Di Redazione PW83
-Codice Review fornito da PQube
-Versione Testata: Xbox Series X
-Disponibile per: PlayStation 5, Xbox Series X|S, PC (Steam)
-Sviluppatore: Wild Sheep Studio
-Publisher: PQube
Una avventura in cui vestire i panni di un adorabile…cucciolo di cinghiale? Scoprite i segreti di Adorable Adventures nella nostra review!
L’industria videoludica contemporanea sembra aver riscoperto un’attrazione quasi primordiale per il punto di vista animale, ma dove altri cercano il caos o la simulazione pura, Adorable Adventures tenta di costruire un ponte emotivo attraverso la sensorialità. Il protagonista, Boris, è un cucciolo di cinghiale che si muove in un mondo improvvisamente vasto e frammentato a causa di un incendio boschivo. La scelta di Wild Sheep Studio di ambientare l’opera nel Parco Nazionale delle Cevenne non è solo un omaggio geografico alle proprie radici francesi, ma definisce un perimetro estetico che rifiuta il fotorealismo sterile per abbracciare una direzione artistica che ricorda la delicatezza di un acquerello in movimento. Non si tratta di una semplice operazione di cartografia digitale, quanto della volontà di esplorare la vulnerabilità biologica in un contesto di crisi ambientale. L’incendio che separa la nidiata funge da catalizzatore primordiale, una frattura che impone al piccolo protagonista di riapprendere le leggi della sopravvivenza attraverso un filtro sensoriale che il videogioco solitamente ignora.

Il cuore pulsante dell’esperienza non risiede nel combattimento o nella sfida meccanica, ma nella decodifica dell’ambiente attraverso l’olfatto. Gli sviluppatori costringono il giocatore a filtrare la realtà attraverso una libreria di odori che funge da bussola narrativa e funzionale. È un approccio che disarticola le classiche interfacce HUD: la direzione da seguire emerge come una scia invisibile nell’aria, un richiamo che lega Boris ai suoi familiari dispersi. Tuttavia, la giovinezza del protagonista si riflette in un sistema volutamente imperfetto. All’inizio del viaggio, la sovrabbondanza di stimoli olfattivi scatena una confusione sensoriale che può frustrare: le scie si intrecciano e si sovrappongono bruscamente non appena una nuova fonte entra nel raggio d’azione di Boris. Solo la progressiva identificazione delle essenze permette di filtrare il rumore di fondo, consentendo al giocatore di silenziare determinati odori nel taccuino per focalizzarsi sull’obiettivo. È una scelta coraggiosa che simula la crescita cognitiva dell’animale, sebbene esponga il fianco a qualche imprecisione tecnica, con tracce che talvolta sbattono contro ostacoli architettonici invece di aggirarli.

La struttura ludica solleva interrogativi sulla tenuta a lungo termine e sulla densità dell’offerta. Se da un lato il ritmo compassato invita alla contemplazione, dall’altro le attività collaterali — come le sfide fotografiche o le gare di velocità tra i cancelli — rischiano di apparire come riempitivi necessari a rimpinguare una durata complessiva che fatica a superare le quattro ore. C’è una tensione palpabile tra la volontà di offrire un’esperienza rilassante e la necessità di mantenere vivo l’interesse attraverso compiti che, talvolta, sembrano inseriti più per esigenze di design che per arricchire realmente il percorso di crescita di Boris. La missione legata al ritrovamento dei piccoli conigli, ad esempio, evidenzia un cortocircuito logico: laddove il gioco impone l’uso del naso per ogni interazione, in questo frangente costringe a una ricerca puramente visiva in un ambiente dove i modelli poligonali tendono a mimetizzarsi eccessivamente con la vegetazione, spezzando il ritmo dell’immersione.

Il design della mappa merita una riflessione analitica superiore. La compattezza del Parco delle Cevenne è la sua forza: ogni bioma, dalla foresta densa alla brughiera aperta, possiede un’identità visiva che funge da punto di riferimento naturale, rendendo quasi superfluo l’uso della mappa. L’area colpita dal fuoco non è solo un monito estetico, ma impone un cambio di paradigma meccanico: qui la cenere soffoca l’olfatto di Boris, privando il giocatore della sua guida principale e costringendolo a un’esplorazione tattile e visiva più attenta. È in questi momenti che Adorable Adventures brilla, quando spoglia il cucciolo delle sue certezze e lo obbliga a interagire con un mondo ostile e mutato. Anche il movimento di Boris, che replica con fedeltà le sterzate e le accelerazioni improvvise dei suidi, contribuisce al realismo dell’esperienza, pur pagando il pegno di incastrarsi occasionalmente contro piccoli dislivelli del terreno non adeguatamente segnalati.

Wild Sheep Studio ha costruito un tempio alla lentezza, un luogo dove la tecnologia si mette al servizio della contemplazione. Una volta riuniti i fratelli, il caos che generano muovendosi in gruppo aggiunge una nota di vitalità disordinata, urtando bidoni e ostacolando il cammino, restituendo quella sensazione di famiglia tanto cercata. Eppure, resta il dubbio se questa estrema semplificazione non finisca per confinare il titolo in una nicchia fin troppo specifica. La mancanza di un vero pericolo e una progressione che non cambia mai marcia rendono l’opera una carezza costante, ma priva di quei picchi necessari a renderla indimenticabile. È un ecosistema delicato che vive di atmosfera, capace di sostenere la curiosità solo finché il fascino della scoperta sensoriale non cede il passo all’abitudine. L’opera si chiude lasciando una sensazione di incompiuta meraviglia, come un diario di viaggio le cui ultime pagine sono state bagnate dalla pioggia, rendendo i contorni sfumati e lasciando al giocatore il compito di decidere se lasciarsi cullare o pretendere qualcosa di più dal fango e dalle foglie.
POWER RATING: 7.5/10
“Adorable Adventures è un’esperienza accogliente e rilassata che trasforma l’olfatto in un linguaggio narrativo coerente. Sebbene soffra di alcune incertezze strutturali e di una durata contenuta, il viaggio di Boris nelle Cevenne rappresenta una parentesi di serenità rara nel panorama attuale.”
PRO
- La meccanica olfattiva è tematicamente brillante e ben integrata.
- Direzione artistica e sonora che catturano perfettamente l’essenza delle Cevenne.
- La gestione dinamica del gruppo di fratelli aggiunge un tocco di caos adorabile.
CONTRO
- La confusione iniziale delle scie odorose può risultare frustrante.
- Alcune missioni, come quella dei conigli, sono meccanicamente deboli.
- La brevità complessiva dell’esperienza potrebbe non giustificare l’interesse per tutti.




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