un cast di doppiatori leggendari che include mostri sacri come Akira Kamiya (nientemeno che la voce originale di Kenshiro e quella di Ryo Saeba in City Hunter! NdPierre) e Sho Hayami (Sosuke Aizen in Bleach, ma anche Zarbon in Dragon Ball. NdPierre) e Goro Naya (Zenigata in Lupin the Third! NdPierre). Inoltre, la presenza dei sottotitoli in italiano elimina finalmente quella barriera linguistica che per quasi tre decenni ha reso Geppy-X un oggetto misterioso e costosissimo da recuperare solo tramite il mercato delle importazioni giapponesi.

Inutile girarci intorno: se cercate uno sparatutto frenetico e senza sosta, tutte queste interruzioni animate vi faranno perdere la pazienza in dieci minuti. Ma Geppy-X non è stato pensato per i puristi del punteggio perfetto. È una lettera d’amore spedita dal 1999 e indirizzata a chi ama le mosse urlate sino a farsi scoppiare i polmoni, il metallo e il coraggio di chi preferisce fallire pur di non rinunciare alle proprie passioni. Un piccolo capolavoro di anarchia videoludica che il tempo ha smesso di punire e ha finalmente deciso di consacrare.

POWER RATING: 9.0

“Un’opera straordinariamente folle, coraggiosa e geniale che rinasce attraverso un restauro visivo impeccabile, offrendo una celebrazione totale e senza compromessi dell’epoca d’oro dei super robot.”

PRO

  • Straordinaria operazione di restauro visivo condotta direttamente sui nastri Betacam originali.
  • Cast di doppiatori e interpreti musicali leggendari che rappresenta l’Olimpo del genere mecha.
  • Un impianto concettuale unico e geniale che ricrea perfettamente l’esperienza di un anime televisivo.
  • Localizzazione in italiano che abbatte una barriera d’importazione durata ventisette anni.

CONTRO

  • L’ossessiva e continua alternanza tra sequenze animate e gameplay spezza inevitabilmente il ritmo dell’azione pura.
  • L’impianto da sparatutto classico bidimensionale resta molto semplice nelle sue dinamiche fondamentali.

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