Di Pierre Coppi
Discipline motoristiche estreme, colori al neon, giocabilità arcade e nessun limite: Benvenuti a DIRT 5!
Ok, forse non ne siete al corrente, ma qui a PowerWave non siamo più esattamente, come si dice in gergo, “di primo pelo“. Ne abbiamo viste di cotte e di crude, e abbiamo vissuto praticamente qualunque era videoludica. Dai platform a 8-bit alla renaissance del videogioco, dall’era d’oro dei picchiaduro 1v1 a quella dei beat ‘em up a scorrimento, passando per la nascita dei giochi 3D, noi c’eravamo. Tra queste, abbiamo anche vissuto quella che ultimamente è venuta forse un po’ più a mancare, quella dei giochi di guida arcade. Ecco quindi che Codemasters corre in nostro aiuto con DIRT 5, un gioco che ricalca alla perfezione le linee guida di quel tempo passato, a patto di vederlo già da principio dalla giusta prospettiva.

Come dicevamo, D5 incarna alla perfezione tutto quello che adoravamo di quel genere: la presentazione sopra le righe, il roster di veicoli tra il serio e il faceto, una colonna sonora adrenalinica e una selezione di gare diversificata, ma accomunata da una durata media breve ma intensa. D5 non perde tempo con tanti fronzoli: già dal menù principale avrete sott’occhio tutto quello che il gioco può offrire in termini di modalità di gioco. La modalità carriera, il pilastro su cui Codemasters ha costruito il tutto, la modalità online e quella denominata Playground.
Iniziamo parlando della modalità carriera, il luogo dove probabilmente spenderete più tempo e che, per certe cose, ci ha lasciato più perplessi. La premessa è la seguente. Il Dirt Offroad Series è il nuovo campionato sotto i riflettori e sulla bocca di tutti, e noi impersoneremo un fantomatico rookie alla ricerca di fama e successo. Durante lo svolgimento di questa storia (se effettivamente di storia si può parlare) verremo a contatto con svariati personaggi impegnati nello stesso torneo, tra cui spiccheranno i due co-protagonisti della vicenda: AJ e Bruno Durand. Il primo è il campione in carica del DOS, e fungerà anche da nostro mentore. Il secondo, si potrà vedere come la nostra nemesi, anche in virtù della caratterizzazione data al personaggio: spocchioso, freddo calcolatore… il classico cliché. Tutto questo sarà condito, tra una gara e l’altra, da un fantomatico podcast dove due host intervisteranno alcuni tra i personaggi menzionati poco sopra, nel tentativo di rendere più verosimile il contesto di gioco. Il problema, purtroppo, è che per quanto le linee di dialogo siano ben recitate e interessanti, è la struttura stessa della modalità di gioco ad essere, e ci costa molto scrivere queste parole, noiosa. Il tutto si ridurrà a correre la tal gara usando il dato mezzo, riscuotere le ricompense, ascoltare i due presentatori, selezionare la prossima gara. Fine, ripetere ad nauseam. D’accordo, aspettarsi qualcosa di profondo da un gioco di guida è forse un peccato di ingenuità, ma ci ha lasciato comunque un sapore amaro in bocca, perchè con un minimo di cura in più, la modalità carriera di D5 avrebbe potuto essere qualcosa di veramente superlativo.

Parliamo ora di cose più gradevoli e più sostanziose perchè, e vogliamo metterlo in chiaro sin da subito, DIRT 5 non è affatto un brutto gioco. Quello che probabilmente vi terrà incollati allo schermo il più a lungo sarà, fortunatamente, il gameplay. DIRT 5 come dicevamo è un arcade puro, e ciò si potrà intuire già dalla totale mancanza di setting relativi ai vari veicoli. Nessuna regolazione di sospensioni, rapporti, mescola di gomme, niente di niente. Metaforicamente, tutto quello che ci sarà da fare sarà infilarsi il casco, aspettare la luce verde, e pestare sul gas come dei dannati. Un po’, e qui ci ricolleghiamo al paragrafo iniziale, come si faceva con i vecchi arcade-racer, da Sega Rally a Daytona USA, giusto per citare due mostri sacri del genere. Sportellate, sbandate, derapate, salti: ecco l’arsenale che avrete a disposizione per trionfare. Altra nota positiva è che, nonostante le radici non-simulative del titolo, ogni veicolo che utilizzerete avrà una sua spiccata personalità e sarete perfettamente in grado di distinguere, volante alla mano, una trazione posteriore da una anteriore, passando per una trazione integrale. Stesso discorso anche per le varie classi di veicoli: una vettura da rally degli anni ’80 o ’90 sarà ben differente da guidare rispetto alla sua controparte moderna, così come una ultralight (come la Ariel Nomad) sarà totalmente diversa rispetto a una BMW X5 pro-truck o alla Porsche Cayenne TransSyberia. Tirando le somme sul comparto gameplay, DIRT 5 funziona dove serve. Promosso.

