Di Pierre Coppi

Ambientazioni cyberpunk, luci al neon, musica synth, parkour estremo e one-hit-kills nel nuovo hardcore action game per le nostre console!

Premessa: Questo articolo è basato sulla versione current-gen. Ci riserviamo di tornare sul titolo in esame quando l’upgrade per next-gen sarà disponibile. – P.

Che l’ultimo quarto del 2020 sia un periodo leggermente impegnativo è un eufemismo. Tra lanci di nuove console e nuovi giochi, si fatica veramente a trovare un punto fisso da cui poter avere una visuale d’insieme. Un gioco che poteva potenzialmente passare inosservato ai nostri radar-videoludici è proprio quello che andremo a prendere in esame in questo articolo; Ghostrunner infatti, con la sua sola distribuzione digitale (al momento non sappiamo se uscirà mai una versione fisica. Per la cronaca, noi siamo assolutamente a favore) rischiava di non avere la copertura mediatica che si merita. Siamo contentissimi però di avere avuto la possibilità di recensirlo, perchè senza tanti mezzi-termini, giocare a questa bestia hardcore sarà un’ esperienza assolutamente fantastica.

74.

Siamo stati presi così di sorpresa dall’uscita di Ghostrunner (GR, da ora) da faticare a trovare un punto da cui iniziare a parlare del gioco. E’ una cosa fantastica, sinceramente, ed era veramente tanto, tanto tempo che non ci capitava. Cerchiamo comunque di darci un minimo di contegno, e iniziamo a parlare della trama del titolo.

Futuro non meglio precisato, l’umanità è per la maggior parte estinta, salvo che per gli abitanti della Dharma Tower, colossale e monolitica torre situata in una non meglio precisata location. All’interno, quello che resta dell’umanità vive secondo una gerarchia legata ai vari piani della Torre stessa: ai piani inferiori vivono i reietti, a quelli superiori i benestanti. E’ un sistema comunque corrotto, mosso da macchinazioni atte a privilegiare chi già vive nel lusso e a schiacciare, opprimere ed eliminare quelli considerati non degni. Qui entriamo in gioco noi, il Ghostrunner, un individuo potenziato mediante innesti cibernetici, la fusione tra uomo e macchina, l’equivalente futuristico dei leggendari ninja. Il nostro nome? “74“. Altro non ci sarà dato sapere, perlomeno nelle battute iniziali del gioco. Il nostro obiettivo? Eliminare Mara, la Keymaster, direttrice della Dharma Tower, grazie all’aiuto del suo ex-partner l’Architetto, tradito ed assassinato dalla stessa Mara nel tentativo di prendere il controllo della Torre. Ora, reincarnato in qualche modo dentro ad una I.A, sarà il nostro unico alleato nella missione potenzialmente suicida che ci attende. Lui, e la nostra fidata katana.

Luci al neon, popolazione multietnica e una società sull’orlo del collasso. Benvenuti alla Dharma Tower.

Il gameplay di GR sarà senza dubbio alcuno il suo punto forte. Dovessimo fare un paragone con altri titoli già usciti, sarebbe un miscuglio tra Hotline Miami per il ritmo frenetico e adrenalinico, Dark Souls per la difficoltà, e Mirror’s Edge per visuale in prima persona e sequenze platforming/parkour. Un copia/incolla quindi? Sono state prese le parti migliori (o più caratteristiche) di tot giochi di successo, combinate insieme alla bell’e meglio, ed ecco creato Ghostrunner? Tutt’altro. GR ha una sua spiccata personalità, e se è vero che ha preso le già sopracitate caratteristiche da altri titoli, è altrettanto vero che è riuscito a rimodellarle e a farle sue, creandosi una sua personale identità. Il tutto ruoterà attorno al ritmo, al non stare mai fermi (anche perchè equivarrebbe a morire, ma lo vedremo più avanti), al cercare nuovi percorsi e nuovi modi di eliminare i nemici in quelle che sono oggettivamente delle danze mortali, tra proiettili deviati dalla katana di 74, schivate in volo, dash a mezz’aria e uccisioni assolutamente brutali. I comandi, durante il nostro test, hanno sempre risposto con una precisione impeccabile, caratteristica assolutamente fondamentale in un gioco così esigente sul piano della coordinazione tra intento/imput/reazione. Dicevamo poco sopra che fermarsi equivale a morire, ed ecco spiegato il motivo. Ghostrunner si basa sul concetto di one-hit-kill, ovvero la capacità di eliminare i nemici con un singolo fendente di katana. Easy mode, quindi? 74 è una macchina per uccidere che non può essere fermata? Tutt’altro. Il nostro eroe è fondamentalmente quello che in gergo RPG viene chiamato un glass cannon (cannone di vetro): un qualcuno/qualcosa dotato di una spaventosa forza di attacco, e di una altrettanta risibile resistenza ai danni. Basterà infatti un singolo colpo per porre fine alle nostre avventure. Preparatevi, perchè in Ghostrunner morirete. Spesso. Ogni singolo metro quadrato dei livelli di gioco sarà studiato per mettervi in difficoltà e farvi usare ogni risorsa del vostro arsenale. Morire sarà parte integrale dell’esperienza, e c’è da dire che GR, nonostante una difficoltà decisamente superiore alla media, ha dalla sua una curva di apprendimento che per quanto ripida non passerà mai al livello superiore senza prima avervi inculcato in testa (con le cattive) quanto c’era da imparare.