Una cosa che ci è piaciuta veramente tanto di DIRT 5 è la modalità Playground, nome vezzoso che va a indicare quella che, in soldoni, è la modalità editor del gioco. Qui sarà possibile sbizzarrirsi creando le piste e gli eventi più disparati, dai semplici rally alle gymkhane, impostando la classe dei veicoli che utilizzerete, il tipo di terreno, le condizioni climatiche, i checkpoints, e quant’altro possa venirvi in mente. Una aggiunta non da poco che andrà ad aumentare in maniera esponenziale la longevità del prodotto. Facile da utilizzare e ben fatta.
Ora passiamo alla questione più spinosa del tutto, le performances. Non delle auto, sia chiaro, ma del comparto tecnico del gioco. E qui ci sarà da dividere fondamentalmente la recensione in due. Da una parte, la versione per la scorsa generazione di console (noi abbiamo testato il gioco su Xbox One S), dall’altra, quella per la next-gen (ed abbiamo testato il gioco su Xbox Series X). Praticamente, abbiamo giocato sulle Xbox rispettivamente più e meno potenti, così da capire al meglio quanto ampia fosse la forbice relativa alle prestazioni del gioco su diversi tipi di hardware.

Iniziamo con le note dolenti: Xbox One S. Premessa, DIRT 5 lascia la possibilità di scegliere tra performance e resa grafica. In modalità resa grafica, appena iniziata la gara, quindi circondati da almeno 10 altre vetture, il gioco ha iniziato ad affannarsi visibilmente, con stuttering e cali di framerate. “Poco male“, abbiamo pensato, “in modalità performance andrà meglio“. Ed è stato effettivamente così, al netto però di un drastico calo grafico, con texture e modelli poligonali che sembravano usciti direttamente dalla prima Xbox. Male, molto male. E il tutto è stato esacerbato da un clamoroso crash alla fine di una gara, con il gioco che prima si è bloccato sulla schermata dei risultati per diversi minuti, per poi far collassare la console al punto di spegnerla e di bloccare addirittura il controller. Abbiamo letteralmente sudato freddo.
Meglio, molto meglio, infinitamente meglio la situazione sulla spaventosa Xbox Series X. Caricamenti che prima arrivavano tranquillamente intorno al minuto? Ora in 10 secondi si è sulla linea di partenza. Performance o Resa Grafica? Irrilevante, il gioco girerà come un sogno in qualunque condizione, ma sappiate che in modalità Performance sarete parte integrante di quella meraviglia che sarà vedere un gioco girare senza il minimo problema in 4K (vero) e 60fps. Una gioia per gli occhi. Nessun tipo di rallentamento, stuttering, o problemi di sorta. Tutta questa sontuosità grafica poi, andrà paradossalmente a impattare anche sul gameplay, visto che le condizioni climatiche “estreme” di alcune gare renderanno effettivamente difficile la navigazione durante la guida. DIRT 5 vive la sua espressione migliore con le console di nuova generazione.

Eccoci quindi a tirare le somme su un gioco che si distanzia piuttosto sostanzialmente dalle precedenti iterazioni della serie. Laddove Dirt Rally e Dirt Rally 2.0 erano simulazioni pure, dove un singolo errore poteva costarvi non una gara, ma un intero campionato, DIRT 5 è diametralmente all’opposto di tutto ciò. Lanciatevi contro gli avversari usandoli come sponde, mettetevi in mostra con derapate al limite, in D5 tutto sarà permesso. E’ vero, il gioco sicuramente non è perfetto, vista la mancanza di replay e di sostanziali modifiche alle auto, oltre ad una modalità carriera piuttosto insipida, ma è anche vero che tutto verrà controbilanciato da un sapore estremamente piacevole, quello dei gloriosi arcade racers che furono. Gare veloci e adrenaliniche vi faranno tornare al titolo Codemasters con la scusa del “una garetta e poi smetto“. Promosso!
POWER RATING:
8.0/10
“Un tuffo nel passato dei gloriosi arcade racers di una volta, ma esaltato dalle prestazioni della next-gen e da un gameplay ben fatto e divertente.”
PRO:
-Gameplay arcade solido e divertente
-La modalità Playground aggiunge ore infinite alla longevità
-Prestazioni su next-gen
-Le condizioni climatiche impattano realmente il gameplay
CONTRO:
-Prestazioni su current-gen
-Modalità carriera con potenziale inespresso
– Codice Review fornito dal Publisher
– Testato su Xbox Series X e Xbox One S




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