Un tentennamento, un movimento sbagliato e tutto può finire. Per entrambi

Un elemento fondamentale di ogni videogioco che si rispetti, quello che è veramente in grado di elevare una esperienza al livello superiore, è da sempre il comparto sonoro. Fortunatamente, Ghostrunner non delude nemmeno sotto questo aspetto. Dalle performance recitative di 74, di Mara, o dell’Architetto, passando poi per gli effetti sonori, GR è assolutamente solido sotto questo punto di vista. Ma la ciliegina sulla torta, quello che veramente sarà il valore aggiunto dell’insieme, è senza ombra di dubbio la colonna sonora, realizzata da Daniel Deluxe. Daniel Alexandrovich, questo il vero nome dell’artista, è stato in grado di creare quello che sulla carta è “solo” l’accompagnamento musicale del gioco, ma che in realtà è un personaggio a sé stante, alla pari del Ghostrunner. Con le sue sonorità dark-synth imbastardite dalla electro e radicate fermamente nella retrowave, la creazione di Deluxe ci ha assolutamente rapito. La musica cupa, distopica, opprimente ma allo stesso tempo adrenalinica di Deluxe ha reso Ghostrunner un gioco tanto bello da giocare quanto da ascoltare. E a tal proposito, leggete l’articolo sino alla fine, perchè abbiamo un piccolo regalo per voi.

“Puoi chiamarmi Architect.”

Tutto rose e fiori, dunque? Ovviamente no. Ghostrunner, per quanto ci abbia assolutamente rapito, non è un titolo perfetto. Innanzitutto, il concetto stesso dietro al gameplay-loop del titolo sarà in grado di scoraggiare ed impaurire tanti giocatori, ancora prima di iniziare o di testare il titolo con mano. Il concetto stesso di avere pochissimo margine di errore, così come già successo con altre produzioni, non è propriamente amato dal (e non lo usiamo come derogativo) casual-gamer in cerca di uno svago da pochi minuti. Ghostrunner è un titolo difficile e che perdona poco (quando lo fa). Va inoltre detto che abbiamo rilevato anche alcuni problemi di collisione negli hitbox della katana di 74, che a volte andrà completamente a vuoto, e nelle sezioni platform, dove è capitato che non venisse registrato un punto di atterraggio o aggiancio a una piattaforma, causando la nostra dipartita. Siamo comunque sicuri che tutto questo verrà mitigato quanto prima da una patch o un futuro update del titolo. L’ultima cosa prima di chiudere il capitolo dei lati negativi, è legato al sistema di checkpoint. Non esistono check-point intermedi, o meglio, saranno presenti ma solo nella sessione di gioco corrente. Nell’ipotesi che il gioco venga chiuso senza completare l’intero livello, caricando un salvataggio verrete riportati all’inizio dello stesso. Strana scelta. Vista la natura del gioco, speriamo che gli sviluppatori correggano questa bizzarra feature. A meno che non fosse intenzionale, nel qual caso…

Eccoci dunque alla conclusione del nostro tour virtuale della Dharma Tower. Che dire quindi, riguardo un gioco come Ghostrunner? Sicuramente, sarà una esperienza assolutamente indimenticabile, vuoi per le imprecazioni che usciranno dalla vostra bocca, vuoi perchè il gioco è oggettivamente e senza ombra di dubbio alcuno veramente ben fatto e godibile. Anche a livello di prestazioni il titolo è solido e viaggia a 60fps senza il minimo tentennamento, cosa fondamentale per un gioco così votato alla fluidità di movimento e alla mobilità. Non vediamo l’ora di testare la versione next-gen per goderci il titolo al massimo delle sue capacità.

Ghostrunner è stata una delle sorprese più belle che ci siano capitate per le mani in questo ultimo quarto di 2020. Comparso quasi dal nulla, è riuscito a farci innamorare con la sua ambientazione curata, le sue atmosfere cupe e senza speranza, la sua colonna sonora assolutamente fantastica e il suo gameplay esigente, punitivo, brutale, ma altrettanto soddisfacente e appagante. Come tutti i giochi che seguono questo iter videoludico, probabilmente non è un titolo che incontrerà i gusti di ogni palato, ma noi ci sentiamo in dovere di consigliarvelo, potrebbe essere il tipo di esperienza che mancava alla vostra carriera di videogiocatori.

POWER RATING:
9.0/10
“Ghostrunner è una delle sorprese più belle di questo fine 2020. Punitivo ed esigente, è anche una sfida altrettanto stimolante.”


PRO:

-Tecnicamente solido
-Comparto artistico e atmosfera in-game superbe
-Fantastica colonna sonora
-Livello di sfida appagante e gratificante…

CONTRO:
-…ma non per tutti?
-Potenzialmente frustrante
-Alcuni problemi di hit-detection


– Codice Review fornito dal Publisher
– Testato su Xbox One S

BONUS: Se avete prestato attenzione, avevamo scritto che avremmo avuto un piccolo regalo per i lettori. Eccolo qui. La stupenda colonna sonora di Ghostrunner, nella sua interezza, solo per voi. Enjoy!

Posted by:Powerwave83

5 risposte a "GHOSTRUNNER – Xbox One, PS4 Review"

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